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sabato 19 ottobre 2013

Roma arrestati altri 9 black bloc

ROMA - Sono nove le persone fermate nella notte nei servizi di prevenzione in vista del corteo. Tra loro anche alcuni stranieri, aderenti a gruppi anarchici e persone arrivate da fuori Roma. Con i cinque di venerdì, sono in tutto 14 le persone sottoposte a fermo. 
Sotto controllo la tendopoli di piazza San Giovanni - Viene monitorata attentamente la tendopoli allestita in piazza San Giovanni davanti alla Basilica: da lì partirà il corteo diretto a Porta Pia, dove è prevista una Notte Bianca del Dissenso. Molti dei manifestanti di venerdì con i Cobas saranno ancora in piazza dopo aver passato la notte in tenda.

sabato 22 giugno 2013

Centomila in piazza a Roma per chiedere lavoro. “Letta abbia coraggio”

ROMA - Sono tornati in piazza San Giovanni a Roma Cgil, Cisl e Uil, nella manifestazione "Lavoro è democrazia". I sindacati chiedono provvedimenti urgenti sul lavoro, fisco contratti, politiche industriali. Presenti oltre 100mila persone. Due i cortei, il primo da piazza della Repubblica,  il secondo da piazzale dei Partigiani: entrambi poi sono arrivati in piazza San Giovanni.
Per il lavoro bisogna fare delle scelte, decidere ora e non tra qualche mese". E' l'appello ai politici del leader della Cigl, Susanna Camusso, durante la manifestazione dei sindacati a Roma. La Camusso ha ricordato che il lavoro è soprattutto "progetto e autonomia" per le persone. "Vogliamo salvare queste Paese", ha concluso la segretaria ricordando che "il futuro deve avere il lavoro come base".
"Questa di oggi non è una manifestazione una tantum, non è una manifestazione fatta tanto per dire che ci siamo: questa è la prima, e la nostra lotta proseguirà. Perché questa volta non possiamo perdere, se perdiamo noi il Paese perderà ogni speranza". Parole del leader della Uil, Luigi Angeletti, sottolineato chiudendo il suo comizio dal palco della manifestazione unitaria dei sindacati. "Il sindacato serve a sconfiggere questa politica", ha aggiunto.

"Basta cincischiare, basta bizantinismi: ora Letta abbia coraggio". Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che aggiunge: "Il governo Letta ora deve dare una risposta, deve indicare una strada coraggiosa al Paese". Bisogna "dare una scossa", bisogna "dimezzare le tasse sul lavoro, ridurle fortemente su pensioni e imprese che investono".

venerdì 22 febbraio 2013

Ottocentomila in piazza S.Giovanni inneggiano a Grillo: “è il più grande evento mediatico”


ROMA - "E' tutta la notte che mi esercito per non commuovermi". Così Beppe Grillo esordisce sul palco a piazza S.Giovanni, tra le urla e i cori della piazza. "Mi aspettavo qualcosa di più..." ironizza il leader di M5S guardando la piazza gremita: "Questo è un sogno". "Siamo 800 mila in questa piazza e 150 mila collegati in streaming", afferma Grillo che è a Roma per la conclusione dello 'Tsunami tour'. "E' il più grande evento mediatico di tutti i tempi. Dio mio cosa abbiamo fatto", aggiunge mentre la piazza urla "tutti a casa, tutti a casa".
"E' iniziata una fase nuova, stiamo in una fase nuova". Così Grillo esordisce. "Io ho dato fuoco a una miccia, non sono l'artefice". "E' finita!", urla il comico e la piazza di San Giovanni esulta. "E' finita, è finita in una tristezza incredibile. Questi sono tutti dei falliti ma da domani inizia qualcosa di nuovo".
Sul camper di Beppe Grillo, che arriva fin dietro il palco di piazza San Giovanni, si vede anche Gianroberto Casaleggio. L'arrivo di Grillo viene salutato dal palco come "il ministro dei sogni". Applausi e urla da una piazza gremita e tante bandiere bianche a 5 stelle sventolanti.
Grillo poi chiude il comizio di piazza San Giovani a Roma invitando la folla a 'salutare' con un "boom" il presidente Napolitano che andrà dalla Merkel. "Al mio tre facciamo tutti boom", dice il leader del M5S ottenendo la risposta della folla in piazza.
Palco off-limits per la stampa italiana alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale del M5S in piazza S.Giovanni. Brutta sorpresa per i giornalisti italiani che attendevano l'accredito per il backstage del palco: l'ingresso è consentito esclusivamente ai media stranieri e a Sky Tg24. Solo dopo l'intervento della polizia, l'accesso al retropalco dello Tsunami Tour viene poi aperto anche alla stampa italiana. I cronisti italiani sono perciò stati invitati a ritirare il pass dopo le normali procedure di accredito

