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martedì 20 gennaio 2015

La CONSULTA bocca il referendum della Lega sulla legge Fornero. Salvini: Italia, fai schifo

ROMA, 20 gennaio - Salvini furioso dopo la bocciatura del referendum sulla Legge Fornero da parte della Corte Costituzionale, che lo ha dichiarato inammissibile. Il referendum era stato proposto dalla stessa Lega Nord.
"La Corte costituzionale, nell'odierna Camera di consiglio - informa una nota - ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum relativa all'articolo 24 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici)", la cosiddetta legge Fornero, appunto, "convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive". "La sentenza - informa inoltre la Consulta - sarà depositata entro i termini previsti dalla legge".
I giudici della Corte Costituzionale, bocciando il referendum sulla riforma Fornero delle pensioni, hanno "fottuto un diritto sacrosanto": così ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, su Radio Padania. "Questa Italia mi fa schifo - ha aggiunto - e mi batterò per ribaltarla".

martedì 4 febbraio 2014

Effetto Fornero: pensioni in calo del 43% nel 2013

ROMA - Nel 2013 sono state liquidate 649.621 nuove pensioni con un calo del 43% rispetto ai 1.146.340 nuovi assegni liquidati nel 2012. E' quanto emerge dal confronto tra il bilancio preventivo Inps per il 2014 e il bilancio sociale dell'Istituto per il 2012. La differenza del numero di nuovi pensionati dipende in massima parte dall'entrata in vigore nel 2013 della riforma Fornero che ha alzato l'età pensionabile.

lunedì 15 aprile 2013

Il ministro Fornero: senve un miliardo per la Cig


ROMA - Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, promette di impegnarsi a fondo per trovare le risorse necessarie al finanziamento della cassa integrazione. "Se riuscissi a destinare un altro miliardo di euro potrei dirmi soddisfatta - ha spiegato intervenendo al Gr1 -, anche se c'è il rischio che possa non essere ancora sufficiente".
Non sarà comunque necessaria una manovra aggiuntiva, precisa. ''Sono convinta che non ci deve essere un'altra manovra e mi fido a questo riguardo delle parole del ministro Grilli. Per finanziare gli ammortizzatori sociali dovrà essere seguita la strada che abbiamo già intrapreso: se riusciamo a ridurre ancora alcune voci della spesa pubblica possiamo trovare le risorse, almeno un po' delle risorse che sono necessarie''.
Il ministro Fornero critica su questo punto l'atteggiamento delle forze politiche: ''Mi auguro siano consapevoli della gravità di questa emergenza ma qualche volta l'impressione è negativa. Mi sembra che le forze presenti in parlamento siano ancora più concentrate su questioni che riguardano l'esistenza e l'evoluzione dei partiti piuttosto che non ai problemi del Paese''.

lunedì 12 novembre 2012

Studenti e disoccupati “assediano” la Fornero alla Mostra d’Oltremare a Napoli: dispersi



NAPOLI - Si è sciolto il corteo di manifestanti che poco dopo le 13 ha raggiunto, percorrendo viale Augusto, piazzale Tecchio, tentando di forzare l'imponente blocco predisposto dalle forze dell'ordine per impedire l'accesso alla mostra d'Oltremare, dove e' in corso il vertice italo-tedesco tra il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il ministro tedesco Ursula Van Der Leyer. La polizia ha caricato i manifestanti, circa tremila tra studenti anche giovanissimi e disoccupati di tutte le sigle. Sono stati lanciati fumogeni, bombe carta, sampietrini, bottiglie di vetro e altri oggetti ai quali polizia e carabinieri in assetto antisommossa hanno risposto con i lacrimogeni. Il corteo è stato disperso. Un ufficiale dei carabinieri contuso ad un piede e alcuni poliziotti che sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari: è questo il bilancio delle tensioni.
Un centinaio di studenti, soprattutto ragazze degli istituti superiori, si e' rifugiato nell'atrio della facolta' di Ingegneria dell'Universita' Federico II di Napoli
Ho scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo in una città dove il problema dei giovani e' molto forte". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, parlando con un gruppo di studenti dell'Istituto tecnico industriale Fermi-Gadda di Napoli. Il ministro ha spiegato così la scelta del capoluogo campano per la firma di un memorandum d'intesa sull'apprendistato con il ministro del Lavoro tedesco Ursula von der Leyen.
  "Bisogna puntare sull'apprendistato - ha aggiunto - che vuol dire apprendere, perché a volte quando si esce dalla scuola e si va in azienda si può avere un momento di difficolta' se non si sono fatte esperienze".

lunedì 22 ottobre 2012

La Fornero contestata a Nichelino (Torino) lascia la sala


TORINO - Una giornata nera per Elsa Fornero. La frase lanciata oggi ai giovani in cerca di lavoro dal ministro del Welfare, che ha invitato i ragazzi a non essere "choosy", ovvero "schizzinosi", ha prima fatto partire la rivolta sui social network e poi ha dato il via ai tanti fischi e slogan che si sono alzati contro la ministra a Torino. Le contestazioni ricevute in un convegno a Nichelino hanno costretto Fornero ad abbandonare la stanza "avvilita".

