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mercoledì 21 novembre 2012

Arrivano le Iene e il ministro Fornero se ne va


ROMA - "Le Iene" fanno irruzione in conferenza stampa e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, prende e se ne va. E' successo a Roma, a margine della presentazione della Conferenza nazionale sull'amianto in programma al ministero della Salute. Incalzata dalle domande dell'inviato del programma, Filippo Roma, il ministro ha lasciato l'auditorium. "Non dobbiamo confondere l'aggressività con il diritto di cronaca", scrive in una nota il dicastero.
La troupe di Italia1 ha insistito per avvicinare il ministro fin dal momento del suo arrivo all'incontro, cercando di fare domande sulla situazione dei lavoratori dell'Isfol, l'ente di ricerca sottoposto alla vigilanza del ministero del Lavoro. Protetto dalla scorta e dal portavoce, il ministro non ha voluto rispondere e i toni fra "Le Iene" e l'entourage della Fornero si sono alzati. Mezz'ora circa di attesa, e a incontrare la stampa è sceso il ministro della Salute, Renato Balduzzi, mentre la Fornero lasciava l'edificio. 

lunedì 12 novembre 2012

Studenti e disoccupati “assediano” la Fornero alla Mostra d’Oltremare a Napoli: dispersi



NAPOLI - Si è sciolto il corteo di manifestanti che poco dopo le 13 ha raggiunto, percorrendo viale Augusto, piazzale Tecchio, tentando di forzare l'imponente blocco predisposto dalle forze dell'ordine per impedire l'accesso alla mostra d'Oltremare, dove e' in corso il vertice italo-tedesco tra il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il ministro tedesco Ursula Van Der Leyer. La polizia ha caricato i manifestanti, circa tremila tra studenti anche giovanissimi e disoccupati di tutte le sigle. Sono stati lanciati fumogeni, bombe carta, sampietrini, bottiglie di vetro e altri oggetti ai quali polizia e carabinieri in assetto antisommossa hanno risposto con i lacrimogeni. Il corteo è stato disperso. Un ufficiale dei carabinieri contuso ad un piede e alcuni poliziotti che sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari: è questo il bilancio delle tensioni.
Un centinaio di studenti, soprattutto ragazze degli istituti superiori, si e' rifugiato nell'atrio della facolta' di Ingegneria dell'Universita' Federico II di Napoli
Ho scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo in una città dove il problema dei giovani e' molto forte". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, parlando con un gruppo di studenti dell'Istituto tecnico industriale Fermi-Gadda di Napoli. Il ministro ha spiegato così la scelta del capoluogo campano per la firma di un memorandum d'intesa sull'apprendistato con il ministro del Lavoro tedesco Ursula von der Leyen.
  "Bisogna puntare sull'apprendistato - ha aggiunto - che vuol dire apprendere, perché a volte quando si esce dalla scuola e si va in azienda si può avere un momento di difficolta' se non si sono fatte esperienze".

lunedì 22 ottobre 2012

La Fornero contestata a Nichelino (Torino) lascia la sala


TORINO - Una giornata nera per Elsa Fornero. La frase lanciata oggi ai giovani in cerca di lavoro dal ministro del Welfare, che ha invitato i ragazzi a non essere "choosy", ovvero "schizzinosi", ha prima fatto partire la rivolta sui social network e poi ha dato il via ai tanti fischi e slogan che si sono alzati contro la ministra a Torino. Le contestazioni ricevute in un convegno a Nichelino hanno costretto Fornero ad abbandonare la stanza "avvilita".

Tutto è iniziato a un convegno di Assolombarda dove alla ministra è partita l'infelice sortita sui ragazzi troppo "choosy" per cui "è meglio prendere la prima offerta che capita e poi da dentro guardarsi intorno perché non si può aspettare il posto di lavoro ideale". Subito sono partite le critiche via social network. Poi nel pomeriggio, Fornero, è stata bersaglio di un'accesa contestazione a un incontro pubblico nel torinese.

"Fuori, fuori" e poi "Lavoro, Lavoro" sono state le urla arrivate da parte di un gruppo di persone con le bandiere di Rifondazione Comunista. "Questa e una giornata di democrazia," ha detto Umberto Rosati, presidente di Nichelino Bene Comune, che ha organizzato l'incontro con il ministro. Il sindaco di Nichelino, Giuseppe Catizone, ha cercato di riportare la calma, urlando dal palco: "No a cori da stadio. È' inaccettabile, la gente e venuta qui per ascoltare". Il ministro impassibile si è seduta al tavolo dei relatori, mentre il sindaco Catizone ha cercato di riportare la calma, dicendo, tra gli applausi della platea: "Se continuate così, siamo costretti a chiedervi di lasciare la sala. Altrimenti quando il ministro ha finito il suo intervento potrete porre delle domande".

