Visualizzazione post con etichetta killer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta killer. Mostra tutti i post

sabato 16 maggio 2015

Il KILLER di Secondigliano: freddo, introverso, non pazzo


Giulio Murolo
NAPOLI, 16 giugno - Un infermiere appassionato di armi e di caccia. Freddo, silenzioso, introverso. E' il profilo che emerge di Giulio Murolo, 45 anni, incensurato, autore della strage di Secondigliano, alla periferia di Napoli, con quattro morti e sei feriti. Secondo il questore di Napoli, non soffrirebbe di disturbi psichici. In casa deteneva fucili da caccia ed altre armi, tutte regolarmente denunciate. La personalità dell'infermiere, che lavora nel reparto di chirurgia toracica dell'ospedale Cardarelli è ancora da decifrare. "Mai ricevute segnalazioni negative sul suo conto - ha detto il direttore sanitario dell'ospedale Franco Paradiso - non lo conoscevo bene". 
"Si è chiuso nel silenzio - ha raccontato ieri in conferenza stampa il questore di Napoli Guido Marino - durante le telefonate con l'operatore del 113 è apparso naturalmente in stato di eccitazione, ma non di alterazione psichica". Almeno 16 i colpi di fucile esplosi da Murolo, tanti i bossoli ritrovati dalla polizia, ma la ricostruzione della Scientifica, definita "molto complessa" è ancora in corso. I colleghi di lavoro lo definiscono come persona silenziosa e introversa, ma nessuno ha mai ravvisato in lui segni di squilibrio. Freddo, semmai, così come si è manifestato agli uomini in divisa ai quali si è arreso, senza opporre resistenza e senza dire una parola dopo i 40 minuti trascorsi al telefono con un operatore del 113 che lo ha indotto ad arrendersi. Infine Murolo si è arreso. «Sono disarmato, non sparate, mi arrendo» le sue parole prima di uscire dalla porta di casa. E poi ha mormorato: «Ho fatto una cazzata, ho fatto una cazzata».

mercoledì 22 aprile 2015

TORINO, accoltella il padre diciassettenne che voleva "fare il killer"

TORINO, 22 aprile - Un mese fa era scappato di casa annunciando l'intenzione di "fare il killer". Un 17enne, con problemi di comportamento, ha accoltellato il padre, colpendolo al collo, al torace e all'addome prima di essere bloccato dal fratello e poi fermato dalla polizia. E' accaduto a Torino. L'uomo ferito non è in pericolo di vita. Non sono chiari i motivi che hanno scatenato il raptus del giovane.

domenica 5 aprile 2015

PAKISTAN, gli rifiutano una cugina come sposa e lui la uccide assieme ad altri 9 suoi parenti


ISLAMABAD (Pakistan) - Una proposta di matrimonio rifiutata con una sua cugina ha spinto questa mattina un uomo, che la polizia descrive come un 'serial killer’,  a uccidere 10 membri della sua famiglia, dopo averne uccisi quattro l'anno scorso per lo stesso motivo: il fatto è accaduto nella zona del quartiere Jendi di Charsadda nel Khyber Pakhtunkhwa in Pakistan. L’uomo - Gul Ahmed - è ancora in fuga. Nel suo raptus omicida Ahmed ha ucciso suo zio, sua zia e otto dei suoi cugini, inclusa la donna che voleva sposare, Naveeda Bibi.
Un funzionario di polizia ha detto che Gul Ahmed Said, ha aperto il fuoco e ucciso per primo Jamal, che era lo zio paterno, e poi i nove membri della famiglia. La maggior parte delle vittime sono state uccise con colpi alla testa e al viso.
I familiari della ragazza, dopo aver appreso degli omicidi precedenti dell’uomo, avevano rifiutato di darglie in sposa Naveeda. Il rifiuto ha spinto il killer ad streminare tutta la famiglia.

domenica 21 dicembre 2014

NEW YORK Il killer dei due agenti aveva sparato alla findanzata, prima della spedizione punitiva


Ismaayl Brinsley, il killer
NEW YORK - Ismaayl Brinsley, 28 anni, l’uomo che ha ucciso due agenti di polizia di New York in stile esecuzione mentre sedevano nella loro veicolo di pattuglia e si è poi suicidato, aveva iniziato la sua giornata sparando a Baltimora alle 5.45 alla sua ex-fidanzata ferendola gravemente e postando su Instagram frasi che erano "molto anti-polizia", ha dichiarato il commissario di polizia Bill Bratton. LaBaltimore County Police si era resa conto, nelle indagini sul ferimento della donna,  che Brinsley aveva un collegamento con Brooklyn e aveva inviato via fax un volantino di avvertimento al NYPD, che purtroppo è stato ricevuto nello stesso tempo in cui iniziava la sparatoria, ha detto Bratton. “Circa alle 14:45 , le autorità di Baltimora hanno inviato un fax - ha detto Bratton - Purtroppo,era l’ora in cui i nostri agenti cadevano nell’ imboscata e venivano uccisi da Brinsley." Il sospetto, Ismaaiyl Brinsley, ha scritto su Instagram: "Sto mettendo le ali ai maiali oggi. Prendono 1 dei nostri, rispondiamo con 2 di loro." usando l'hashtag Shootthepolice RIPErivGardner (sic) RIPMikeBrown. "Questo potrebbe essere il mio ultimo post," ha poi scritto Brinsley nel post Instagram che comprendeva l'immagine di una pistola d'argento. E una pistola d'argento è stato recuperato sulla scena della sparatoria, ha detto la polizia.
Il post ricordava  Eric Garner e Michael Brown, due uomini le cui morti hanno portato a pesanti critiche contro la polizia a livello nazionale. A New York, Garner è morto dopo un ufficiale lo ha praticamente strangolato mentre lo arrestava per aver venduto sigarette di contrabbando, mentre Brown è stato colpito e ucciso da un agente di polizia in Ferguson, Missouri, durante l'estate.