Tutto è iniziato a un convegno di Assolombarda dove alla ministra è partita l'infelice sortita sui ragazzi troppo "choosy" per cui "è meglio prendere la prima offerta che capita e poi da dentro guardarsi intorno perché non si può aspettare il posto di lavoro ideale". Subito sono partite le critiche via social network. Poi nel pomeriggio, Fornero, è stata bersaglio di un'accesa contestazione a un incontro pubblico nel torinese.

"Fuori, fuori" e poi "Lavoro, Lavoro" sono state le urla arrivate da parte di un gruppo di persone con le bandiere di Rifondazione Comunista. "Questa e una giornata di democrazia," ha detto Umberto Rosati, presidente di Nichelino Bene Comune, che ha organizzato l'incontro con il ministro. Il sindaco di Nichelino, Giuseppe Catizone, ha cercato di riportare la calma, urlando dal palco: "No a cori da stadio. È' inaccettabile, la gente e venuta qui per ascoltare". Il ministro impassibile si è seduta al tavolo dei relatori, mentre il sindaco Catizone ha cercato di riportare la calma, dicendo, tra gli applausi della platea: "Se continuate così, siamo costretti a chiedervi di lasciare la sala. Altrimenti quando il ministro ha finito il suo intervento potrete porre delle domande".

Il ministro si è detta  "avvilita che si neghi la possibilità' di parlare"."Avete impedito un incontro di democrazia" ha detto rima di abbandonare la sala ricordando: "Ho incontrato i lavoratori dell'Alenia, oltre mille, che non la pensavano certo come me, ma mi hanno ascoltata con rispetto".

sabato 15 settembre 2012

Caso Fiat-Marchionne: intervengono Passera e Fornero


ROMA - "E' giusto, importante ed urgente fare chiarezza al più presto al mercato e agli italiani": lo dice il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, riferendosi alla situazione di Fiat e alla revisione del progetto Fabbrica Italia annunciata dal Lingotto. "Il governo ed io faremo tutto il possibile, nell'ambito delle norme, per assicurare che le responsabilità che Fiat ha preso nei confronti dell'Italia vengano rispettate e ben chiarite".
Il ministro ribadisce che "è ovvia l'attenzione del governo sul settore dell'automotive. Vogliamo capire fino in fondo le implicazioni di una serie di annunci che si sono susseguiti e che non permettono ancora di comprendere le strategie di Fiat in Italia".
"Faremo di tutto perché nell'ambito della crescita di Fiat l'Italia abbia un ruolo importante. Non è pensabile che la politica si sostituisca alle scelte imprenditoriali e di investimento ma assicuriamo massima attenzione ed impegno", ribadisce Passera.
Anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero insiste sulla volontà del governo di "approfondire con Marchionne cosa ha in mente per i suoi piani di investimenti per l'occupazione in questo Paese". E ancora: "Non ho il potere di convocare l'ad di una grande azienda. Gli ho comunicato alcune date disponibili"
Successivamente intervistata al Tg4 sulla questione, la Fornero ha precisato: "Ribadisco che bisogna parlare del futuro della Fiat che non interessa solo i suoi azionisti ma tutti i suoi molti lavoratori, le loro famiglie e il governo. Non convoco nessuno ma ne vorrei discutere".

giovedì 23 agosto 2012

Il Ministro Fornero annuncia un “piano per i giovani”


ROMA - Il governo si appresta a varare un piano giovani, ma non conterrà "misure eclatanti". Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, a Radio Anch'io, sottolineando che si tratterà di "un'azione microeconomica", di misure "mirate, molto territoriali. Sarà un'azione "molto controllata e monitorata", e senza spendere una "quantità eccessiva" di risorse.

Sul lavoro il ministro ha spiegato che la retribuzione dei lavoratori è "bassa" mentre il costo del lavoro è "alto" per le imprese. E pertanto serve un intervento di riequilibrio della tassazione sui salari. "Fatta la riforma del lavoro - ha spiegato - è la prima aspirazione e me ne assumo la responsabilità che deriva da rispetto del riequilibrio dei conti. Sarà la mia argomentazione in consiglio dei ministri che confronterò con quella degli altri colleghi e del presidente".

"Credo sia giunto il momento in cui occorre ritrovare la fiducia - ha proseguito il ministro - che non vuole dire facile ottimismo e tanto meno ottimismo superficiale destinato a infrangersi. Vuol dire ritrovare una capacità di progettazione del futuro e avere controllo dei problemi pur gravi che ci sono. E avere fiducia nella capacità di risolverli. Questo coincide con un po' più di prospettiva. Il nostro Paese per troppo tempo non ha fatto i conti con un dislivello tra domanda la complessiva e le risorse nel loro insieme, scaricando questo eccesso di domanda sulle generazioni più deboli".

