Visualizzazione post con etichetta lodi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lodi. Mostra tutti i post

martedì 26 maggio 2015

LODI, armata di coltello cerca di aggredire una pm in tribunale (il metal detector era guasto)

LODI - Una donna, con un coltello diu 32 centimeti nascosto nella borsetta, Rosa Maria Capasso, 38 anni, ha cercato di aggredire il pm Alessia Menegazzo nel palazzo di Giustizia di Lodi. L'intervento di una funzionaria, del personale di polizia giudiziaria e dei carabinieri del nucleo operativo ha permesso di bloccarla prima che riuscisse a prendere l'arma. La donna è stata arrestata. Il metal detector, denuncia il personale del tribunale, era fuori uso da mesi.
Nel corso della colluttazione per impedire che la donna estraesse il coltello per avventarsi contro il magistrato, un'altra donna di 52 anni è rimasta leggermente ferita ed è stata portata in ospedale. 
Il personale amministrativo ha immediatamente proclamato un'assemblea anche per denunciare il fatto che lo scanner per borse e bagagli a mano non funzionasse. La riparazione del metal detector - è stato spiegato - compete al Comune di Lodi che però da tempo lamenta pagamenti arretrati di forti somme dal Ministero della Giustizia.
La Menegazzo sarebbe stata colpita con un pugno sulle spalle. Da una prima ricostruzione la Capasso, arrivata direttamente da Napoli con il coltello nella borsa, avrebbe prima messo le mani addosso all'assistente del magistrato e sarebbe poi riuscita a colpire la pm prima di essere bloccata. Sembra che in nessuna fase dell'aggressione sia riuscita tuttavia a tirare fuori il coltello. "Era venuta per uccidere", ha detto il pm.

 La donna aveva presentato una denuncia, in aprile, per evidenziare una presunta illegittimità della procedura con la quale non le era stato assegnato un posto a scuola. La donna avrebbe dei problemi psichici e sarebbe stata visitata alcuni giorni fa a Napoli. Dovrà rispondere di resistenza e lesioni aggravate dalla premeditazione, porto abusivo d'arma e anche di danneggiamento

martedì 19 maggio 2015

Stava scappando in Egitto, preso il sospetto ASSASSINO della donna di LODI


LODI, 19 maggio - E' stato bloccato all'aeroporto di Fiumicino, mentre stava per lasciare l'Italia, l'egiziano sospettato di aver ucciso Antonia D'Amico Mazza, la donna trovata morta  nella sua casa di Lodi. L'uomo, che ha 38 anni, aveva un passaporto scaduto. Si tratterebbe dello stesso uomo che la donna assassinata avrebbe denunciato giorni prima per maltrattamenti. Lo straniero sarà portato a Lodi per essere interrogato dagli inquirenti.

lunedì 17 marzo 2014

Castiglione d’Adda: spara a colleghi della sua ditta, tre feriti, preso

La Technoelectric di Castiglione d'Adda
LODI - Sparatoria in una ditta a Castiglione d’Adda: un uomo spara a tre colleghi che restano feriti. L’episodio di violenza è avvenuto poco dopo le 10 alla Technoelectric. L’autore della sparatoria è un uomo sui 50 anni residente a Castiglione d’Adda. Questa mattina ha esploso dei colpi di pistola contro il titolare dell’azienda, il responsabile amministrativo e un’altra persona, ferendoli alle gambe. Poi è fuggito ma è stato catturato dai carabinieri di Codogno in una strada poco lontano dall’azienda.
L’azienda in cui è avvenuto il grave fatto di sangue si trova nella zona industriale di Castiglione sulla strada per Terranova. «Technoelectric – si legge sul sito Internet dell’azienda - è da tempo azienda leader nel campo della tecnologia elettromeccanica, specializzata in particolare nel settore degli interruttori di manovra sezionatori per bassa tensione. Fondata nel 1981, la Technoelectric può contare su solide competenze professionali e su tecnologie moderne ed aggiornate in campo elettromeccanico. Sul mercato i prodotti dell’azienda sono conosciuti ed apprezzati; gli interruttori di manovra sezionatori per bassa tensione sono tra i più richiesti».

domenica 22 settembre 2013

Lodi: “l’assassino di Lavinia voleva uccidere anche me”

Andrea Pizzocolo
LODI - "Anche io ho rischiato di morire per colpa di Pizzocolo". E' la denuncia che avrebbe fatto una donna agli investigatori della questura di Lodi nei confronti dell'uomo accusato dell'omicidio della 18enne romena Lavinia Ailoaiei. Sull'identità della donna gli inquirenti, che non confermano neanche la sua esistenza, viene mantenuto il più stretto riserbo. Si rafforza la pista del serial killer. 