Ismaayil Brinsley ha ucciso gli agenti Wenjian Liu, asiatico e Raffaello Ramos, ispanico. Dopo aver sparato ai due agenti, Brinsley è sceso in metropolitana ed è corso sulla piattaforma, dove si è sparato alla testa, uccidendosi. Gli archivi della polizia  mostrano che Brinsley era stato arrestato più volte a New York, Georgia, e Ohio, con accuse tra cui rapina e aggressione.

martedì 14 ottobre 2014

RIAD (Arabia Saudita): killer ammazza un americano a una stazione di servizio. Arrestato


Riad
RIAD - Un cittadino statunitense e' stato ucciso e un altro ferito a Riad, in Arabia Saudita. Lo riferiscono i media arabi. Uomini armati hanno sparato contro l'auto su cui si trovava l'uomo, in un agguato che si e' verificato in una stazione di servizio nei pressi dello stadio re Fahd, nella zona orientale di Riad, dove l’auto dell’americano si era fermata per fare rifornimento. Il killer "e' stato arrestato", rende noto il responsabile per la stampa della polizia. L'uomo e' stato ferito in uno scontro con la polizia. Non si sa ancora se l’attacco sia legato al terrorismo.

lunedì 13 ottobre 2014

Due killer ammazzano un uomo a CALVANO (Napoli)


NAPOLI - Un uomo di 25 anni, già noto alle forse dell'ordine, è stato ucciso a Caivano (Napoli), nella quartiere del Parco Verde. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, che indagano sull'accaduto, la vittima stava salendo sulla sua moto quando è stata avvicinata dai killer che gli hanno esploso contro diversi colpi di pistola.

mercoledì 27 agosto 2014

Il folle killer dell’Eur ha colpito la vittima con 40 coltellate e voleva farla a pezzi

Oksana Martseniuk
ROMA - Federico Leonelli voleva fare a pezzi il corpo della sua vittima e disfarsene. La conferma arriva dall'autopsia di Oksana Martseniuk, effettuata al policlinico Tor Vergata, da cui emerge che la donna è stata decapitata dopo la morte. Secondo quanto si è appreso, il killer aveva già pronti dei bustoni dell'immondizia per nascondere il cadavere.
La 38enne ucraina è stata raggiunta da oltre 40 coltellate, tra cui alcune anche al volto . Per i medici il quadro lesivo sarebbe "impressionante".

Leonelli è morto dopo essere stato colpito da più di un colpo di pistola al torace. E' quanto emerge dall'autopsia svoltasi all'istituto di medicina legale del policlinico di Tor Vergata. Domani sarà effettuato l'esame autoptico sul corpo della donna.
'Abbiamo sparato quando si è lanciato contro di noi, col coltello in pugno. Ci voleva un attimo a raggiungerci. Nessuno di noi due aveva mai fatto fuoco prima d'ora, se non al poligono in allenamento. Michele è anche tiratore sportivo e chiedergli perché mai non abbia mirato alle gambe è superfluo: a due metri di distanza, con la paura di essere uccisi e l'adrenalina a mille non si mira: si spara al bersaglio grosso e basta. Per salvarsi o per salvare altre vite''. Così, in un'intervista a Repubblica, Danilo e Michele, i due poliziotti che hanno fatto fuoco contro Federico Lionelli, l'uomo che ha decapitato la colf in una villetta romana. ''Era in piedi, nel buio, e rantolava. La donna era già morta ma lui imitava i suoi gemiti. Aveva un coltellaccio in mano, i capelli lunghi, un paio di occhiali protettivi sul viso. Faceva paura, alto quasi due metri, robusto, lordo di sangue. Il nostro primo pensiero è stato per il pompiere che, in quel momento, stava forzando la porta. Era chiarissimo che Leonelli si preparava a uccidere chiunque fosse entrato in quella stanza'', raccontano i due poliziotti. Quando la porta si è aperta ''abbiamo urlato al pompiere: via, via, scappa. L'uomo si è avventato contro il pompiere e ha cercato di pugnalarlo. Poi, fulmineamente, è uscito in giardino. C'erano altri vigili, medici, barellieri. Abbiamo gridato a tutti di allontanarsi. Lui si è messo di spalle a un'auto parcheggiata poco distante'', proseguono i poliziotti. ''Urlava: andate via, lasciatemi andare. Siamo avanzati con le armi in pugno fino a quando non c'era nessuno sulla linea di tiro. Abbiamo gridato: butta il coltello, butta il coltello. Un nostro collega si è avvicinato di lato e l'ha colpito col manganello, tentando di disarmarlo. Lui non ha neanche avvertito i colpi''.
Laura, sorella di Leonelli, rivolge a "tutte le persone coinvolte nelle circostanze della morte" del fratello "dove avessero sbagliato, i sensi del mio perdono e della mia famiglia. Possa Dio aiutarci tutti". La donna ha detto di provare "sconcerto, imbarazzo e pena" per il fratello. "L'unico sostegno, in questo tragico momento - ha aggiunto Laura Leonelli - è per me la misericordia di Dio Padre, alla quale affido umilmente mio fratello, la sua povera vittima, i suoi familiari e tutte le persone coinvolte nelle circostanze della morte stessa di Federico".

