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martedì 5 maggio 2015

SCIOPERO GENERALE della scuola, a Roma sfilano in migliaia



ROMA, 5 maggio - Dietro lo striscione 'Sciopero generale l'unione fa la scuola 5 maggio 2015 riformiamola insieme' è partito da piazza della Repubblica a Roma il corteo organizzato dai sindacati per protestare la riforma della scuola proposta dal Governo Renzi. Sono molte migliaia i partecipanti che, mentre la testa del corteo è a Santa Susanna, continuano ad arrivare per unirsi alla manifestazione. In testa i leader sindacali, tra cui il segretario della Uil Carmelo Barbagallo.
Manifestazioni anche a Milano, Bari , Cagliari, Catania , Palermo, Aosta. I Cobas , invece, manifesteranno a Torino, Bologna, Firenze, Padova, Pescara, Cagliari, Palermo e Catania e Roma: in viale Trastevere davanti alla sede del ministero e in piazza Montecitorio. Mercoledì, infine, sarà la volta dello sciopero dei Cobas contro l’Invalsi che vedrà la sua prima giornata di somministrazione dei test alle elementari. Ma c’è anche chi decide di opporsi all’iniziativa di protesta: alcuni prof hanno lanciato l’appello #iononsciopero al quale hanno aderito più di cinquecento persone tra dirigenti e insegnanti che hanno scelto, al contrario, di entrare in aula.
Perché uno sciopero della scuola di queste dimensioni, con tutti i sindacati in piazza, non si vedeva da sette anni? "Perché da sette anni non ci si occupava di scuola per cambiarla". Così il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, rispondendo a una domanda di Giovanni Minoli ai microfoni di Radio 24.

Il ministro Giannini ha detto di non aver fatto stime sull'adesione allo sciopero, perché "spettano agli organizzatori". Comunque, ha spiegato, "abbiamo scelto lo strumento del ddl per la Buona scuola per tenere aperta la discussione. E' l'apertura al miglioramento, perché questo deve fare il Parlamento, portando anche le istanze della società. Sulla scuola lo facciamo e l'abbiamo fatto con convinzione, perché è centrale. Da un anno è aperto il dibattito, continuiamo ad avere questa modalità di ascolto". E per quanto riguarda i poteri ai presidi? "Noi riteniamo - ha risposto Giannini - che il dirigente debba assumere funzioni di responsabilità che ogni leader educativo deve poter avere e a questo facciamo corrispondere un accuratissimo sistema di valutazione che già è partito".
In piazza anche Stefano Fassina e la minoranza Pd “impegnata da mesi al ddl” perché “la scuola è un tassello fondamentale della democrazia del paese” e “non può essere una caserma con un capo che comanda”. Il riferimento va in particolare alla parte del testo che riguarda i maggiori poteri del preside, inclusa tra i “punti inaccettabili” insieme a quello delle assunzioni, per le quali “serve un piano pluriennale”. Ma sul preside-sindaco è perentorio il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, che ai microfoni di Radio Anch’io ribadisce: “Sul ruolo del dirigente scolastico il governo non torna indietro. Abbiamo rafforzato sì il ruolo del collegio dei docenti e del consiglio d’istituto, ma il ruolo del preside-sindaco non è in discussione”. 

Governo e maggioranza, se da una parte ribadiscono la bontà del disegno di legge e l'intenzione di andare avanti, dall'altra non rinunciano a lasciare una porta aperta al dialogo, viste anche le modifiche apportate al ddl in Commissione alla Camera. "Non c'è un 'prendere o lasciare' - ha detto in serata il ministro Maria Elena Boschi -. Se ci sono modifiche da fare, le faremo. Non c'è chiusura totale".

mercoledì 19 novembre 2014

SCIOPERO GENERALE, la Cisl conferma che non ci sta. Polemica tra il ministro Poletti e la Uil

