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lunedì 8 aprile 2013

Firenze, allarme bomba, sgomberato il Tribunale

FIRENZE - La gente abbandona il Tribunale

FIRENZE- Il palazzo di giustizia a Firenze è stato evacuato stamani in seguito ad un allarme bomba, segnalata da una telefonata anonima. Fra l'altro in un aula del tribunale era in corso un'udienza del riesame per Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell'area finanza del Monte dei Paschi, coinvolto nell'inchiesta senese su Rocca Salimbeni. Baldassarri stamani era presente in aula.

domenica 17 marzo 2013

Mps: Baldassari torna in carcere


SIENA - Gianluca Baldassarri, ex capo area finanza di MpS, torna in carcere. E' quanto ha disposto il gip del tribunale di Siena Ugo Bellini, che venerdì lo aveva scarcerato per un vizio di forma. Il giudice ha disposto il trasferimento di Baldassarri al carcere di San Vittore a Milano. Secondo quanto si apprende il gip di Siena avrebbe confermato l'arresto di Gianluca Baldassarri per "pericolo di fuga e inquinamento probatorio". L'ex capoarea finanza di Mps è indagato nell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta, tra l'altro, per associazione per delinquere, concorso in ostacolo alla vigilanza e truffa. Dopo aver lasciato la procura di Siena ieri sera dopo le 22, Baldassarri era tornato a Milano.

giovedì 14 febbraio 2013

Mps: fermato l’ex capo dell’area finanza Baldassari, pericolo di fuga


SIENA - L'ex capo dell'area finanza di Mps Gian Luca Baldassarri è stato fermato dalla guardia di finanza. Perquisizioni sono in corso a Milano da parte della Guardia di Finanza, disposte dalla magistratura di Siena nell'inchiesta su Mps e riguarderebbero anche Baldassari. Il fermo di Gian Luca Baldassarri, ex responsabile dell'area finanza del Monte dei Paschi di Siena, è stato operato da militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza per gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico e per un concreto pericolo di fuga dell'indagato.

martedì 29 gennaio 2013

Montepaschi, primi due indagati per truffa (Mussari e Baldassari)


SIENA - Dall'inchiesta della Procura di Siena sul buco di bilancio di Montepaschi emerge che i vertici della banca, l'ex presidente Giuseppe Mussari e il responsabile dell'Area Finanza all'epoca dei fatti (2007-2012) Gianluca Baldassari, nascosero agli azionisti le operazioni sui "derivati" tentate per risanare il debito emerso con l'acquisto di Antonveneta. Mussari e Baldassari sono perciò indagati per truffa.
Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di altri responsabili tra cui l'ex direttore generale Antonio Vigni. Come riporta il Corriere della Sera, per cercare di ripianare il grosso buco dato dall'esborso per Antonveneta Mps avrebbe sottoscritto due contratti con Jp Morgan con condizioni capestro. I contratti, siglati da Baldassari, avallati da Mussari, furono tenuti in cassaforte per tre anni da Vigni. L'operazione sarebbe dovuta servire a colmare le perdite provocate dalla plusvalenza di Antonveneta, comprata dagli spagnoli del Santander a settembre 2007 per 6,3 miliardi di euro e rivenduta a Mps due mesi dopo per 9,3 miliardi di euro, più un miliardo di euro per gli oneri. 

L'accordo con Jp Morgan sarebbe stato presentato come un aumento di capitale ma, in realtà, e su questo la Procura sta indagando,sarebbe stato un vero e proprio prestito. Il contratto non solo sarebbe stato tenuto segreto agli azionisti, nonostante l'obbligo per legge di informarli, ma non sarebbe neppure stato registrato sui libri contabili. 

I vertici aziendali sono accusati anche di ostacolo agli organi di Vigilanza. Nelle lettere a Bankitalia che aveva chiesto chiarimenti a a Mps il 23 settembre 2008, Vigni rispose che per garantire che "in ordine all'assorbimento delle perdite, Jp Morgan ha acquistato le proprietà delle azioni senza ricevere alcuna protezione esplicita o implicita dalla banca". In un'altra lettera del presidente del collegio sindacale Tommaso Di Tanno e dei due sindaci Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti si legge che "nel suo complesso l'operazione patrimoniale con Jp Morgan realizza il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d'impresa per quanto attiene sia al capitale assorbimento delle perdite, sia alla remunerazione annuale (flessibilità dei pagamenti), replicando quindi agli effetti economici delle azioni". Ma, secondo le verifiche dei magistrati, queste dichiarazioni "non sono corrispondenti al vero" e si configurano elementi di accusa di ostacolo agli organi di Vigilanza.