lunedì 25 agosto 2014

ROMA: il folle killer della bambinaia ucraina ucciso mentre tentava la fuga

ROMA - La donna decapitata nella villetta di via Birmania,zona chic dell’Eur da un uomo poi ucciso dalla polizia  si chiamava Oksana Martseniuk, ucraina di 38 anni, che lavorava come bambinaia nella casa.
Il killer, Federico Leonelli, 35 anni, era vestito come una sorta di personaggio horror:  sul volto una maschera da giardiniere e gli occhiali da sole. L'omicidio è avvenuto nella tavernetta dell'abitazione di VIa Birmania. L'assassino sarebbe figlio di un alto funzionario delle forze armate.  All'arrivo degli agenti in terra c'era una lunga scia di sangue, probabilmente il corpo della donna era stato trascinato.
«Per favore lasciami, ti prego non uccidermi». Dall’altra parte della porta della villetta di via Birmania 86 all’Eur c’è Federico Leonelli. 

Tiene per i capelli Oksana Martseniuk, la bambinaia ucraina di casa Ciallella. Era stata lei a intuire la sera prima che c’era qualcosa di strano in quel ragazzo col quale condivideva la villetta. Si era spaventata a tal punto da decidere di scrivere un sms a Giovanni Ciallella, il padrone di casa, raccontando che Leonelli le faceva paura, perché maneggiava «grandi coltelli» e sembrava «fuori di testa».

Un timore che il proprietario aveva girato a Leonelli, chiedendo spiegazioni. I sospetti della domestica rivelati al proprietario di casa, potrebbero aver ispirato la follia omicida. È una delle ipotesi, assieme a quella del tentativo di stupro, su cui stanno lavorando il procuratore Pierfilippo Laviani e il pm Luigi Fede, assieme alla polizia. Certo è, che quando i primi poliziotti sono arrivati alla villetta allertati dai vicini che sentivano la donna chiedere aiuto, la domestica probabilmente era già morta.

Leonelli è stato raggiunto dai proiettili degli agenti quando si trovava a bordo della propria auto, forse dopo un disperato tentativo di fuga. Secondo una prima ricostruzione l'assassino, dopo che i Vigili del Fuoco erano riusciti ad aprire la porta della tavernetta dove si trovava assieme al cadavere della donna, ha tentato di aggredirli brandendo l'arma con cui poco prima aveva ucciso la sua vittima.
Leonelli sarebbe quindi riuscito ad uscire dalla villetta armato e minacciando chiunque si avvicinasse è riuscito a raggiungere la sua auto nel vialetto della villa salendoci a bordo. L'uomo ha forse tentato di darsi alla fuga ma gli agenti a quel punto sono intervenuti sparando contro l' auto. Le Forze dell'Ordine hanno quindi allertato il 118 ma l' uomo è morto per le gravi ferite. Si indaga sui rapporti tra l'uomo e la vittima. Tra le ipotesi c'è quella che la donna avesse cercato di sottrarsi a un tentativo di violenza sessuale del killer. Per ora gli investigatori escludono che ci fosse una relazione tra i due.

Non si dà pace la sorella dell'assassino: "Ad di là di quanto accaduto - chiede - perché mio fratello è stato ucciso? Perché hanno mirato al cuore? Loro avevano una pistola e lui un coltello. Mi diano una risposta".

venerdì 6 giugno 2014

Killer entra in un'aula e spara all'Università di Seattle: un morto e almeno 3 feriti