"Il debito che cresce diventa prima o poi insostenibile - ha concluso - siamo arrivati al momento della insostenibilità del debito e abbiamo dovuto ricorrere a misure piuttosto severe. Bisogna ancora avere il coraggio di guardarlo e ridurlo, ma oggi lo possiamo farlo con un po' più di fiducia di 6-8 mesi fa. Dobbiamo proseguire su questa strada".

giovedì 24 maggio 2012

Fornero: Licenziamenti anche nella Pubblica Amministrazione


TORINO - "Quello dei dipendenti pubblici non e' un mercato perché ci sono regole diverse. Mi auguro pero' che qualcosa di simile a quello fatto per i dipendenti privati, relativamente alla possibilità di licenziare, sia inserito nella delega anche per i dipendenti pubblici". E' quanto ha detto il ministro Elsa Fornero rispondendo agli studenti oggi in un incontro all'Universita' di Torino. "Patroni Griffi ha questa delega - ha aggiunto Fornero - noi siamo in contatto, stiamo lavorando insieme: non vogliamo ci siano difformita' di trattamento tra pubblico e privato".

sabato 21 aprile 2012

Contestato il ministro Fornero a Torino


 TORINO -  Contestazioni da parte di manifestanti Cobas e Usb contro i ministri Fornero e Profumo a margine di una conferenza sulla scuola al Teatro Nuovo di Torino. Lanciate uova contro le auto e pietre sulle forze dell'ordine dopo che i ministri erano andati via. 'In questo Paese c'é poco spirito costruttivo, ma anziché lamentarsi e protestare bisogna lavorare insieme. Forse ne avremmo tutti qualche beneficio", aveva detto la Fornero, che si augura un rapido via libera del Parlamento alla riforma del lavoro.

sabato 14 aprile 2012

Fornero: “Se la riforma del lavoro non passa andremo a casa”


REGGIO CALABRIA - "Finora abbiamo ricevuto critiche per 'troppa incisivita'' o 'troppo poca incisivita' ma su una cosa siamo decisi: andremo in Parlamento e se la riforma non dovesse passare andremo a casa". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nel corso di un convegno a Reggio Calabria. "Questa è una riforma del lavoro per il Paese - ha aggiunto Fornero - e non per compiacere sindacati, imprese o partite Iva". "La nostra riforma - ha concluso - punta ad un mercato del lavoro aperto, inclusivo e dinamico. Inclusivo, innanzitutto, vuol dire senza 'cittadelle protette' perché è impensabile che in un mondo così dinamico si possano iniziare e concludere carriere, da 17 a 57 anni, sempre nella stessa realtà aziendale".
"Vado a questo appuntamento con serietà e senza arroganza. Abbiamo lavorato bene e forse qualcuno ha cambiato idea rispetto alle posizioni precedenti".  "E' possibile - aggiunge - cambiare idea, come è possibile cambiare qualcosa della riforma, nessuno dice che sia intoccabile. Ma rivendico che questa riforma ha un suo equilibrio e una sua valenza generale".

mercoledì 4 aprile 2012

Monti e Fornero al Quirinale con il ddl sul lavoro


ROMA -Il presidente del Consiglio Mario Monti ed il ministro del Welfare Elsa Fornero si sono recati al Quirinale dove faranno il punto con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano sul testo del ddl sulla riforma del lavoro. Se le indicazioni sulle modifiche alla riforma del lavoro, in particolare sull'articolo 18, "dovessero trovare conferma non può che ribadirsi che al paese serve una buona riforma e che, piuttosto che una cattiva riforma, è meglio non fare alcuna riforma". Così una nota congiunta di Abi, Alleanza Cooperative, Ania e Confindustria.

venerdì 30 marzo 2012

Il ministro Fornero: "Non dimentico gli esodati, non sono senza cuore". E nel 2013 tornerà a insegnare


Il ministro Elsa Fornero

ROMA - Abbiamo fatto una riforma delle pensioni seria e severa che ha portato cambiamenti importanti". Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, rivendica il proprio lavoro, e ammette che "si sono creati problemi, gli esodati sono uno dei problemi". "Me ne faccio carico - prosegue - non li ho dimenticati. Sono di più dei conti che abbiamo fatto ma troveremo una soluzione equa". Il ministro ha poi aggiunto che nel 2013 tornerà a insegnare all'università.
"Mi stupisco quando vengo descritta senza cuore, non lo sono", ha poi aggiunto. "L'idea che ci sia così tensione sociale, così disperazione fino ad arrivare a gesti estremi mi crea angoscia, l'idea che il governo e il ministro sia insensibile, non lo è. Anche se appariamo freddi e tecnici ci mettiamo sensibilità, spaccare il Paese è l'ultima cosa che vogliamo fare", ha sottolineato.

Per quanto riguarda il dialogo con i sindacati, il ministro ha spiegato: "Abbiamo portato avanti sempre un colloquio sincero. Non abbiamo mai dato una impostazione ideologica alla discussione. Non abbiamo mai messo l'articolo 18 sotto un faro ideologico". E poi: "Sarebbe stato molto importante per il Paese avere avuto un accordo con tutti. Sarebbe stato un grande risultato.Ma lo dico chiaramente: non ho mai fatto parte del 'partito' che pensava che con la Cgil fuori, la riforma avrebbe avuto una maggiore capacità di persuasione rispetto ai mercati. Che i mercati, cioè, si convincessero che la riforma era migliore se non c'è la Cgil. Non l'ho mai pensato e l'ho sempre detto a Susanna Camusso".

