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sabato 28 marzo 2015

FIOM in piazza a Roma. Landini: abbiamo più consensi del governo

Landini arriva alla manifestazione
ROMA, 28 marzo - La Fiom in piazza contro il Jobs Act per combattere la precarietà e contro "l'attacco ai diritti". "Pensiamo di avere più consenso di quello che ha il governo": ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini, arrivando in piazza per la manifestazione organizzata dal sindacato.
Al corteo è arrivata anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Ha raggiunto la testa del corteo ed ha salutato con una stretta di mano il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, Landini. 
"Non siamo in piazza per difendere cose che non ci sono più, anche perché ci hanno tolto tutto - ha aggiunto -. E Renzi stia tranquillo, non siamo qui contro di lui, ma abbiamo l'ambizione di proporre idee per il futuro dell'Italia".
"Unire il lavoro: questa è la nostra proposta. Non è un percorso facile ma intendiamo andare avanti, sia per riformare il sindacato sia per ridare voce" a tutti i lavoratori, ha detto ancora Landini. 
"Ci sono persone che non sono rappresentate ma ora inizia una nuova fase, una nuova primavera, nei prossimi giorni metteremo in campo azioni concrete anche nei luoghi di lavoro", ha spiegato il segretario Fiom-Cgil.
"Se uno dice è anche una manifestazione politica, assolutamente sì, fatta dal sindacato": così, Maurizio Landini, risponde al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dicendo che "in Italia tutti fanno politica, compresa Confindustria", ma anche il sindacato "così è da 100 anni, non esisterebbe la Cgil se non fosse anche soggetto politico".
"In questa piazza ci sono i lavoratori metalmeccanici iscritti alla Cgil, che giustamente sono in lotta perché la legge delega sul lavoro riduce i diritti e perché vogliono rinnovare il contratto di lavoro". Così il leader Cgil, Susanna Camusso, replica al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha parlato di manifestazione politica.

sabato 14 marzo 2015

LANDINI pone le fondamenta alla sua "coalizione sociale"


ROMA, 14 marzo. - "Sono abituato a una discussione di merito più che di decibel". Il leader della Fiom, Maurizio Landini, al termine della riunione con le associazioni, risponde così', senza citarlo apertamente, a Roberto Speranza (Pd) che lo aveva definito un rappresentante della sinistra massimalista che urla in televisione.
  "Bisogna avere rispetto delle proposte che si fanno", ha aggiunto Landini, ricordando che "in Parlamento parte del Pd ha votato per la coalizione dello statuto dei lavoratori". "Non urlando, quindi", ha concluso Landini, "si possono fare cose peggiori".
All'incontro sono stati invitati diversi associazioni e movimenti di sinistra. Landini in vista della manifestazione del 28 marzo ha sottolineato. "Quello di oggi e' stato un importante avvio di discussione che ha visto una presenza molto piu' ampia di quello che pensavamo; si conferma la disponibilita' di tutti a realizzare una coalizione sociale nel quadro dei principi della Costituzione". "L'elemento di novità è che questa azione mette al centro come si realizzano i diritti dei cittadini, a partire dal diritto al lavoro", ha spiegato il leader della Fiom.
 
"La politica non e' proprieta' privata" aveva scritto in grassetto nella lettera inviata ad associazioni, reti, movimenti e personalita' per fondare una "coalizione sociale".
  La minoranza del Pd attacca Landini perche' "la soluzione a questo sistema politico non può essere una nuova sinistra antagonista che nasce dalle urla televisive di Landini, ma la soluzione e' avere piu' sinistra nel Pd e nella nostra azione di governo" aveva risposto il capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza, nel corso del suo intervento di apertura al convegno a Bologna di Area Riformista 'La sfida dei riformisti nel Pd'. "La parola scissione non esiste non fa parte del vocabolario del Pd". Speranza ha invitato a cercare una soluzione all'interno del partito, perché, ha concluso "fuori ci sono Grillo, Salvini, Berlusconi: un quadro inquietante".

domenica 22 febbraio 2015

RENZI: non credo che Landini abbandoni il sindacato. E' il sindacato che lo abbandona