SEATTLE - L'aula della sparatoria: in terra la pistola del killer
SEATTLE - I mezzi della polizia all'esterno dell'università
SEATTLE - Paura alla Pacific University di Seattle, nello stato di Washington, dove in seguito a una sparatoria effettuata da un killer solitario in uno degli edifici del campus c' stato un morto e almeno 3 feriti. Uno degli studenti ha poi attaccato il killer con uno spray al peperoncino riuscendo a bloccarlo. L'intervento di altri studenti ha poi contribuito a immobilizzarlo. Jon Meis, ha spruzzato il pepe addosso allo spruzzato il tiratore che si è fermato per ricaricare e lo ha sbattuto a terra. Poi altri studenti e docenti si sono precipitato a tenerlo fermo fino all'arrivo della polizia.
La vittima è uno studente. Almeno altre tre persone - una ragazza di 20 e due ragazzi di 22 e 24 anni - sono ricoverati con ferite gravi. La sparatoria è avvenuta mentre era in corso una lezione nel penultimo giorno di lezione presso l'università che si trova sul lato nord della Queen Anne Hill e dove ci sono 4.270 studenti universitari e laureati.
L'autore della sparatoria ha 26 anni, si chiama Aaron Ybarra, 26 anni, ed è di Mountlake Terrace. Non e' uno studente dell'università ed ha agito da solo. .
Indossava una felpa nera con cappuccio, scarpe da ginnastica skater e jeans, hanno detto testimoni. E' entrato nel foyer della Sala Otto Miller poco prima delle 15:30 di ieri (24.30 di oggi in Italia) e ha sparato a tre persone, ha detto la polizia di Seattle capitano Chris Fowler. Oltre allo studente morto in ospedale, una ragazza di 20 anni, è in condizioni critiche.
Lo studente Chris Howard, 22 anni, era in un'aula quando un amico è entrato con sangue sul collo e ha gridato: "Chiudi la porta dietro di me!". Howard ha preso un kit di primo soccorso e ha messo delle garze sulla ferita dell'amico. Poi è uscito e ha visto la giovane donna prona a terra, il petto coperto di sangue, aiutata da un'altra studentessa. Ha appoggiato la testa della studentessa ferita in grembo e lei ha chiesto di parlare con la sua famiglia. "Pensava che stava per morire", ha detto. Howardha preso il telefono e ha composto i contatti per "mamma" e "zia". Tutto quello che ha ottenuto è stata la posta vocale. L'altra vittima, un uomo di 24 anni, era in condizioni soddisfacenti.
Gli agenti di polizia di Seattle sono andati a casa di Ybarra in Mountlake Terrace nella notte.
Ybarra ha avuto pochi incontri minori con la polizia in passato - per guida in stato di ubriachezza e guida di un veicolo senza assicurazione - ma non è mai stato arrestato per fatti violenti.
"Non ha senso a tutti'', ha detto Zack McKinley, che si è descritto come uno dei più cari amici di Ybarra. Ybarra aveva un nuovo lavoro da poche settimane fa, insaccamento generi alimentari epulizia di un negozio. Dopo aver lottato con una disabilità minore, era felice di avere ottenuto questo impiego..
Non ha mai fatto uso di droghe e non beveva, ha detto McKinley.  Trascorreva il suo tempo a scrivere sceneggiature e romanzi, per lo più storie di avventura. Non pareva depresso.

sabato 31 maggio 2014

Sicari ammazzano due fratelli nella loro casa a Torre Annunziata

Il seminterrato all'interno del quale i due fratelli sono stati uccisi
NAPOLI - Agguato a Torre Annunziata (Napoli): a cadere sotto i colpi dei sicari due fratelli - entrambi pregiudicati - uccisi poco prima della mezzanotte di venerdì in un agguato scattato nel seminterrato della villetta di proprietà di uno dei due in via Andolfi. Si tratta di Roberto e Giovanni Scognamiglio, di 26 e 42 anni: gli aguzzini hanno bussato alla porta e freddato i due fratelli nella cucina, ivestendoli con una pioggia di fuoco. 
Roberto è morto sul posto, Giovanni in ospedale. Nell’abitazione, erano presenti anche i figli piccoli di Giovanni, che si sono salvati. Sul luogo dell'agguato, la polizia scientifica ha trovato decine di bossoli, ogive, frammenti di proiettili e anche una pistola calibro 9 Luger con ancora 10 cartucce nel caricatore e il colpo in canna.
 Roberto aveva precedenti per usura e droga; Giovanni per usura, furto e armi.
Gli investigatori sono certi che i due pregiudicati conoscevano i loro assassini e che si tratti di un regolamento di conti maturato nell’ambito del traffico internazionale di droga. Diversamente non avrebbero aperto la porta all’una di notte a degli sconosciuti. Dopo il rumore della raffica di colpi, nel silenzio della notte, alcuni vicini, hanno sentito il rombo di una moto di grossa cilindrata.
Nel febbraio del 2011, Roberto e Giovanni Scognamiglio, insieme al padre Umberto, furono arrestati per usura. Le indagini, che furono condotte dai finanzieri del comando provinciale coordinate dal vice capo della procura del Tribunale di Torre Annunziata Raffaele Marino. Gli investigatori accertarono che i tassi usurai, imposti dalla famiglia Scognamiglio, variavano dal 60 al 170 per cento all'anno con almeno 20 imprenditori nel mirino, della zona vesuviana ma anche residenti in Lombardia, e utili dello strozzinaggio reinvestiti, tra l´altro, anche in un´agenzia di raccolta scommesse.

Nel corso dell´operazione furono sequestrati titoli, conti bancari e postali per un importo complessivo di 500 mila euro, auto (Mercedes e Bmw) per un valore di 250 mila euro, polizze assicurative per 82 mila euro e un´agenzia di raccolta scommesse intestata a quella che la Procura ritiene una società prestanome. Il valore è di 2 milioni e mezzo di euro.

martedì 27 maggio 2014

Trinitapoli (Barletta): ucciso da killer in pieno centro fratello di un ergastolano


TRANI - Un uomo di 70 anni, Antonio Carbone, è stato ucciso con tre colpi di fucile calibro 12 a Trinitapoli (Barletta-Andria-Trani)La vittima, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri del comando provinciale di Foggia, era a bordo della sua Fiat Punto in via Cavour, al centro di Trinitapoli, quando è stato affiancato dai killer.
l delitto è stato compiuto verso le 5,30. Gli assassini, anche loro a bordo di un’auto, hanno affiancato la vettura di Carbone ed hanno sparato 6-7 colpi di fucile, tre dei quali hanno raggiunto il settantenne. La vittima era fratello di Cosimo Damiano Carbone, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Savino Saracino, avvenuto a Trinitapoli il 30 settembre 2004.