Le indagini della questura di Lodi continuano a pieno ritmo con l'analisi dei filmati salvati nei computer del killer. Si tratta di filmati pornografici girati da Andrea Pizzocolo con telecamere nascoste nella stanze di alcuni motel della Lombardia. Resta ancora il mistero sul giro vorticoso di denaro sui conti del ragioniere. Resta in piedi la pista del regista di "snuff movies", film nei quali viene ripresa la morte in diretta. Gli inquirenti hanno ricostruito decine di serate passate dal killer nei motel tra le province di Lodi, Milano, Cremona e Varese.

mercoledì 11 settembre 2013

Lodi: l’assassino di Lavinia l’ha filmata mentre moriva. Trovati altri filmati, è un serial killer?

Lavinia, la giovane romena uccisa da Andrea Pizzocolo
LODI - Due filmati. Uno girato mentre Lavinia moriva, il secondo documenta il rapporto con il corpo senza vita della 18 enne. Secondo gli inquirenti la giovane romena non è morta al culmine di un gioco erotico, per un errore. Forse Andrea Pizzocolo voleva uccidere. Ma soprattutto era importante che il delitto fosse ripreso dalle telecamere che lui aveva piazzato all'interno della camera d'albergo. Sia quello di Busto Arsizio, che quello di Lodi.
Durante la perquisizione nella casa di Arese dell'uomo gli agenti della squadra mobile hanno trovato centinaia di video. E ora l'ipotesi è che anche altre ragazze possano avere fatto la fine di Lavinia. In gergo si chiamano "snuff movie", ovvero filmati in cui l'oggetto sessuale di chi riprende, muore durante il rapporto. 

Un mercato clandestino che conta parecchi appassionati. Generalmente, le protagoniste sono ragazze sole, senza famiglia. In modo tale che nessuno le cerchi dopo la scomparsa. Proprio come Lavinia. Nei due filmati che riguardano il delitto della 18enne romena si capisce chiaramente che la ragazza non era consenziente. 


Lui le ha messo le fascette autobloccanti da elettricista al collo contro la sua volontà. In effetti appariva poco chiaro come l'uomo non fosse stato in grado di recidere i due lacci e poi, dopo aver cambiato albergo, abbia abusato del cadavere. Ora questo nuovo elemento. In casa sua ore ed ore di filmati con altre donne picchiate, costrette con lacci e stringhe che gli agenti della questura di lodi stanno esaminando sequenza dopo sequenza. Ci sono altre vittime? le indagini sono appena all'inizio. E l'ombra del serial killer cala lenta su questo delitto.

domenica 8 settembre 2013

Lodi, confessa l’assassino della giovane romena: “è morta durante un gioco erotico”

Lavinia Alloaiei, la giovane romena uccisa
Andrea Pizzocolo, l'assassino
LODI - Il 41enne fermato dalla Polizia per l'omicidio di una romena 18enne, Lavinia Simona Ailoaiei, ha confessato. Si chiama Andrea Pizzocolo, residente ad Arese. Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Lodi, Vincenzo Russo e dal capo della squadra mobile Alessandro Battista, in una conferenza stampa in Questura. L'uomo avrebbe ucciso la ragazza, che aveva conosciuto via internet, durante un gioco eroticoL’uomo, che ha piccoli precedenti per spaccio, ha una bambina di 5 anni e una compagna e lavora nel settore delle assicurazioni.
Da quanto riferito l'uomo, nella cui abitazione durante la perquisizione è stato trovato un pacco di fascette stringi cavo uguali a quelle con cui è stata strangolata la vittima, nella notte tra venerdì e sabato ha incontrato la giovane nel motel Moon di Busto Arsizio (Varese). Qui, come ha confessato il fermato, i due hanno avuto rapporti sessuali e fatto giochi erotici anche con le fascette. Giochi erotici in seguito ai quali la ragazza avrebbe cominciato a respirare a fatica e a stare male. L'uomo ha raccontato di essersi accorto che le fascette al collo della ragazza si stavano stringendo e di aver tentato di allentarle senza riuscirci. Una giustificazione a cui gli inquirenti non hanno creduto tant'è che gli hanno contestato il reato di omicidio volontario. L'uomo fermato ha poi spiegato di aver perso la testa, di aver caricato la donna in macchina e di aver girovagato fino a Lodi. Qui, in un altro motel, il motel Silk, secondo quanto ha raccontato, ha avuto un altro rapporto sessuale con la giovane che era già morta e che, con il volto coperto da un asciugamano, è stata poi abbandonata in un campo non molto lontano dallo stesso motel. La Procura inoltre chiederà al gip la convalida del fermo e la richiesta di carcere per l'uomo.

