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sabato 28 marzo 2015

FIOM in piazza a Roma. Landini: abbiamo più consensi del governo

Landini arriva alla manifestazione
ROMA, 28 marzo - La Fiom in piazza contro il Jobs Act per combattere la precarietà e contro "l'attacco ai diritti". "Pensiamo di avere più consenso di quello che ha il governo": ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini, arrivando in piazza per la manifestazione organizzata dal sindacato.
Al corteo è arrivata anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Ha raggiunto la testa del corteo ed ha salutato con una stretta di mano il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, Landini. 
"Non siamo in piazza per difendere cose che non ci sono più, anche perché ci hanno tolto tutto - ha aggiunto -. E Renzi stia tranquillo, non siamo qui contro di lui, ma abbiamo l'ambizione di proporre idee per il futuro dell'Italia".
"Unire il lavoro: questa è la nostra proposta. Non è un percorso facile ma intendiamo andare avanti, sia per riformare il sindacato sia per ridare voce" a tutti i lavoratori, ha detto ancora Landini. 
"Ci sono persone che non sono rappresentate ma ora inizia una nuova fase, una nuova primavera, nei prossimi giorni metteremo in campo azioni concrete anche nei luoghi di lavoro", ha spiegato il segretario Fiom-Cgil.
"Se uno dice è anche una manifestazione politica, assolutamente sì, fatta dal sindacato": così, Maurizio Landini, risponde al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dicendo che "in Italia tutti fanno politica, compresa Confindustria", ma anche il sindacato "così è da 100 anni, non esisterebbe la Cgil se non fosse anche soggetto politico".
"In questa piazza ci sono i lavoratori metalmeccanici iscritti alla Cgil, che giustamente sono in lotta perché la legge delega sul lavoro riduce i diritti e perché vogliono rinnovare il contratto di lavoro". Così il leader Cgil, Susanna Camusso, replica al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha parlato di manifestazione politica.

lunedì 3 novembre 2014

BRESCIA, tensione e contestazioni all’arrivo di Renzi

BRESCIA - L'accoglienza dei centri sociali a Renzi
BRESCIA - Tensione al corteo dei centri sociali a Brescia per l'arrivo di Renzi. Un gruppo di manifestanti ha deviato il percorso tentando di avvicinarsi il più possibile alla Palazzoli, l'azienda che ospita l'assemblea degli industriali dove è presente anche il premier Matteo Renzi. Un gruppo di manifestanti ha provato a sfondare il cordone di polizia e gli agenti hanno respinto i manifestanti.
C'è stato anche un lancio di uova e fumogeni dal corteo del centro sociale "Magazzino 47" e un tentativo di circumnavigare la palazzina. Dal corteo è partito anche il lancio di anche qualche pietra verso gli agenti, che, hanno continuato, anche a colpi di manganelli, ad impedire al corteo di avvicinarsi alla Palazzoli. Mentre il premier faceva il suo ingresso alla Palazzoli, a distanza si sentivano fischi e contestazioni dei lavoratori che protestano contro il Jobs Act.
"Renzi non hai mai lavorato giù le mani dal sindacato": è questo il testo di uno degli striscioni esposti dalla Fiom contro Renzi fuori dall'azienda di Brescia.
"Si è aperta un'opportunità pazzesca, non coglierla sarebbe un errore gravissimo". Così Matteo Renzi poi all'assemblea degli imprenditori. "Se facciamo ciò che siamo in grado, l'Italia dei prossimi anni sarà locomotiva in Europa. Ma bisogna aver coraggio di dire che è finito il tempo dei si farà: ora o mai più. Ecco il senso dell'urgenza che muove me e il mio governo".