E sui licenziamenti, ha affermato: "La soluzione vincente sarebbe l'idea di scoraggiare il ricorso al giudice". "Dobbiamo partire dal presupposto che i lavoratori non sono tutti fannulloni e che gli imprenditori non sono solo sfruttatori. In Germania si va dal giudice per il 5% di casi di licenziamento, andare dal giudice è la parte di fisiologia e non di patologia".

martedì 20 marzo 2012

Mercato del lavoro, ultima chiamata giovedì Articolo 18, solo Cgil contraria

ROMA - Il prossimo incontro tra Governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro sarà giovedì 22 a palazzo Chigi. Lo ha detto al termine del lungo incontro di oggi il premier Monti. L'appuntamento sarà "conclusivo", si presenteranno i testi definitivi e si farà il verbale. Poi verrà varato un disegno di legge e la parola passerà al Parlamento
Più che alla ricerca di un accordo su un documento di tipo contrattuale, Mario Monti ha impostato la riunione con le parti sociali con l'obiettivo di verbalizzare le varie posizioni al tavolo, sia in accordo che in disaccordo, su cui poi basare la costruzione del testo che il governo porterà all'esame del Parlamento. Monti ha detto anche che sull'articolo 18 "c'è accordo di massima ": solo la Cgil è rimasta contraria. ''Il ministro Forneri ha presentato il quadro complessivo della riforma, sintetizzando tutti i suoi capitoli sui quali e' stato acquisito il consenso di massima delle parti'' e su cui ''il ministro, in dialogo ulteriore con le parti, lavorera' nei prossimi due giorni''. Cosi' ancora il premier Mario Monti al termine del tavolo sul mercato del lavoro.


A quanto si è appreso i licenziamenti economici, avrebbe detto il ministro Fornero durante la riunione, sono risarciti con un indennizzo da 15 a 27 mensilità. «Per i licenziamenti disciplinari il giudice decide o il reintegro, nei casi gravi, o una indennità con massimo 27 mensilità, tenendo conto dell'anzianità» avrebbe detto ancora il ministro. Mentre il reintegro sui licenziamenti discriminatori verrebbe esteso a tutte le imprese, comprese quelle con meno di 15 dipendenti, finora escluse dalle tutele dell'articolo 18. 
La riforma degli ammortizzatori sociali sarà a regime dal 2017 e il 2016 sarà ancora un anno di transizione, avrebbe detto ancora Elsa Fornero, smentendo dunque le ipotesi circolate su un anticipo dell'entrata a regime della riforma nel 2015. Per contrastare «la reiterazione dei contratti a tempo determinato, dopo 36 mesi scatta il tempo indeterminato».



venerdì 16 marzo 2012

Mercato del lavoro: la Camusso si mette di traverso, ma per il ministro Fornero "trovare un accordo è imprescindibile"


ROMA - La leader della Cgil Susanna Camusso frena sulla riforma del mercato del lavoro: per l'accordo c'e' ancora molta strada da fare e le proposte sull'art.18 fatte finora non vanno bene. Ma il ministro del Lavoro Elsa Fornero incalza: un'intesa e' imprescindibile, ed e' per il futuro dei giovani e del Paese. Emma Marcegaglia invece chiede al governo di rivedere la flessibilita' in entrata.
"Nel mercato del lavoro - dice il ministro durante il suo intervento a Bologna alla cerimonia per ricordare i 10 anni dalla morte di Marco Biagi - trovare un accordo e' un elemento importante ed imprescindibile che da un valore aggiunto di notevole importanza alla qualita' della riforma". La riforma "non e' fatta contro qualcuno ma per il Paese, per il suo futuro e per le giovani generazioni che sono il futuro come ben sapeva Marco Biagi". Fornero si e' detta "fiduciosa che questa riforma si fara' con il consenso".

domenica 26 febbraio 2012

Il ministro Fornero sui salari bassi: "Bisogna scardinare questa situazione"

ROMA - In Italia abbiamo "salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato. Bisogna scardinare questa situazione, soprattutto aumentando la produttività". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha commentato i dati di Eurostat secondo cui un lavoratore dipendente in media guadagna in Italia la metà che in Germania. 
Fornero è "fiduciosa" sulla possibilità di un'ampia intesa sulla riforma del mercato del lavoro e sull'articolo 18, ma mette in guardia le parti sociali: "Il tema va affrontato in maniera laica, senza levate di scudi". E alla vigilia dell'incontro di giovedì incontrerà il premier Mario Monti.