E' stato l’asciugamano bianco che copriva il volto di 'Dora', questo il soprannome su internet della giovane romena a portare inquirenti ed investigatori sulle tracce del suo assassino, dunque a risolvere il delitto in circa dieci ore. La ragazza, 18 anni compiuti a luglio, è stata trovata morta con le fascette di plastica autobloccanti strette al collo e l'asciugamano sul volto. Asciugamano di cotone di cui è stata rintracciata l'azienda produttrice e anche gli alberghi e i motel in cui simile biancheria viene utilizzata. A questo punto le indagini si sono concentrate sui clienti del motel 'Silk', non molto lontano da dove è stato rinvenuto il cadavere, e in particolare su Andrea Pizzocolo, l'omicida poi reo confesso che più di una volta, prima di ieri, era stato nell'albergo per coppiette. 

Lodi: fermato il presunto omicida della ragazza strangolata, una romena di 18 anni. E’ italiano

Il luogo del ritrovamento del cadavere
LODI -  Probabile svolta nel giallo del cadavere di una donna completamente nuda, una romena di 18 anni, trovato nelle campagne di San Martino in Strada, nel Lodigiano. La polizia ha fermato il presunto omicida: è un italiano di 41 anni. La 18enne sarebbe morta per strangolamento: aveva due fascette autobloccanti da elettricista strette attorno al collo. Si ipotizza che sia stata uccisa in un altro posto e poi abbandonata senza alcun indumento addosso sul luogo del ritrovamento.
La zona del ritrovamento, appena fuori Lodi, è isolata: una strada piccola su cui si affacciano capannoni industriali, che finisce per collegarsi al piazzale di un centro commerciale. Sopra un paio di ditte ci sono degli appartamenti, ma per il resto si tratta di campagna. 

Il corpo nudo di una giovane donna strangolata trovato nelle campagne di Lodi

LODI - Ancora senza nome il cadavere di una donna completamente nuda, dell'apparente età di 20-30 anni, trovato ieri sera in un fossato nelle campagne di San Martino in Strada, nel Lodigiano. Dai primi rilievi sarebbe morta per strangolamento: aveva due fascette autobloccanti da elettricista strette attorno al collo. Si ipotizza che sia stata uccisa in un altro posto e poi abbandonata senza alcun indumento addosso sul luogo del ritrovamento.

Il ritrovamento del cadavere è avvenuto grazie a un agricoltore. Il procuratore capo della Repubblica di Lodi, Vincenzo Russo, spiega che le indagini cercheranno di verificare se "la poveretta sia stata violentata prima di venire uccisa. La dinamica è abbastanza chiara: qualcuno l'ha ammazzata e successivamente l'ha scaricata già nuda sul posto per poi fuggire via". L'appello delle forze dell'ordine è che chi sa qualcosa, chi ha visto qualcosa, parli. Del resto quel tratto di campagna non è affatto lontano dalla statale via Emilia che conduce da Lodi a Codogno e quella stradina di campagna, soprattutto la sera, è parecchio frequentata da giovani che raggiungono il centro ricreativo dalla zona del Piacentino. Si indaga anche nel mondo della prostituzione.

sabato 13 luglio 2013

Lodi: prende i soldi della sua onlus per bimbi abbandonati e si compra case

LODI - Un sessantenne milanese è accusato dalla guardia di finanza di Lodi di essersi appropriato di 800mila euro destinati a una onlus milanese di bambini abbandonati di cui era presidente, utilizzandoli per l'acquisto di due appartamenti o per pagare le cartelle esattoriali personali o anche per coprire diverse appropriazioni indebite all'interno di uno studio con cui si occupava di tenere la contabilità di vari contribuenti.
Il gip di Milano ha disposto il sequestro di alcuni appartamenti nel centro di Galatone (Lecce), appartenenti al sessantenne. L'uomo risulta titolare di un centro elaborazione dati a Melegnano (Milano), dove presta servizi di assistenza fiscale: l'inchiesta era scattata dopo che alcuni clienti avevano segnalato alla Finanza che il denaro da loro affidato al consulente per pagare le imposte non era stato in realtà versato.

