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mercoledì 19 novembre 2014

SCIOPERO GENERALE, la Cisl conferma che non ci sta. Polemica tra il ministro Poletti e la Uil

ROMA - Cgil e Uil hanno dunque deciso che lo sciopero generale contro le decisioni del governo su lavoro, pubblica amministrazione e pensioni sarà il 12 dicembre. E' questo l'esito dell'incontro tra i leader sindacali. La Cisl invece conferma solo lo sciopero nazionale di tutte le categorie del pubblico impiego (dalla scuola alla sanità) per l'intera giornata del primo dicembre. Polemica Barbagallo-Poletti dopo che il ministro diserta il congresso Uil. 
"Rispetto alle motivazioni portate sui temi della legge di Stabilità e del Jobs act, ritengo che non ci siano le basi per una decisione così importante, come lo sciopero generale", ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. 
E proprio il suo intervento era previsto al congresso Uil. Il ministro ha però rinunciato a partecipare alla luce del "mutato contesto", cioè in seguito alla decisione della Uil di proclamare con la Cgil lo sciopero generale. Il messaggio è stato letto dal palco e dalla platea sono partiti fischi.
In precedenza, il ministro aveva assistito all'apertura dei lavori del congresso nazionale, con la relazione del segretario generale uscente Luigi Angeletti. Ha poi fatto arrivare il suo messaggio indirizzato ad Angeletti, premettendo di aver "accolto con piacere l'invito a presenziare ai lavori e ho registrato le critiche, e le proposte, contenute nella relazione" e ringraziandolo, insieme ai delegati, "per l'accoglienza cordiale riservata". Ma, continua il messaggio, "in considerazione del mutato contesto nel quale si svolgono i lavori congressuali, rispetto al momento nel quale lo avevamo programmato, ritengo opportuno rinunciare a intervenire".
"Peraltro - ha concluso - sono convinto che il governo saprà rispondere con la concretezza della sua azione alle numerose sollecitazioni del vostro congresso”.
 E il segretario generale in pectore della Uil, Carmelo Barbagallo, ha commentato così la decisione del ministro: "Ho l'impressione che in questo governo non ci sia nessun ministro che abbia libertà di parlare". E ha aggiunto che così "si nega un confronto, anche se duro".
"Mi sono ritrovato diverse volte con ministri e sottosegretari che non potevano parlare senza avere prima parlato con Renzi" o "avere avuto il via libera dal Governo", ha continuato. E a chi gli chiedeva di commentare quanti considerano lo sciopero una scelta sbagliata, Barbagallo ha risposto: "Il nostro sciopero è una decisione sbagliata? Il governo ne sta facendo tanti di errori". 

Immediata la risposta del ministro al segretario Uil: "Ero presente al congresso perché invitato e per rispetto verso un'importante organizzazione dei lavoratori. Mi aspetterei analogo rispetto e garbo dai suoi massimi dirigenti".

SCIOPERO generale il 12 dicembre contro il Jobs Act, senza la Cisl

ROMA - Sciopero generale di Cgil e Uil  il 12 dicembre contro Jobs act e manovra. E' questo l'esito del vertice tra i leader sindacali di Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Annamaria Furlan e per la Uil il segretario in pectore Carmelo Barbagallo in occasione dell'apertura del congresso della Uil. La Cisl conferma, invece, il solo "sciopero unitario" del pubblico impiego, che sarà deciso dalle categorie. 
"Rispetto alle motivazioni portate sui temi della legge di stabilità e del Jobs act - commenta a stretto giro il ministro del Lavoro Giuliano Poletti - ritengo che non ci siano le motivazioni per una decisione così importante, come lo sciopero generale". "Ogni organizzazione fa le proprie scelte in ragione delle proprie valutazioni", ha premesso il ministro, entrando al congresso della Uil. Per Poletti inoltre "la responsabilità è comunque delle organizzazioni sindacali, che si prendono la responsabilità di quello che decidono".

