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mercoledì 27 giugno 2012

Riforma del lavoro, il governo incassa le 4 fiducie


ROMA Il governo ha incassato anche l'ultima delle quattro fiducie poste sulla riforma del mercato del Lavoro. L'aula della Camera ha infatti approvato l'art. 4 del testo, uscito dalla commissione Lavoro e identico a quello varato dal Senato. I sì sono stati 438, i no 75, gli astenuti 28.
 "L'attitudine della gente deve cambiare; il lavoro non e' un diritto, va guadagnato, anche con il sacrificio". Lo ha dichiarato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in un'intervista al 'Wall Street Journal'. "Stiamo cercando di proteggere le persone non i loro posti", ha spiegato il ministro. 

giovedì 19 aprile 2012

Disoccupati esclusi dall'esenzione dei ticket sanitari. Lo prevede la riforma sul lavoro

Roma, 19 apr. - Stop all'esenzione dai  tickets in materia sanitaria "in favore dei disoccupati e dei loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro". Lo stabilisce il ddl di riforma del mercato del lavoro all'esame del Senato. Secondo la relazione illustrativa del provvedimento, la soppressione "e' connessa all'estensione 'della platea dei beneficiari dei trattamenti di sostegno al reddito'. La partecipazione alla spesa sanitaria in oggetto - si legge nella relazione - riguarda il pagamento delle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e delle altre prestazioni specialistiche, ivi comprese le prestazioni di fisiokinesiterapia e le cure termali". Le norme in esame - spiega ancora la relazione - "non riguardano i tickets sui medicinali e le relative esenzioni, in quanto entrambi sono eventualmente introdotti e disciplinati dalle singole regioni".
"Faremo un emendamento soppressivo e saneremo il problema presente nel ddl" ha detto la senatrice del Pd Rita GhediniLa cancellazione dell'esenzione del ticket sugli esami sanitari per i disoccupati "e' una decisione pesante, preoccupante, inaccettabile. E' un 'anti ammortizzatore sociale'". E' il duro giudizio di Giacomo Milillo, segretario della federazione dei medici di famiglia Fimmg. "Aumentano i disoccupati e si riducono le tutele - attacca Milillo - e in questo caso c'e' un rischio sanitario molto grave: ci saranno famiglie che dovranno scegliere tra il pane e la visita specialistica, e ovviamente sceglieranno il primo. Un ticket da 36 euro per una visita, in una famiglia che ha poche centinaia di euro al mese, può voler dire saltare la visita che noi prescriviamo, con le conseguenze facilmente immaginabili per la salute propria e della societa'".  

mercoledì 18 aprile 2012

Vertice di 6 ore nella notte dei leader di maggioranza con Monti: riforma del lavoro in tempi rapidi


ROMA -  Un vertice-fiume , quasi sei ore,  per riaffermare  la volonta' di approvare la riforma del mercato del lavoro in tempi rapidi e nel rispetto delle prerogative del Parlamento: anche ragionando su alcune modifiche mirate, come quelle sulla flessibilita' in entrata. Ma anche per illustrare l'agenda per la  crescita e l'occupazione.    Cosi' si puo' sintetizzare la lunghissima riunione a palazzo Chigi tra governo ed i leader dei partiti della maggioranza. Riunione i cui esiti sono stati definiti positivi, secondo quanto si e' appreso, dal premier  Mario Monti che avrebbe parlato di un 'nuovo patto politico' che consentira' all'Esecutivo di procedere con il piano di riforme. "Il tema centrale dell'incontro e' stato quello della crescita e della creazione di occupazione, anche nel quadro della politica comunitaria". E' l'incipit del comunicato stampa di palazzo Chigi . "Sono state passate in rassegna le riforme gia' adottate e quelle in corso di adozione al fine di migliorare la competitivita' del sistema paese e creare un ambiente favorevole alle imprese stimandone l'impatto in termini di crescita. Il ministro Passera ha illustrato l'agenda per la crescita fornendo dettagli sulle prossime misure, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture e la liquidita' per le imprese", si legge nella nota."E' stata riaffermata la ferma determinazione ad approvare la riforma del mercato del lavoro nei tempi piu' brevi, nel rispetto delle prerogative del Parlamento", si aggiunge. Il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi ha tra l'altro "approfondito il contenuto del Documento di Economia e Finanza (DEF) domani all'esame del governo, ed in particolare del Programma Nazionale di Riforme, strumento centrale nel quadro della governance europea, che riveste un'importanza particolare nel perseguire gli obiettivi di crescita sostenibile".
Convitato di pietra il tema delle frequenze tv: un argomento caldissimo ma, sembra, appena sfiorato. .Ed e' molto probabile che l'argomento sara' ripreso nel faccia a faccia che Monti avra' giovedi' con l'ex premier Silvio Berlusconi.
    Un vertice affollatissimo al quale hanno partecipato, oltre a Monti, Alfano, Bersani e Casini, i ministri Paola Severino, Corrado Passera, Elsa Fornero, Enzo Moavero, Piero Giarda, Filippo Patroni Griffi, Vittorio Grilli, e il sottosegretario Antonio Catricala'.