Gli inquirenti hanno poi accertato che le cartelle esattoriali per il pagamento delle tasse in ritardo erano state poi onorate dal consulente, ma che il denaro, attraverso complessi passaggi da un conto all'altro, risultava provenire da conti dell'associazione benefica milanese. Al consulente viene contestato di aver anche anticipato la liquidazione di una dipendente e acquistato case usando i fondi della Onlus. Sono state denunciate anche due dipendenti del centro elaborazione dati di Melegnano.

venerdì 24 maggio 2013

Lodi: ex convivente uccide donna a coltellate

LODI - Un 49enne ha ucciso a coltellate la ex convivente a Guardamiglio, nel Lodigiano. L'italiano ha atteso la donna, la 35enne romena Angelica Timis, all'esterno della casa in cui la vittima stava lavorando. L'ha trascinata in un giardino pubblico e l'ha uccisa. L'aggressore è stato subito bloccato da alcuni passanti e consegnato ai carabinieri.
Secondo i carabinieri la 35enne romena aveva appena posteggiato la sua Fiat 500 davanti all'abitazione nella quale avrebbe dovuto lavorare come colf quando il suo ex convivente le si è parato davanti con un coltello in mano. La donna ha tentato disperatamente di fuggire, perdendo anche le ciabatte che indossava, verso l'interno dei giardini pubblici. Qui pero' l'omicida l'ha rincorsa e bloccata, infierendo su di lei con diversi fendenti prima di essere bloccato da alcuni passanti. 

Era da circa un anno che l'uomo perseguitava la sua ex, tanto che l'amministrazione comunale di Guardamiglio aveva cercato e trovato un alloggio popolare per la vittima in modo da sottrarla alle vessazioni dell'uomo e da consentire di ricominciare una vita con il figlio di 13 anni. L'uomo però non si è dato per vinto e ha continuato a tormentarla, fino alla tragica conclusione di oggi.

Trema la California a nord est di Sacramento


LOS ANGELES - Più di una dozzina di scosse di assestamento sono seguite ieri notte al terremoto di 5.7  gradi registrato a circa 150 km a nord est di Sacramento. Il sisma ha colpito alle 20:47  (ore 05:47 in Italia) e il suo epicentro è stato a circa 27 km a sud ovest di Susanville e sette miglia ad ovest a nord ovest di Greenville .
La scossa è stata avvertita nettamente a Sacramento e Lodi, oltre che a South Reno e sulla riva nord-ovest del lago Tahoe. Al momento non ci sono notizie di danni.
"Abbiamo avuto un sacco di chiamate di allarme e di un gruppo di cani che abbaiavano -  ha detto Taylor Richards del dipartimento di polizia di Sacramento - Ma c’è stata  una buona sensazione di solidità nelle costruzioni".

Le scosse di assestamento sono arrivate fino alla magnitudo  3.5, secondo l'US Geological Survey.

domenica 3 febbraio 2013

Salerano di Lodi: brucia la cascina dei presepi, tre giovanisimi morti. Dispersa la madre, ma il corpo è stato localizzato tra le macerie fumanti

LODI - La cascina Visytarina vista dal satellite
LODI - Uno dei 400 presepi custodito nella casina