Intanto la leader della Cisl, Furlan, puntualizza la posizione del suo sindacato. "Noi non ci siamo sfilati - sottolinea - non abbiamo mai valutato di dichiarare lo sciopero generale". "Confermiamo lo sciopero unitario del pubblico impiego, che sarà deciso dalle categorie". Oggi pomeriggio, fa inoltre sapere, si riunirà l'esecutivo nazionale e lì "la Cisl deciderà le sue forme di mobilitazione"

sabato 22 giugno 2013

Centomila in piazza a Roma per chiedere lavoro. “Letta abbia coraggio”

ROMA - Sono tornati in piazza San Giovanni a Roma Cgil, Cisl e Uil, nella manifestazione "Lavoro è democrazia". I sindacati chiedono provvedimenti urgenti sul lavoro, fisco contratti, politiche industriali. Presenti oltre 100mila persone. Due i cortei, il primo da piazza della Repubblica,  il secondo da piazzale dei Partigiani: entrambi poi sono arrivati in piazza San Giovanni.
Per il lavoro bisogna fare delle scelte, decidere ora e non tra qualche mese". E' l'appello ai politici del leader della Cigl, Susanna Camusso, durante la manifestazione dei sindacati a Roma. La Camusso ha ricordato che il lavoro è soprattutto "progetto e autonomia" per le persone. "Vogliamo salvare queste Paese", ha concluso la segretaria ricordando che "il futuro deve avere il lavoro come base".
"Questa di oggi non è una manifestazione una tantum, non è una manifestazione fatta tanto per dire che ci siamo: questa è la prima, e la nostra lotta proseguirà. Perché questa volta non possiamo perdere, se perdiamo noi il Paese perderà ogni speranza". Parole del leader della Uil, Luigi Angeletti, sottolineato chiudendo il suo comizio dal palco della manifestazione unitaria dei sindacati. "Il sindacato serve a sconfiggere questa politica", ha aggiunto.

"Basta cincischiare, basta bizantinismi: ora Letta abbia coraggio". Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che aggiunge: "Il governo Letta ora deve dare una risposta, deve indicare una strada coraggiosa al Paese". Bisogna "dare una scossa", bisogna "dimezzare le tasse sul lavoro, ridurle fortemente su pensioni e imprese che investono".

mercoledì 12 giugno 2013

Napolitano: drammatica la caduta dell’occupazione giovanile

ROMA "Riuscire a tenere insieme la difesa dei diritti e della dignità del lavoro con l'individuazione degli interventi per superare la drammatica caduta dell'occupazione specie giovanile". E' l'appello del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in un messaggio per l'apertura del XVII Congresso confederale della Cisl. "Lo scenario economico e sociale - spiega - è difficile e oltre questo gravano i pesanti effetti della persistente recessione".
'Le organizzazioni sindacali - scrive Napolitano nel messaggio al segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - si trovano di fronte a una sfida di grande complessità: si tratta di riuscire a tenere insieme la prioritaria difesa dei diritti e della dignità del lavoro con l'individuazione degli interventi e degli strumenti innovativi necessari per superare, attraverso l'aumento della produttività e della competitività dell'economia italiana e anche attraverso il ricorso a forme coraggiose di solidarietà, la drammatica caduta dell'occupazione specie giovanile".
"Nel solco di una consolidata tradizione sindacale improntata al dialogo e ispirata a una responsabile visione delle esigenze del Paese - prosegue il presidente della Repubblica - la scelta del tema centrale del congresso", che ha lo slogan L'Italia della responsablità, "conferma l'impegno della Cisl ad offrire il proprio contributo per il superamento di acute emergenze e di profondi fattori di crisi e, quindi, per la costruzione di solide basi per un'Italia più giusta, più aperta e socialmente coesa".