martedì 20 dicembre 2011

Manovra anticrisi: giovedì il sì del Senato

Il ministro Fornero e la leader Cgil Camusso
ROMA - La manovra 'salva-italia' (34,9 miliardi il valore 'lordo' al 2014) si avvia blindata ad una conversione in tempi record: partito l'iter nelle commissioni del Senato, il via libera è atteso per giovedì prossimo in Aula dove potrebbe svolgersi un nuovo voto di fiducia. Ormai scontato il testo contro il quale anche ieri i sindacati hanno protestato (il ministro del Welfare, Elsa Fornero, si dice "preoccupata" per questo), si guarda alla 'fase due', cioè alla crescita in attesa di conoscere il dato sul Pil dell'ultimo trimestre dell'anno che - dicono gli osservatori - sarebbe negativo, cioè l'inizio della recessione (-1,6% prevede Confindustria nel 2012). Tra le misure qualche 'sorpresa' o anticipo, oppure correzione della manovra, potrebbe comunque già arrivare con il decreto 'milleproroghe' che tradizionalmente riceve il via libera a fine anno. La reazione dei sindacati alla posizione del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sull'articolo 18 "preoccupa e rammarica". Commenta il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, "rammaricata" ma anche "dispiaciuta e sorpresa" per un linguaggio di "un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi": "la reazione" dei sindacati, afferma, "non la capisco, e mi preoccupa anche molto non sul piano personale, ma per le sue implicazioni per il Paese". 
Alle sue parole replica il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: "Mi dispiace che reagisca in questo modo: ad essere preoccupati siamo noi". Già in mattinata, Bonanni aveva sostenuto la contrarietà a mettere mano all'articolo 18: dopo la manovra, "discussa con nessuno", che ha già colpito lavoratori e pensionati, è la sua posizione, "si aizza la protesta su una materia che si sa problematica", "spinosa". I sindacati chiedono piuttosto di far pagare di più il lavoro precario.
Il segretario Cgil Camusso è tornata a difendere l'articolo 18 definendolo "una norma di civiltà". Questa norma, ha sottolineato, "dice che nessun datore di lavoro può licenziare qualcuno perché gli sta antipatico, perché non ha opinioni, perché è iscritto a un sindacato o fa politica. E' importante che rimanga perché è un deterrente". 

mercoledì 16 novembre 2011

Il "chi è" dei ministri di Mario Monti

Ecco il curriculum degli undici ministri con portafioglio del nuovo gabinetto di Mario Monti, che è anche ministro dell' Economia (AGI):




Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro degli Esteri

Attualmente ambasciatore a Washington, il 65enne diplomatico bergamasco vanta una lunga esperienza all'Onu, prima nella squadra di Francesco Paolo Fulci che svento' una riforma del Consiglio di sicurezza penalizzante per l'Italia, poi come rappresentante permanente al Palazzo di Vetro.

Terzi e' stato anche ambasciatore in Israele tra il 2002 e il 2004, quando curo' la storica visita del leader di An Gianfranco Fini, e direttore generale degli Affari politici.













Anna Maria Cancellieri, ministro dell’Interno
Sessantasette anni, romana, e' sposata e ha due figli. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche nella capitale, ha iniziato la sua carriera a Milano negli anni '70 come responsabile della comunicazione della prefettura prima di diventare sub-commissario al comune.
Prefetto in citta' come Vicenza, Bergamo, Catania (dove e' stata anche commissario del Teatro Bellini, fino a due anni fa) e Genova (dove gesti' con successo la difficile trattativa con i camalli, che minacciavano di bloccare il porto, consolidando la sua fama di esperta nel "problem solving"), e' in pensione dal 2009. E' stata nominata meno di due mesi fa commissario di Parma, dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali: dal 2010, per piu' di un anno, aveva ricoperto lo stesso ruolo a Bologna, "traghettando" il Comune dallo scandalo che travolse Delbono fino alle elezioni vinte da Virginio Merola. 



Paola Severino, ministro della giustizia
Per la prima volta nella storia della Repubblica una donna e' Guardasigilli.
Napoletana, avvocato penalista e consulente di societa', banche e associazioni di categoria, e' stata membro di commissioni ministeriali per la riforma della legislazione penale e processuale, ed e' vice Rettore della Luiss. Il nuovo Ministro vanta un lunghissimo curriculum come docente di diritto penale in Universita' pubbliche e private. Ha lavorato nello staff di Giovanni Maria Flick, ministro della Giustizia nel governo Prodi. Dal luglio del 1997 fino al luglio 2001 ha rivestito la carica di Vice Presidente del Consiglio della Magistratura Militare. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Marisa Bellisario dedicato al tema delle "Donne per una giustizia giusta". 


Giampaolo Di Paola, ministro della Difesa
Capo del Comitato militare della Nato ed ex capo di Stato maggiore della Difesa. Classe 1944, e' nato a Torre Annunziata ed e' entrato in Accademia navale nel 1963 dopo aver frequentato il Collegio Navale "Francesco Morosini"; e' prima comandante, poi capitano di vascello e infine, dopo oltre trent'anni di carriera nella Marina militare italiana, e' nominato Ammiraglio di squadra.
Capo del reparto politica militare dello Stato maggiore della Difesa dal 1994 al 1998, nel 1998 viene scelto come capo di gabinetto del ministro della Difesa, Carlo Scognamiglio, ed e' poi confermato dal successore Sergio Mattarella. Nominato segretario generale della Difesa il 26 marzo 2001, mantiene l'incarico fino al 10 marzo 2004, quando e' promosso a Capo di stato maggiore della Difesa.
Poi nel 2007 il Comitato Militare della Nato, composto dai capi di Stato maggiore dei ventisei Paesi dell'alleanza, lo ha eletto presidente del Comitato, incarico ricoperto fino al 2008. Nello stesso anno Di Paola lascia il comando dello Stato Maggiore della Difesa, sostituito dal generale di squadra aerea Vincenzo Camporini.