Roma, il palco di Grillo vietato alla stampa italiana. Momenti di tensione con i giornalisti



ROMA - Palco off-limits per la stampa italiana alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale del M5S in piazza S.Giovanni. Brutta sorpresa per i giornalisti italiani che attendevano l'accredito per il backstage del palco: l'ingresso è consentito esclusivamente ai media stranieri e a Sky Tg24. Roma, 22 feb. (TMNews) - Momenti di tensione tra lo staff del Movimento 5 Stelle e alcuni giornalisti e fotografi italiani.
Alcuni giornalisti hanno insistito per entrare nello spazio riservato solamente alla stampa straniera e a Sky Tg24, e tra spintoni e urla lo staff dei grillini ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. In particolare un cronista dell'agenzia Italpress Vasco Pirri è stato trattenuto per diversi minuti dalla polizia.
L'"istrione" Grillo non vuole i giornalisti italiani perché teme che potrebbero fargli "domande scomode". Lo ha sostenuto  il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi. "L'ennesima intemerata di Grillo contro i giornalisti - dice commentando la decisione del leader 5 Stelle di tenere lontani dal backstage del palco di San Giovanni i cronisti italiani - meriterebbe di essere fatta cadere in silenzio. Ma di fronte alla nuova provocazione di un personaggio istrionico e da baraccone non possiamo non rilevare una linea antidemocratica e irresponsabile che non ci tapperà la bocca".
"Quando si nega ai giornalisti italiani e li insulta, accettando solo quelli stranieri, rivela solo - prosegue Siddi - i propri nervi scoperti. E' l'unico personaggio che si propone leader nell'irresponsabilità più totale, non essendo candidato alle elezioni né essendo titolato a ricevere incarichi pubblici. Non vuole giornalisti italiani perché potrebbero fargli domande scomode. Questo va ricordato sempre, anche quando raccoglie intorno a sé grandi folle come risulta naturale per chi è un artista istrionico e, quindi, sempre più da baraccone".
Dinanzi alla chiesa di S.Giovanni in Laterano è stato allestito il palco, mentre in piazza sono presenti vari gazebo, dov'é possibile acquistare gadget del movimento, prendere informazioni sul programma 'A cinque stelle' e conoscere i candidati. Non mancano gli striscioni: 'No Tav - Si' alla ricostruzione e 'Amici di Beppe Grillo della Val Bormida'. Tra gli stand spicca anche un'area nursery per l'allattamento e il cambio dei pannolini per chi ha bambini.

mercoledì 9 novembre 2011

Un altro arresto per gli scontri di Roma

ROMA - Aveva tentato di assaltare un mezzo idrante della polizia in piazza San Giovanni durante la manifestazione degli indignados del 15 ottobre a Roma. Per questo un 19enne si trova ora agli arresti domiciliari, accusato di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata. Il destinatario giovane era stato fermato nell'immediatezza dei fatti da personale del commissariato dopo essere stato protagonista ripetutamente del lancio di sampietrini contro agenti delle forze dell'ordine. Aveva inoltre preso parte a un tentativo di assalto a uno dei veicoli-idranti della Polizia di Stato, tentando anche di aprire le porte del mezzo per indurre gli agenti a uscire, come dimostrato anche dalla documentazione video-fotografica acquisita.
L'atteggiamento violento, riferisce una nota della Questura, non era cessato nemmeno dopo l'intervento degli agenti del Commissariato Trevi, riusciti a bloccarlo. Il giovane  aveva infatti continuato ad aggredire gli operatori, nel tentativo di guadagnare la fuga. Il diciannovenne, a carico del quale sono state ritenute sussistenti le esigenze cautelari, era stato in un primo momento denunciato in stato di libertà. 
La misura restrittiva è stata eseguita da personale della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri. Proseguono le indagini della Digos della Questura di Roma e dei Ros dei Carabinieri per l'identificazione di ulteriori soggetti responsabili dei fatti accaduti il 15 ottobre scorso.