domenica 2 giugno 2013

Cisl: 123mila posti a rischio. Alfano: zero tasse a chI assume disoccupati

ROMA - Altri 123mila posti di lavoro a rischio nel 2013: negli ultimi cinque anni il Paese ha perso il 2,4% di occupazione e il 6% di Pil, i consumi delle famiglie sono scesi del 4,3%, gli investimenti del 20%. È questo l'allarme lanciato dal rapporto Cisl sull'Industria. "Rischiamo di diventare una Repubblica fondata sul non lavoro", commenta Raffaele Bonanni. "Oggi è il 2 giugno, ma c'è poco da festeggiare", ha aggiunto.
“Dati drammatici”, afferma il numero uno della Cisl, ma “se ci sarà, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica, l'impegno di tutti e il massimo della coesione nazionale”, sarà possibile uscire dallo stallo economico in cui è caduto il Paese. La “richiesta forte” che il sindacato farà al Governo riguarda le misure necessarie a stimolare la circolazione di denaro nel Paese: “Occorre uno choc fiscale - afferma Bonanni - un provvedimento straordinario per dimezzare le tasse, far ripartire la nostra economia, sollevare i salari e i consumi”. L’altro tema caldo resta la creazione di nuovi posti di lavoro, da “incentivare fiscalmente”, suggerisce Bonanni.
Zero tasse agli imprenditori che assumono disoccupati, via l'Imu, niente aumento dell'Iva, semplificazioni per chi vuole investire: questa la ricetta per il rilancio del Paese proposta dal vicepremier Angelino Alfano, che spiega: "Se queste azioni funzioneranno noi potremmo avere una bella speranza per la seconda metà del 2013".
"Noi dobbiamo dare lavoro ai giovani - ha detto Alfano, parlando con i giornalisti al termine della parata per la festa della Republica - e abbiamo una ricetta che può immediatamente offrire la possibilità che questo lavoro si crei, e cioè zero tasse per gli imprenditori che assumono giovani disoccupati. Chi assumerà questi ragazzi insomma non dovrà pagare quelle tasse che fin qui hanno rappresentato un disincentivo all'assunzione".
"Inoltre -  ha proseguito Alfano - attraverso le politiche fiscali di detassazione, come nel caso dell'eliminazione dell'Imu, o di non appesantimento fiscale, come il non aumento dell'Iva, si può ambire a una ripresa dei consumi che è capace a sua volta di generare nuova intrapresa".
 Infine, "il terzo ambito su cui puntiamo molto - ha aggiunto il ministro dell'Interno - è quello delle semplificazioni. Chi ha degli euro in tasca e vuole investire deve poterlo fare immediatamente senza incorrere nei lacci e nei lacciuoli della burocrazia".
"La nostra previsione è positiva - ha concluso -. Se queste azioni funzioneranno noi potremo avere una bella speranza per la seconda metà del 2013".


sabato 4 maggio 2013

Cisl, servono 1,5 miliardi per la Cig entro maggio


ROMA - Il governo trovi "1,5 miliardi di euro entro maggio" per il rifinanziamento della cig in deroga. "A rischio ci sono oltre 700mila cassintegrati, che altrimenti andranno ad aumentare le fila dei disoccupati". Lo ha ribadito il leader Cisl, Raffaele Bonanni, che ha poi insistito anche su esodati e occupazione, avvertendo sulla "tenuta sociale" del Paese

lunedì 1 ottobre 2012

Domani lo sciopero di autobus, tram e metro. Italia ferma


ROMA - Scatterà domani mattina, con orari e modalità diverse da città a città, lo sciopero nazionale di 24 ore degli autisti di autobus, tram e metropolitane che chiedono il rinnovo del contratto di lavoro scaduto ormai cinque anni fa. La manifestazione, indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa Cisal, segue "e intensifica" quella di 4 ore messa in atto lo scorso 20 luglio.
Secondo le cinque sigle sindacali che hanno deciso e organizzato unitariamente la protesta "chiudere l'accordo comporterebbe il consolidamento del processo verso il nuovo contratto collettivo della mobilita', elemento fondamentale di stabilita' della categoria per il risanamento e il rilancio del settore".
Filt, Fit, Uilt, Uglt, e Faisa affermano inoltre che la sottoscrizione dell'intesa "rappresenterebbe il riconoscimento del diritto degli autoferrotranvieri alla difesa dell'occupazione, del reddito, della quantità e della qualità del servizio offerto". Un efficiente trasporto locale, sostengono ancora, può contribuire allo sviluppo economico del territorio. "Senza il trasporto locale - spiegano - non vi può' essere la ripresa delle attività' economiche per uscire dalla crisi".
Questi gli orari dello sciopero del trasporto locale nelle principali città del Paese:
- Roma dalle 8,30 alle 17.30 e dalle 20 a fine servizio
- Milano dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. Sospesa l’area C.
- Napoli dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio
- Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio
- Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine turno
- Genova dalle 9,30 alle 17 e dalle 21 a termine servizio
- Bologna dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio
- Bari dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio
- Palermo dalle 8,30 alle 17,30
- Cagliari dalle 9.30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20 alla fine del servizio.

