sabato 4 gennaio 2014

Renzi: la prossima settimana si chiude sulla legge elettorale

FIRENZE - E' terminata dopo circa cinque ore la segreteria del Pd. "La prossima settimana tiriamo su la rete e tentiamo di chiudere". Lo ha detto Matteo Renzi parlando della riforma della Legge elettorale. "Se l'unico problema di Alfano sulle nostre proposte sono le unioni civili ci va di lusso. Trovo invece discutibile che si possa obiettare mettendo in mezzo la famiglia: che cosa hanno fatto i governi Alfano-Giovanardi per la famiglia? Hanno azzerato il fondo per la famiglia. Se la famiglia è una cosa seria bisogna essere coerenti". Sui temi della famiglia "non mi farò scavalcare da Alfano e Giovanardi", ha aggiunto Renzi. "Chi oggi pone il tema delle unioni civili non vuole affrontare il punto centrale: in una settimana vogliamo una risposta sulla legge elettole. Non vorrei si utilizzasse un'arma distrazione di massa", ha spiegato Renzi. "E' stata una discussione a 360 gradi, abbiamo parlato di scuola, ambiente e infrastrutture ma il tema centrale è stata la legge elettorale". "Il punto centrale è la legge elettorale - ha sottolineato il segretario pd -  si sono fatti passi in avanti, più in questi tre giorni che negli ultimi tre anni". "I dati sul calo della spread sono dati per cui ringraziare non solo i governi succeduti ma un italiano che ha lavorato nell'interesse dell'Europa: Mario Draghi, è suo il merito fondamentale". 
"Metteremo online tutti i bilanci del Pd e rendiconteremo ogni centesimo speso". Lo ha detto Renzi durante la conferenza stampa al termine della segreteria. "Voglio precisare che il pranzo di oggi è stato autofinanziato e ognuno dei membri della segreteria ha pagato 17 euro a testa, compreso il costo dei caffè".

Ieri il vicepremier Alfano ha detto no su unioni civili e riforma della Bossi-Fini, nelle 'richieste' di Renzi in vista del Patto di Coalizione. Il centrodestra difende la posizione del leader Ncd, mentre dal Pd si sottolinea che i rapporti di forza sono cambiati e si fa capire che si è pronti ad andare avanti da soli. Pronta la replica di moderati e cattolici, che pongono paletti ed invitano il segretario Pd a non insistere o il governo rischia. Fiducioso invece è il premier, che intanto incassa il calo dello spread ed è convinto si troveranno soluzioni su tutti i temi in campo.

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