LODI - Tre ragazzi, due maschi e una femmina, sono morti in un incendio scoppiato in una cascina in provincia di Lodi a Salerano. La madre delle vittime risulta dispersa, ma i vigili del fuoco fanno sapere che il corpo è stato localizzato ma non ancora recuperato, anche perché parte dell’abitazione è crollata. Un altro figlio intossicato ricoverato in ospedale.
La cascina Vistarina
L’incendio si è sviluppato nelle prime ore della mattina alla cascina Vistarina, un complesso annoverato nei siti salvaguardati della Regione Lombardia e chiamato nella zona "La cascina del presepe" e nota in tutta la Lombardia perché sede di una famosa raccolta di oltre 400 presepi provenienti da tutto il mondo ed esposti nel vasto fienile e nel locale sottostante. Era gestito da una famiglia di origine arabe (padre saudita, magre egiziana). Nulla da fare per due ragazzi di 12 e 16 anni e una di 19. Pochissime speranze per la donna, di cui sono ancora in corso le ricerche. 
Salvi il capofamiglia, uscito a mungere prima del principio del rogo, e un altro figlio, quello rimasto intossicato.
L’incendio è partito dalla canna fumaria e ha attaccato il tetto in legno della struttura: i tre figli, due maschi e una femmina, non hanno avuto scampo e sono stati trovati senza vita vicino a una finestra, dove probabilmente stavano cercando disperatamente una via di fuga. Le fiamme sono divampate poco dopo le 5 di questa mattina

lunedì 12 novembre 2012

Lodi: era ubriaco il conducente del suv che ha ucciso Altea, 17 anni


LODI -  Il conducente del suv che a Casalmaiocco, nel Lodigiano, ha travolto e ucciso la scout 17enne Altea Trini sarebbe stato ubriaco. E' quanto emerso delle analisi svolte in ospedale mezz'ora dopo i fatti: i test avrebbero rivelato un livello di alcol superiore di circa tre volte il limite consentito dalla legge. Alcuni testimoni hanno indicato che l'uomo, indagato per omicidio colposo, si sarebbe rifiutato di eseguire il test sul luogo della tragedia.
Il fuoristrada, guidato da un 50enne, ha travolto la vittima mentre stava attraversando la strada provinciale 159. L'automobilista ha frenato, ma ci sono voluti 300 metri, dopo l'impatto, prima che la vettura si bloccasse. L'auto è poi finita in un campo.

Morta la scout di 17 anni investita a Lodi da un fuoristrada

Alice Trini

LODI - E’ morta la ragazza di 17 anni investita oggi pomeriggio da un fuoristrada, guidato da un 50enne, che era piombato a tutta velocità su un gruppo di scout in bicicletta uccidendo una 17enne. L'incidente è avvenuto tra Vizzolo Predabissi a Casalmaiocco, in provincia di Lodi. La vittima si chiamava Altea Trini, era stata subito soccorsa in arresto cardiaco e dopo venti minuti di tentativi per rianimarla  intubata e trasportata su un elicottero del 118. La ragazza è però deceduta all'ospedale Niguarda di Milano. La ragazza, che studiava alll’Itis Volta di Lodi, era figlia unica.
Il fuoristrada ha travolto la vittima mentre stava attraversando la strada provinciale 159. L'automobilista ha frenato, ma ci sono voluti 300 metri, dopo l'impatto, prima che la vettura si bloccasse. L'auto è poi finita in un campo.

domenica 11 novembre 2012

Lodi: auto ad alta velocità su gruppo scout in bici, ragazzina gravissima


LODI - Un'auto è piombata verso le 17 a tutta velocità su un gruppo di scout in bicicletta e una delle ragazze del gruppo è finita all'ospedale Niguarda di Milano, dove è ricoverata in gravissime condizioni. L'incidente è avvenuto a Casalmaiocco, in provincia di Lodi lungo la provinciale Sordio-Bettola. La ragazzina, di 17 anni, è stata subito soccorsa in arresto cardiaco e dopo venti minuti di tentativi per rianimarla è stata intubata e caricata su un elicottero del 118 e trasportata al Niguarda.
Secondo le prime informazioni la 17enne, che si trovava in sella alla sua bicicletta assieme ad altri amici di un gruppo scout di Lodi di ritorno da una gita, è stata travolta dall’auto che procedeva a velocità elevata. La giovane è stata sbalzata per diversi metri. Oltre a lei, seppur in maniera lieve, è rimasto ferito un altro scout.

martedì 6 novembre 2012

Il carabiniere ucciso a Lodi: impronte sull’arma e sangue non suo sulle mani

Giovanni Sali

LODI - "Nessun segno di lotta". Questo era emerso dall'autopsia effettuata sul cadavere di Giovanni Sali, l'appuntato scelto ucciso due giorni fa a Lodi durante il solito giro d'ordinanza. Ma nuove voci in Procura rivelano che sulle sue mani sarebbero state trovate tracce di sangue non suo. Un elemento che infittisce il giallo sulla dinamica. Le analisi stabiliranno a chi appartiene. Sotto la lente anche le impronte trovate sull'arma.
L'unica cosa certa è che sabato sera, quando è stato aggredito, l'appuntato è stato ucciso con due colpi di pistola, andati a segno al tronco, sparati non proprio a bruciapelo anche se da una distanza non superiore a quella del cordino di sicurezza con il quale era fissata al cinturone l'arma d'ordinanza, trovata ancora legata vicina al corpo. Uno dei proiettili, quello mortale, ha colpito polmone e cuore. 