''Lei si è assunto il pesante fardello di far uscire l'Italia dalle secche di regole e culture sorpassate che sappiamo ci condurrebbero a un lento ma inarrestabile declino''. Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, si rivolge al presidente del Consiglio Renzi durante l'assemblea degli industriali di Brescia.

mercoledì 29 ottobre 2014

ROMA, scontri e feriti tra polizia e operai delle acciaierie di Terni, picchiato anche Landini

Un operaio ferito negli scontri
ROMA - Momenti di tensione davanti all'Ambasciata tedesca a Roma tra la polizia e le centinaia di operai dell'Acciaieria di Terni (Ast) giunti nella Capitale per manifestare contro il piano industriale della ThyssenKrupp. Gli operai hanno denunciato di essere stati caricati e manganellati "perché non volevano farci arrivare al ministero dell'Economia". "Due operai sono stati soccorsi per ferite alla testa", hanno spiegato dalla Fiom.
"Hanno caricato i lavoratori, tre sono in ospedale", ha raccontato il segretario generale Fiom, Maurizio Landini, che era presente agli scontri che sono avvenuti intorno a piazza Indipendenza a Roma. "Vogliamo chiedere un incontro al governo e alla polizia perché non si picchia così", ha aggiunto. 

Landini: "Picchiati senza motivo, anch'io ho preso botte" - "Appena siamo partiti in corteo - ha spiegato - stiamo stati caricati senza alcuna motivazione. Anch'io ho preso le botte dai poliziotti. Alcuni dei nostri sono finiti in ospedale, non finisce qui". E' stato ferito anche Gianni Venturi, coordinatore nazionale Fiom e Alessandro Unia del Rsu Fim Cisl.

Angeletti: "Carica grave e inaccettabile" - "E' successo un fatto grave e inaccettabile: i lavoratori della Ast di Terni che hanno manifestato davanti al consolato tedesco, in Piazza Indipendenza, sono stati, improvvisamente e senza motivo, caricati dalla polizia". E' quanto scrive il leader della Uil, Luigi Angeletti, in una nota. "E' questa la cifra della politica di attacco ai sindacati? In piazza c'erano solo lavoratori e non sindacalisti. Le forze dell'ordine non devono alimentare il disordine. Il governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio".


Camusso: governo dia risposte, non picchi lavoratori - La Cgil chiede al governo di dare risposte e stigmatizza le cariche della polizia ai lavoratori dell'Ast. "Ci sono persone che rischiano il posto di lavoro - ha detto il leader Cgil Susanna Camusso - che sono state picchiate dalla polizia. Si parli di questo e non delle sciocchezze", ha aggiunto.

lunedì 13 ottobre 2014

RENZI (fischiato in provincia di Bergamo): taglieremo 18 miliardi di tasse

Matteo Renzi a Bergamo
BERGAMO - Matteo Renzi fischiato in provincia di Bergamo. Il presidente del Consiglio è arrivato all'assemblea di Confindustria alla fabbrica della Persico, a Nembro, dove è stato contestato da una delegazione di Fiom delle fabbriche della zona.
"Vorrei eliminare il patto di stabilità per i Comuni e le Regioni", ma intanto nella legge, che sarà in Cdm mercoledì, verrà "liberato spazio per un miliardo di euro e saranno tagliati 18 miliardi di tasse". Lo annuncia Renzi. Nella legge di Stabilità ci saranno "incentivi per non far pagare contributi a chi fa assunzioni a tempo indeterminato per tre anni". "Togliamo per i nuovi assunti l'art. 18 e il peso fiscale".
La manovra, annuncia ancora il premier parlando davanti all'assemblea di Confindustria, avrà una valore da 30 miliardi, "senza un centesimo di aumento delle tasse". Le tasse scenderanno invece, precisa Renzi, dicendo che "dal 2015 sarà abolita la componente lavoro dalla tassa dell'Irap. Questo vale 6,5 miliardi di euro". 

"Rispetteremo il 3% liberando 11 miliardi" - Il premier ha poi affrontato il tema caldo dei conti pubblici e ha detto: "A me non piace il fiscal compact, ma è stato votato e ora non posso dire che non lo rispetto. Non sforo il 3% ma comunque arrivo al 2,9% e libero 11,5 miliardi". E, confermando l'impostazione della prossima legge di Stabilità, ha ribadito: "E' vero, il patto è stupido, ma dobbiamo dimostrare credibilità ai partner europei e ai mercati mantenendo gli impegni presi dagli altri governi".

Genova, "basta con lo scaricabarile" - Un accenno arriva anche al disastro di Genova, seppur indirettamente, quando Renzi dice che in Italia "lavorano di più i giudici che i manovali" e "la cosa insopportabile è lo scaricabarile". Il premier aggiunge poi che, anche se "le riforme sono fondamentali", poi succede che "le opere pubbliche sono fermate da ricorsi e controricorsi".

