mercoledì 8 gennaio 2014

Caselle Torinese: il killer ha bevuto un caffé con le vittime prima di ucciderle

Giorgio Palmieri, il killer
CASELLE TORINESE - "Sono andato a casa degli Allione con l'intenzione di 'toglierci i soldi'". E' stato un omicidio per ragioni economiche quello compiuto in una villetta di Caselle T.se il 3 gennaio scorso - dove sono morti Claudio Allione, la moglie Maria Angela e la suocera Enrica Dall'Orto - da Giorgio Palmieri, 56 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio, convivente della ex colf della famiglia. A confessarlo la notte scorsa lo stesso Palmieri, che ha parlato di "una difficolta' economica rilevante".
Secondo quanto riferito dal procuratore Sandro Ausiello, nel corso della conferenza stampa, presso il Comando provinciale dei carabinieri di Torino, l'uomo voleva rubare del denaro dall'abitazione degli Allione, dove si era recato con la scusa di parlare di un vecchio debito di 500 euro non restituito. Palmieri, che è accusato di omicidio volontario aggravato per futili motivi, accolto in casa dai coniugi Allione, avrebbe preso un caffè con loro prima che si scatenasse la sua furia omicida: le tazzine usate sono le stesse trovate ieri dal figlio della coppia in una buca vicino a casa, che sarebbero state portate via da Palmieri insieme a cento euro. Dopo il caffè, secondo quanto l'uomo avrebbe confessato agli inquirenti, sarebbe andato in bagno ed al suo ritorno Claudio Allione gli avrebbe contestato di 'averci messo troppo'.
Una frase, che avrebbe fatto saltare i nervi a Palmieri che ha colpito così, con un tagliacarte preso poco prima di entrare nell'abitazione, prima Claudio Allione, poi la moglie ed, infine, la suocera, uccisa perché lo aveva riconosciuto, ma nei confronti del quale avrebbe avuto "quasi un segno di rispetto", coprendone il corpo con un lenzuolo. Ha infatti raccontato che, dopo aver accoltellato i coniugi Allione, aveva cercato di allontanarsi senza far rumore per non farsi sentire da Enrica Dall'Orto che il killer chiama "nonnina": "Era al piano terra. Ricordo che la nonnina invece aprì la porta della sua stanza e poi rientrò subito. Pensando che mi avesse visto entrai nella sua stanza e vidi che era seduta nel letto e giocava a carte, non appena mi vide mi disse: 'e tu che fai qua?'; io mi avvicinai e le dissi che non volevo farle nulla e di non gridare e che non l'avrei toccata. Lei mi disse: 'adesso ti aggiusto io'; a quel punto - prosegue Palmieri - diedi anche a lei delle coltellate sulla schiena e sul davanti. Io non volevo fare quel che ho compiuto, mi si stava spezzando il cuore. Dopo l'ho coperta con il piumone del suo letto e poi le ho dato un bacio perché ero dispiaciuto di quanto avevo commesso".
  Giorgio Palmieri, hanno riferito gli inquirenti, è "provato e sollevato dalla confessione, indubbiamente sconvolto". Le indagini però non sono ancora del tutto concluse: "stiamo ancora lavorando - e' stato detto, infatti, nel corso della conferenza stampa - per chiarire in tutti i suoi aspetti quanto avvenuto".
"Fondamentale, oltre all'analisi delle celle telefoniche che hanno confermato la presenza di Palmieri nella zona ed all'ora del delitto, per arrivare alla soluzione di quanto avvenuto nella casa di Caselle è' stato, come hanno confermato gli inquirenti, il contributo di Maurizio Allione, figlio e nipote delle vittime, sentito più volte nei giorni scorsi.

Su di lui non erano mancati anche i riferimenti e le allusioni, come ha sottolineato il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, che su Fb ha scritto: "vorrei sapere ora che l'autore ha confessato, come si sentono quanti hanno pubblicato la foto del figlio in un contesto pieno di allusioni. E se provassimo a trarre un qualche insegnamento da episodi come questo, tentando di avere rispetto per le persone?".

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