''Sulla scena del delitto sono stati rinvenuti tre bossoli ed individuati altrettanti possibili punti d'impatto dei proiettili sparati", recita un laconico comunicato della procura. Ma il quadro appare tutt'altro che chiaro. Innanzitutto perché eliminando, le non particolarmente considerate piste dell'aggressione malavitosa e il suicidio, rimangono sul campo due ipotesi principali: quella di un balordo che, vistosi scoperto, non ha esitato ad affrontare un carabiniere grande grosso ed esperto e con la pistola già in pugno, rischiando di passare più anni in galera di quelli che probabilmente avrebbe scontato come ladro o spacciatore, e quella di qualcuno che ha sorpreso il militare, descritto peraltro come molto puntiglioso e prudente, riuscendo a portargli via la pistola dalla fondina prima di usarla contro di lui.

Ma, se il primo scenario appare quantomeno poco razionale, ma possibile, il secondo presuppone che chi ha sorpreso e disarmato Sali conoscesse il particolare meccanismo che regola l'estrazione delle pistole dalle fondine dei carabinieri di quartiere. Un meccanismo realizzato apposta per un militare che gira da solo di pattuglia (come il palmare che portava con sé, e il block notes, sul quale pare avesse scritto o cominciato a scrivere qualcosa, ma non si sa cosa, forse un nome) e che prevede che l'arma non si possa strappare via dalla fondina.

I funerali di Sali si svolgeranno mercoledì 7 novembre alle 11 nel Duomo di Lodi in piazza della Vittoria. Alla cerimonia, officiata dal vescovo Merisi, parteciperanno le autorità civili religiose e militari.

domenica 4 novembre 2012

Lodi: il carabiniere ucciso era in servizio, stava facendo controlli di routine

L'appuntato Giovanni Sali

LODI - Tre spari. Altrettanti colpi di pistola per freddare un carabiniere in via del Tempio a Lodi, proprio dietro la chiesa della Maddalena: due sono andati a segno, il terzo a vuoto. Così è morto l’appuntato scelto Giovanni Sali, 48 anni, due figlie di 21 e 15 anni e una moglie che vivono a Cavenago, vittima mentre era in servizio di quella che sembra un’esecuzione, per ora senza alcuna spiegazione alcuna. Sembra che i colpi siano stati esplosi dalla stessa pistola del carabiniere, sfilata dal suo assassino e abbandonata sul suo corpo riverso a terra, ancora legata al cordino del cinturone. I tre bossoli sono stati già recuperati, repertati dai reparti speciali. E nelle prossime ore potrebbero esserci le conferme ufficiali. In fase di acquisizione anche i filmati di tutte le videocamere di sorveglianza funzionanti nell'area mentre prosegue l'attivita' tecnica-scientifica dei Ris che hanno passato al setaccio la scena del delitto .
Non ci sarebbero testimoni oculari, oltretutto via del Tempio è poco e male illuminata: secondo le ultime indiscrezioni Giovanni Sali si trovava in quella zona per controllare due vetture sospette. E' quanto emerge dalle prime informazioni sugli accertamenti degli investigatori. Al momento dell'aggressione Sali era dunque in servizio, impegnato in una verifica di routine che fa parte dei normali accertamenti di un militare che svolge il ruolo di carabiniere di quartiere.
Le auto che Sali stava controllando sono state sottoposte a verifica ma risulterebbero non rubate né tantomeno segnalate come "sospette". Sulle vetture sono stati effettuati approfonditi rilievi della Scientifica dell'Arma, ora in corso di sviluppo investigativo. Non sembrerebbe dunque, al momento, che le auto siano direttamente collegate all'aggressione, mentre appare invece verosimile che durante il controllo il carabiniere abbia incontrato un soggetto che lo ha aggredito. 
Si lavora dunque, nel più stretto riserbo, per ricostruire la dinamica dell'omicidio. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Lodi e sono svolte dai carabinieri di Lodi e da un nutrito gruppo di investigatori e specialisti del Comando provinciale di Milano.
“Giovanni era una tale brava persona che non solo era simpatico a tutti, era proprio un amico di tutti". A dirlo è uno dei tanti cittadini 'amici' del carabiniere ucciso. "Noi lo vedevamo spesso, perché il suo mestiere era proprio quello di pattugliare i quartieri, soprattutto il centro - dice un signore in compagnia della moglie -. Mia moglie ha un negozio e lo vedeva quasi tutti i giorni, si prendeva il caffé insieme, si raccontava a lui se c'era qualche faccia strana che girava e gli si chiedeva una mano quando c'era qualche furtarello o per avere informazioni su come comportarsi in questioni di microcriminalità". Giovanni Sali, infatti, dopo aver svolto altri compiti, era diventato 'carabiniere di quartiere'. Nei pressi della chiesa della Maddalena, non lontano dal centrale Corso Adda, pieno di negozi, si trova un quartiere vecchio della cittadina ad una decina di chilometri da Milano, un quartiere pieno di vicoli, dove però non si sarebbero verificati, ultimamente, particolari episodi di criminalità. "Proprio lì, dove è stato colpito - dice un passante - avevano incendiato un cassonetto ma è l'unico episodio che ricordiamo di problemi di questo tipo qui". "Siamo letteralmente scioccati - dicono due anziani venuti a deporre un mazzo di crisantemi bianchi nel punto dove era il corpo del carabiniere - non è solo una questione di commozione, lui era proprio una persona a cui tutti volevamo bene. Era impossibile non volergli bene. Era davvero un amico per tutti".