ROMA - Cgil e Uil hanno dunque deciso che lo sciopero generale contro le decisioni del governo su lavoro, pubblica amministrazione e pensioni sarà il 12 dicembre. E' questo l'esito dell'incontro tra i leader sindacali. La Cisl invece conferma solo lo sciopero nazionale di tutte le categorie del pubblico impiego (dalla scuola alla sanità) per l'intera giornata del primo dicembre. Polemica Barbagallo-Poletti dopo che il ministro diserta il congresso Uil. 
"Rispetto alle motivazioni portate sui temi della legge di Stabilità e del Jobs act, ritengo che non ci siano le basi per una decisione così importante, come lo sciopero generale", ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. 
E proprio il suo intervento era previsto al congresso Uil. Il ministro ha però rinunciato a partecipare alla luce del "mutato contesto", cioè in seguito alla decisione della Uil di proclamare con la Cgil lo sciopero generale. Il messaggio è stato letto dal palco e dalla platea sono partiti fischi.
In precedenza, il ministro aveva assistito all'apertura dei lavori del congresso nazionale, con la relazione del segretario generale uscente Luigi Angeletti. Ha poi fatto arrivare il suo messaggio indirizzato ad Angeletti, premettendo di aver "accolto con piacere l'invito a presenziare ai lavori e ho registrato le critiche, e le proposte, contenute nella relazione" e ringraziandolo, insieme ai delegati, "per l'accoglienza cordiale riservata". Ma, continua il messaggio, "in considerazione del mutato contesto nel quale si svolgono i lavori congressuali, rispetto al momento nel quale lo avevamo programmato, ritengo opportuno rinunciare a intervenire".
"Peraltro - ha concluso - sono convinto che il governo saprà rispondere con la concretezza della sua azione alle numerose sollecitazioni del vostro congresso”.
 E il segretario generale in pectore della Uil, Carmelo Barbagallo, ha commentato così la decisione del ministro: "Ho l'impressione che in questo governo non ci sia nessun ministro che abbia libertà di parlare". E ha aggiunto che così "si nega un confronto, anche se duro".
"Mi sono ritrovato diverse volte con ministri e sottosegretari che non potevano parlare senza avere prima parlato con Renzi" o "avere avuto il via libera dal Governo", ha continuato. E a chi gli chiedeva di commentare quanti considerano lo sciopero una scelta sbagliata, Barbagallo ha risposto: "Il nostro sciopero è una decisione sbagliata? Il governo ne sta facendo tanti di errori". 

Immediata la risposta del ministro al segretario Uil: "Ero presente al congresso perché invitato e per rispetto verso un'importante organizzazione dei lavoratori. Mi aspetterei analogo rispetto e garbo dai suoi massimi dirigenti".

SCIOPERO generale il 12 dicembre contro il Jobs Act, senza la Cisl

ROMA - Sciopero generale di Cgil e Uil  il 12 dicembre contro Jobs act e manovra. E' questo l'esito del vertice tra i leader sindacali di Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Annamaria Furlan e per la Uil il segretario in pectore Carmelo Barbagallo in occasione dell'apertura del congresso della Uil. La Cisl conferma, invece, il solo "sciopero unitario" del pubblico impiego, che sarà deciso dalle categorie. 
"Rispetto alle motivazioni portate sui temi della legge di stabilità e del Jobs act - commenta a stretto giro il ministro del Lavoro Giuliano Poletti - ritengo che non ci siano le motivazioni per una decisione così importante, come lo sciopero generale". "Ogni organizzazione fa le proprie scelte in ragione delle proprie valutazioni", ha premesso il ministro, entrando al congresso della Uil. Per Poletti inoltre "la responsabilità è comunque delle organizzazioni sindacali, che si prendono la responsabilità di quello che decidono".

Intanto la leader della Cisl, Furlan, puntualizza la posizione del suo sindacato. "Noi non ci siamo sfilati - sottolinea - non abbiamo mai valutato di dichiarare lo sciopero generale". "Confermiamo lo sciopero unitario del pubblico impiego, che sarà deciso dalle categorie". Oggi pomeriggio, fa inoltre sapere, si riunirà l'esecutivo nazionale e lì "la Cisl deciderà le sue forme di mobilitazione"

sabato 4 maggio 2013

Bangladesh: contro il crollo del palazzo (oltre 540 morti) sciopero generale



DACCA - I partiti dell'opposizione del Bangladesh hanno proclamato oggi pomeriggio uno sciopero generale contro il governo. La premier Sheik Hasina ha duramente criticato la protesta in una conferenza stampa perché rischia di ostacolare il lavoro dei soccorritori impegnati da 11 giorni a rimuovere le macerie del palazzo crollato alla periferia di Dacca che ha causato oltre 540 morti. Il Partito nazionale del Bangladesh chiede le dimissioni del governo in vista delle prossime elezioni

giovedì 18 ottobre 2012

Scontri ad Atene. Muore un lavoratore (per infarto)