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico e trasporti
Classe 1954, e' uno dei piu' importanti banchieri italiani ma ha alle spalle anche esperienze nell'editoria e nell'industria. Si e' laureato alla Bocconi e ha conseguito un master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia.
  Inizia il suo percorso professionale nel 1980 in McKinsey dove rimane per 5 anni per poi andare alla Cir in qualita' di direttore generale fino al 1990. Passa poi al settore editoriale diventando amministratore delegato di Arnoldo Mondadori Editore e successivamente vice presidente e ceo del Gruppo Espresso-Repubblica. Nel 1992 lascia l'editoria per passare al Gruppo Olivetti dove e' chiamato in qualita' di co-ad. Nel '96 diventa amministratore delegato e ceo del Banco Ambrosiano Veneto che lascera' dopo aver portato a termine il consolidamento con Cariplo. Nel '98 il governo lo nomina alla guida di Poste Italiane dove rimarra' fino all'aprile 2002.
  A maggio dello stesso anno l'ingresso in Banca Intesa, la banca nata dall'integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto: diventa amministratore delegato e chief executive officer per poi assumere dal gennaio 2007 l'incarico di consigliere delegato e chief executive officer in Intesa SanPaolo, nata dalla fusione di Banca Intesa e Sanpaolo Imi. Il banchiere comasco non ha mai nascosto il suo interesse per la politica. Il suo nome per un incarico di governo era gia' circolato ai tempi del toto-nomine per sostituire Claudio Scajola allo Sviluppo economico. E voci di un suo possibile ingresso nel governo Berlusconi, al posto di Giulio Tremonti all'Economia, erano state fatte filtrare anche nei mesi scorsi.

Mario Catania, ministro dell’Agricoltura
Classe 1952, romano, una passione per la montagna è l'attuale capo dipartimento delle Politiche agricole e internazionali del Mipaaf . Laureato in giurisprudenza, un percorso professionale votato alla pubblica amministrazione, con una lunga esperienza a Bruxelles come esperto di agricoltura nella Rappresentanza Permanente Italiana. 
Appena ventiseienne entra nel Palazzo dell'Agricoltura a far parte della Direzione del personale e qui approda nel 1987 in quella che allora si chiamava la Direzione della tutela economica dei prodotto agricoli. Dopo un anno vince il concorso per dirigente a soli 36 anni, un indiscutibile primato vista la giovane eta'. Dirige vari settori tra cui quello del latte e della qualita' dei prodotti.







Corrado Climi, ministro dell’ambiente
52 anni, attuale direttore generale del dicastero e medico chirurgo specializzato in Medicina del Lavoro. E’ alla dirigenza del Ministero dal 1990 e oltre agli incarichi istituzionali sino ad oggi ricoperti, ha collaborato con diverse universita' italiane, l'Agenzia europea dell'Ambiente e l'Onu ed ha partecipato all'elaborazione del "Piano per la riduzione delle emissioni di gas serra". E' autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche. 







Elsa Fornero, ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità
Un'esperta di pensioni, allieva di Onorato Castellino. Una dama torinese, elegante ma non troppo convenzionale, misurata e con una volonta' di ferro. Docente di Economia all'Universita' di Torino, direttore del Cerp, il Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, uno dei maggiori centri studi sullo stato sociale in Italia e in Europa. Componente del Nucleo di Valutazione della spesa previdenziale del ministero del Lavoro, il suo campo d'azione, la previdenza, e' uno degli argomenti piu' caldi del momento. E' una strenua sostenitrice dell'estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori e la sua nomina viene letta come scelta 'rigorista' da parte del nuovo esecutivo.
Di previdenza Fornero si e' occupata anche per la Banca Mondiale, di cui e' stata consulente in Russia, Lettonia, Macedonia e Albania. Con la sua fermezza e' riuscita a scalare uno dei mondi più maschilisti, quello del credito. Il suo rigore intellettuale, accompagnato a uno spirito pratico, l'ha portata a diventare vice presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo. Editorialista de 'Il Sole 24 Ore' e collaboratrice de 'Lavoce.info', il suo campo di studio abbraccia anche il risparmio delle famiglie e le assicurazioni sulla vita.

 
Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
E’ presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), gia' rettore del Politecnico di Torino.
Con un curriculum scientifico e accademico degno di un Nobel, l'ingegnere 58enne torinese e' di simpatie politiche opposte a quelle dell'ex ministro Mariastella Gelmini che lo ha indicato al Cnr, e ha partecipato, sia pure per pochi istanti, alle primarie del Pd per la candidatura del successore di Chiamparino a Torino, prima della discesa in campo di Fassino.
Nel suo ultimo incarico, Profumo ha impegnato tutte le sue doti tecniche e, le esperienze internazionali per riportare il Cnr alla sua naturale posizione di leadership della ricerca italiana.
  Attualmente e' presidente di Columbus, del Forum Torino e del Panel 09 del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) del Miur. Gia' membro del Consiglio di amministrazione di Reply, Fidia S.p.A., Unicredit Private Bank, il 12 aprile 2011 e' stato nominato membro del Consiglio di amministrazione di Telecom Italia.