sabato 14 aprile 2012

Fornero: “Se la riforma del lavoro non passa andremo a casa”


REGGIO CALABRIA - "Finora abbiamo ricevuto critiche per 'troppa incisivita'' o 'troppo poca incisivita' ma su una cosa siamo decisi: andremo in Parlamento e se la riforma non dovesse passare andremo a casa". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nel corso di un convegno a Reggio Calabria. "Questa è una riforma del lavoro per il Paese - ha aggiunto Fornero - e non per compiacere sindacati, imprese o partite Iva". "La nostra riforma - ha concluso - punta ad un mercato del lavoro aperto, inclusivo e dinamico. Inclusivo, innanzitutto, vuol dire senza 'cittadelle protette' perché è impensabile che in un mondo così dinamico si possano iniziare e concludere carriere, da 17 a 57 anni, sempre nella stessa realtà aziendale".
"Vado a questo appuntamento con serietà e senza arroganza. Abbiamo lavorato bene e forse qualcuno ha cambiato idea rispetto alle posizioni precedenti".  "E' possibile - aggiunge - cambiare idea, come è possibile cambiare qualcosa della riforma, nessuno dice che sia intoccabile. Ma rivendico che questa riforma ha un suo equilibrio e una sua valenza generale".

giovedì 5 aprile 2012

Riforma del lavoro: le aziende sul piede di guerra. Non rinnoveranno i contratti a termine, quelli a progetto e le partite Iva


ROMA  - Le aziende dicono che, viste le modifiche apportate dal governo alla riforma del mercato del lavoro e pubblicate oggi, non rinnoveranno i contratti a termine, i contratti a progetto, e le partita Iva.
Lo ha detto la presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando con i giornalisti il testo del disegno di legge da oggi disponibile sul sito del ministero del Welfare.
"Le aziende mi stanno chiamando e chiedono: Quando dobbiamo adeguarci al nuovo regime? E vista la situazione di incertezza dicono che non rinnoveranno i contratti a tempo determinato, quelli a progetto e gli accordi a partita Iva", ha detto il presidente degli industriali a margine di un convegno sulla classe dirigente a Montecitorio.
La Marcegaglia contesta le modifiche apportate dal governo rispetto al testo varato dal Consiglio dei ministri il 23 marzo: "C'è il ritorno del reintegro per i licenziamenti economici e poi è stata ridotta ulteriormente la flessibilità in entrata: faremo di tutto affinché il Parlamento modifichi il testo perché questo testo è meno equilibrato".

Gasparri: Monti ha ceduto a Bersani, la riforma va cambiata. "Aumenta la nostra autonomia"

 ROMA - Monti ha ceduto, e per questo la riforma va cambiata. Parola del presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, secondo il quale il premier "ha incontrato separatamente Bersani, ha ceduto su punti che lui aveva definito decisivi e intoccabili e solo dopo ha allargato la riunione agli altri leader che sostengono il governo". Questo, per Gasparri, "cambia la situazione e aumenta la nostra autonomia".

mercoledì 4 aprile 2012

Monti: la riforma del lavoro è “un impegno storico”. "La flessibilità ne esce in modo equilibrato". Torna il reintegro, con l'insussistenza dei motivi economici