Il ministro si è detta  "avvilita che si neghi la possibilità' di parlare"."Avete impedito un incontro di democrazia" ha detto rima di abbandonare la sala ricordando: "Ho incontrato i lavoratori dell'Alenia, oltre mille, che non la pensavano certo come me, ma mi hanno ascoltata con rispetto".

mercoledì 17 ottobre 2012

Saltano fuori altri 8900 esodati: servono 440 milioni


ROMA - Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Silvano Moffa, riferisce che ci sono altri 8.900 esodati che, nel prossimo biennio, maturano il diritto ad essere salvaguardati secondo le attuali norme del Salva Italia. Per questi serve una copertura di 440,8 milioni. Si tratta di dati Inps, spiega Moffa, forniti dal ministro Elsa Fornero alla commissione.

giovedì 23 agosto 2012

Il Ministro Fornero annuncia un “piano per i giovani”


ROMA - Il governo si appresta a varare un piano giovani, ma non conterrà "misure eclatanti". Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, a Radio Anch'io, sottolineando che si tratterà di "un'azione microeconomica", di misure "mirate, molto territoriali. Sarà un'azione "molto controllata e monitorata", e senza spendere una "quantità eccessiva" di risorse.

Sul lavoro il ministro ha spiegato che la retribuzione dei lavoratori è "bassa" mentre il costo del lavoro è "alto" per le imprese. E pertanto serve un intervento di riequilibrio della tassazione sui salari. "Fatta la riforma del lavoro - ha spiegato - è la prima aspirazione e me ne assumo la responsabilità che deriva da rispetto del riequilibrio dei conti. Sarà la mia argomentazione in consiglio dei ministri che confronterò con quella degli altri colleghi e del presidente".

"Credo sia giunto il momento in cui occorre ritrovare la fiducia - ha proseguito il ministro - che non vuole dire facile ottimismo e tanto meno ottimismo superficiale destinato a infrangersi. Vuol dire ritrovare una capacità di progettazione del futuro e avere controllo dei problemi pur gravi che ci sono. E avere fiducia nella capacità di risolverli. Questo coincide con un po' più di prospettiva. Il nostro Paese per troppo tempo non ha fatto i conti con un dislivello tra domanda la complessiva e le risorse nel loro insieme, scaricando questo eccesso di domanda sulle generazioni più deboli".

"Il debito che cresce diventa prima o poi insostenibile - ha concluso - siamo arrivati al momento della insostenibilità del debito e abbiamo dovuto ricorrere a misure piuttosto severe. Bisogna ancora avere il coraggio di guardarlo e ridurlo, ma oggi lo possiamo farlo con un po' più di fiducia di 6-8 mesi fa. Dobbiamo proseguire su questa strada".

mercoledì 4 luglio 2012

Respinta alla Camera la sfiducia al ministro Fornero


ROMA - L'aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia personale al ministro del Welfare Elsa Fornero presentata da Idv e Lega Nord. I voti a favore della sfiducia sono stati 88, 435 i contrari, 18 gli astenuti.
"Infastidita non è il termine adatto. Chiaramente mi ha creato sofferenza. Però l'abbiamo superata e ora cominciamo a lavorare con l'impegno di prima". Così il ministro Fornero ha commentato. "A chi mi accusa - ha aggiunto il ministro - voglio dire che non ho mai mentito".

mercoledì 27 giugno 2012

Fornero: il lavoro non è un diritto. La Lega: ma ha giurato sulla Costituzione o suTopolino?