Lorenzo Ornaghi, ministro dei Beni Culturali
Classe 1948, laureato in Scienze Politiche alla Cattolica di Milano nel 1982 sotto la direzione del maestro e mentore Gianfranco Miglio, da quasi dieci anni, per l'esattezza dal primo novembre 2002, Rettore dell'universita' Cattolica del Sacro Cuore.
Nell'Ateneo cattolico Ornaghi ha percorso le tappe principali della carriera accademica.
  Ricercatore dal 1980 al 1987, diventa professore associato a partire dall'anno accademico 1987/88, quando viene chiamato dall'Universita' di Teramo (dove dal 1987 al 1990 ha insegnato Scienza della politica e Psicologia politica e comportamenti di massa alla facolta' di Scienze politiche). Dall'anno accademico 1990/91 torna a tempo pieno all'Ateneo di largo Gemelli, diventando titolare della cattedra di Scienza politica nella facolta' di Scienze politiche, a partire dal 1994 in qualita' di professore di prima fascia.
Autore di numerosi volumi e saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali, si e' occupato in modo particolare dello Stato e delle sue trasformazioni, di rappresentanza e organizzazione degli interessi, di linguaggio politico.

Renato Balduzzi, ministro della Salute
Giurista, esperto di diritto costituzionale, promotore di movimenti e riviste di area cattolico-sociale, da 4 anni presidente dell'Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Renato Balduzzi, classe 1955, nominato ministro della Salute, e' gia' stato al ministero in qualita' di esperto giuridico del ministro tra il 1996 e il 2000, voluto dall'allora ministro Rosi Bindi, che seguira' poi tra il 2006 e il 2008 sempre come consulente al ministero della Famiglia. Laureato nel 1979, e' stato per anni ordinario di diritto costituzionale all'Universita' del Piemonte Orientale.
Da quest'anno e' ordinario nella facolta' di Giurisprudenza dell'universita' Cattolica di Milano. E' stato consigliere giuridico dei Ministri della difesa (1989-1992), della sanita' (1996-2000) e delle politiche per la famiglia (2006-2008), dove collaboro' alla stesura del ddl sui cosiddetti 'Dico', per il riconoscimento di alcuni diritti delle persone conviventi. Ha ricoperto l'incarico di Capo dell'ufficio legislativo del Ministero della sanita' dal 1997 al 1999, presiedendo la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria.
Dal 2009 e' presidente del Nucleo di valutazione dell'Azienda ospedaliero-universitaria "Maggiore della Carita'" di Novara e, dal 2006, del Comitato di Indirizzo dell'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. E' presidente, dal febbraio 2007, dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). E' componente del Comitato scientifico delle riviste "Quaderni regionali", "Amministrazione in cammino", Politiche sanitarie","Dialoghi" e "Studium". Dal 2002 al 2009 e' stato presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC, gia' Movimento Laureati di Azione Cattolica).

Ed ecco i ministri senza portafoglio (Tgcom):

Andrea Riccardi, ministro della cooperazione internazionale e integrazione

Al ministero della Cooperazione Internazionale e Integrazione approda forte del suo impegno per la pace e per la cooperazione con la Comunità di Sant'Egidio, che fondò nel 1968, Riccardi, nato a Roma il 16 gennaio del 1950, è ordinario di Storia contemporanea all'Università degli Studi Roma Tre, noto come studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea.

Al di là del suo impegno accademico, Riccardi è conosciuto come fondatore della Comunità di Sant'Egidio: il 7 febbraio del 1968, ancora studente, Riccardi si riunì per la prima volta con un gruppo di liceali, nell'Oratorio della Chiesa Nuova, il santuario di san Filippo Neri. Da quel primo incontro nascerà appunto la Comunità di Sant'Egidio che nel settembre 1973 stabilì il proprio centro in Piazza Sant'Egidio, a Roma, in un ex convento di monache carmelitane.

Con la Comunità Riccardi ha concretizzato un forte impegno per la pace che lo ha visto nel ruolo di mediatore in diversi conflitti e ha contribuito al raggiungimento della pace in alcuni Paesi, tra cui il Mozambico, il Guatemala, la Costa d'Avorio. La rivista "Time" nel 2003 lo ha inserito nell'elenco dei trentasei 'eroi moderni' d'Europa, coloro che si sono distinti per il proprio coraggio professionale e impegno umanitario. Professore ordinario dal 1981, ha insegnato all'Università di Bari e alla Sapienza di Roma. Studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea ma anche del fenomeno religioso nel suo complesso.

Tra le numerose onorificenze conferitegli in qualità di fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e per l'intenso impegno per la pace, figurano il Premio Mondiale Metodista per la pace (1997), il Premio Niwano per la pace dalla Niwano Peace Foundation (1999), il Premio per la pace dell'Unesco Felix Houphuet-Boigny (1999), la Legion d'Honneur della Repubblica francese (2002), il Premio Balzan per la Pace e la fratellanza tra i popoli (2004) e nel 2006 il Premio Nazionale Cultura della Pace.

Il 21 maggio 2009 ha ricevuto ad Aquisgrana insieme alla Comunità di Sant'Egidio il prestigioso Premio Carlo Magno, assegnato nel dicembre 2008. E' stato insignito nel 2011 del XV Premio Internazionale Vittorino Colombo, dalla Fondazione Vittorino Colombo e dal Comune di Albiate

Piero Giarda, ministro ai rapporti con il Parlamento
Laureato in economia e commercio nell'Università Cattolica di Milano nel 1962, il neoministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, ha studiato nelle Università di Princeton e Harvard nel periodo 1965-69. E' responsabile del Laboratorio di Analisi Monetaria dell'Università Cattolica. Componente del Comitato direttivo della scuola per il dottarato in Economia e finanza delle amminsitrazioni pubbliche.
Ha svolto attività di consulenza alla Presidenza del Consiglio e al Ministero delle Finanze. E' stato Presidente della Commissione Tecnica per la Spesa pubblica presso il Ministero del Tesoro dal 1986 al 1995. E' stato Sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro dal 1995 al 2001. Libero docente di Scienza delle finanze e diritto finanziario nel 1970.