ATENE - Tensione nella centralissima piazza Syntagma ad Atene, dove manifestanti incappucciati hanno lanciato molotov contro i poliziotti dispiegati di fronte e ai lati del Parlamento. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno reagito sparando lacrimogeni. Sulla piazza sono convenuti migliaia di dimostranti che hanno aderito allo sciopero generale indetto dai due maggiori sindacati contro le nuove misure di austerità richieste dalla troika e che il governo si accinge a varare.
Dopo i tafferugli si contano diversi feriti e un morto. Si tratta di un lavoratore marittimo stroncato da un infarto durante gli scontri. L'uomo era iscritto al Pame, il sindacato vicino al Partito comunista di Grecia (Kke). Per questo motivo, appresa la notizia, il Kke ha deciso di far tenere un minuto di raccoglimento in sua memoria nel corso della manifestazione. 

martedì 3 luglio 2012

Spending review: i sindacati insoddisfatti dell’incontro con il governo. “Verso lo sciopero generale”


ROMA - "Non credo si possa evitare lo sciopero generale se ci saranno solo tagli lineari" come quelli annunciati sui pubblici dipendenti”. Lo afferma il segretario della Uil, Luigi Angeletti, uscendo da Palazzo Chigi dopo l'inconro sulla spending review. Siete soddisfatti? "No", replica.
Angeletti, al termine del confronto con il Governo, spiega che "hanno annunciato anche intenzioni che condividiamo, tipo accorpare le province oppure rivedere i costi per gli acquisti. Ma sono solo buone intenzioni, non dicono come lo faranno". E sul taglio dei dipendenti della P.a. il leader della Uil aggiunge: "Noi abbiamo detto che che siamo disposti a discutere ma loro si sono rifiutati di farlo. Temiamo che alla fine, banalmente, saranno solo tagli lineari". Sulla tempistica dell'intervento sul pubblico impiego aggiunge: "ci hanno detto che faranno valutazioni sulle varie amministrazioni e poi ci sarà l'esito. Ma è talmente complicato che alla fine la cosa più semplice sarà fare i tagli lineari".
 E Susanna Camusso (Cgil): "Stiamo procedendo ad una mobilitazione unitaria, che deve continuare. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti che pensiamo che bisogna usare anche lo sciopero generale e pensiamo il tema di quello sciopero si chiami lavoro e creazione di lavoro perché questa è la risposta di cui ha bisogno il Paese".

martedì 12 giugno 2012

Camusso: sugli esodati pronti a sciopero generale


ROMA - Sugli esodati ci vuole "una via d'uscita che sia uguale per tutti", serve "una norma generale che dia certezza a tutti i lavoratori che si trovano in quella condizione". E in assenza di risposte la Cgil e' pronta allo sciopero generale.
  Lo ha ribadito la leader del sindacato, Susanna Camusso, in un'intervista a 'Repubblica' dopo la diffusione del rapporto Inps sul numero degli esodati e la conseguente polemica con il ministero del Lavoro, che sugli esodati da' altre cifre. Anche Susanna Camusso critica l'Inps e osserva: "Nella gestione dell'Inps non c'e' trasparenza". .

mercoledì 21 marzo 2012

Cgil, sciopero generale contro la riforma del mercato del lavoro. Bersani: “Non so se si può parlare di accordo”