sabato 3 novembre 2012

Carabiniere ammazzato per strada a Lodi: forse tentava di sventare una rapina


Il luogo dell'omicidio
LODI - Un carabiniere è stato ucciso, questo sera, con tre colpi di pistola a Lodi. Il militare, Giovanni Sali, 48 anni, è stato colpito in via Indipendenza a Lodi era il carabiniere di quartiere che ogni giorno presidiava il centro storico della città. Ad avvisare le forze dell'ordine è stato un testimone che ha riferito di aver sentito tre colpi di arma da fuoco. L'arma e' stato trovata sul posto
A uccidere il militare due colpi al torace. I colpi mortali, secondo alcune indiscrezioni, sembra siano stati esplosi da un uomo che avrebbe utilizzato l'arma del militare , 48 anni, che era in divisa e stava svolgendo regolare servizio nel centro storico.Separato, era padre di due figlie di 21 e 15 anni.
L'omicidio del carabiniere è avvenuto in una strada vicino alla Chiesa della Maddalena a Lodi dove era in corso la messa. Secondo le prime testimonianze i fedeli hanno sentito i tre spari scambiandoli per lo scoppio di petardi. Gli spari sono stati uditi anche da alcune persone che si trovavano in un bar e che, poco prima, avevano visto il carabinieri passare davanti. Secondo quanto fanno sapere dal comando regionale lombardo, a soccorrere, invano, il carabiniere, è stato un negoziante, che è uscito in strada dopo aver sentito i colpi.
Pare che il carabiniere sia intervenuto nel tentativo di sventare una rapina, ma è solo una delle ipotesi. Originario di Castelleone, in provincia di Cremona, Sali in passato ha prestato servizio nella scorta del consigliere regionale Giulio Cavalli, noto per i suoi veementi attacchi alle mafie, soprattutto la 'ndrangheta del Nord, e per questo sotto tutela per aver ricevuto minacce di morte.
Sali, nel giugno 2008, in occasione della festa per il 194esimo anniversario dell'Arma, era stato premiato perché aveva arrestato due romeni che avevano smantellato uno sportello bancomat nella città lombarda per clonare carte di credito.
Diversi posti di blocco sono stati istituiti intorno a Lodi, dove è iniziata una vera e propria caccia all'uomo per assicurare alla giustizia il killer. Sul luogo dell'omicidio, intanto, sono arrivati anche i militari del Ris che stanno facendo i rilievi del caso.

lunedì 21 novembre 2011

Turismo "green" in Lombardia: lo sceglie un turista su quattro in Italia


MILANO- Chi sceglie la Lombardia come meta di vacanza, in oltre un caso su cinque, pratica un turismo eco-sostenibile e naturalistico, appoggiandosi a strutture ricettive che adottano azioni di sensibilizzazione ambientale. In regione le strutture che dichiarano di essere ttente all'ambiente sono l'88% (+4,3% rispetto alla media nazionale, con livelli più alti a Lodi, Cremona, Mlano e Varese.

