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domenica 1 marzo 2015

MOSCA, 20mila scendono in piazza per ricordare Nemtzov, l'oppositore di Putin ucciso da un sicario




MOSCA, 1 marzo - L'opposizione russa scende in piazza per ricordare Boris Nemtsov, uno dei rivali politici di Vladimir Putin freddato a colpi di pistola a poche decine di metri dalla Piazza Rossa nella notte tra venerdì e sabato. Nel centro di Mosca una folla di almeno 20mila persone si è radunata, mostrando ritratti del politico ucciso e cartelli con la scritta "Non ho paura", "Quei proiettili hanno colpito tutti noi" o più semplicemente "Non ci sono parole". Sul luogo dell'assassinio, sul ponte Bolshoi Kammeny (sull quale è passata la marcia), continua intanto il pellegrinaggio di quanti lasciano fiori e biglietti per ricordare l'oppositore del Cremlino. Anche il premier italiano Matteo Renzi deporrà un fiore sul luogo dell'agguato quando si recherà a Mosca il prossimo 4 e 5 marzo. 
Dopo l'agguato si è deciso di cancellare la Marcia di primavera organizzata sempre per oggi dall'opposizione (ma relegata dalle autorità nella zona di Marino, in periferia) per protestare contro la politica del Cremlino e il presunto coinvolgimento di militari russi nel conflitto ucraino. 
Il corteo in memoria di Nemtsov è partito alle 15 (le 13 in Italia) dal quartiere di Kitai Gorod ed è passato dal ponte Bolshoi Moskvoretski: il posto in cui l'oppositore è stato ucciso e dove migliaia di persone hanno lasciato fiori e acceso candele per ricordarlo.

Alla marcia hanno partecipato gli ambasciatori di Germania, Francia e Inghilterra che hanno deposto fiori sul luogo dell'agguato mortale a Nemtsov.
Intanto, l'emittente russa tv Tse ha trasmesso quello che sembra essere un video del momento dell'uccisione dell'oppositore russo. L'omicidio, stando al video, sarebbe avvenuto alle 23.31 locali (le 21.31 in Italia). Il filmato mostra anche una persona, forse l'assassino, che sale di corsa su un'auto e si dilegua, probabilmente con un complice.

sabato 25 ottobre 2014

ROMA, tantissima gente, il corteo CGIL parte prima. Camusso: pronti anche allo sciopero generale

ROMA - Alla manifestazione indetta dalla Cgil contro il Jobs Act partecipano tantissime persone, centinaia di migliaia. Il corteo è partito prima del tempo, proprio per la ressa. Il segretario della Cgil Susanna Camusso è arrivata alla manifestazione davanti allo striscione "Lavoro dignità e uguaglianza. Per cambiare l'Italia". La Cgil è pronta ad utilizzare "tutte le forme necessarie" a sostegno delle proprie richieste, compreso lo sciopero generale, ha detto Camusso. "Continueremo la nostra iniziativa - ha detto rispondendo ad una domanda - con tutte le forme necessarie" Il segretario con un tweet ha augurato un "Buon 25 ottobre a tutte e tutti. 
La coda della manifestazione è a Piazza Repubblica. 'Lavoro dignità uguaglianza per cambiare l'Italia' con l'hashtag #tutogliioincludo è lo striscione di testa del corteo della Cgil partito dalla stazione Termini, tenuto dagli studenti medi.

“E' una manifestazione bella, grande, con tanta gente che chiede lavoro e chiede di estendere i diritti": così il segretario generale Cgil ha commentato la grande partecipazione alla manifestazione di oggi a Roma. "Quando c'è tanta gente - ha detto rispondendo ad una domanda sulla partenza prima dell'orario previsto - bisogna partire prima". La gente in piazza, ha detto Camusso, "chiede lavoro, giustizia sociale, la possibilità di studiare e che si estendano i diritti".

mercoledì 8 ottobre 2014

PALAZZO CHIGI, “la fiducia riguarda l’art.18”. Landini: pronti a occupare le fabbriche