ROMA -  Infuria la polemica per una affermazione del ministro Fornero al Wall Sreet Journal. "Il lavoro non e' un diritto - ha dichiarato - va guadagnato, anche con il sacrificio". Successivamente il ministro ha precisato: il diritto al lavoro non puo' essere messo in discussione perche' e' riconosciuto dalla Costituzione. Di Pietro critica: "A quanto pare la badessa Fornero ha riscritto la Costituzione". Gianvittore Vaccari della Lega aggiunge: "Fornero ha giurato sulla Costituzione o su Topolino?". La Camera intanto approva le quattro fiducie richieste dal governo sul ddl lavoro e consegna a Mario Monti la riforma alla vigilia del Consiglio Ue, come richiesto dallo stesso premier nei giorni scorsi.

lunedì 23 aprile 2012

Applausi "di cortesia" al ministro Fornero dall'assemblea dei lavoratori Alenia di Torino

TORINO -  Sono solo cortesie all'uscita. La Fiom ridimensiona la portata dell'applauso che il ministro Fornero ha riscosso all'assemblea dei lavoratori Alenia. "E' stata un'assemblea vera, in cui si e' dibattuto, in cui i lavoratori hanno speso interrotto il ministro e lei ha spiegato le sue posizioni. Non ha pero' convinto i lavoratori". Cosi' il responsabile nazionale auto della Fiom Giorgio Airaudo, al termine dell'assemblea svoltasi presso lo stabilimento Alenia di Caselle (Torino).
"D'altra parte - ha aggiunto Airaudo - lo ha ammesso anche lei, dicendo ai lavoratori 'non ero qua per convincervi, non penso di potervi convincere, ma trovo importante essere qui oggi'. C'e' stato alla fine un applauso di cortesia quando lei ha ringraziato per l'invito".
  A chi gli domanda se l'assemblea di oggi non abbia rappresentato una spaccatura tra i sindacati, tra chi ha deciso di essere presente e chi no, Airaudo ha risposto: "questo e' stato un invito dei lavoratori, ci sono oltre mille firme che sono state consegnate al ministro, c'era la Rsu a maggioranza, c'erano due sigle sindacali, la Fiom e la Uilm, presenti".
 

sabato 21 aprile 2012

Contestato il ministro Fornero a Torino


 TORINO -  Contestazioni da parte di manifestanti Cobas e Usb contro i ministri Fornero e Profumo a margine di una conferenza sulla scuola al Teatro Nuovo di Torino. Lanciate uova contro le auto e pietre sulle forze dell'ordine dopo che i ministri erano andati via. 'In questo Paese c'é poco spirito costruttivo, ma anziché lamentarsi e protestare bisogna lavorare insieme. Forse ne avremmo tutti qualche beneficio", aveva detto la Fornero, che si augura un rapido via libera del Parlamento alla riforma del lavoro.

venerdì 30 marzo 2012

Il ministro Fornero: "Non dimentico gli esodati, non sono senza cuore". E nel 2013 tornerà a insegnare


Il ministro Elsa Fornero

ROMA - Abbiamo fatto una riforma delle pensioni seria e severa che ha portato cambiamenti importanti". Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, rivendica il proprio lavoro, e ammette che "si sono creati problemi, gli esodati sono uno dei problemi". "Me ne faccio carico - prosegue - non li ho dimenticati. Sono di più dei conti che abbiamo fatto ma troveremo una soluzione equa". Il ministro ha poi aggiunto che nel 2013 tornerà a insegnare all'università.
"Mi stupisco quando vengo descritta senza cuore, non lo sono", ha poi aggiunto. "L'idea che ci sia così tensione sociale, così disperazione fino ad arrivare a gesti estremi mi crea angoscia, l'idea che il governo e il ministro sia insensibile, non lo è. Anche se appariamo freddi e tecnici ci mettiamo sensibilità, spaccare il Paese è l'ultima cosa che vogliamo fare", ha sottolineato.

Per quanto riguarda il dialogo con i sindacati, il ministro ha spiegato: "Abbiamo portato avanti sempre un colloquio sincero. Non abbiamo mai dato una impostazione ideologica alla discussione. Non abbiamo mai messo l'articolo 18 sotto un faro ideologico". E poi: "Sarebbe stato molto importante per il Paese avere avuto un accordo con tutti. Sarebbe stato un grande risultato.Ma lo dico chiaramente: non ho mai fatto parte del 'partito' che pensava che con la Cgil fuori, la riforma avrebbe avuto una maggiore capacità di persuasione rispetto ai mercati. Che i mercati, cioè, si convincessero che la riforma era migliore se non c'è la Cgil. Non l'ho mai pensato e l'ho sempre detto a Susanna Camusso".