ROMA  - Un pacchetto di 16 ore di sciopero, di cui 8 per uno sciopero generale con manifestazioni territoriali e 8 per assemblee. E' questa la proposta della segreteria della Cgil al direttivo del sindacato, ora riunito, contro la riforma del mercato del lavoro e le modifiche all'articolo 18. 
 "Abbiamo il dovere di portare a casa dei risultati prima che si avvii un biennio di espulsioni di massa nelle aziende": così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, aprendo il direttivo e proponendo il pacchetto di scioperi.
 "Non parlo di lavoro e art. 18 perché lo farò stasera a 'Porta a Porta'. In ogni caso non so se di accordo si può parlare". Così Pier Luigi Bersani, intervenuto ad una manifestazione dei sindaci marchigiani a piazza Montecitorio

lunedì 9 gennaio 2012

E in Nigeria per il caro benzina sciopero generale

"Rimuovere la corruzione, non i sussidi" scrivono i dimostranti
LAGOS - Centinaia di nigeriani sono scesi in piazza stamani nello sciopero generale annunciato per protestare contro l'aumento del prezzo del carburante dopo il taglio delle sovvenzioni statali. Negozi, banche e stazioni di servizio sono chiusi oggi. Le autorita' del primo Paese produttore di petrolio dell'Africa avevano annunciato, il 1mo gennaio, la fine delle sovvenzioni statali come parte degli sforzi per ridurre la spesa pubblica e incoraggiare gli investimenti.
Gli scioperi hanno portato ad un massiccio dispiegamento di sicurezza: lunghe le code in alcune stazioni di servizio, con diverse già a secco e con gli avvertimenti da parte dei sindacati che i residenti devono fare scorta di cibo. Il governo dice che ha speso più di 6,3 miliardi di euroin materia di sovvenzioni nel 2011.
Ma i nigeriani vedono le sovvenzioni come loro unico beneficio derivante dalla ricchezza petrolifera della nazione e sono privi di qualsiasi reale fiducia nel governo dopo anni di corruzione profondamente radicata. Alcune stazioni di carburante hanno iniziato ad essere a corto di benzina nella capitale economica Lagos e molte sono già chiuse capitale Abuja.

venerdì 28 ottobre 2011

Licenziamenti facili, sindacato pronti allo sciopero

ROMA - Sindacati uniti contro i cosidetti licenziamenti facili, uno dei punti proposti dal governo nell'elenco di riforme promesse all'Unione europea. Cgil, Cisl e Uil sono pronti allo sciopero per bloccare la norma che consentirebbe alle imprese di tagliare i contratti a tempo indeterminato se costrette dalla crisi economica. L'ipotesi, che andrebbe attuata nelle intenzioni del governo entro otto mesi, prevede il sostegno dello Stato attraverso la cassa integrazione. 
"Vogliamo creare un mercato del lavoro più efficiente, più moderno e aperto a donne e giovani". Così, in un'intervista al Tg1, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha replicato alle critiche delle forze sociali. "Questo - ha aggiunto il premier - era e resta il nostro impegno per il mondo del lavoro".

"Qualcuno dismetta l'abito ideologico. Siamo l'unico paese al mondo che ha regole così rigide", ha commentato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, augurandosi che le parti sociali non facciano muro contro muro. "La Cisl andrà allo sciopero se il governo dovesse modificare l'assetto dei licenziamenti senza il consenso delle parti sociali", ha attaccato Bonanni.

Durissimo il segretario della Fiom, Maurizio Landini, che ha definito le proposte fatte dal governo all'Unione europea "una follia". "Non è accettabile - ha sottolineato il leader della Fiom - la logica che se c'è crisi si licenzia". 

mercoledì 19 ottobre 2011

Sciopero generale in Grecia. Incidenti in piazza Syntagma ad Atene


La polizia contrasta il lancio di bombe incendiarie ad Atene (Bbc)

ATENE - Con lo sciopero di 48 ore cominciato questa mattina, le manifestazioni di protesta dei lavoratori greci contro le misure di austerita' varate dal governo socialista di Giorgio Papandreou e contro il multi-disegno di legge che domani sara' votato dal Parlamento, raggiungono il loro culmine. In giornata sono previste diverse manifestazioni di piazza ad Atene e nelle maggiori citta' del Paese.
I manifestanti cercano di sfondare la barriera messa a protezione del Parlamento
Tra manifestanti greci e polizia sono cominciati i primi incidenti sulla piazza Syntagma, davanti al Parlamento e su una via laterale. Alcuni giovani incappucciati hanno lanciato sassi e almeno cinque bottiglie incendiarie contro gli agenti schierati a difesa dell'edificio che hanno reagito esplodendo alcuni candelotti lacrimogeni. Circa tremila poliziotti sono stati dispiegati nelle strade della capotale, con le forze dell'ordine schierate al difuori del palazzo del Parlamento. Decine di giovani hanno attaccato una barricata d'acciaio,tentando di sfondarla. Le riprese tv mostrano i manofestanti che lanciano fumogeno e pietre contro la polizia in assetto antisommossa.