ROMA, 22 febbraio - "Non credo che Landini abbandoni il sindacato, è il sindacato che ha abbandonato Landini. Il progetto Marchionne sta partendo, la Fiat sta tornando, meno male, a fare le macchine. La sconfitta sindacale pone Landini" nel bisogno di cambiare pagina il suo impegno in politica è scontato. Lo afferma il premier Matteo Renzi a 'In mezz'ora'.
"Sulla partita tra chi diceva che la Fiat è finita e chi diceva diamo fiducia a Marchionne, il dato è che la Fiat sta tornando ad assumere". Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi a 'In mezz'ora' sottolineando la "sconfitta sindacale" di Maurizio Landini rispetto alla Fiat.
"L'Italia ha un servizio di intelligence che non è come la Cia ma in Libia siamo i numeri uno. Voglio dare segnale di tranquillità all'Italia" ha poi detto Matteo Renzi, aggiungendo: "Conosciamo come stanno le cose e siamo in grado di intervenire" nel Paese. E sull'Isis spiega: "Il tema è molto delicato e serio. Ma no alla esagerazione. Non siamo sotto attacco ma non possiamo sottovalutare niente. Occorre buon senso e fermezza. Dobbiamo avere la capacità di spiegare nel merito quello che accade veramente", aggiunge il segretario del Pd. 
Tornando alla Libia, il premier lancia un appello al mondo: "Quanto accade in Libia è per la mancanza di attenzione della comunità internazionale. Vogliamo una pressione maggiore non solo dei Paesi dell'area ma voglio portare l'interesse di tutta comunità internazionale. La Libia è prioritaria". 
Tra i fattori da considerare c'è, inevitabilmente, quello dell'immigrazione clandestina. "Il petrolio in Libia in questo momento non è oggetto della nostra attenzione. Ma se un Paese nel Mediterraneo non è governato, da lì parte l'esodo dei barconi. E' successo con la Tunisia", continua Renzi aggiungendo: "Non arriverà mezzo milione di persone dalla Libia perché interverremo prima in modo diverso. E' già accaduto uno sbarco pazzesco di persone: 170mila. Un livello enorme, che ha battuto tutti i record. Non è accettabile. Abbiamo detto all'Europa non deve fare lo struzzo con la testa sotto la sabbia. E' un valore che un bambino sia salvato dalle acque: a chi dice lasciamoli affogare rispondo che non mi dimetterò mai dalla dimensione di uomo". 
Poi avverte: "Se salta il Mediterraneo è un problema per l'Europa e per tutti. La comunità internazionale non può preoccuparsi solo di Siria e Ucraina".
A proposito della crisi ucraina, Renzi si rivolge a Putin: "Putin è responsabile di aver violato l'integrità dell'Ucraina. Io sto provando a far passere un messaggio: se la Russia torna al tavolo della comunità internazionale saremmo tutti più tranquilli ma per andare al tavolo è chiaro che Putin deve uscire dall'Ucraina". 
Il primo ministro incontrerà presto proprio Putin: "Il mio viaggio è fissato per l'inizio di marzo. E' un tentativo, l'importante è far passare il messaggio che nella partita della Libia l'Onu deve giocare un ruolo e siccome la Russia è membro permanente... L'altra volta l'intervento fu molto improvvisato e ora si pagano le conseguenze. Fu giusto cacciare Gheddafi, ma è in corso una battaglia sul futuro del nostro mondo", conclude ricordando che "Al Sisi è baluardo nel Mediterraneo".

sabato 22 novembre 2014

RENZI: siamo di sinistra, non ho bisogno dell’esame del sangue da parte dei sindacati