sabato 16 giugno 2012

Roma: duecentomila al corteo dei sindacati per il lavoro



ROMA - "Siamo 200 mila": questa la cifra aggiornata dagli stessi organizzatori di quanti partecipano, in piazza a Roma, alla manifestazione unitaria organizzata da Cgil, Cisl e Uil, per il lavoro, la crescita, il welfare e per cambiare il fisco. "Ci aspettiamo che il ministro Fornero corregga il suo errore": così il numero uno Raffaele Bonanni ha risposto ad una domanda sull'intervento previsto in Parlamento martedì sulla questione. Secondo Bonanni la vicenda esodati "é il risultato di iniquità e spregiudicatezza e il frutto malefico della mancanza di confronto e concertazione".
Cigl Cisl e Uil sono in piazza oggi "per le ragioni del cambiamento" perché l'agenda politica per ora ha prodotto solo "iniquità e diseguaglianza e non ha dato risposte sul lavoro e sullo sviluppo". Lo ha detto il segretario generale Cgil, Susanna Camusso, a margine della manifestazione "Chiediamo il cambiamento dell'agenda politica, senza non ci sono prospettive per il Paese".
Il corteo e' partito da piazza della Repubblica e arriva in piazza del Popolo. Nel corso della manifestazione è possibile che i sindacati annuncino nuove mobilitazioni e nuovi scioperi contro, afferma il numero uno della Cgil, Susanna Camusso "l'insopportabile iniquità con cui si è esercitato il rigore".

lunedì 26 marzo 2012

A fine marzo prima stangata sullo stipendio:aumenta l’Irpef regionale. Altre ne seguiranno…


ROMA - Saranno più leggere per dipendenti e pensionati le buste-paga di marzo. L'assegno, che verrà pagato, come di consueto, il 27 marzo, perderà infatti valore in seguito allo sblocco delle addizionali regionali e comunali. I conti li ha fatti il Caf della Cisl, secondo cui l'Irpef regionale costerà fino a 137 euro in più, quello comunale fino a 193 euro extra.
Insomma, non bastavano gli aumenti da capogiro del costo della vita negli ultimi tempi. Arriva una nuova stangatina, che colpirà tutti. 
L'aumento del prelievo scatterà per tutti sulle addizionali regionali e sarà dello 0,33%, con un effetto che varierà dai 51 euro per un salario da 1.200 euro al mese ai 137 per uno stipendio da 3.200 euro. Pagheranno invece 73 euro i contribuenti con 1.700 euro di stipendio e 94 quelli che con una busta paga mensile di 2.200 euro.
Resta ancora l'incognita per l'Irpef comunale. L'aumento in questo caso va deciso dalle singole amministrazioni locali. Qualche Comune ha però già deciso di utilizzare questa leva per aumentare i suoi introiti tanto che, in questo caso, l'impatto annuale sulle buste paga potrà salire - è il caso ad esempio di Chieti - fino a a 193 euro.
Fortunatamente per i contribuenti, sono ancora pochi i Comuni che hanno già deliberato aumenti con lo sblocco dell'Irpef. La manovra di Ferragosto firmata Tremonti-Berlusconi ha riconosciuto ai Comuni la possibilità di deliberare, a partire dal 2012, aumenti dell'addizionale comunale fino a raggiungere un'aliquota massima complessiva pari allo 0,8%, possibilità che era stata congelata nel 2008 dallo stesso Tremonti.
Ma nei casi in cui l'aumento sia già stato deliberato il conto arriverà martedì prossimo (altrimenti scatterà in seguito successivamente). Si calcola per esempio un aumento (comunale) di 47 euro a Catanzaro (+51 euro per l'addizionale regionale, in tutto 98 euro in più) per un pensionato o lavoratore dipendente con 1.200 euro mensili (lordi) fino ad arrivare ai 193 euro di un pensionato/dipendente con 3.200 euro lordi mensili di Chieti (+137 euro di addizionale regionale e 56 euro per quella comunale). Insomma non un vero e proprio salasso ma una mini-stangata che si aggiunge a tutte le altre. A breve arriverà il temuto Imu, in programma a giugno, mentre a ottobre potrebbe rincarare di due punti l'Iva. Anche se, in questo caso, pare che il governo stia cercando vie alternative. 
Saranno salvaguardati soltanto i pensionati e i dipendenti con i redditi più bassi, quelli che percepiscono assegni talmente "mini" da non dover pagare nemmeno l'Irpef principale. In particolare non dovranno alcuna addizionale i pensionati fino a 75 anni che guadagnano fino a 7.535 euro l'anno e quelli oltre 75 anni che guadagnano fino a 7.785 euro. I lavoratori, invece, saranno esenti fino a 8.030 euro.