martedì 23 agosto 2011

La Cgil ha proclamato lo scioipero generale per il 6 settembre

ROMA - La Cgil ha proclamato otto ore di sciopero per martedì 6 settembre contro la manovra economica varata dal governo. La decisione è scaturita al termine della riunione della segreteria confederale allargata ai leader delle categorie e ai rappresentanti dei territori. Pronta la risposta del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per il quale lo sciopero generale indetto per il 6 settembre dalla Cgil è "contraddittorio" e "ingiustificabile".

La giornata di protesta si articolerà con manifestazioni territoriali e non escluderà ulteriori iniziative già programmate dalla confederazione, per esempio a sostegno della vertenza per un fisco più equo. La protesta di Corso d'Italia è "contro e per cambiare - si legge in una nota - la manovra iniqua e sbagliata del governo".

Le modalità dello sciopero e le proposte alternative della Cgil saranno illustrate domani dal segretario generale, Susanna Camusso, in concomitanza con il presidio che si svolgerà davanti al Senato. Il sindacato guidato da Camusso ha dunque deciso di scioperare in tempi stretti, il giorno dopo che la manovra approderà in aula a Palazzo Madama il 5 settembre.

domenica 14 agosto 2011

La manovra anticrisi da 45,5 miliardi è in vigore da oggi. La Cgil: sciopero generale

ROMA - La manovra bis da 45,5 miliardi è in vigore. Dopo la firma di ieri del Capo dello Stato, il provvedimento è stato pubblicato nella tarda serata sulla Gazzetta Ufficiale. In base al testo pubblicato, il contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 90mila euro e ai 150mila euro si applicherà subito, dal 2011, e sarà di durata triennale. Ora l'attesa sarà per la riapertura dei mercati di martedì mattina giorno in cui si terrà anche il vertice franco-tedesco.
Le norme contengono tra l'altro anche tagli ai ministeri per oltre 7 miliardi nel 2012 più altri 6,3 nel 2013. Tagli per oltre 6 miliardi anche per le regioni e gli enti locali. Stangata sugli statali con il rinvio di 2 anni della liquidazione del Tfr e il rischio tredicesima se l'amministrazione non risparmia. Più facile inoltre avviare procedure di mobilità per lo spostamento da un'amministrazione all'altra. Slitta la pensione per gli insegnanti che se maturano i requisiti al primo gennaio 2012 dovranno aspettare il primo settembre 2013. Anticipo, nel 2016, per l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni. Tra le misure anche l'eliminazione delle province sotto i 300mila abitanti, la soppressione di alcuni Enti.
Inoltre, tra le misure per la flessibilità del lavoro, è prevista la validità erga omnes dei contratti aziendali che deroghino a quelli nazionale.
Intanto il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha accolto positivamente la manovra anticrisi varata dal governo italiano, definendola "opportuna e rigorosa" oltre che "cruciale" per la zona euro."Ho sottolineato che le misure adottate sono cruciali non solo per l'Italia, ma per la zona euro nel suo insieme" ha dichiarato Van Rompuy in un comunicato pubblicato dopo un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Le misure adottate da Roma sono "opportune e rigorose" ha aggiunto il primo presidente stabile del Consiglio europeo.