ROMA -  "Ho sempre rivendicato l' appartenenza del Partito democratico alla sinistra. Per questo ho spinto al massimo perché il Pd fosse collocato in Europa dentro la famiglia socialista. Nei comportamenti concreti, nelle scelte strategiche, il Pd sa da che parte stare. Dalla parte dei più deboli, dalla parte della speranza e della fiducia in un futuro che va costruito insieme". Lo scrive il premier Matteo Renzi in una lettera a Repubblica in risposta all'editoriale 'Parole sbagliate', sull'attacco del presidente del Consiglio ai sindacati, pubblicato ieri dallo stesso quotidiano.
''So che Repubblica non vuole farci un esame del sangue, come invece pretenderebbe qualcuno anche dalle parti del sindacato'', scrive Renzi. ''Ho un profondo rispetto per il lavoro e per i lavoratori che il sindacato rappresenta. Penso che altrettanto rispetto sia da chiedere anche nei confronti di un governo che sta cambiando il mondo del lavoro per evitare che alibi e tabù tengano fuori dal mercato milioni di lavoratori solo perché non hanno contratto o sono precari. Se entriamo nel merito del Jobs Act vediamo che non c'è riforma più di sinistra''.
Sul patto del Nazareno, ''il Pd ha chiara la differenza tra maggioranza e opposizione così come ha chiaro che le regole del gioco si prova a cambiarle assieme per poi tornare a dividersi su tutto il resto'', osserva il premier.
''Quella del Pd è una sfida plurale, non la tigna di un individuo. Ed è per questo, però, che non possiamo permetterci di restare fermi a un passato glorioso, ma rivitalizzarlo ogni giorno cambiando, trovando soluzioni concrete ed efficaci a problemi che si trasformano e che riguardano da vicino la vita delle persone'', evidenzia Renzi. ''Per noi la sinistra è storia e valori, è Berlinguer e Mandela, Dossetti e Langer, La Pira e Kennedy, Calamandrei e Gandhi. Ma è soprattutto un futuro su cui lavorare insieme per risolvere i problemi delle persone''.

Landini: 'Ho detto una cavolata ma il governo sbaglia'
   

''I toni duri di questi giorni sono figli della incomunicabilità. Un governo che rimane indifferente di fronte alle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che protestano nelle piazze, che si rifiuta di discutere con i sindacati sulle leggi che riguardano il lavoro, che non si confronta in Parlamento e modifica leggi fondamentali come lo Statuto dei lavoratori a colpi di fiducia, non può attendersi che nelle fabbriche e negli uffici si alzino cori di consenso''. Lo afferma il leader della Fiom Maurizio Landini in un' intervista a Repubblica in cui ammette: la frase 'Renzi non ha il consenso delle persone oneste', pronunciata ieri, ''è stata una cavolata. Anche perché non riflette quel che penso. Non ho mai pensato che solo chi è con noi è onesto''. ''Non volevo certo offendere coloro che sostengono le politiche di questo governo. Poi, può far comodo utilizzare la mia frase per nascondere il messaggio di protesta che arriva dai luoghi di lavoro e dai pecari'', dice Landini. ''È una strategia ma non serve a risolvere il problema. È un altro modo per nascondere la cenere sotto il tappeto''. ''Abbiamo un governo - sottolinea - che divide il Paese, che cerca di mettere precari contro lavoratori dipendenti, cittadini contro sindacati, che divide addirittura gli imprenditori tra di loro''.

venerdì 21 novembre 2014

RENZI: liberato il sistema italiano. Landini: il governo non ha il consenso delle persone oneste