domenica 25 maggio 2014

Tre cadaveri trovati nella casa del folle killer degli studenti di Santa Barbara. Un teste: sorrideva mentre sparava

Elliot Rodges ha spiegato in un documento scritto prima della strage che si doveva vendicare perché "non aveva mai potuto fare sesso"

LOS ANGELES - Il corpo di Rodger fuori dalla BMW dopo l'ultimo schianto

Edgard Rodger

                                                 servizio speciale

LOS ANGELES - I cadaveri di tre uomini, ripetutamente pugnalati, sono stati ritrovati dalla polizia nell'abitazione di Elliot Rodger, il ragazzo di 22 anni che a Isla Vista, in California, ha ucciso in totale sei persone. L'accoltellamento è avvenuto prima della sparatoria avvenuta per le strade della cittadina universitaria. Nel corso di quest'ultima - ha raccontato la polizia - sono state uccise a colpi di pistola due ragazze e una donna. I feriti sono almeno 13. Elliot a quanto pare si è ucciso, hanno detto le autorità.
In una conferenza stampa, lo sceriffo Bill Brown ha detto ai giornalisti che tre pistole semiautomatiche 9 millimetri, legalmente acquistate, sono stati recuperate  alla fine della sparatoria nella Bmw di Rodger, schiantatasi contro un’altra macchina.
La polizia ha fornito nuovi dettagli circa le uccisioni: il giovane è andato da un luogo ad un altro e ha aperto il fuoco sulla gente a caso e scambiato poi spari con le forze dell'ordine prima dell’incidente finale. C’erano più di 400 pallottole non usate nella sua auto.
Rodger ha sparato per 10 minuti, passando attraverso la comunità della spiaggia di Isla Vista dove gli studenti erano a piedi, in  mountain bike e in skateboard. Come si è detto oltre ai tre studenti colpiti a morte, altri sette sono stati ricoverati in ospedale con gravi ferite.
La follia omicida è finita quando Elliot Rodger si è schiantato con la sua auto con un ciclista che aveva colpito il suo parabrezza. E 'stato trovato con un colpo di pistola alla testa. Lo sceriffo Bill Brown ha detto: "Sembra si sia tolto la vita."
Dylan Fontillas, 20 anni, era nel IV Mart quando Rodger ha cominciato a sparare, uccidendo l’amico Christopher Martinez. Fontillas ha detto di aver guardato dritto negli occhi il killer durante la sparatoria e ha raccontato:  "Sorrideva entusiasta e appariva felice. Piuttosto spaventoso e abbastanza inquietante." Ha poi raccontato di essersi buttato a terra quando è iniziata la sparatoria. Aveva afferrato il cellulare e chiamato sua madre perché pensava che stava per essere ucciso.
Lo sceriffo Brown ha raccontato che un membro della famiglia di Rodger aveva chiesto alla polizia di fare verifiche su di lui a causa dell’allarme suscitato per il suo comportamento e per il video postato su Youtube nel quale praticamente annunciava la strage, sottolineando la sua assoluta solitudine e il fatto di non avere mai avuto una ragazza. Poi se ne era andato a sparare.  Brown ha detto però che i poliziotti non avevano trovato alcun motivo di prendere ulteriori provvedimenti su Rodger. Invece c’erano, con qualche maggiore attenzione investigativa.
Il ragazzo aveva illustrato le sue intenzioni in un documento di 137 pagine che ha inviato venerdì sera, poco prima delle uccisioni, a qualcuno che aveva conosciuto attraverso un forum di body building online. E’ un racconto agghiacciante nel quale tra l’altro si spiega “  la prima fase della mia vendetta: silenziosamente uccidere quante più persone posso intorno a Isla Vista attirandoli nel mio appartamento attraverso una qualche forma di inganno. Le prime persone che dovrei uccidere sono i miei due coinquilini, per avere l'intero appartamento per me, con la mia stanza della tortura e quella per  uccidere”. E ha tenuto fede a questo primo “impegno”: come detto, nell’appartamento sono stati trovati tre uomini uccisi a coltellate. Elliot spiega: “Torturerò alcune delle persone che cercano prima di ucciderle, supponendo che abbiano avuto la migliore vita sessuale. Tutto quel piacere che avevano in vita, lo farò loro scontare portando dolore e la sofferenza. Questa prima fase rappresenterà la mia vendetta contro tutti gli uomini che hanno avuto una vita sessuale piacevole, mentre io ho dovuto soffrire".
Studentesse dell'Alpha Pi Sorority, odiate dal killer che ne ha uccise due
  
Ma non è finita. "La seconda fase rappresenterà la mia guerra alle donne. Io punirò tutte le femmine per il reato di avermi privato del sesso. Mi hanno affamato di sesso per tutta la mia giovinezza, e hanno dato quel piacere agli altri uomini. In tal modo, hanno preso molti anni della mia vita. Attaccherò le ragazze stesse che rappresentano tutto ciò che odio nel genere femminile: la confraternita più calda della University of California. Dopo aver fatto un sacco di ricerche approfondite nel corso dell'ultimo anno, ho scoperto che la confraternita con le più belle ragazze è Alpha Phi Sorority che è piena belle ragazze bionde; il tipo di ragazze che ho sempre desiderato, ma non sono mai stato in grado di avere”.
E infatti ne ha ammazzate due e ferita gravemente una terza