E ancora, il presidente del Consiglio soggiunge che, di fronte ai progetti di cambiamento "abbiamo o no il coraggio di dire che recuperare fiducia non è l'appello di un pazzerello, non è training autogeno ma la consapevolezza che ce la possiamo fare?".

venerdì 14 febbraio 2014

Milano, finisce a schiaffi la battaglia sulla rappresentanza della Cgil

MILANO - Finisce a schiaffi e spintoni la battaglia sulla rappresentanza interna alla Cgil. L'ex leader della Fiom, Giorgio Cremaschi, ha fatto irruzione con altri lavoratori all'attivo regionale del sindacato, a Milano, dove è presente anche il segretario, Susanna Camusso. "Contestiamo l'accordo sulla rappresentanza e volevamo intervenire”, ha detto Cremaschi. La Fiom chiarisce: "Nessun blitz, noi non c'eravamo".

Camusso: "Non c'è nessuna scissione" - Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, getta acqua sul fuoco: "Io penso che non ci sia nessuna scissione né vicina né lontana". "Non c'è mai stato - assicura - il tema della scissione". 

I perché del contrasto - A scatenare la guerra interna al sindacato è l'accordo sulla rappresentanza siglato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria nel maggio del 2013 e reso operativo il 10 gennaio. Due i punti che i metalmeccanici contrastano: l'introduzione delle sanzioni per chi non rispetta gli accordi e l'istituzione dell'arbitrato interconfederale in sostituzione dell'autonomia delle singole categorie. 

Cremaschi: "Scissione? Ci devono cacciare loro" - "L'accordo sulla rappresentanza sta distruggendo il sindacato", tuona Giorgio Cremaschi. "Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica. Contestiamo l'accordo e volevamo intervenire", prosegue. Al momento, però, non è prevista alcuna scissione: "Ci devono cacciare loro", conclude il leader dei metalmeccanici. 

Baseotto: "Buriana per un po' di notorietà" - Il segretario generale della Cgil Lombardia, Nino Baseotto, condanna il blitz: "Sarebbe meglio, tra noi dirigenti, evitare di alzare i toni per avere un po' di notorietà in più. Sarebbe stato carino da parte di chi ha fatto questa buriana lasciare la parola ai rappresentanti dei luoghi di lavoro che oggi sono qui". 

Una persona è finita all'ospedale - Un uomo, che presentava un trauma alla caviglia, è stato portato dal 118 all'ospedale Gaetano Pini per accertamenti. E' rimasto coinvolta nella rissa avvenuta all'ingresso del teatro Franco Parenti, a Milano. 


La Fiom: "Nessun blitz, non c'eravamo" - La Fiom smentisce di aver organizzato un blitz al teatro Parenti di Milano. "Non essendo stati invitati non c'eravamo proprio. Nessun blitz, quindi, nessuna irruzione. Noi dissentiamo, rivendichiamo, non provochiamo", scrive il sindacato in una nota. La Fiom difende poi il suo ex leader Cremaschi: "Consideriamo grave e preoccupante che a un componente del Direttivo nazionale della Cgil e primo firmatario della mozione congressuale 'Il sindacato e' un'altra cosa', sia stata negata la parola".

lunedì 2 settembre 2013

La Fiat dice ok alla rappresentanza sindacale Fiom in azienda

TORINO -  Luce verde da parte della Fiat alle rappresentanze sindacali Fiom in azienda. A comunicarlo sono stati gli stessi vertici del Lingotto dopo la sentenza della Corte costituzionale. "Intendiamo così - spiegano a Torino - rispondere a ogni ulteriore strumentale polemica" sulla "applicazione della decisione della Suprema corte". L'azienda ribadisce però che serve una nuova legge in materia perché il gruppo prosegua i suoi investimenti in Italia.
La questione è stata esposta dai dirigenti della Fiat in una lettera inviata alla stessa Fiom, dove si precisa, proprio in relazione alla legge sui delegati dei lavoratori, che è "un principio di carattere generale la titolarità dei diritti di cui all'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori alle organizzazioni sindacali che abbiano partecipato alle trattative per la sottoscrizione dei contratti applicati in azienda, la cui riferibilità alla Fiom nella concreta situazione Fiat è più che dubbia". 
L'articolo 19 dice infatti che i rappresentanti sindacali di ogni imprese vanno "costituiti" solo nell'ambito "delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva". L'azienda precisa dunque che "la certezza del diritto in una materia così delicata come quella della rappresentanza sindacale e dell'esigibilità dei contratti è una condicio sine qua non per la continuità stessa dell'impegno industriale di Fiat in Italia".