E sui licenziamenti, ha affermato: "La soluzione vincente sarebbe l'idea di scoraggiare il ricorso al giudice". "Dobbiamo partire dal presupposto che i lavoratori non sono tutti fannulloni e che gli imprenditori non sono solo sfruttatori. In Germania si va dal giudice per il 5% di casi di licenziamento, andare dal giudice è la parte di fisiologia e non di patologia".

sabato 24 marzo 2012

Il ministro Fornero difende la riforma: speravo in un consenso generale


CERNOBBIO - La riforma del mercato del lavoro e' "un punto di equilibrio rispetto a molte tensioni e rispetto a diversi interessi". Lo ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero intervenendo al Forum Confcommercio di Cernobbio. "Ho creduto e sperato fino all'ultimo che ci potesse essere un consenso generale su questa riforma. Da parte mia c'e' rammarico che la riforma non sia condivisa pienamente", ha aggiunto Elsa Fornero. L'intenzione del Governo nelle modifiche sull'articolo 18 non e' quella di calpestare diritti e creare motivi di tensioni sociali, ha sottolineato il ministro.  "Il mondo cambia" e il mandato del governo e' "aiutare l'Italia a fare questo cambiamento", ha spiegato la Fornero. 
 "Ci sono dei valori simbolici che vengono difesi, eretti quasi a principi assoluti", ha affermato, riferendosi indirettamente all'articolo 18. "E' difficile fare il passo del cambiamento, ma il mondo cambia", ha detto. "Ed e' il mandato di questo governo aiutare l'Italia a fare questo cambiamento".

venerdì 23 marzo 2012

Sull’articolo 18 “nessuna marcia indietro”: lo dice il ministro Fornero. Oggi il consiglio dei ministri approverà la riforma del mercato del lavoro


ROMA - Oggi il Consiglio dei ministri approverà "salvo intese" la riforma del mercato del lavoro. Si tratta della formula che si usa quando un testo non è ancora definitivo. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi, sostenendo che non sarà necessario un nuovo Cdm per l'adozione della riforma.
 Il governo tira dritto sull'articolo 18. "Nessuna marcia indietro" e nessun cedimento a "pressioni" dice il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Articolo 18 compreso: "Non lo aboliamo. Distinguiamo le fattispecie", evidenzia Fornero, confermando che nei casi di licenziamento per motivi economici, se giudicati illegittimi, ci sarà solo l'indennizzo e, invece, che nei casi di licenziamento disciplinare si affida al giudice il potere di decidere tra reintegro e indennizzo. C'é però l'impegno, come assicura il premier Mario Monti, a riformulare la norma in modo che si evitino "abusi" su presunti motivi economici e, quindi, discriminazioni. L'articolo 18 resta nella sua formula attuale e quindi con il reintegro solo per i licenziamenti discriminatori. Questo, però, non significa che alle imprese "stiamo dando la licenza di licenziare", ammonisce Fornero, "ci deve essere una chiara, chiarissima presa di responsabilita". La riforma, però, come sottolinea lo stesso ministro Fornero non è solo l'articolo 18, è "tutto" l'intervento: dai contratti agli ammortizzatori alle politiche attive per il lavoro. Dall'apprendistato come contratto prevalente di ingresso all'Aspi, la nuova indennittà di disoccupazione, fino alla stretta su tutte le forme che camuffano rapporti di lavoro subordinati per combattere la precarietà.

martedì 20 marzo 2012

Le ore decisiva per la riforma del lavoro


Il ministro Fornero
ROMA - Un incontro informale tra parti sociali e governo è previsto, a quanto si apprende, per questa mattina a palazzo Chigi. Occasione per un ulteriore approfondimento sulla riforma del mercato del lavoro, con il premier Mario Monti, e con sindacati e associazioni di imprese, in vista del tavolo formale convocato per le 15.30 sempre a palazzo Chigi.
La notizia è circolata dopo il vertice notturno al ministero del lavoro dei sindacati con il ministro Elsa Fornero.
Per quanto riguarda in particolare l'articolo 18, anche se i sindacati preferiscono puntare l'attenzione sull'intera partita - contratti e ammortizzatori sociali compresi -, a dividere è l'intenzione di toccare i licenziamenti disciplinari, anche prevedendo la possibilità che sia il giudice a decidere tra reintegro o indennizzo. Bonanni propone che, in questo caso, si alzi "l'asticella" dell'indennizzo e si specifichino le causali nel contratto di lavoro. Una soluzione "ragionevole" che potrebbe "fermare" il governo, comunque intenzionato ad intervenire sulla materia.
Ma la Cgil non la ritiene accettabile e ribadisce di essere disposta al massimo a mediare sulla possibilità che nei soli licenziamenti economici si lasci al giudice il potere discrezionale. La Uil, disponibile a intervenire sui licenziamenti economici, ha detto che i licenziamenti disciplinari non si toccano, mentre ha sempre sostenuto la necessità di specificare le causali.