Il corteo con Landini a Milano
MILANO - Il voto di oggi sulla fiducia al Jobs Act riguarda evidentemente l'articolo 18. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi, contrariamente a quanto riportato da notizie di stampa. La delega, osservano, attribuisce al Governo il dovere di superare l'attuale sistema e il presidente del Consiglio ha indicato con chiarezza la direzione. E’ intanto in corso la riunione del ministri del Lavoro Ue per il Semestre italiano di presidenza europea e della riunione dei capi di Stato.  "Siamo pronti ad occupare le fabbriche": lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, alla partenza del corteo contro il vertice Ue sul lavoro a Milano. Alla manifestazione partecipano sigle sindacali, lavoratori e centri sociali. "La precarietà non si combatte rendendo più facile il licenziamento ma con il tempo indeterminato e garantendo i diritti a tutti", ha aggiunto Landini. "Siamo pronti ad occupare le fabbriche perché ci chiedono di abbassare i salari. Se Renzi pensa di fare il figo dandoci ottanta euro e se pensa che noi siamo i coglioni che accettano di firmare la riduzione, si sbaglia di grosso".
Al corteo, insieme alle sigle sindacali e ai lavoratori ci sono anche gli studenti e i militanti di alcuni centri sociali. In testa al corteo, dietro allo striscione della Fiom, Maurizio Landini. Che ha definito la manifestazione "la prima mobilitazione della stagione a cui ne seguiranno altre"
Attimi di tensione al corteo. Un gruppo di manifestanti, tra cui i centri sociali e Usb, si è staccato dal corteo principale per iniziare una marcia indipendente. Alla partenza, in via Traiano, ci sono stati alcuni secondi di contatto con le forze dell'ordine che tentavano di bloccare il fronte. Qualche spinta ed è iniziato il contro corteo.

sabato 12 aprile 2014

Roma, corteo antagonisti: scontri in Via Veneto, manifestante grave

ROMA - Lancio di fumogeni e petardi in piazza Barberini durante il corteo dei movimenti per la casa e contro l'austerity. 
Scontri e cariche delle forze dell'ordine a via Veneto nei pressi del ministero del Welfare. Dopo un lancio di oggetti, bottiglie e petardi contro i blindati sono iniziati gli scontri e poi le cariche. Un manifestante è rimasto ferito gravemente ad una mano dopo l'esplosione di un petardo che teneva in mano. Il manifestante stava per lanciare il petardo quando gli è esploso in mano: probabilmente ha perso alcune dita della mano.
Un gruppo di manifestanti dei movimenti per la casa sono stati fermati dalla polizia in piazzale del Verano, dopo essere stati trovati in possesso di bastoni e picconi.
Elicotteri della polizia sorvolano la zona, e dal Centro per la gestione della sicurezza dei grandi eventi della sala operativa del questura di Roma, il corteo è monitorato costantemente, e con la "massima attenzione", anche con l'aiuto delle immagini degli elicotteri.

giovedì 31 ottobre 2013

Scontri a Roma tra manifestanti per la casa e polizia, 6 feriti, 8 fermati

ROMA - Sono sei le persone ferite, non gravemente, trasportate in ospedale dal 118 di Roma a seguito degli scontri alla manifestazione dei movimenti per la casa nella Capitale. Quattro carabinieri e una manifestante sono stati portati all'ospedale Santo Spirito mentre un'altra manifestante all'Umberto I. Una decina di persone, soprattutto delle forze dell'ordine, sono state medicate sul posto. 
Un gruppo di manifestanti hanno lanciato fumogeni e uova contro la polizia in una strada limitrofa al Parlamento. Assaltato un blindato delle forze dell'ordine: alcuni giovani sono saliti sopra il mezzo innescando scontri con gli agenti che hanno poi lanciato dei fumogeni per disperdere i manifestanti. Fermati otto manifestanti. Le forze dell'ordine si sono schierate con due cordoni di blindati a protezione di Palazzo Chigi, bloccando l'accesso dei manifestanti. Nel tentativo di sfondare il cordone, alcuni giovani hanno spruzzato spray urticante contro gli agenti. Il gruppo, circa un centinaio di persone, mescolato ai tanti turisti, è ora fermo tra piazza Fontana di Trevi e la Galleria Colonna. Una manifestante nella calca ha anche avuto un malore. Blindati schierati anche nelle strade sotto il Quirinale.