 L'ultima pagina della vicenda Fiat-Fiom viene interpretata come una vittoria dal segretario generale dei metalmeccanici, Maurizio Landini, che dice: "Rientriamo in fabbrica dalla porta principale. Ora Fiat rimuova tutte le discriminazioni e si affronti il vero nodo: il futuro produttivo e occupazionale del Gruppo in Italia".

martedì 5 febbraio 2013

Anche oggi niente lavoro per i 19 operai Fiom della Fiat di Pomigliano


POMIGLIANO - Sono usciti anche oggi i 18 lavoratori della Fiom senza che fosse assegnata loro alcuna mansione al lavoro nello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli). ''Anche oggi ci hanno comunicato che al momento non c'e' possibilita' di ricollocazione - ha spiegato Sebastiano D'Onofrio - ma come ieri non c'e' stata alcuna comunicazione scritta''. I lavoratori hanno annunciato che valuteranno la possibilita' di tornare nello stabilimento ogni giorno.

lunedì 4 febbraio 2013

I 19 operai Fiom di Pomigliano retribuiti dalla Fiat, ma restano a casa


POMIGLIANO - I 19 operai della Fiom, assunti in Fabbrica Italia Pomigliano lo scorso novembre su disposizione della corte d'appello di Roma, saranno regolarmente retribuiti ma resteranno a casa. La notizia è stata annunciata da fonti sindacali e poi confermata dal Lingotto.

martedì 22 gennaio 2013

Il giudice respinge il ricorso Fiom contro le 19 procedure di mobilità alla Fiat di Pomigliano


ROMA   - Il giudice del Tribunale di Roma ha respinto il ricorso presentato dalla Fiom contro le 19 procedure di mobilità annunciate da Fabbrica Italia Pomigliano lo scorso 31 ottobre, e sulle quali non si è trovato un accordo tra azienda e sindacati. Il giudice ha emesso la sentenza questa mattina. Lo si apprende da fonti Fiom. Lammobilità era stata richiesta per “far posto” ai 19 reintegrati con tessera Fiom, che un’altra sentenza del tribiunale aveva giudicato  discriminati per l’appartenenza al sindacato.

venerdì 2 novembre 2012

Vicenda Pomigliano: spunta il "lodo Monti" tra Fiat e Fiom


ROMA - Per redimere la vicenda Pomigliano spunta l'ipotesi di un lodo Monti. Lo scrive oggi Repubblica, secondo cui si sta tentando di far intervenire il premier per mettere fino allo scontro. Il governo, quindi, sta scendendo in campo e ha dato un altolà alla Fiat dopo l'annuncio del licenziamento di 19 operai di Pomigliano per far spazio al reintegro dei lavoratori Fiom deciso da una sentenza della magistratura. L'idea "è quella che sia l'esecutivo di Monti a convocare azienda e sindacati non per una trattativa ma per un prendere o lasciare che provi a spegnere l'incendio", spiega il quotidiano, "una riunione ristretta, 6-7 persone al massimo". Il lodo prevederebbe l'adesione agli accordi da parte della Fiom-Cgil in cambio del rientro in fabbrica.
Il nodo, scrive Repubblica, "è tutto nel significato del termine "adesione": sarebbe molto difficile per la Fiom firmare gli accordi che in questi anni ha contestato. Ma un conto è la firma, un altro è l'impegno scritto a rispettarli pur non condividendoli".
La voce del governo dei tecnici si è fatta sentire in questa settimana: prima il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che giovedì ha detto "l'azienda è libera" ma "la mossa non mi è piaciuta". Poi una nota del ministro del Welfare e del lavoro Elsa Fornero in cui si invita l'azienda a "a soprassedere all'avvio della procedura di messa in mobilità del personale, in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi soltanto il fatto specifico, ma l'insieme delle relazioni sindacali in azienda".

mercoledì 31 ottobre 2012

La Fiat licenzia a Pomigliano 19 operai per assumenerne altrettanti Fiom. Sembra la legge del taglione...