lunedì 19 marzo 2012

Mercato del lavoro: i sindacati cercano una posizione comune, che per ora non c’è. Il ministro Fornero: fate un passo avanti per il Paese e per i giovani. Sciopero della Fiom


ROMA - Giornata di intenso lavoro per i sindacati alla vigilia dell'incontro, che dovrebbe essere definitivo, con il governo sulla riforma del mercato del lavoro. I leader di Cgil, Cisl e Uil, si sono incontrati per circa due ore per trovare una posizione comune sull'articolo 18 che per ora ancora non e' stata trovata. Pressing invece da parte del ministro del Lavoro Elsa Fornero che spera in una posizione comune delle parti sociali e avverte: una riforma raggiunta con l'intesa con le parti sociali "ha un valore aggiunto".
Intanto il Comitato centrale della Fiom ha votato per domani due ore di sciopero contro le modifiche all'articolo 18.
  "Il mio impegno è massimo perché si raggiunga un'intesa - ha detto Fornero - credo che una riforma raggiunta con il consenso delle parti sociali abbia un valore aggiunto che la stessa riforma non ha senza questo consenso". "Posso capire - ha aggiunto Fornero - che i sindacati abbiano un attaccamento simbolico per la loro storia a certe regole e garanzie, ma le cose cambiano. Nessuno vuole togliere queste regole o garanzie in senso punitivo".
Ai sindacati il ministro chiede quindi di "fare un passo avanti per il Paese e per i giovani. E' difficile pensare che questa riforma venga rifiutata". 



lunedì 12 marzo 2012

Accordo sul lavoro: il ministro Fornero intende chiudere tra il 21 e il 23 marzo. I nuovi ammortizzatori sociali partono già quest’anno. Angeletti (Uil) e Bonanni (Cisl) possibilisti


Elsa Fornero, ministro del lavoro

ROMA - I nuovi ammortizzatori sociali partiranno già quest'anno e andranno a regime nel 2015 e non nel 2017 così come era stato detto nell'ultimo incontro tra governo e parti sociali. Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, nel corso del tavolo di confronto al ministero con le parti sociali sottolineando come quella appena iniziata è "la settimana decisiva per la definizione dell'accordo" per la riforma del mercato del lavoro.

Con l'accordo "l'obiettivo del governo è la riduzione strutturale stabile del livello di disoccupazione, portandolo al 4-5% strutturale" (oggi è al 9%), ha detto Fornero spiegando che "questo è un tassello essenziale ai fini della crescita".

Fornero ha poi annunciato che "il presidente Monti e il ministro del Lavoro intendono chiudere tra il 21 e il 23 marzo. Il governo - ha proseguito Fornero - ha sempre lavorato per un accordo con le parti sociali. Questo è l'obiettivo. Per questa prospettiva lavoriamo in questa ultima fase". Per centrare l'obiettivo della crescita è necessario "un forte coinvolgimento del sud", ha poi affermato Fornero secondo cui "non c'è crescita senza equilibrio tra nord e sud".

"Presumibilmente entro la settimana si chiudera' la trattativa" sulla riforma del mercato del lavoro. Lo ha detto il leader della Uil, Luigi Angeletti, all'assemblea nazionale della Uilm. Se il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, confermerà alle parti sociali di aver trovato le risorse necessarie per finanziare gli ammortizzatori sociali - ha dichiarato Angeletti - "saremmo già a un passo avanti, era quello che chiedevamo". "Non credo - ha sottolineato - che esista la prospettiva" di un accordo separato.
 
"Ci sono le condizioni" per chiudere l'accordo sulla riforma del mercato del lavoro "piu' di qualche settimana fa", ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Mi pare - e lo spero davvero - che il governo voglia muoversi con più chiarezza e più' responsabilita'", ha aggiunto. Bonanni ha spiegato che spera che di articolo 18 se ne discuta "alla fine di tutta la trattativa, perché prima bisogna metterci d'accordo su come dovra' funzionare la cassa integrazione". In merito alle affermazioni della leader della Cgil Camusso che teme tensioni sociali se non si toglie dal tavolo il tema dell'art. 18 il numero uno della Cisl ha precisato: "Non mi piace questo modo di ragionare, ognuno di noi ha delle responsabilita'. Evocare scenari foschi non credo faccia bene ne' al sindacato ne' a chi ha buona volonta'".

