ROMA - Il Pdl non intende partecipare al vertice di maggioranza in calendario per domani. Lo ha detto il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, secondo quanto riferito da uno dei partecipanti alla conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Il Pdl ha inoltre deciso di disertare tutte le commissioni di Camera e Senato in programma per oggi. Prende così corpo la protesta del Pdl dopo la decisione della Cassazione sulla vicenda Mediaset.
"Non vogliamo né Aventini né stop dei lavori. Avanziamo solo una richiesta di sospensione dei lavori parlamentari per oggi e domani per consentire al nostro partito di tenere una assemblea permanente e la direzione nazionale. Penso che sia un atto dovuto da parte del Parlamento in segno di rispetto per il nostro dibattito, le nostre scelte, le nostre discussioni". Lo ha detto il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, chiarendo la posizione del suo partito.
Il Pd dice no alla richiesta di sospensione dei lavori parlamentari avanzata dal Pdl. Il capogruppo alla Camera Roberto Speranza ha convocato l'Ufficio di Presidenza del gruppo per comunicare questa decisione che viene portata alla conferenza dei Capigruppo delle 12.30.
Se dovesse arrivare un no sulla richiesta di moratoria dei lavori parlamentari capiremo che non c'è un governo di coalizione". Lo ha detto Daniela Santanchè questa mattina ai microfoni di "24 Mattino" su Radio 24, anticipando l'annuncio dei capigruppo alla Camera e al Senato del Pdl di chiedere una sospensione dei lavori dell'aula e delle commissioni. "Far cadere un governo - ha aggiunto Santanchè - non è un'azione politica, è una conseguenza di un'azione politica".
La Cassazione assicura: una decisione obbligata
La Cassazione ha l'obbligo "di determinare l'udienza di trattazione di ogni ricorso prima della maturazione" della "prescrizione di alcuno dei reati oggetto del procedimento, a pena di responsabilità anche di natura disciplinare, e la Corte ha sempre adempiuto a tale dovere". Lo dice la Suprema Corte in una nota sulla vicenda Mediaset.
"Nel caso in esame - ha spiegato la Suprema Corte - nella assoluta normalità della doverosa prassi sin qui seguita, l'ufficio addetto all'esame preliminare dei ricorsi ha rilevato che la maturazione della prescrizione di uno dei reati sarebbe potuta cadere il 1 agosto 2013, compreso nel periodo feriale, e il presidente della Sezione feriale ha conseguentemente fissato la trattazione del ricorso per una udienza antecedente a tale data, previa richiesta di abbreviazione dei termini proposta, nel rispetto della normativa processuale, dalla procura
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