Rodger era in cura da più terapisti ed era uno studente al Santa Barbara City College, ha detto l'avvocato della famiglia Alan Schifman. Ma nessuno ha evidentemente capito fino a chde punto la sua mente malata era arrivata.

venerdì 9 maggio 2014

Altri nove episodi di bestiale violenza per il killer di Firenze

Riccardo Viti dopo il primo interrogatorio
FIRENZE - Riccardo Viti, arrestato a Firenze per la violenza e l'omicidio di Andreea Cristina Zamfir, risulta indiziato anche per altri nove episodi. Il suo profilo genetico, secondo quanto emerso, coincide con il Dna rilevato su luogo dell'omicidio e con quello trovato in altri tre casi precedenti riguardanti violenze a prostitute. All'identificazione di Viti si sarebbe arrivati anche attraverso la descrizione da parte delle donne che avrebbe violentatoTra i casi in cui è stata riscontrata la presenza del profilo genetico di Riccardo Viti, quello del marzo del 2013, quando una prostituta di 46 anni fu trovata, viva, legata a una sbarra nello stesso modo della ventiseienne romena. Anche in quel caso la donna era stata legata con del nastro adesivo bianco e verde con stampata la sigla dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi.

venerdì 4 aprile 2014

La vita assolutamente normale del killer di Fort Hood

Ivan Lopez, il killer di Fort Hood, durante il suo servizio in Iraq
FORT HOOH - E 'cresciuto a Puerto Rico, ha suonato le percussioni nella sua band del liceo, ha trascorso quasi un decennio nella Guardia Nazionale, ha servito come peacekeeper nella penisola egiziana del Sinai, ha  lavorato come un ufficiale di polizia e poi si è unito l'esercito americano.
Una vita apparentemente senza scosse quella di Ivan Lopez che non spiega perché ieri  ha sparato contro i suoi compagni, ne ha uccisi tre e poi si è suicidato.
Gli investigatori hanno detto che Lopez poteva essere sconvolto perché l'esercito gli aveva rifiutato di concedergli un congedo personale. Le autorità stanno anche esaminando rapporti i quali affermano che Lopez può aver avuto una discussione con un commilitone  prima della furia mortale e che era in cura per problemi di salute mentale. 
Lopez ha trascorso quattro anni a Fort Bliss a El Paso, in Texas, prima di passare a Fort Hood. In una dichiarazione, i funzionari Fort Bliss hanno detto che aveva servito come soldato di fanteria, con doveri di fuciliere, granatiere e conducente di veicoli. A causa di una non specificata "condizione medica", gli era stata tolta l’ultima qualifica. 
"Ha avuto un sacco di amici. Non l'ho mai visto litigare. Non mi è mai sembrato un ragazzo che aveva problemi emotivi", ha detto il sindaco di Guanayanilla Edgardo Arlequin Velez, che era anche il capo della banda della scuola che Lopez aveva frequentato in in questa piccola città operaia.
Lopez era stato inviato in Iraq come autista di camion nel 2011, durante i mesi finali della guerra. Tornò a casa lamentandosi di una lesione traumatica cerebrale, secondo i funzionari militari. Ma hanno detto che non aveva partecipato a combattimenti e non era stato ferito. Sta di fatto che aveva cercato aiuto per la depressione e per l’ansia ed era in corso di  valutazione per disturbi da stress post-traumatico. Il segretario dell'Esercito John McHugh ha detto che uno psichiatra lo scorso mese non gli aveva riscontrato alcuna tendenza violenta e suicida. Al soldato era stato prescritto un farmaco per un problema di sonno.
Glidden Lopez Torres, che non è legato al killer, ma si è identificato come un amico di famiglia, ha detto che la madre di Lopez era morta di un attacco di cuore nel mese di novembre.
 Lopez le è stato vicino ed era apparentemente sconvolto dal fatto che gli era stato concesso solo un breve congedo - 24 ore, in seguito esteso a due giorni - per andare al suo funerale, che erastata ritardata per quasi una settimana per attenderlo.
"Era stato un momento molto frustrante per lui", ha detto Yaritza Castro, che è cresciuta con Lopez e ora vive a Miami.

La Castro ha detto che Lopez ha avuto due figli da un precedente matrimonio e un terzo con la sua attuale vedova. Aveva portato tutti e tre i figli a Disney World non molto tempo prima della morte di sua madre.

giovedì 27 marzo 2014

Brasile, condannato a 108 anni il serial killer dei bambini (almeno 42)

Francisco das Chagas Brito, il serial killer
RIO DE JAENIRO - E' stato condannato ieri a 108 anni di reclusione il meccanico di biciclette, Francisco das Chagas Brito, considerato il peggior serial killer del Brasile. Tra il 1991 e il 2002, l'uomo avrebbe ucciso almeno 42 bambini, di cui avrebbe anche mutilato i corpi, poi ritrovati senza gli organi genitali. Tutte le vittime - che venivano attratte con la scusa di ricevere un regalo - avevano le stesse caratteristiche: un'età massima di 15 anni e provenienti da famiglie povere, la maggioranza in regioni sottosviluppate del nord-est del Paese, come Maranhao e Parà. 
Chagas Brito, dopo aver adescato i bambini e averne abusato sessualmente, li ammazzava e poi ne mutilava i cadaveri, amputando orecchie, dita e in quasi tutti i casi finendo con evirare la vittima.