Contro la manovra per la Cgil sarà scontro frontale: lo sciopero generale. Ad annunciarlo è il segretario generale, Susanna Camusso, in un'intervista a Repubblica. La Cgil chiederà anche a Cisl e Uil di unirsi.
"Ancora una volta - afferma la Camusso - vengono colpiti i più deboli e chi paga le tasse. Contro questa manovra - avverte - andremo allo scontro frontale: sciopero generale per il quale chiederemo l'adesione anche a Cisl e Uil". La data della mobilitazione sarà decisa in un incontro del 23 agosto, "una riunione straordinaria dei segretari delle categorie e delle strutture territoriali della Cgil".
Per la Camusso, inoltre il governo ha stravolto il senso dell'intesa firmata con Confindustria, mettendo a rischio l'articolo 18 dello Statuto. "Vuol far saltare a piè pari - afferma - il contratto nazionale. L'accordo tra le parti sociali è stato una soluzione di equilibrio tra le diverse posizioni, qui c'è la volontà di qualcuno di affermare la sua tesi, secondo cui si può fare a meno del contratto nazionale". Per la Camusso, per quanto riguarda l'articolo 18 dello Statuto, "i diritti dei lavoratori dipenderanno dalle condizioni della propria azienda. C'è il rischio concreto di una proliferazione di accordi pirata, firmati da sindacati di comodo".

martedì 28 giugno 2011

La Grecia paralizzata da 48 ore di sciopero generale


Tutto chiuso ad Atene per lo sciopero generale

ATENE - Gli autobus urbani sono scomparsi dalle strade di Atene mentre i greci rimasti a casa dal lavoro, dando il via ad uno sciopero generale di 48 ore contro le previste misure di austerità.
Gruppi di manifestanti sono riuniti nel centro di Atene in vista di una marcia verso il parlamento greco, che deve votare domani una dura manovra di cinque anni con un pacchetto di aumenti fiscali e tagli alla spesa.
Lo sciopero, che si prevede bloccherà gran parte dei sistemi di trasporto della Grecia, è iniziato ufficialmente alle 6:00 ora locale.
La manifestazione principale - uno sforzo di cooperazione tra i due grandi sindacati - è stata fissata per mezzogiorno nel centro di Atene. I gruppi di progetto marciano attraverso il centro città per arrivare davanti al parlamento.
I lavoratori della metropolitana si astengono dallo sciopero, per fornire un servizio continuo ai manifestanti che si dirigono verso centro di Atene.
Ci si arrangia per scendere dai ferry. La polizia vigila
Le misure di austerità devono essere votate se la Grecia vuole accedere agli ultimi 17 miliardi di dollari di un pacchetto 156 del piano di salvataggio deliberato dalle altre nazioni europee che è stato concesso nel 2010  e anche per cancellare la strada a un ulteriore pacchetto di salvataggio necssario per mantenere la Grecia a galla.
Il voto parlamentare, che arriva un giorno dopo rispetto a quanto originariamente previsto, sarà seguita da una riunione dei ministri delle Finanze dell'Unione europea il 3 luglio per approvare la parte finale del finanziamento del salvataggio deliberato nello scorso anno.
La Grecia ha bisogno dell'erogazione dei 17 miliardi di dollari per evitare un default sul rimborso del debito che deve avvenire non oltre la metà di luglio.

giovedì 5 maggio 2011

Domani sciopero generale, caos nei trasporti

ROMA - Stop ai trasporti, domani, in occasione dello sciopero generale della Cgil. Piloti, assistenti di volo e personale di terra degli aeroporti si fermeranno per quattro ore dalle 10 alle 14. Sempre di quattro ore, dalle 14 alle 18, lo stop nel trasporto ferroviario. Bus, metro, tram e ferrovie si fermeranno secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia. A Roma dalle 8.30 alle 12.30, a Milano dalle 18 alle 22, a Napoli dalle 9.30 alle 13.30, a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, a Firenze dalle 17.30 alle 21.30, a Venezia dalle 10 alle 13, a Genova dalle 9.30 alle 17, a Bologna dalle 19,30 a fine turno, a Bari dalle 20 a fine turno, a Cagliari 10 alle 14 e a Palermo dalle 9.30 alle 13.30.

Interessati dallo sciopero anche navi e traghetti che ritarderanno di quattro ore le partenze, gli autisti di camion per tutto l'arco della giornata, i lavoratori portuali per quattro ore per ciascun turno di lavoro, gli addetti alle autostrade per quattro ore al termine di ciascun turno e il personale dell'Anas per l'intera giornata. Lo sciopero interesserà anche l'autonoleggio, il soccorso autostradale, le autoscuole, i tr