Ha insegnato all'Università Cattolica dal 1968 fino al 1976 in qualita' di professore incaricato; dal 1976 al 2001 in qualità di professore ordinario di Scienza delle finanze. Ha insegnato anche alla Università degli Studi della Calabria dal 1972 al 1975 e all'Universita' di Harvard nel 1970.

Vice-Presidente della Fondazione Milano per la Scala Presidente della Fondazione Internazionale Monte Rosa Componente del Consiglio di amministrazione del Teatro dell'Opera di Roma, Collaboratore de "La Voce", socio di "ASTRID" e dell'Aspen Institute. Responsabile del progetto di ricerce tra Regione Lombardia e Università Cattolica su: "il federalismo fiscale"..

Piero Gnudi, ministro del turismpo e dello sport

E' un cursus honorum tutto legato al mondo dell'economia e della finanza quello di Piero Gnudi, neoministro del Turismo e dello Sport del Governo Monti. Con una carriera decisamente di rilievo, segnata da incarichi di massima responsabilità in alcune delle società più importanti del nostro Paese, Gnudi, laureato in economia e commercio nel 1962 presso l'Università di Bologna, ha rivestito numerose cariche all'interno di consigli di amministrazione e di collegi sindacali di società come Stet, Eni, Enichem e Credito Italiano.

Tra il '95 e il '96 è stato consigliere economico del ministro dell'Industria; dal 1994 ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'Iri, con l'incarico dal 1997 al 1999 di sovrintendere alle privatizzazioni, e - dal 1999 al 2000 - nel ruolo di presidente e amministratore delegato; sempre presso l'Iri ha quindi svolto (dal 2000 al 2002) le funzioni di presidente del comitato dei liquidatori.


Membro del direttivo di Confindustria, della giunta direttiva di Assonime, del comitato di indirizzo strategico per lo sviluppo della Piazza Finanziaria Italiana, del comitato esecutivo dell'Aspen Institute, del comitato per la corporate governance delle società quotate, presidente onorario dell'Osservatorio Mediterraneo dell'Energia, ha ricoperto anche l'incarico di presidente del consiglio di amministrazione di Emittenti Titoli, nonché di consigliere di amministrazione di Unicredit, di Astaldi e de "Il Sole 24 Ore". E' stato infine presidente del consiglio di amministrazione dell'Enel e nel cda di Unicredit. 

Enzo Moavero Milanesi, ministro agli Affari Europei
Il neoministro agli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, è giudice presso la Corte europea di Giustizia di Lussemburgo. Avvocato, 57 anni, specializzato in antitrust, è stato fino al 2006 direttore generale del "Bureau of European Policy Advisors" della Commissione europea.
Vice segretario generale dell'esecutivo Ue dal 2002 al 2005, era stato in precedenza direttore del Servizio Antitrust (2000-2001), e capo di gabinetto dell'allora commissario Ue alla Concorrenza Mario Monti (1999-2000) e con lo stesso incarico aveva affiancato il neo premier anche quando era alla guida del Mercato Interno (1995-1999).
Dopo la laurea in legge alla Sapienza nel 1977, e un tirocinio in uno studio legale di diritto internazionale, Moavero nel 1982 si è specializzatosi al noto College of Europe di Bruges. Un anno dopo, ecco un altro titolo di specializzazione in diritto internazionale presso la University of Texas, a Dallas. Fra 1992 e 1994 rientra spesso a Roma come consigliere dei governi Amato e Ciampi

Fabrizio Barca, ministro alla coesione territoriale

 Incarico a sorpresa per Fabrizio Barca, nominato da Mario Monti a ricoprire il ruolo di ministro al dicastero della Coesione territoriale. Laurea in Scienze statistiche e demografiche (indirizzo economico) all'Università di Roma; master of Philosophy in Economia all'Universita' di Cambridge e visiting professor presso le Universita' Mit e Stanford, Barca vanta un curriculum di studi internazionale.

Ha insegnato nelle Universita' di Siena, Bocconi, Roma 'Tor Vergata', Modena, Urbino. E' capo del dipartimento delle Politiche di Sviluppo del ministero dell'Economia e delle Finanze. Il neoministro puo' vantare anche una conoscenza specifica, rispetto all'incarico che andra' a ricoprire. Infatti a partire dal 1998 ha contribuito, al ministero del Tesoro, agli studi sullo sviluppo economico italiano e alla rifondazione delle politiche territoriali di sviluppo, studi che prima aveva condotto presso la Banca d'Italia come direttore di Area.


La sua esperienza sul territorio e' proseguita anche in seguito, quando nel 1999 e' stato nominato presidente del comitato per le Politiche territoriali dell' Ocse. Barca ha inoltre scritto numerosi saggi e volumi sull'impresa, sul governo societario, sul capitalismo italiano.
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