Il serial killer fu scoperto nel 2004, quando venne fuori che Jonathan dos Santos, la sua ultima vittima, aveva detto che avrebbe dovuto incontrare Chagas Brito. Il meccanico confessò l’omicidio di Jonathan e di altri 16 bambini. A casa sua vennero trovati resti di ossa. Poi successive ricerche hanno accertato che in totale ha massacrato 42 vittime

mercoledì 8 gennaio 2014

Caselle Torinese: il killer ha bevuto un caffé con le vittime prima di ucciderle

Giorgio Palmieri, il killer
CASELLE TORINESE - "Sono andato a casa degli Allione con l'intenzione di 'toglierci i soldi'". E' stato un omicidio per ragioni economiche quello compiuto in una villetta di Caselle T.se il 3 gennaio scorso - dove sono morti Claudio Allione, la moglie Maria Angela e la suocera Enrica Dall'Orto - da Giorgio Palmieri, 56 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio, convivente della ex colf della famiglia. A confessarlo la notte scorsa lo stesso Palmieri, che ha parlato di "una difficolta' economica rilevante".
Secondo quanto riferito dal procuratore Sandro Ausiello, nel corso della conferenza stampa, presso il Comando provinciale dei carabinieri di Torino, l'uomo voleva rubare del denaro dall'abitazione degli Allione, dove si era recato con la scusa di parlare di un vecchio debito di 500 euro non restituito. Palmieri, che è accusato di omicidio volontario aggravato per futili motivi, accolto in casa dai coniugi Allione, avrebbe preso un caffè con loro prima che si scatenasse la sua furia omicida: le tazzine usate sono le stesse trovate ieri dal figlio della coppia in una buca vicino a casa, che sarebbero state portate via da Palmieri insieme a cento euro. Dopo il caffè, secondo quanto l'uomo avrebbe confessato agli inquirenti, sarebbe andato in bagno ed al suo ritorno Claudio Allione gli avrebbe contestato di 'averci messo troppo'.
Una frase, che avrebbe fatto saltare i nervi a Palmieri che ha colpito così, con un tagliacarte preso poco prima di entrare nell'abitazione, prima Claudio Allione, poi la moglie ed, infine, la suocera, uccisa perché lo aveva riconosciuto, ma nei confronti del quale avrebbe avuto "quasi un segno di rispetto", coprendone il corpo con un lenzuolo. Ha infatti raccontato che, dopo aver accoltellato i coniugi Allione, aveva cercato di allontanarsi senza far rumore per non farsi sentire da Enrica Dall'Orto che il killer chiama "nonnina": "Era al piano terra. Ricordo che la nonnina invece aprì la porta della sua stanza e poi rientrò subito. Pensando che mi avesse visto entrai nella sua stanza e vidi che era seduta nel letto e giocava a carte, non appena mi vide mi disse: 'e tu che fai qua?'; io mi avvicinai e le dissi che non volevo farle nulla e di non gridare e che non l'avrei toccata. Lei mi disse: 'adesso ti aggiusto io'; a quel punto - prosegue Palmieri - diedi anche a lei delle coltellate sulla schiena e sul davanti. Io non volevo fare quel che ho compiuto, mi si stava spezzando il cuore. Dopo l'ho coperta con il piumone del suo letto e poi le ho dato un bacio perché ero dispiaciuto di quanto avevo commesso".
  Giorgio Palmieri, hanno riferito gli inquirenti, è "provato e sollevato dalla confessione, indubbiamente sconvolto". Le indagini però non sono ancora del tutto concluse: "stiamo ancora lavorando - e' stato detto, infatti, nel corso della conferenza stampa - per chiarire in tutti i suoi aspetti quanto avvenuto".
"Fondamentale, oltre all'analisi delle celle telefoniche che hanno confermato la presenza di Palmieri nella zona ed all'ora del delitto, per arrivare alla soluzione di quanto avvenuto nella casa di Caselle è' stato, come hanno confermato gli inquirenti, il contributo di Maurizio Allione, figlio e nipote delle vittime, sentito più volte nei giorni scorsi.

Su di lui non erano mancati anche i riferimenti e le allusioni, come ha sottolineato il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, che su Fb ha scritto: "vorrei sapere ora che l'autore ha confessato, come si sentono quanti hanno pubblicato la foto del figlio in un contesto pieno di allusioni. E se provassimo a trarre un qualche insegnamento da episodi come questo, tentando di avere rispetto per le persone?".

Preso il killer della strage di Caselle Torinese: è il convivente dell'ex domestica

TORINO - Svolta nell'indagine sul delitto di Caselle. I carabinieri hanno fermato nella notte il presunto autore della strage: si tratta di un pregiudicato di 56 anni, il torinese Giorgio Palmieri. L'uomo è accusato del triplice omicidio scoperto domenica scorsa. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Torino, sotto la direzione della Procura di Torino e con la collaborazione dei carabinieri del Ros e del Ris di Parma. L'uomo fermato è il convivente dell'ex domestica di casa Allione. Avrebbe confessato. Anche la posizione dell'ex domestica di casa Allione è al vaglio degli inquirenti.