ROMA - La riforma del mercato del lavoro rappresenta un "impegno di rilievo storico per l'Italia". A sottolinearlo il premier Mario Monti illustrando il ddl nel corso di una conferenza stampa. "Le norme elaborate metteranno in campo una rete di sicurezza universale rendendo più efficiente ed equo lo strumento degli ammortizzatori sociali creando lavoro stabile e crescita", ha poi aggiunto.
Il governo ritiene di aver raggiunto "un punto di equilibrio" anche se è ovvio che ci siano "aspetti di contrasto". "L'insieme di ciò che abbiamo introdotto in questi mesi - ha spiegato Monti - rappresenta un pacchetto piuttosto importante per rilanciare l'Italia su basi stabili". 
"Ci siamo assicurati della condivisione delle linee del progetto da parte dei leader politici che sostengono il governo e adesso guardiamo con rispetto e con molta speranza all'iter parlamentare che auspichiamo approfondito ma anche spedito". 
"La flessibilità - ha sottolineato il premier - esce in modo molto equilibrato e sereno da questa riforma del lavoro, è stata accresciuta in misura rilevante la flessibilità in uscita con una serie di garanzie che rispettano da una parte la necessità che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità del datore del lavoro, ma siano lì a tutelare ancor più di oggi i lavoratori oggetto di licenziamenti ingiustificati di carattere discriminatorio e abbiamo cercato di combattere la precarietà per quel che riguarda la flessibilità in entrata". 
“C'e' rispetto per tutti i lavoratori ma devo ricordare che il governo lavora per l'interesse generale del paese in una prospettiva di lungo periodo''ha detto Monti ribadendo che l'obiettivo e' quello di superare l'emergenza dare lavoro e prospettiva ai giovani.
Accordo fatto dunque, soprattutto sull'articolo 18: torna la possibilita' di reintegro per il lavoratore licenziato per ragioni obiettive (economiche) nel caso in cui il giudice dimostri che c'e' manifesta insussistenza. E l'onere della prova non sara' a carico del lavoratore.
La riforma rappresenta un "guadagno netto per la collettività", ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, spiegando che il governo punta ad avere più occupazione e più partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto delle donne. 
Una delle misure del ddl sul lavoro, infatti, "contrasta la pratica barbara delle dimissioni in bianco", prassi diffuso per le lavoratrici.
L'articolo 18 cambierà e il posto di lavoro a tempo indeterminato non sarà più "per sempre", ha sottolienato il ministro. Con la riformain futuro "il contratto tipico sarà il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A vita? Dipende: attraverso una modifica equilibrata dell'articolo 18 non blindiamo più quel lavoratore a quel posto di lavoro, non è più suo per sempre, ci può essere un distacco".
"Saranno gli italiani a giudicare se questo ministro merita il licenziamento per giusta causa", ha anche affermato.

Riforma sul lavoro, l’accordo è vicino


ROMA -  ''Nessuno ha perso, tutti abbiamo vinto. Soprattutto ha vinto l'Italia che può risolvere un problema a lungo rinviato''. E' il commento del leader Udc, Pier Ferdinando Casini all'accordo raggiunto nella notte sulla riforma del mercato del lavoro. Quella di ieri, ha aggiunto ''e' stata una serata di collaborazione costruttiva''. L'accordo sulla riforma del lavoro e' ''tecnicamente'' pronto e ''lo vedrete tra qualche ora nella sua stesura definitiva'', ha concluso.
Mario Monti esce soddisfatto dal lungo vertice di maggioranza. E, sia pur con tutte le cautele del caso, in ambienti di Pd, Pdl e Terzo Polo si parla di una trattativa sull'articolo 18 che dovrebbe portare ad una maggiore flessibilita' a favore delle aziende per le assunzioni bilanciata da una maggior flessibilita' in favore dei lavoratori in uscita. La prima formula chiesta dal Popolo della libertà, la seconda dai Democratici. A convincere il premier ad 'aprire' alle modifiche e' stato il pressing dei partiti di maggioranza. E probabilmente anche la continua 'moral suasion' del Quirinale che attende una 'telefonata' del Prof ed una sua salita al Colle per presentare il testo definitivo della riforma. 

lunedì 26 marzo 2012

Monti: la riforma del lavoro è equa e incisiva. Il risultato finale in Parlamento sia il più vicino possibile a quello che abbiamo presentato


SEOUL - La riforma del lavoro è "equa e incisiva". E per questo, fermo restando che il Parlamento è "sovrano", cercheremo di "avere un risultato finale, in tempi non troppo lunghi, il più vicino possibile al testo varato dal Cdm".Lo ha affermato Mario Monti parlando sull'aereo che lo portava da Astana e Seul. "Sento il peso di decisioni non facili" dettate dal fatto che la situazione "dell'Italia era piuttosto grave" ma abbiamo "cercato di essere equi nel distribuire i sacrifici" per risanare l'Italia, ha aggiunto.

Rispondendo alle domande dei giornalisti il presidente del Consiglio è tornato sul tema del mercato del lavoro: "Ci rendiamo conto delle difficoltà di ciascuno, e ci rendiamo conto che alla fine deve essere il Parlamento a decidere. Ed è responsabilità del governo quella di presentargli una proposta che riteniamo equa e abbastanza incisiva". Allo stesso tempo è dovere dell'Esecutivo "prospettare al Parlamento le ragioni per le quali, pur essendo le Camere sovrane, cercheremo di avere un risultato finale in tempi non troppo lunghi e che sia il più vicino possibile a quanto abbiamo presentato".

sabato 24 marzo 2012

Camusso: dal governo lacrime di coccodrillo


CERNOBBIO - Il governo ''aveva tutte le condizioni per non doversi rammaricare, le trovo un po' lacrime di coccodrillo''. E' quanto afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in merito alle dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, che si e' ''rammaricata'' per non avere avuto la ''piena condivisione'' delle parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro ed in particolare sulle modifiche all'articolo 18.