sabato 5 novembre 2011

Bersani: "Un patto di governo tra progressisti e moderati"


ROMA - 'La nostra proposta e' un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione e per sostenere la riscossa dell'Italia''. E' la 'sfida' che Pier Luigi Bersani rivolge da pioazza San Giovanni ai partiti del centrosinistra per un'alleanza di governo. ''Noi non cerchiamo ribaltoni se c'e' discontinuita' e cambiamento noi siamo pronti con le opposizioni a un nuovo governo''. 
E' la condizione che Pier Luigi Bersani mette per un governo di transizione sostenendo pero' che il cambiamento potra' avvenire solo con le elezioni. ''Da tempo ripetiamo che tutti i Paesi piu' esposti a questa crisi avevano dato una risposta o cambiando il governo o anticipando le elezioni. Noi siamo sempre stati pronti a fare la nostra parte in entrambi i casi''. Cosi' Pier Luigi Bersani sostiene la chiarezza del Pd rispetto al quadro politico.
Al sit in del Pf in piazza San Giovanni hanno partecipato migliaia di dimostranti giunti da tutt'Italia. E' stato allestito un palco tricolore con pannelli e luci verdi, rosse e bianche al centro del quale campeggia la scritta "Ricostruzione. Un grande Paese merita un futuro migliore

venerdì 21 ottobre 2011

Gli incidenti di Roma: resta in carcere "er pelliccia"


"Er pelliccia"  in azione, metre sta tirando l'estintore

ROMA - Resta in carcere Fabrizio Filippi, 24anni, noto come 'Er Peliccia', arrestato per gli scontri di sabato a Roma. Lo ha deciso il Gip al termine dell'udienza di convalida. Filippi, ritratto in alcune foto mentre scaglia un estintore contro le forze dell'ordine, era stato arrestato lunedì scorso: è accusato di resistenza pluriaggravata.
A 'Er pelliccia', questo il soprannome del ragazzo, non sarebbe contestata l'azione di gruppo come, invece, per gli altri dodici arrestati. La difesa del giovane valuterà, alla luce del provvedimento emesso dal gip, se presentare ricorso al riesame.
 "Non volevo fare male nessuno, ho tirato quell'estintore preso dalla concitazione del momento, non avevo obiettivi da colpiré. Così Fabrizio Filippi ha ricostruito al gip Paola Della Monica quanto avvenuto sabato durante gli scontri a Roma. Il giovane nel corso dell'interrogatorio di convalida avrebbe detto che era sua intenzione presentarsi ai carabinieri spontaneamente, sollecitato anche dalla famiglia, ma la Digos ha anticipato le sue intenzione arrestandolo lunedì a Bassano Romano.