TORINO - La Fiat metterà in mobilità nella fabbrica di Pomigliano 19 lavoratori per poter rispettare l'ordinanza della Corte d'Appello di Roma che obbliga ad assumere i 19 dipendenti di Fiat Group Automobiles iscritti alla Fiom che hanno presentato ricorso per presunta discriminazione. Lo rende noto l'azienda in un comunicato.
"L'impegno dell'azienda - si legge nella nota - è quello di individuare la soluzione che consenta di eseguire l'ordinanza creando il minor disagio possibile a tutti quei dipendenti che hanno condiviso il progetto e, con grande entusiasmo e spirito di collaborazione, sono stati protagonisti del lancio della Nuova Panda".
"L'azienda ha da tempo sottolineato - prosegue il comunicato - che la sua attuale struttura è sovradimensionata rispetto alla domanda del mercato italiano ed europeo da mesi in forte flessione e che, di conseguenza, ha già dovuto fare ricorso alla cassa integrazione per un totale di venti giorni. Altri dieci sono programmati per fine novembre". 

Potrebbero non esserci in requisiti per avere la mobilità per i 19 lavoratori. La legge prevede infatti che per ottenere l'indennità si sia in possesso di almeno 12 mesi di anzianità aziendale di cui almeno sei di effettivo lavoro. Nella newco di Pomigliano, spiega il segretario nazionale Uilm, Giovanni Sgambati, le prime assunzioni sono state effettuate a novembre 2011. 
"E' proprio una vergogna, Marchionne non perde occasione per cercare di dividere i lavoratori. Adesso dichiara anche guerra alla magistratura per far pesare sui giudici la situazione che si sta creando". E' incredulo Mario Di Costanzo, iscritto Fiom che dovrebbe essere assunto entro il 28 novembre.

giovedì 21 giugno 2012

Pomigliano, Fiat condannata per discriminazione contro la Fiom: dovrà assumere 145 lavoratori (con tessera di quel sindacato)


TORINO - Il Tribunale di Roma ha condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano: 145 lavoratori con la tessera del sindacato di Maurizio Landini dovranno essere assunti nella fabbrica. Lo rende noto la stessa Fiom precisando che 19 iscritti al sindacato avranno anche diritto a 3.000 euro per danno. La Fiom - spiegano l'avvocato Elena Poli - ha fatto causa alla Fiat sulla base di una normativa specifica del 2003 che recepisce direttive europee sulle discriminazioni. Alla data della costituzione in giudizio, circa un mese fa, su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno risultava iscritto alla Fiom. In base a una simulazione statistica affidata a un professore di Birmingham le possibilità che ciò accadesse casualmente risultavano meno di una su dieci milioni. Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha agito per conto di tutti i 382 iscritti alla sua organizzazione (nel frattempo il numero è sceso a 207) e a questa cifra fa riferimento il giudice ordinando all'azienda - come anticipato dalla Fiom - di assumere 145  lavoratori con la tessera dei metalmeccanici Cgil. L'azione antidiscriminatoria - spiega ancora il legale della Fiom - può essere promossa dai diretti discriminati e se la discriminazione è collettiva dall'ente che li rappresenta. Per questo 19 lavoratori hanno deciso di sottoscrivere individualmente la causa e hanno ottenuto i 3.000 euro di risarcimento del danno.

lunedì 19 marzo 2012

Mercato del lavoro: i sindacati cercano una posizione comune, che per ora non c’è. Il ministro Fornero: fate un passo avanti per il Paese e per i giovani. Sciopero della Fiom


ROMA - Giornata di intenso lavoro per i sindacati alla vigilia dell'incontro, che dovrebbe essere definitivo, con il governo sulla riforma del mercato del lavoro. I leader di Cgil, Cisl e Uil, si sono incontrati per circa due ore per trovare una posizione comune sull'articolo 18 che per ora ancora non e' stata trovata. Pressing invece da parte del ministro del Lavoro Elsa Fornero che spera in una posizione comune delle parti sociali e avverte: una riforma raggiunta con l'intesa con le parti sociali "ha un valore aggiunto".
Intanto il Comitato centrale della Fiom ha votato per domani due ore di sciopero contro le modifiche all'articolo 18.
  "Il mio impegno è massimo perché si raggiunga un'intesa - ha detto Fornero - credo che una riforma raggiunta con il consenso delle parti sociali abbia un valore aggiunto che la stessa riforma non ha senza questo consenso". "Posso capire - ha aggiunto Fornero - che i sindacati abbiano un attaccamento simbolico per la loro storia a certe regole e garanzie, ma le cose cambiano. Nessuno vuole togliere queste regole o garanzie in senso punitivo".
Ai sindacati il ministro chiede quindi di "fare un passo avanti per il Paese e per i giovani. E' difficile pensare che questa riforma venga rifiutata". 