ROMA - "L'articolo 18 prima rappresentava un ostacolo, ora non lo è piu'", la riforma del lavoro ora "dovrebbe stimolare gli investimenti" in Italia. Lo dice il premier Matteo Renzi parlando all'assemblea generale Copres, organizzata da Business Europe e Confindustria. "Dobbiamo cambiare il nostro mercato del lavoro. Ci sarà un decreto attuativo. L'ultimo voto dovrebbe essere il 9 dicembre", dice il premier. "Abbiamo trasmesso il messaggio di una riduzione dell'onere fiscale che grava sul lavoro. L'idea e' un po' di provocarvi - ha detto Renzi parlando all'assemblea -.
“Abbiamo liberato il sistema tradizionale italiano", riformando l'articolo 18. "Noi rispettiamo il 3%", non e' una cosa positiva per l'economia italiana ma questo è un messsaggio di credibilità verso i miei colleghi europei", ha detto il premier. "Io rispetto i vincoli di Maastricht, ma il mondo e' cambiato, dobbiamo pensare ad un nuovo paradigma. Questa è la discussione per il 2015", dice il premier. "E' necessario cambiare l'Unione europea ma prima dobbiamo cambiare noi stessi. Dobbiamo dare un messaggio di cambiamento radicale". Con la nuova legge elettorale "c'è una chiara designazione del vincitore", così chi ottiene il successo alle elezioni "potrà realizzare il suo programma".
  Il presidente del Consiglio ha detto chiaramente di voler "evitare le coalizioni. ... Io posso anche perdere alle elezioni ma con un messaggio chiaro", ha aggiunto. "In Europa se c'è un accordo tra i partiti tutto è chiaro, in Italia non è così'", ha spiegato il presidente del Consiglio.  Renzi ha parlato anche delle riforme costituzionali: "Abbiamo 139 articoli nella nostra Costituzione, ne abbiamo cambiati 42: e' un vero cambiamento, una rivoluzione perché è anche un cambiamento nel ruolo tra potere centrale e locale".
Il jobs act - ha spiegato il presidente del Consiglio - "sarà votato a dicembre" mentre "i decreti attuativi ci saranno a gennaio". "L'idea - ha detto il presidente del Consiglio rivolgendosi agli industriali europei - è quella di provocare i vostri colleghi. Abbiamo tagliato l'articolo 18 che è il simbolo della tradizione nel nostro Paese. Diamo la possibilità di ridurre le tasse, se le persone decidono di investire nel nostro Paese", ha aggiunto. "Noi sosteniamo Juncker solo dopo la sua decisione di fornire un messaggio di cambiamento con il suo piano di investimenti", ha concluso il premier.
E se il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ringraziA Renzi "per gli sforzi fatti" in questi mesi, a Napoli sono in 20mila a sfilare con il leader della Fiom Maurizio Landini nella manifestazione coincidente con lo sciopero di 8 ore dei metalmeccanici contro il Jobs act.


L'esecutivo "non ha il consenso delle persone oneste, dei lavoratori e di chi cerca un lavoro", ha detto Maurizio Landini.

"Non si decide dalla sera al mattino. Uno da solo non decide. Lo fa solo per i poteri forti", ha aggiunto. "La Fiom non ha mai avuto pregiudiziali - ribadisce - quando Renzi si e' presentato e ha detto 'cambiamo il paese', noi abbiamo detto 'siamo pronti, cambiamolo assieme'. Per gli ottanta euro abbiamo detto 'spendili, dalli a tutti'. Quando ha tassato le rendite finanziarie, abbiamo detto 'bene, vai avanti, fai la patrimoniale'. Poi non so cosa sia successo tra luglio e agosto, ma lui ha fatto altre scelte: non stare con quelli che lavorano ma stare con Confindustria. Noi diciamo che su quel terreno non siamo d'accordo". A suo avviso il giudizio su un governo è "per quello che fanno, non per dicono", e "oggi" quello che fa l'Esecutivo "non è utile nè giusto". E il premier Matteo Renzi "dovrebbe avere umiltà, riconoscere che oggi il consenso tra i giovani e quelli che cercano lavoro non c'è". Se vuole cambiare paese, conclude Landini, "lo deve fare con noi e non contro di noi. Quello che mi interessa è che cambino le cose".

domenica 2 novembre 2014

LANDINi: Renzi contro il lavoro non va da nessuna parte


ROMA - "L'unico modo per far cambiare l'idea al Governo è di convincerlo che noi abbiamo la maggioranza dei consensi. Bisogna convincere Renzi che contro il lavoro non va da nessuna parte". Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini a In Mezz'Ora di Lucia Annunziata su Rai Tre. "Oggi non voglio impegnarmi in politica, voglio rappresentare i lavoratori", ha aggiunto Landini. Landini è indicato come principale candidato a guidare una forza politica che riunisse dall'estrema sinistra fino a Sel e alla minoranza che decidesse di lasciare il Pd.

mercoledì 29 ottobre 2014

ROMA, scontri e feriti tra polizia e operai delle acciaierie di Terni, picchiato anche Landini