martedì 20 marzo 2012

Le ore decisiva per la riforma del lavoro


Il ministro Fornero
ROMA - Un incontro informale tra parti sociali e governo è previsto, a quanto si apprende, per questa mattina a palazzo Chigi. Occasione per un ulteriore approfondimento sulla riforma del mercato del lavoro, con il premier Mario Monti, e con sindacati e associazioni di imprese, in vista del tavolo formale convocato per le 15.30 sempre a palazzo Chigi.
La notizia è circolata dopo il vertice notturno al ministero del lavoro dei sindacati con il ministro Elsa Fornero.
Per quanto riguarda in particolare l'articolo 18, anche se i sindacati preferiscono puntare l'attenzione sull'intera partita - contratti e ammortizzatori sociali compresi -, a dividere è l'intenzione di toccare i licenziamenti disciplinari, anche prevedendo la possibilità che sia il giudice a decidere tra reintegro o indennizzo. Bonanni propone che, in questo caso, si alzi "l'asticella" dell'indennizzo e si specifichino le causali nel contratto di lavoro. Una soluzione "ragionevole" che potrebbe "fermare" il governo, comunque intenzionato ad intervenire sulla materia.
Ma la Cgil non la ritiene accettabile e ribadisce di essere disposta al massimo a mediare sulla possibilità che nei soli licenziamenti economici si lasci al giudice il potere discrezionale. La Uil, disponibile a intervenire sui licenziamenti economici, ha detto che i licenziamenti disciplinari non si toccano, mentre ha sempre sostenuto la necessità di specificare le causali.

sabato 17 marzo 2012

Monti: "Mercato del lavoro, la prossima settimana si chiude"


MILANO - Primo incontro informale, in corso a Milano a margine del convegno di Confindustria, tra il presidente del Consiglio Mario Monti con i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Resta confermato un 'aperitivo' a fine convegno con anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
''La settimana prossima si chiuderanno le trattative sul mercato del lavoro e sugli ammortizzatori sociali'' ha detto il premier Mario Monti.

lunedì 20 febbraio 2012

Oggi l'incontro governo-sindacati. Con il "macigno" dell'articolo 18

ROMA - "L'intesa sul mercato del lavoro a fine marzo? Dire che siamo vicini è un po' presto". Ha gettato acqua sul fuoco degli entusiasmi la segretaria della Cgil Susanna Camusso intervistata da Fabio Fazio per "Che tempo che fa", in vista dell'incontro di oggi al ministero del Lavoro che dovrebbe "stringere" sui temi caldi del superamento della cassa integrazione straordinaria e dell'articolo 18, che prevede il reintegro nel posto di lavoro dei lavoratori licenziati senza giusta causa nelle imprese sopra i 15 dipendenti. Nel frattempo, tutti i protagonisti della trattativa e della politica si sono "posizionati", accentuando i problemi all'interno del Pd.


Se il segretario Bersani da Napoli aveva detto che è inutile parlare di articolo 18 - su cui sono possibili solo "piccoli aggiustamenti" - perchè "non ho mai incontrato un imprenditore che non investe per l'articolo 18", ieri in un'intervista a Repubblica l'ex segretario Veltroni gli ha risposto che non bisogna regalare il Governo Monti, che è un Governo riformista, alla destra: per questo, "basta tabù sull'articolo 18". Più facile la posizione del Terzo Polo e del Pdl: sia Casini sia Berlusconi hanno esortato il Governo a procedere rapidamente e l'ex ministro Sacconi ha aggiunto malizioso: anche senza l'accordo di tutti i sindacati. Intanto l'Idv ha presentato una mozione per confermare l'articolo 18.