Le centinaia di manifestanti intonano lo slogan 'Tutti liberi'. "Devono rilasciare immediatamente i nostri nove fratelli e sorelle che hanno fermato" è l'ultimatum di uno dei leader della protesta, Paolo Di Vetta, rivolgendosi alla folla in assemblea.

sabato 16 giugno 2012

Roma: duecentomila al corteo dei sindacati per il lavoro



ROMA - "Siamo 200 mila": questa la cifra aggiornata dagli stessi organizzatori di quanti partecipano, in piazza a Roma, alla manifestazione unitaria organizzata da Cgil, Cisl e Uil, per il lavoro, la crescita, il welfare e per cambiare il fisco. "Ci aspettiamo che il ministro Fornero corregga il suo errore": così il numero uno Raffaele Bonanni ha risposto ad una domanda sull'intervento previsto in Parlamento martedì sulla questione. Secondo Bonanni la vicenda esodati "é il risultato di iniquità e spregiudicatezza e il frutto malefico della mancanza di confronto e concertazione".
Cigl Cisl e Uil sono in piazza oggi "per le ragioni del cambiamento" perché l'agenda politica per ora ha prodotto solo "iniquità e diseguaglianza e non ha dato risposte sul lavoro e sullo sviluppo". Lo ha detto il segretario generale Cgil, Susanna Camusso, a margine della manifestazione "Chiediamo il cambiamento dell'agenda politica, senza non ci sono prospettive per il Paese".
Il corteo e' partito da piazza della Repubblica e arriva in piazza del Popolo. Nel corso della manifestazione è possibile che i sindacati annuncino nuove mobilitazioni e nuovi scioperi contro, afferma il numero uno della Cgil, Susanna Camusso "l'insopportabile iniquità con cui si è esercitato il rigore".

sabato 28 gennaio 2012

Alcune centinaia di No Tav in corteo oggi pomeriggio a Torino. Cori contro il procuratore Caselli


TORINO - Carriole con le "macerie" del cantiere della Maddalena, filo spinato, pezzi di reti metalliche e di legno, bossoli di lacrimogeni, aprono il corteo No Tav partito da piazza Carlo Felice a Torino, e diretto in piazza Castello. Alla manifestazione partecipa anche la Fiom Torino con il segretario provinciale, Federico Bellono, che sottolinea: "In questo momento è importante ribadire il carattere popolare e democratico del movimento".
Dietro le carriole si vede uno striscione con la scritta "No Tav una garanzia per il futuro". Alla manifestazione stanno partecipando alcune centinaia di persone, che stanno sfilando sotto la pioggia scandendo slogan contro il Procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, e contro gli arresti fatit dalla polizia nei giorni scorsi sulla vicenda.

Alcuni fumogeni sono stati accesi davanti alla sede della Regione Piemonte, protetta da un imponente schieramento di forze dell'ordine, mentre molti partecipanti al corteo, dopo aver rovesciato le macerie contenute nelle carriole davanti a un improvvisato cantiere, si sono diretti verso via Po. Inoltre, alcuni ragazzi con cappucci e sciarpe nere hanno lanciato dei barattoli di vernice e uova contro le serrande abbassate della libreria de La Stampa, sede storica del quotidiano torinese. Il gruppo ha urlato slogan contro giornalisti e forze dell'ordine prima di tornare a sfilare verso piazza Castello.

"Nonostante la pioggia, ancora una volta siamo tantissimi", ha detto lo speaker del corteo pochi minuti dopo la partenza. "Lo diciamo al Procuratore antimafia - ha continuato parlando dietro uno striscione con la scritta 'Il No Tav non s'arresta' - si è schierato dalla parte dei mafiosi e ha incarcerato 32 di noi", riferendo un numero di persone sbagliato: dall'inchiesta ne risultano 26. "Li vogliamo liberi, liberi tutti, liberi subito", ha continuato lo speaker. 

sabato 17 dicembre 2011

Firenze, in 15mila al corteo perricordare i due senegalesi uccisi dal pazzo razzista


FIRENZE - Hanno chiesto il silenzio per i loro fratelli uccisi, e così è stato, almeno per buona parte del corteo che la comunità senegalese in Toscana ha organizzato a Firenze, in memoria di Mor Diop, 54 anni, e Modou Samb, 40 anni. Sono circa 15mila le persone che vi hanno aderito. In testa, i familiari delle due vittime e degli altri tre cittadini senegalesi feriti dal killer di estrema destra, Gianluca Casseri.
Il percorso della manifestazione si è snodato lungo strade strette che conducono da piazza Dalmazia, luogo dei primi due agguati di martedì, a piazza Santa Maria Novella, accanto alla stazione centrale.

E' stato dunque un lungo serpentone umano a ricordare a tutta la città, nelle parole del portavoce della comunità senegalese di Firenze Pape Diaw, che "non si può diffondere disprezzo come è stato fatto in questi anni. Chi lo ha seminato, vedendo tutte queste persone, dovrebbe vergognarsi". Il portavoce ha accolto, all'inizio della manifestazione, in un abbraccio il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Presenti anche Rosy Bindi, presidente dell'assemblea del Pd, il presidente della Puglia, Nichi Vendola e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.