venerdì 17 febbraio 2012

Il ministro Fornero: stop alla cassa straordinaria e riforme del mercato per favorire l'occupazione femminile e il Sud


BRUXELLES - Il governo italiano e' al lavoro su "un'importante riforma del mercato del lavoro che conta di completare entro il mese di marzo" ed e' impegnato a realizzarla "con il massimo consenso sociale possibile". Come ha spiegato ai colleghi europei riuniti a Bruxelles il ministro del Lavoro Elsa Fornero, la riforma parte "dal riordino dei contratti di lavoro: in Italia abbiamo troppe tipologie di contratti che hanno creato molta precarieta' specialmente fra i giovani".
La riforma deve essere "finalizzata a garantire una piu' alta partecipazione dei lavoratori, soprattutto giovani, donne e lavoratori anziani". L'impegno del governo italiano, ha sintetizzato Fornero nel suo intervento alla sessione sull'occupazione del Consiglio dei ministri Ue, e' quello di "adottare riforme coraggiose conciliando il rigore finanziario con la coesione sociale: come ha piu' volte ricordato il presidente del Consiglio Mario Monti - ha sottolineato il ministro del Lavoro - e' importante uscire dall'austerita' per puntare alla crescita e agli obiettivi sociali.
Abbiamo gia' realizzato una riforma strutturale del sistema previdenziale che ha ristabilito l'equita' fra generazioni, fra generi e all'interno delle generazioni". La riforma del mercato del lavoro sara' realizzata "con il massimo possibile di consenso sociale e dialogo con le parti sociali". Per favorire l'occupazione femminile e il superamento del dualismo fra nord e sud, la riforma del mercato del lavoro allo studio in Italia prevedera' "sgravi fiscali e migliori servizi anche nel settore della formazione", da finanziare anche con il fondo sociale europeo.
'Se facciamo l'unemployment benefit (un sussidio di disoccupazione) non abbiamo piu' bisogno della cassa straordinaria', ha detto ancora il ministro del Lavoro spiegando che invece ''la cassa ordinaria va rafforzata''. 
Il Governo punta a una "profonda revisione degli ammortizzatori sociali da attuare secondo logiche di ampliamento della platea dei potenziali beneficiari" . C'é crisi - ha aggiunto - e per questo anno non si toccherà la Cig.

domenica 4 dicembre 2011

Non ci sono donne all'incontro con la delegazione del forum dei giovani: il ministro Fornero si arrabbia e se ne va

Il ministro Elsa Fornero
ROMA - Nel corso dell'incontro con la delegazione del forum dei giovani il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha lasciato la sala verde a Palazzo Chigi per l'assenza di donne nella rappresentanza.
Se neanche i giovani hanno la consapevolezza che il contributo delle donne deve essere valorizzato - avrebbe detto - non si riesce ad andare da nessuna parte. Questo è un atteggiamento culturalmente sbagliato".

sabato 26 novembre 2011

Il ministro del Welfare Fornero sulle pensioni: metodo contributivo, età minima 63 anni, possibilità di lavorare fino a 70

ROMA -  "Metodo contributivo": secondo il ministro del Welfare, Elsa Fornero che oggi interviene dalle colonne di Repubblica, è questo il punto di partenza per una riforma delle pensioni. Per ristrutturare il sistema previdenziale, scrive il ministro, "si tratterebbe di applicare, a partire dal 2012, il metodo contributivo pro-rata per tutti i lavoratori, rendendo subito effettive un'età minima di pensionamento, pari a sessantratre anni e una fascia di flessibilità che incoraggi il lavoratore a ritardare l'uscita fino ai sessantotto (settanta) con un incremento di pensione che, secondo alcuni calcoli matematici e non in base a criteri politici, tengano conto dei maggiori contributi versati e della maggiore età". Inoltre, "dovrebbero scomparire le finestre".

"Il nostro modello - aggiunge Fornero - non consente una stima accurata dei risparmi. Ciò nonostante i risparmi di spesa sarebbero tutt'altro che irrisori potendo arrivare a qualche decina (3-4) di miliardi di euro nei primi 5-6 anni di effettiva applicazione del provvedimento. In un momento in cui si è costretti a richiedere duri sacrifici alle famiglie - sottolinea il ministro - con provvedimenti draconiani che colpiscono anche le fasce più deboli, non si può prescindere dall'abolizione delle ingiustificate posizioni di privilegio che perdurano per molte categorie difficilmente annoverabili tra i bisognosi, come i liberi professionisti con le loro casse e i politici con i loro vitalizi".