Appaiono divisi anche i sindacati: la Camusso ha confermato che la cassa straordinaria e l'art.18 non si possono toccare e che sarebbe bello poter varare un salario minimo per tutti i disoccupati, ma per ora non ci sono le risorse tanto che bisognerebbe dedicare questo scopo o una nuova patrimoniale o i proventi della lotta all'evasione fiscale. Bonanni della Cisl e Angeletti della Uil sembrano più disponibili a sperimentare formule innovative sull'art.18, come la sua eliminazione per le imprese che stabilizzano i precari o per i nuovi "contratti d'inserimento" triennali a tutele crescenti.

mercoledì 7 dicembre 2011

Manovra: i sindacati proclamano tre ore di sciopero unitario per lunedì 12

ROMA - Cgil, Cisl e Uil proclamano per lunedi' 12 tre ore di sciopero per protestare contro la manovra varata dal Governo.
  E' quanto hanno deciso Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti durante un incontro nella sede della Uil. Si terranno anche presidi davanti alle prefetture e davanti alla Camera e al Senato "fino alla conclusione dell'iter parlamentare previsto per la manovra". 
"Credo che anche il professor Monti debba cambiare opinione" sulla inemendabilita' della manovra varata dal Governo. Lo ha detto Susanna Camussoal termine dell'incontro. L'obiettivo dello sciopero unitario  è' quello di "ottenere modifiche degli aspetti piu' dannosi della manovra - ha aggiunto - dalla rivalutazione all'anzianita' delle pensioni, all'Ici sulla prima casa" .
 

lunedì 5 dicembre 2011

Manovra: Cisl e Uil annunciano uno sciopero di protesta di due ore per lunedì' prossimo. La Cei: si poteva essere più equanimi


ROMA - Sciopero-protesta di due ore (le ultime due) lunedì prossimo , per "richiedere con forza di aprire il negoziato" sulla manovra ed in particolare su pensioni e fisco: è l'iniziativa annunciata da Cisl e Uil nel corso di una conferenza stampa congiunta di Bonanni e Angeletti che parlano di "attentato al sindacalismo confederale". "Chiediamo a tutti i lavoratori della Cisl e della Uil, chiediamo a tutti i militanti, iscritti e dirigenti di fare lunedì prossimo uno sciopero-protesta nelle ultime due ore di lavoro per recarci presso tutte le prefetture per far sentire la nostra voce e richiedere con forza di aprire un negoziato. A Roma saremo sotto il parlamento", spiega il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni
Sull'iniziativa, riferisce "pare sia d'accordo anche l'Ugl", mentre alla Confederazione guidata da Susanna Camusso, dice: "la Cgil ci chiede discutere, siamo felici di questo, se sono d'accordo con noi sulla richiesta preliminare di contrattazione, di negoziato, se condivide questa impostazione benissimo. Diversamente marceremo divisi e colpiremo uniti", aggiunge Bonanni. 
Il leader della Cisl sostiene che sulla previdenza ed il fisco che "sono materie nostre non si è avuta la possibilità di discutere nemmeno un minuto". Da parte del governo c'é stato "un vero e proprio blitz a scapito delle parti sociali". Ma avverte: "Agiremo in tutti i modi per far fallire il tentativo di ridurre le parti sociali a comparse. Chiederemo incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il parlamento deve garantire una discussione equilibrata". E sul mercato del lavoro Bonanni lancia un altro messaggio: "Dico chiaro e tondo al presidente del Consiglio ed al ministro del Lavoro: il sindacato non c'é per licenziare la gente".
La manovra del governo Monti era ''necessaria'' ma ''poteva essere piu' equa, si e' fatto ancora poco. Si sono fatti passi ma potevano essere ancora piu' equanimi'', ''si poteva fare di piu' sui redditi alti''. Lo afferma all'ANSA monsignor Giancarlo Bregantini, reponsabile della Commissione Cei per i Problemi sociali e il Lavoro.

Angeletti e Bonanni: le nostre critiche a Monti


ROMA -La manovra varata dal governo Monti "introduce nel sistema previdenziale una doppia penalizzazione", che si tradurra' per molte persone con "un allungamento dell'eta' pensionabile e una riduzione anche della prestazione previdenziale". Cosi' il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti ha commentato il pacchetto di misure approvate ieri dal nuovo esecutivo, definendo "eccessivo" il "doppio sacrificio" imposto "su una relativamente ristretta platea di persone".

A preoccupare il leader sindacale, in particolare, sono le misure introdotte sul piano fiscale: "L'aumento dell'Iva avra' un effetto recessivo, fara' aumentare prezzi, ridurre consumi e aumentare la disoccupazione". Gia' in precedenza, ha sottolineato Angeletti, la Uil aveva calcolato che, senza contare gli estimi catastali, ci sarebbe stato "un aumento da 300 a 400 euro di tasse all'anno per un lavoratore normale", con una corrispondente contrazione dei consumi.