giovedì 20 ottobre 2011

Gli incidenti di Roma: nove restano in carece, due ai domiciliari, uno libero


ROMA - Nove manifestanti arrestati sabato a Roma durante gli scontri resteranno in carcere, per due imposti gli arresti domiciliari mentre uno torna libero. Questo quanto deciso dal gip del tribunale di Roma dopo oltre sei ore di camera di consiglio. Appresa la notizia dai legali, i numerosi parenti degli arrestati presenti fuori Regina Coeli sono scoppiati a piangere. 
A restare in carcere sono: Giovanni Caputi, 22 anni di Terlizzi (Bari), Giuseppe Ciurleo, 20 anni di Roma, Alessandro Venuto,24 anni di Subiaco (Roma), Giovanni Venuto, 30 anni di Tivoli (Roma), Lorenzo Giuliani, 19 anni di Genzano (Roma), Robert Scarlett, 21 anni, romeno, per il quale Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha firmato ieri il decreto di allontanamento, Ilaria Ciancamerla, 21 anni di Sora (Frosinone), Valerio Pascali, 21 anni di San Pietro Vernotico (Brindisi), e Stefano Conigliaro, 22 anni di Catania. 
Ai domiciliari vanno Alessia Catarinozzi, 26 anni di Alatri (Frosinone), e Alessandra Orchi, 29 anni di Roma. L'unico a tornare in libertà è il romano Leonardo Serena, 21 anni, per il quale il pm aveva gia' chiesto, a differenza degli altri, gli arresti domiciliari.
 La decisione e' stata l'epilogo di una lunga giornata di interrogatori nel corso dei quali tutti hanno respinto le accuse. ''I ragazzi fermati rischiano di essere capri espiatori, in carcere ci sono degli innocenti, vivono male e soffrono il sovraffollamento - ha commentato l'avvocato Fabrizio Gallo, legale di Caputi - il mio assistito non ha sfondato vetrine, non ha saccheggiato, solo rimandato indietro un fumogeno''. Dello stesso parere anche l'avvocato Francesco Ricciardi, legale del romeno Scarlet per il quale il ministro Roberto Maroni ha firmato oggi il decreto di allontanamento ''per motivi di pubblica sicurezza''. ''E' innocente - ha dichiarato - si e' avvicinato troppo alla linea del fuoco. Io non vedo la necessità di esigenze cautelari. I veri black bloc si sono saputi difendere e sono scappati''. ''Il mio assistito ha dimostrato la sua estraneita' ai fatti - ha spiegato l'avvocato Antonio Miriello, difensore di Conigliaro - e' un ragazzo assolutamente pacifico''. 
Tra gli arrestati anche tre ragazze e la prima ad essere interrogata e' stata Ilaria Ciancamerla con l'assistenza dell'avvocato Cesare Antetomaso: ''Ilaria -ha dichiarato il difensore - ha ricostruito con estrema lucidita' tutti gli eventi di sabato, dimostrando la sua estraneita'''. Nel corso degli interrogatori sono stati depositati dagli avvocati filmati e foto a sostegno, hanno detto, delle dichiarazioni di innocenza. Compreso un video che già da alcuni giorni gira su internet e che mostra quattro dei fermati mentre vengono bloccati dalla polizia. Nel video si sente anche la voce di una donna che urla agli agenti 'lasciateli andare loro non c'entrano nulla con le violenze'. 
Intanto la procura ha chiesto la convalida dell'arresto di Fabrizio Filippi, 24 anni, detto ''Er Pelliccia'', immortalato con un estintore in mano durante gli scontri. Domani l'interrogatorio di garanzia. E le indagini proseguono per identificare altri responsabili dei disordini. 
In particolare, gli accertamenti si starebbero concentrando anche su alcuni esponenti dei gruppi ultras di Lazio e Roma che potrebbero essere tra coloro che hanno dato l'assalto al blindato dei carabinieri dato alle fiamme e degli atti vandalici nella chiesa di San Marcellino, dove e' stata anche distrutta una statua della Madonna.
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mercoledì 19 ottobre 2011

Gli incidenti di Roma: oggi l'interrogatorio dei 12 arrestati

ROMA - Saranno interrogati oggi i 12 giovani arrestati nel corso degli scontri avvenuti a Roma sabato durante la manifestazione degli Indignati. Il gip Elvira Tamburelli ascolterà i fermati per i quali la procura ha chiesto la convalida e l'emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.

"Dalle immagini presenti su un video diffuso da un giornale web - ha spiegato uno dei legali - appare evidente che i fermati non appartengono a nessun gruppo di black bloc. Sono vestiti di bianco, non indossano caschi o felpe. In un primo momento avevamo ricevuto la convocazione per la direttissima, ma la Procura ha poi deciso di chiedere il rito ordinario".

Per quanto riguarda Fabrizio Filippi, il ragazzo di 24 anni, che è stato fermato dalla polizia perché riconosciuto da una fotografia nell'atto di lanciare un estintore, il fascicolo è stato affidato dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti al pubblico ministero Francesco Minisci.

lunedì 17 ottobre 2011

I violenti di piazza San Giovanni arrestati rischiano da 3 a 15 anni di reclusione. Il ministro Maroni annuncia nuove proposte legislative


