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sabato 20 luglio 2013

Siena, nuova inchiesta su Mps: evasi 178 milioni di euro?


SIENA - C'è anche un'inchiesta per reati fiscali che coinvolge gli ex vertici del Mps, con riferimento agli esercizi dal 2005 al 2008. Il nuovo filone di accertamenti vede indagate 11 persone. Tra loro, l'ex presidente e l'ex ad, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, Gianluca Baldassarri, il responsabile dell'area finanza finito in carcere, Pier Luigi Fabrizi ed Emilio Tonini, presidente e dg fino al 2006. Per i pm di Siena hanno evaso almeno 178 mln di euro.

martedì 19 febbraio 2013

Mps: perquisizioni nelle abitazioni di Mussari e Vigni


SIENA - Sono in corso, secondo Adnkronos, quattro perquisizioni da parte degli uomini della Guardia di Finanza che indagano sul caso Mps. In particolare i controlli riguardano le abitazioni di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale dell'istituto senese, l'abitazione e l'ufficio in Mps di Davide Rossi, ex vice direttore di Mps.
Le perquisizioni nelle tre abitazioni (di Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Davide Rossi, ndr) e nell'ufficio di Rossi nella sede di Mps, sono condotte dai militari del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza su richiesta dei pm senesi che indagano sull'istituto di credito.

venerdì 15 febbraio 2013

Mps: monetine contro l’ex presidente Mussari che entra in tribunale


SIENA - Giuseppe Mussari, l'ex presidente di Monte dei Paschi di Siena, è entrato nel Palazzo di Giustizia di Siena, accompagnato dai due legali Tulli e Padovani e Fabio Pisillo. All'ingresso, contro di lui sono state lanciate alcune monetine e urlato 'ladro, ladro' e 'buffone, buffone'. Mussari, tirato in volto, è stato subito circondato dalle forze dell'ordine che lo hanno accompagnato all'interno del Palazzo di Giustizia facendolo passare tra le telecamere e i giornalisti.

mercoledì 6 febbraio 2013

Mps: “false informazioni”, indagati Mussari e Vigni. Un ispettore nel Comune di Siena


SIENA - L’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, e l'ex direttore generale Antonio Vigni sarebbero indagati per concorso per falso in prospetto e manipolazione del mercato. La notizi sarebbe emersa dagli inviti a comparire inviati dalla procura di Siena agli indagati. Secondo l'accusa sarebbero state fornite "false informazioni" agli organi preposti al controllo.
Per l'acquisizione di Antonveneta sia Mussari che Vigni al fine di portare a termine l'operazione denominata 'Trash 2008' avrebbero diffuso notizie false al mercato "idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell'azione ordinaria di Mps". 
Gli stessi reati vengono contestati anche all'ex direttore finanziario del Monte dei Paschi, Daniele Pirondini, che deve rispondere anche, insieme a Vigni, del reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorita' di vigilanza.
Un ispettore arrivato da Roma starebbe controllando da giorni il bilancio 2011 del Comune di Siena. La notizia è stata confermata da alcune fonti. Non è chiaro ancora se si tratti di un ispettore ministeriale o di un altro organismo dello Stato.
L'ex direttore generale di banca Monte dei Paschi Antonio Vigni è  entrato nel tardo pomeriggio nel Palazzo di Giustizia di Siena per presentarsi davanti ai magistrati. Vigni è arrivato accompagnato dai suoi due legali, Roberto Borgogno ed Enrico De Martino, che hanno confermato ai giornalisti che l'ex direttore generale è pronto a rispondere alle domande dei pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell'inchiesta su Antonveneta.

lunedì 4 febbraio 2013

Mps: l’ex presidente Mussari davanti al pm non parla. Testimone conferma la “banda del 5%”