Palmieri è in stato di fermo con l’accusa di aver assassinato Claudio Allione, 66 anni, la moglie Maria Angela Greggio, di 65, e la mamma di lei, Emilia Campo Dall’Orto, di 93 anni. L’omicida, reo confesso, ha raccontato agli investigatori di essersi presentato davanti alla villetta la mattina del 3 gennaio scorso. Una discussione legata all’allontanamento della donna dalla casa dove fino a qualche mese prima svolgeva regolarmente i lavori domestici, sarebbe poi degenerata nel massacro dei tre anziani. Dopo aver compiuto la mattanza Palmieri, con piccoli precedenti penali, si è rifugiato a casa di un amico a Torino. È qui che è stato prelevato nella tarda notte dai carabinieri: sulle mani evidenti ferite da arma da taglio. Determinanti per gli investigatori le analisi del traffico telefonico nei giorni precedenti il weekend.  
Claudio Allione è stato colpito tre volte all’addome e due alle spalle. Si è difeso. Sulle sue mani sono presenti ferite che farebbero pensare ad un tentativo di parare i colpi. Le ferite sono piccole, forse inferte con uno stiletto o da in coltello con lama sottile. La donna è stata aggredita alle spalle. Piuttosto evidenti le ferite sul collo. I due coniugi, stando alle ipotesi degli investigatori, sarebbero stati uccisi per primi. La nonna, con problemi alla vista e all’udito ma ancora autosufficiente, residente in una porzione indipendente della villetta, sarebbe stata uccisa per ultima. Come a voler eliminare un testimone scomodo.  

sabato 21 dicembre 2013

Duplice omicidio di Latina, catturato il killer

LATINA - L’uomo che ha ucciso la madre e una donna rumena, ferendo gravemente anche il figlio di quest’ultima, è stato catturato a mezzogiorno, dopo cinque ore di caccia all’uomo. Prima era stata trovata la sua auto, con la quale si era allontanato armato.
Una lite prima della strage. A quanto ricostruito dagli investigatori, ci sarebbe stata una violenta discussione, forse per l’affitto non pagato, prima dell’omicidio avvenuto questa mattina nella villetta di via Idrovora a Latina. La famiglia romena abitava infatti in una struttura di proprietà del padre del killer, forse una sorta di cantina della villetta. Secondo quanto appurato fino a questo momento dagli uomini della Questura di Latina, l’omicida, ha sparato uccidendo la donna romena, ferendone gravemente il figlio e colpendo di striscio il compagno di lei. Poi si è recato a casa di sua madre e ha ucciso anche lei. Quindi, ancora armato, è scappato a bordo di un’auto ed è ora ricercato dalle forze dell’ordine, che hanno fatto alzare anche gli elicotteri per cercarlo. Gravissimo il figlio 21enne della donna romena uccisa, sottoposto a intervento chirurgico, e ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Santa Maria Goretti.

Nella casa di via Rappini, a pochi passi dal carcere di Latina, Roberto Zanier viveva da solo insieme alla madre, rimasta vittima della sua inspiegabile furia omicida.

giovedì 14 novembre 2013

New Orleans killer spara da un’auto e uccide bimbo di 7 mesi e suo padre


NEW ORLEANS - A New Orleans, in Louisiana, un bambino di sette mesi è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre era in auto col padre, a sua volta freddato dai killer nell'imboscata. Il piccolo è morto dopo essere stato trasportato in ospedale mentre l'uomo, 25 anni, è deceduto sul posto. In base alle prime indagini, pare che che la vittima conoscesse chi gli ha sparato.

Le vittime sono Deshawn Butler, 25, e Deshawn Kinard, 7 mesi. E’ accaduto ieri alle 21: un’auto si è avvicinata a quella di Butler e dall’interno qualcuno ha aperto il fuoco. Butler è stato colpito più volte ed è morto sulla scena, ha detto la polizia. Il bambino, che era fissato al seggiolino dell’auto, è stato colpito una volta nel lato sinistro della testa e ricoverato in ospedale, dove è stato dichiarato morto. Padre e figlio erano sul sedile posteriore, le due persone che erano davanti sono rimaste illese.

lunedì 11 novembre 2013

Italiano ad Acapulco ucciso da un killer in un ristorante

Il ristorante Forza Italia ad Acapulco
ACAPULCO - Un cittadino italiano è stato ucciso in un ristorante di Acapulco, nota località turistica della costa pacifica del Messico. Fonti della procura locale hanno informato che Moreno Gallo - di 60 anni, che viveva da oltre un anno ad Acapulco - stava cenando in un locale chiamato Forza Italia quando intorno alle 21.20 (le 4.20 in Italia) un uomo vestito di nero è entrato nel ristorante e gli ha scaricato addosso almeno nove colpiGli altri clienti del ristorante sono fuggiti in preda al panico, ma nessun altro è rimasto ferito nell'incidente. L'episodio di violenza ha scosso la città che si trova nel pieno della stagione turistica.