L'assalto al blindato dei carabinieri a piazza San Giovanni a Roma
ROMA - Rischiano da 3 a 15 anni di reclusione i 12 manifestanti arrestati sabato scorso a Roma, in flagranza di reato, durante la manifestazione degli indignati. La procura ha chiesto al gip la convalida delle misure, e la custodia in carcere dei 12, di età compresa tra 19 e 30 anni, per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. A decidere sulle richieste della procura sarà il gip Elvira Tamburelli. Tra domani e dopodomani ci saranno gli interrogatori di garanzia degli arrestati. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti ed i sostituti Marcello Monteleone e Francesco Minisci, accertata per tutti e 12 la resistenza a pubbico ufficiale, stanno ora valutando le singole posizioni al fine di stabilire se e a chi attribuire anche i reati di devastazione, incendio e lesioni.
Sono tre femmine e nove maschi gli arrestati sabato. Dei dodici solo uno è straniero, proviene dalla Romania e nessuno è del Nord Italia. Il romeno ha 21 anni. Oltre ai dodici ci sono altre 8 persone fermate e denunciate, sei dei quali minorenni e le cui posizioni saranno valutate dalla procura presso il tribunale dei minori.
La Procura di Roma ha contestato ai 12 arrestati anche l'aggravante di "avere operato col volto travisato e in gruppi di più di 5 persone con l'utilizzo di oggetti contundenti e materiali pirotecnici": questo fa salire la pena massima a 15 anni. "I reati contestati - è detto nella richiesta di convalida - si inseriscono in un complesso di condotte di maggiore gravità che, in attesa di altre acquisizioni, esaltano la pericolosità qui contestati, commessi nella consapevolezza di fornire un apporto al contesto di prolungata ed allarmante violenza". Proseguono gli accertamenti per identificare altri teppisti anche attraverso le immagini degli incidenti. I magistrati attendono una serie di informative, compresi i risultati delle perquisizioni di oggi.
"Condotte violente pianificate e organizzate prima degli scontri". E' quanto sostiene il procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti, che coordina le indagini su quanto avvenuto sabato. Secondo i magistrati confermare questa ipotesi investigativa ci sono comportamenti tenuti dai teppisti come ad esempio quando un gruppo di circa dieci persone é rientrato nel corteo togliendosi casco e felpa nera. "Siamo in presenza - afferma Saviotti - di comportamenti studiati, di azioni tattiche di scontri urbani preventivati ed organizzati". Una forma di "strumentalizzazione di una manifestazione pacifica, l'uso della manifestazione come contesto idoneo ad ostacolare la pubblica difesa".
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni domani in Senato annuncerà una proposta per "nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell'ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato". Lo ha riferito lo stesso Maroni ai giornalisti. "Domani riferirò in Senato -ha spiegato Maroni arrivando a un incontro istituzionale in Assolombarda - è devo dire che per una volta sono d'accordo, con l'onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire domani". Il ministro dell'Interno non ha infine voluto rispondere a una domanda sulle polemiche per la sua assenza da Roma sabato durante gli scontri.

domenica 16 ottobre 2011

La follia violenta di ieri sera a Roma in piazza San Giovanni, chiusa oggi dal sindaco "per devastazione": 70 feriti, 20 arrestati, negozi distrutti, auto bruciate

I manifestanri si preparano all'attacco
Il mezzo dei carabinieri dato alle fiamme (Tgcom)
ROMA - Auto incendiate, vetrine sfondate, banche assaltate, uffici messi a ferro e fuoco e persino una chiesa profanata, fino all'apice in piazza San Giovanni, con un blindato dei carabinieri in fiamme e una tragedia sfiorata. A Roma la follia violenta dei black bloc ha scatenato ieri una vera e propria giornata di guerra nelle vie della capitale. 
Stamattina la piazza, vuota, reca ancora i segni dell'assurda violentissima battaglia che ha coinvolto un corteo di migliaia di persone che si erano date appuntamento qui, come in altre 900 città in 83 nazioni, per protestare pacofocamente contro la crisi che colpisce i giovani e il mondo del lavoro. il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha deciso di chiudere per oggi piazza San Giovanni, cuore degli scontri. Il timore è che riprendano i disordini scoppiati durante il corteo degli Indignati. C'è preoccupazione anche per il derby Roma-Lazio. In piazza, il giorno dopo, regna la desolazione. 
La carcassa del veicolo dei carabinieri dato alle fiamme dai teppisti durante gli scontri di è il monumento alla violenza che ha tenuto sotto scacco Roma per ore. Dell'interno resta solo lo scheletro dei sedili, i portelloni sono divelti e giacciono a un paio di metri di distanza. 
Tutto attorno a quel che resta degli pneumatici si ammonticchiano sampietrini, decine e decine di pietre utilizzate per colpirlo. 
Ma tutta la piazza è un campo di battaglia, a partire dai pali dei cartelli stradali staccati dall'asfalto e utilizzati come armi. La piazza, le strade limitrofe, il prato ai piedi della facciata: tutto è punteggiato dai sampietrini; i tratti di selciato fatti a pezzi rivelano da dove sono stati estratti. In particolare dalla strada pedonale che dalla piazza conduce all'ingresso della basilica.