SIENA - L'ex presidente della Banca Monte dei Paschi e dell'Abi, Giuseppe Mussari, è pronto a rispondere a tutte le domande dei sostituti procuratori "ma non in data odierna". Lo ha riferito il suo legale, Fabio Pisillo, spiegando che questa decisione è stata presa in considerazione dell'assenza dell'altro difensore, Tullio Padovani. Mussari è giunto in Procura, a Siena, per essere sentito nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta.
L'ex dirigente si è trattenuto davanti ai magistrati soltanto per pochi minuti. Era arrivato a bordo di una Smart rossa guidata da uno dei suoi avvocati ed è uscito dopo circa mezz'ora. Secondo fonti giudiziarie, l'ex numero uno dell'istituto senese è stato sentito dai pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso in qualità di indagato nell'inchiesta che ipotizza i reati, fra gli altri, di ostacolo all'autorità di vigilanza e manipolazione del mercato. In particolare, i pubblici ministeri contestano a Mussari alcune operazioni "sospette" compiute dalla banca senese e soprattutto quella dell'acquisto di Antonveneta dal gruppo spagnolo Santander per un prezzo intorno al 10 miliardi, operazione che risale al 2007.
C'era "una banda del 5%" che prendeva una percentuale illecita su ogni operazione e c'erano "pagamenti riservati" ai vertici di Mps: l'ex funzionario della banca d'affari Dresdner Antonio Rizzo, sentito a Roma dalla Gdf, ha confermato tutte le accuse nei confronti di Mps che aveva già messo in un verbale di polizia giudiziaria nel 2008. Rizzo ha dunque ribadito le sue accuse nei confronti degli ex vertici della banca e ha fatto anche i nomi dei funzionari di Dresdner che hanno partecipato alle riunioni in cui si affrontava la questione delle percentuali per i funzionari di Rocca Salimbeni. Persone che saranno adesso sentite nei prossimi giorni dalla procura di Siena che indaga sull'acquisizione di Antonveneta e sulla vicenda del derivato Alexandria. Rizzo ha anche confermato l'esistenza dei nastri - depositati a Milano già nel 2008 - sui quali avrebbe registrato le conversazioni tra lui e gli altri funzionari della Dresdner nelle occasioni in cui si parlava di Mps. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende, di 2-3 nastri relativi a riunioni interne alla banca d'affari alle quali ha partecipato lo stesso Rizzo. Registrazioni effettuate su suggerimento dei legali nel timore che, una volta denunciate l'anomalia relativa a Mps, nei suoi confronti potesse essere aperta una procedura di licenziamento. Nel verbale del marzo del 2008, in particolare, Rizzo citava una cena con il funzionario della Dresdner, Michele Cortese - che sarà sentito anche lui nei prossimi giorni - nella quale quest'ultimo affermava che "Baldassarri e Pontone (capo area finanza e responsabile ufficio di Londra Mps, ndr) avevano percepito una commissione indebita dell'operazione per il tramite di Lutifin. Mi disse che i due erano conosciuti come la banda del 5% perché su ogni operazione prendevano una percentuale".

martedì 29 gennaio 2013

Montepaschi, primi due indagati per truffa (Mussari e Baldassari)


SIENA - Dall'inchiesta della Procura di Siena sul buco di bilancio di Montepaschi emerge che i vertici della banca, l'ex presidente Giuseppe Mussari e il responsabile dell'Area Finanza all'epoca dei fatti (2007-2012) Gianluca Baldassari, nascosero agli azionisti le operazioni sui "derivati" tentate per risanare il debito emerso con l'acquisto di Antonveneta. Mussari e Baldassari sono perciò indagati per truffa.
Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di altri responsabili tra cui l'ex direttore generale Antonio Vigni. Come riporta il Corriere della Sera, per cercare di ripianare il grosso buco dato dall'esborso per Antonveneta Mps avrebbe sottoscritto due contratti con Jp Morgan con condizioni capestro. I contratti, siglati da Baldassari, avallati da Mussari, furono tenuti in cassaforte per tre anni da Vigni. L'operazione sarebbe dovuta servire a colmare le perdite provocate dalla plusvalenza di Antonveneta, comprata dagli spagnoli del Santander a settembre 2007 per 6,3 miliardi di euro e rivenduta a Mps due mesi dopo per 9,3 miliardi di euro, più un miliardo di euro per gli oneri. 

L'accordo con Jp Morgan sarebbe stato presentato come un aumento di capitale ma, in realtà, e su questo la Procura sta indagando,sarebbe stato un vero e proprio prestito. Il contratto non solo sarebbe stato tenuto segreto agli azionisti, nonostante l'obbligo per legge di informarli, ma non sarebbe neppure stato registrato sui libri contabili. 

I vertici aziendali sono accusati anche di ostacolo agli organi di Vigilanza. Nelle lettere a Bankitalia che aveva chiesto chiarimenti a a Mps il 23 settembre 2008, Vigni rispose che per garantire che "in ordine all'assorbimento delle perdite, Jp Morgan ha acquistato le proprietà delle azioni senza ricevere alcuna protezione esplicita o implicita dalla banca". In un'altra lettera del presidente del collegio sindacale Tommaso Di Tanno e dei due sindaci Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti si legge che "nel suo complesso l'operazione patrimoniale con Jp Morgan realizza il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d'impresa per quanto attiene sia al capitale assorbimento delle perdite, sia alla remunerazione annuale (flessibilità dei pagamenti), replicando quindi agli effetti economici delle azioni". Ma, secondo le verifiche dei magistrati, queste dichiarazioni "non sono corrispondenti al vero" e si configurano elementi di accusa di ostacolo agli organi di Vigilanza.