"Non si vuole stabilizzare: si vuol fare cassa". Lo ha affermato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, in un'intervista all'indomani della manovra riguardo le pensioni.  "Sull'Irpef - ha aggiunto - ho fatto molta pressione" con il presidente del Consiglio Mario Monti. "La politica ha fatto delle amministrazioni il proprio feudo - ha aggiunto - E' questa impalcatura cosi' costosa che ha messo in ginocchio il nostro Paese".
Sull'eventualita' di uno sciopero generale Bonanni ha spiegato: "Non mi interessano le sceneggiate. Noi non daremo tregua e faremo pressione con i presìdi". Infine quanto alla vendita di beni dello Stato, Bonanni ha affermato; "Siamo contrarissimi. Gli asset vanno conservati, tutti quelli che abbiamo venduto ci hanno rovinato".

Contro la manovra si ricompattano i sindacati



ROMA - Per Raffaele Bonanni, leader della Cisl "La manovra grava solo su lavoratori e pensionati". Per il leader della Cgil Susanna Camusso "si fa cassa sui poveri del Paese, si interviene su redditi e consumi, ampliando  gli effetti recessivi. Il più cauto è Luigi Angeletti, della Uil: "Solo in parte c’è rigore ed equità". 



Sulla manovra i tre più grandi sindacati ritrovano — con gradazioni diverse — gli stessi toni. E la conferenza stampa serale di Monti rassicura per qualche verso (Irpef, perequazioni), ma non ribalta le valutazioni. Il punto critico è il capitolo pensioni. Bonanni eibadisce che il passaggio al contributivo e innalzamento dell’età: assieme hanno un effetto devastante". 


Sull’innalzamento degli anni di contribuzione (42 per gli uomini, 41 per le donne), Camusso tiene il punto: "Quarant’anni è ancora un numero magico da cui non si può prescindere". Inoltre, la manovra "mette in discussione la normativa varata con il governo Prodi sui lavori usuranti". Che fare, adesso?  Camusso ha invitato Cisl e Uil a "iniziative comuni". 
Dopo la rottura dell’unità sindacale nell’era Berlusconi. Camusso non fa cenno a mobilitazioni, né pronuncia la parola "sciopero", anche se ha una minoranza interna pronta a scendere in piazza (il 16 c’è in calendario una manifestazione Fiom). Il prossimo passo per la Cgil sarà presentare le modifiche da apportare alla manovra, affinché tutte le forze politiche ne tengano conto.

Bonanni invece annuncia "reazioni forti", ma dice esplicitamente: "Nessuno sciopero. Noi siamo per la trattativa serrata con il governo". Il piano di Bonanni è quello di un "patto sociale" fra governo, sindacati e associazioni di categoria. La strategia di Bonanni, protagonista del ritorno dei cattolici in politica, è di fare pressione sui ministri cattolici e sulle forze di riferimento (Udc e parte del Pd).

Per il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, la manovra è invece "indispensabile" anche se poco bilanciata tra tasse e tagli. "Pensiamo che la situazione sia molto grave: oggi non è demagogia dire che i prossimi 10 giorni decideranno se l'euro sopravviverà o no" ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia

"La prima mossa per mettere in moto meccanismo di salvataggio dell'euro - ha spiegato Marcegaglia - per l'Italia sta nella presentazione di una manovra molto forte. Solo in presenza di una manovra molto forte si metterà in moto un meccanismo che deve portare al salvataggio euro". . .

domenica 4 dicembre 2011

Monti: positivo l'incontro con le parti sociali. La Cgil: un colpo durissimo ai redditi dei pensionati. La Cisl: troppo veloce il passaggio al contributivo


ROMA - L'incontro tra Governo e parti sociali è stato "positivo e incoraggiante": lo avrebbe detto il presidente del Consiglio Mario Monti secondo quanto riferito da partecipanti nella sua replica al termine della riunione. "Nelle prossime ore - avrebbe detto - cercherò di trasmettere reale situazione grave al Paese ma anche fiducia che ce la possiamo fare". "Tutti voi avete osservato - ha aggiunto Monti - che nei nostri interventi c'e una parte non detta: quella fiscale. Su questo aspetto si misura il tasso di equità. Non lo abbiamo fatto solo per riservatezza, ma perché vi abbiamo voluto ascoltare così' da orientare anche le nostre scelte. Credo che nella parte riguardante la famiglia e il prelievo sul lavoro troverete, nei provvedimenti, traccia di questa riunione".
La manovra vale in tutto 24 miliardi al lordo della delega fiscale. Il premier ha ribadito che si tratterà di una manovra di "rigore, equità e sviluppo" e che ci saranno interventi strutturali in diversi campi. 