Una camionetta della Finanza è completamente picchiettata dalle sassate, e qualcuno, sulla fiancata con lo spray ha disegnato il simbolo dell'anarchia. I cassonetti sono tutti rovesciati, accanto alle auto bruciate. 

L'inizio della strada è in condizioni devastate: si cammina tra i rifiuti e le pietre che nascondono agli occhi le rotaie del tram


La manifestazione degli indignados partita colorata  da piazza della Repubblica alle tre di pomeriggio, in concomitanza con decine di manifestazioni analoghe nel mondo, e' diventata presto un incubo: 70 feriti, 45 ricoverati, un uomo che ha perso due dita di una mano, un altro che rischia di perdere un occhio, e poi almeno 20 feriti tra le forze dell'ordine, strade divelte, bombe carta contro gli agenti. Al momento il bilancio ufficiale e' di 20 fermi di cui 12 arrestati. Tra gli arrestati ci sono ragazzi provenienti da diverse citta' italiane come Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi, Varese e Napoli..

Anche a Londra ci sono stati incidenti. E' di 42 fermati e una donna ferita il bilancio degli scontri tra Indignados e polizia a Times Square
Sabato sera gli agenti a cavallo hanno caricato per cercare di impedire a migliaia di manifestanti di  occupare la piazza piena di turisti e spettatori dei teatri di Broadway. 
All'improvviso nel cuore della manifestazione degli indignati a Londra è comparso Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. La piazza è esplosa in un urlo di gioia e lui si è piazzato sugli scalini della cattedrale di St Paul prendendo la parola.
"Ho avuto difficoltà come voi a entrare qui nella piazza - ha detto al megafono Assange, che è agli arresti domiciliari - e ci sono molte persone che ancora non sono riuscite a entrare. Spero che la giornata finisca con la sconfitta delle tattiche repressive della polizia". Ogni frase di Assange è stata ripetuta in coro dalla piazza. Il capo di Wikileaks ha quindi proseguito: "Siamo tutti individui. E siamo tutti ragazzi e ragazze birichini. Oggi è una combinazione di sogni che si avvera, che molti popoli in giro per il mondo, dal Cairo a Londra, hanno lavorato perché diventassero realtà. Quello a cui siamo stati sottoposti è una distruzione dello stato di diritto. Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma la costruzione della legge". Julian Assange si è poi dileguato, circondato dalle sue guardie del corpo.
 "Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma per la costruzione della legge" ha detto il fondatore di Wikileaks, che con un megafono ha arringato la folla degli "indignati" britannici, nel giorno della mobilitazione mondiale del movimento.
 Altre proteste si sono svolte a Washington con 2mila persone in piazza, e a Miami, con un migliaio a manifestare. In totale sono state 74 le persone fermate nelle citta' americane. 
In Canada almeno 10mila Indignados sono scesi in piazza a Toronto e in altre localita'. Proteste si sono tenute anche in Messico, Peru' e Cile.
A Manila invece un centinaio di manifestanti appartenenti ai diversi gruppi dell'alleanza di sinistra ha marciato verso l'ambasciata degli Stati Uniti, per esprimere sostegno ai dimostranti di Occupy Wall Street e denunciare "l'imperialismo degli Stati Uniti". I soldati Usa sono infatti nel Paese, perlopiù nel sud, per addestrare l'esercito locale in operazioni anti-terrorismo. "La vera democrazia vive nelle strade", recitava il cartello di un uomo. In  Corea del Sud gli attivisti sono riusciti a portare mille persone a Yoeuido, distretto finanziario di Seul per protestare contro la disuguaglianza sociale.

Tokyo circa 200 persone si sono riunite fuori dalla sede della Tokyo Electric Power Co. (Tepco), gestore del danneggiato impianto di Fukushima, criticando con slogan sia il nucleare sia la possibilità che il Paese entri nella Trans-Pacific partnership (Tpp), blocco di libero scambio a guida Usa.