Oltre un turista italiano su quattro (27,6%) sceglie la Lombardia come meta “green” perché qui può praticare sport: dalle semplici passeggiate da svolgersi tutto l’anno (35,2%), allo sci per la stagione invernale (26,1%), dal ciclismo (14,8%) al trekking (12,2%). Il 3,9% unisce la passione per il turismo ecologico agli interessi enogastronomici, trascorrendo la vacanza ad assaporare i prodotti tipici delle località lombarde mentre il 35,4% viene in Lombardia per godere delle sue bellezze naturali e artistiche, visitando borghi e città d’arte, musei e pinacoteche. In una scala da 1 a 10 l’offerta turistica lombarda viene giudicata con circa un 7 e mezzo. Gli elementi per i quali i turisti esprimono maggior soddisfazione sono la qualità dell’offerta enogastronomica (voto 8,3), la cortesia e l’ospitalità (voto 8,3) e l’accoglienza ricevuta nelle strutture di alloggio (voto 8,2).
Identikit del turista “green” in Lombardia. Ha meno di 50 anni (81,4%), è laureato (27,6%) e lavoratore con una discreta possibilità di spesa (76,6%). Quasi due su sei viaggiano in coppia mentre uno su sei con gli amici. La vacanza dura in media 7-8 notti.
La spesa. Il turista “verde” italiano spende giornalmente in media 48 euro per l’alloggio, 28 euro per i pasti e 24 per l’acquisto di prodotti agroalimentari tipici. I trasporti pubblici costano mediamente 5 euro mentre gli ingressi a musei  e spettacoli teatrali circa 9. A questi si aggiungono 63 euro per il viaggio. Per una spesa complessiva, tra turisti italiani e stranieri, stimata in circa due miliardi di euro all’anno.
Lombardi alla scoperta della loro regione. Il 40,6% dei turisti “green” arriva dalla stessa Lombardia, uno su nove arriva dall’Emilia Romagna e solo uno su dodici dal Lazio. Nelle province di Varese, Como e Lecco, legate al turismo lacuale, i visitatori “ecologici”arrivano, rispettivamente, al 57,8%,  41,8% e  40,9% del flusso totale.
Emerge da una ricerca Promos-Camera di commercio di Milano realizzata attraverso Isnart nel 2011 e da una stima della Camera di commercio di Milano su dati Isnart 2011.
E di sviluppo del turismo green in Lombardia si è parlato  in Camera di commercio di Milano in occasione del workshop “Turismo verde in regione Lombardia: sviluppo del circuito Ticino Experience”. 

“Piace il turismo green che crea valore generando ricadute economiche positive sul territorio senza impoverire le risorse naturali – ha dichiarato Lucia Moreschi, consigliere della Camera di commercio di Milano e Presidente Movimento Difesa del Cittadino, Lombardia -. Una caratteristica che mira ad integrare l’intera filiera turistica nel concetto di eco-compatibilità e a promuovere lo sviluppo sostenibile delle località di vacanza. Una via per contribuire a consolidare la notorietà del nostro territorio come destinazione di viaggio sul mercato nazionale ed internazionale.”

giovedì 17 novembre 2011

Tenta di bloccare un amico che vuole suicidarsi: e il colpo di pistola uccide lui


LODI - Un ragazzo di 19 anni è morto, per un colpo di pistola alla testa, mentre cercava di bloccare un amico che voleva suicidarsi. E' accaduto mercoledì notte a cascina Bottedo, in provincia di Lodi. Secondo una prima ricostruzione, lo sparo sarebbe partito accidentalmente. Inutili i soccorsi: quando l'ambulanza è arrivata il giovane era già morto.
Il ragazzo stava passando la serata assieme a due amici, quando uno di loro avrebbe estratto una pistola e avrebbe manifestato l'intenzione di uccidersi per motivi di cuore.

Nel tentativo di calmare e disarmare il potenziale suicida, dalla pistola sarebbe però partito un colpo che avrebbe ferito mortalmente il 19enne alla testa.