Il ministro Fornero difende la riforma: speravo in un consenso generale


CERNOBBIO - La riforma del mercato del lavoro e' "un punto di equilibrio rispetto a molte tensioni e rispetto a diversi interessi". Lo ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero intervenendo al Forum Confcommercio di Cernobbio. "Ho creduto e sperato fino all'ultimo che ci potesse essere un consenso generale su questa riforma. Da parte mia c'e' rammarico che la riforma non sia condivisa pienamente", ha aggiunto Elsa Fornero. L'intenzione del Governo nelle modifiche sull'articolo 18 non e' quella di calpestare diritti e creare motivi di tensioni sociali, ha sottolineato il ministro.  "Il mondo cambia" e il mandato del governo e' "aiutare l'Italia a fare questo cambiamento", ha spiegato la Fornero. 
 "Ci sono dei valori simbolici che vengono difesi, eretti quasi a principi assoluti", ha affermato, riferendosi indirettamente all'articolo 18. "E' difficile fare il passo del cambiamento, ma il mondo cambia", ha detto. "Ed e' il mandato di questo governo aiutare l'Italia a fare questo cambiamento".

venerdì 23 marzo 2012

Sull’articolo 18 “nessuna marcia indietro”: lo dice il ministro Fornero. Oggi il consiglio dei ministri approverà la riforma del mercato del lavoro


ROMA - Oggi il Consiglio dei ministri approverà "salvo intese" la riforma del mercato del lavoro. Si tratta della formula che si usa quando un testo non è ancora definitivo. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi, sostenendo che non sarà necessario un nuovo Cdm per l'adozione della riforma.
 Il governo tira dritto sull'articolo 18. "Nessuna marcia indietro" e nessun cedimento a "pressioni" dice il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Articolo 18 compreso: "Non lo aboliamo. Distinguiamo le fattispecie", evidenzia Fornero, confermando che nei casi di licenziamento per motivi economici, se giudicati illegittimi, ci sarà solo l'indennizzo e, invece, che nei casi di licenziamento disciplinare si affida al giudice il potere di decidere tra reintegro e indennizzo. C'é però l'impegno, come assicura il premier Mario Monti, a riformulare la norma in modo che si evitino "abusi" su presunti motivi economici e, quindi, discriminazioni. L'articolo 18 resta nella sua formula attuale e quindi con il reintegro solo per i licenziamenti discriminatori. Questo, però, non significa che alle imprese "stiamo dando la licenza di licenziare", ammonisce Fornero, "ci deve essere una chiara, chiarissima presa di responsabilita". La riforma, però, come sottolinea lo stesso ministro Fornero non è solo l'articolo 18, è "tutto" l'intervento: dai contratti agli ammortizzatori alle politiche attive per il lavoro. Dall'apprendistato come contratto prevalente di ingresso all'Aspi, la nuova indennittà di disoccupazione, fino alla stretta su tutte le forme che camuffano rapporti di lavoro subordinati per combattere la precarietà.

martedì 20 marzo 2012

Le ore decisiva per la riforma del lavoro


Il ministro Fornero
ROMA - Un incontro informale tra parti sociali e governo è previsto, a quanto si apprende, per questa mattina a palazzo Chigi. Occasione per un ulteriore approfondimento sulla riforma del mercato del lavoro, con il premier Mario Monti, e con sindacati e associazioni di imprese, in vista del tavolo formale convocato per le 15.30 sempre a palazzo Chigi.
La notizia è circolata dopo il vertice notturno al ministero del lavoro dei sindacati con il ministro Elsa Fornero.
Per quanto riguarda in particolare l'articolo 18, anche se i sindacati preferiscono puntare l'attenzione sull'intera partita - contratti e ammortizzatori sociali compresi -, a dividere è l'intenzione di toccare i licenziamenti disciplinari, anche prevedendo la possibilità che sia il giudice a decidere tra reintegro o indennizzo. Bonanni propone che, in questo caso, si alzi "l'asticella" dell'indennizzo e si specifichino le causali nel contratto di lavoro. Una soluzione "ragionevole" che potrebbe "fermare" il governo, comunque intenzionato ad intervenire sulla materia.
Ma la Cgil non la ritiene accettabile e ribadisce di essere disposta al massimo a mediare sulla possibilità che nei soli licenziamenti economici si lasci al giudice il potere discrezionale. La Uil, disponibile a intervenire sui licenziamenti economici, ha detto che i licenziamenti disciplinari non si toccano, mentre ha sempre sostenuto la necessità di specificare le causali.