Tre i punti sui quali interviene la manovra
: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. Monti ha annunciato che gli interventi sul mercato del lavoro arriveranno "più avanti" perche' in questo settore è ''essenziale concertare''. 
Con l'abolizione delle finestre mobili le donne andranno in pensione di vecchiaia nel 2018 a 66 anni. L'eta' di 66 anni per la pensione di vecchiaia e' prevista anche per gli uomini da subito. La convergenza tra uomini e donne per l'eta' di vecchiaia sara' raggiunta nel 2018 a 65 anni. L'adeguamento delle pensioni in essere all'inflazione sarà congelato per il 2012 ma saranno salve le pensioni al minimo. La rivalutazione piena rispetto all'inflazione nel 2012 sarà prevista solo per le pensioni fino a 486 euro.  Ci sarà una rivalutazione parziale per quelle tra 486 euro e 936 euro al mese mentre per gli assegni superiori ci sarà il totale congelamento rispetto all'inflazione.
Le quote per le uscite per la pensione di anzianità sono state abolite. Lo riferiscono tecnici che stanno lavorando alla manovra. Si uscirà solo con 41-42 anni di contributi. La quota al momento in vigore era 96 tra età anagrafica e contributi con un minimo di età di 60 anni. Sulla quota doveva salire a 97 per i dipendenti nel 2013. Secondo quanto si è appreso da tecnici che stanno lavorando alla manovra le quote per la pensione di anzianità sono abolite e nel 2012 si potrà uscire in anticipo rispetto all'età di vecchiaia solo con 41 anni di contributi se donne e 42 anni di contributi se uomini.


''Siamo di fronte a una alternativa tra la situazione attuale, con i sacrifici richiesti e una situazione di uno Stato insolvente, di un euro distrutto magari per infamia dell'Italia'', ha detto Monti nella replica finale durante l'incontro con le parti sociali, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti
Le misure contenute nella manovra,suscitano dure critiche da parte dei sindacati: un "durissimo colpo ai redditi dei pensionati", ha detto il segretario generale Cgil Susanna Camusso nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, aggiungendo che l'aumento dell'età pensionabile è "insostenibile" per tanti e che si troverebbero "sconvolte le prospettive di pensione e molto incrementati gli anni di lavoro". 


La Cisl non è d'accordo sugli interventi annunciati per la manovra correttiva e sottolinea che "grava solo su lavoratori e pensionati". Lo ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Occorrono risposte immediata ma ben ponderate - ha detto secondo quanto riferito - possiamo ancora discutere in queste ore. Per le pensioni "è troppo veloce il passaggio al contributivo e l'innalzamento dell'età. Non è una modifica reggibile".



Le scelte devono essere coerenti e comprensibili su rigore, equità e sviluppo per rendere comprensibili i sacrifici, ha affermato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti al termine della riunione con il Governo affermando che "quanto è stato illustrato corrisponde solo in parte a questi tre obiettivi".
Alla riunione a Palazzo Chigi è stata registrata la voce a favore di Confindustria: "Non abbiano scelta", ha detto Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, "questa manovra la dobbiamo fare".
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Il ministro Corrado Passera avrebbe annunciato durante l'incontro con le parti sociali le misure per lo sviluppo. Tra queste un provvedimento che favorisca la patrimonializzazione delle imprese; la defiscalizzazione a fini Irap sulla parte che riguarda il lavoro; nuovo credito per i fondi di garanzia delle Pmi, che "a regime vale qualche decina di miliardi". Infine, per l'internazionalizzazione, il "nuovo Ice" e interventi per il risparmio energetico.

"Il bivio è tra una manovra pesante oggi ed il rischio di un fallimento domani", dice Angelino Alfano, segretario del Pdl ospite di SKYTG24.