Un operaio ferito negli scontri
ROMA - Momenti di tensione davanti all'Ambasciata tedesca a Roma tra la polizia e le centinaia di operai dell'Acciaieria di Terni (Ast) giunti nella Capitale per manifestare contro il piano industriale della ThyssenKrupp. Gli operai hanno denunciato di essere stati caricati e manganellati "perché non volevano farci arrivare al ministero dell'Economia". "Due operai sono stati soccorsi per ferite alla testa", hanno spiegato dalla Fiom.
"Hanno caricato i lavoratori, tre sono in ospedale", ha raccontato il segretario generale Fiom, Maurizio Landini, che era presente agli scontri che sono avvenuti intorno a piazza Indipendenza a Roma. "Vogliamo chiedere un incontro al governo e alla polizia perché non si picchia così", ha aggiunto. 

Landini: "Picchiati senza motivo, anch'io ho preso botte" - "Appena siamo partiti in corteo - ha spiegato - stiamo stati caricati senza alcuna motivazione. Anch'io ho preso le botte dai poliziotti. Alcuni dei nostri sono finiti in ospedale, non finisce qui". E' stato ferito anche Gianni Venturi, coordinatore nazionale Fiom e Alessandro Unia del Rsu Fim Cisl.

Angeletti: "Carica grave e inaccettabile" - "E' successo un fatto grave e inaccettabile: i lavoratori della Ast di Terni che hanno manifestato davanti al consolato tedesco, in Piazza Indipendenza, sono stati, improvvisamente e senza motivo, caricati dalla polizia". E' quanto scrive il leader della Uil, Luigi Angeletti, in una nota. "E' questa la cifra della politica di attacco ai sindacati? In piazza c'erano solo lavoratori e non sindacalisti. Le forze dell'ordine non devono alimentare il disordine. Il governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio".


Camusso: governo dia risposte, non picchi lavoratori - La Cgil chiede al governo di dare risposte e stigmatizza le cariche della polizia ai lavoratori dell'Ast. "Ci sono persone che rischiano il posto di lavoro - ha detto il leader Cgil Susanna Camusso - che sono state picchiate dalla polizia. Si parli di questo e non delle sciocchezze", ha aggiunto.

mercoledì 8 ottobre 2014

PALAZZO CHIGI, “la fiducia riguarda l’art.18”. Landini: pronti a occupare le fabbriche


Il corteo con Landini a Milano
MILANO - Il voto di oggi sulla fiducia al Jobs Act riguarda evidentemente l'articolo 18. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi, contrariamente a quanto riportato da notizie di stampa. La delega, osservano, attribuisce al Governo il dovere di superare l'attuale sistema e il presidente del Consiglio ha indicato con chiarezza la direzione. E’ intanto in corso la riunione del ministri del Lavoro Ue per il Semestre italiano di presidenza europea e della riunione dei capi di Stato.  "Siamo pronti ad occupare le fabbriche": lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, alla partenza del corteo contro il vertice Ue sul lavoro a Milano. Alla manifestazione partecipano sigle sindacali, lavoratori e centri sociali. "La precarietà non si combatte rendendo più facile il licenziamento ma con il tempo indeterminato e garantendo i diritti a tutti", ha aggiunto Landini. "Siamo pronti ad occupare le fabbriche perché ci chiedono di abbassare i salari. Se Renzi pensa di fare il figo dandoci ottanta euro e se pensa che noi siamo i coglioni che accettano di firmare la riduzione, si sbaglia di grosso".
Al corteo, insieme alle sigle sindacali e ai lavoratori ci sono anche gli studenti e i militanti di alcuni centri sociali. In testa al corteo, dietro allo striscione della Fiom, Maurizio Landini. Che ha definito la manifestazione "la prima mobilitazione della stagione a cui ne seguiranno altre"
Attimi di tensione al corteo. Un gruppo di manifestanti, tra cui i centri sociali e Usb, si è staccato dal corteo principale per iniziare una marcia indipendente. Alla partenza, in via Traiano, ci sono stati alcuni secondi di contatto con le forze dell'ordine che tentavano di bloccare il fronte. Qualche spinta ed è iniziato il contro corteo.