lunedì 5 dicembre 2011

Fiat: la Fiom non firma i contenuti dell'accordo di Pomigliano ed è fuori dalla trattativa


TORINO - La Fiom non ha firmato la richiesta di Fiat di aderire ai contenuti dell'accordo siglato il 29 dicembre scorso, quello che riprende il modello Pomigliano. Il sindacato quindi non parteciperà più al negoziato sul contratto. Hanno invece sottoscritto la richiesta Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri.
La trattiva  sul contratto che viene esteso a Pomigliano, Mirafiori ed ex Bertone e' ripresa nel pomeriggio tra Fiat e sindacati sul nuovo assetto contrattuale del Gruppo.
L'incontro era stato sospeso dopo che questa mattina Fiat aveva chiesto alle parti un impegno a condividere i contenuti dell'accordo siglato il 29 dicembre scorso.
  Il leader della Fiom, Maurizio Landini, ha denunciato: "Non mi pare che ci sia la volonta' di fare una trattativa, vogliono trattare solo con quelli che gli danno ragione". Per il sindacalista, il fatto che la Fiat abbia deciso "di proseguire il negoziato solo con chi le conviene mi sembra sia un fatto grave. Non vorrei - ha concluso Landini - che qualcuno pensasse che la trattativa va avanti solo con i sindacati che vuole l'azienda". "Questo è un fatto gravissimo che deve riguardare anche le forze politiche e il governo, sopratutto il giorno dopo che è stata varata una manovra pesantissima ha proseguito Landini - i sindacati diventano così aziendali e corporativi ed esiste il rischio che questo pericolo possa estendersi". "Questa cosa cambia la natura di chi firma perché non esiste più il sindacato confederale ma un sindacato corporativo dell'azienda" ha aggiunto il leader della Fiom.

giovedì 1 dicembre 2011

Marchionne: la Fiat non può essere vittima della minoranza Fiom. Possiamo anche lasciare l'Italia

Sergio Marchionne
ROMA - "Abbiamo avuto la maggior parte dei lavoratori che ha appoggiato un'alternativa. il treno è passato ed è inutile cercare di insistere che bisogna rinegoziare. quella decisione è stata presa e non possiamo continuare a votare finchè non vince la Fiom. E' la tirannia della minoranza verso la maggioranza. La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza". Lo ha detto Sergio Marchionne, Ceo di Fiat e Chrysler ai microfoni di Radio 24 al margine di una conferenza organizzata a Washington dal Council for the United States and Italy.

"Il fatto è - continua Marchionne - che uno operaio su dieci vuole condizionare l'andamento dell'azienda. La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza. Non si può investire così, parliamo di miliardi di euro di investimenti, non di aprire un supermercato".

"Possiamo lasciare l'Italia. Siamo una multinazionale e abbiamo attività in tutto il mondo - e ribadisce - potremmo andare avanti anche senza l'Italia. Chi pensa di poter condizionare la Fiat, si sbaglia alla grande".

lunedì 21 novembre 2011

Fiat disdice tutti gli accordi sindacali dal 1 gennaio 2012. Fiom: avanti con le azioni legali


TORINO - Fiat Group Automobiles ha annunciato ai sindacati la disdetta dal primo gennaio 2012, per gli stabilimenti auto, di tutti gli "accordi sindacali e delle prassi collettive in atto" e si rende disponibile a "promuovere incontri finalizzati a realizzare accordi uguali e migliorativi rispetto a questa". 
E' questo il contenuto della comunicazione inviata dall'azienda ai sindacati.
"Noi andremo avanti con le azioni legali e le denunce, ma dovremo anche mettere in campo un'azione sindacale non solo dentro la Fiat ma per tutta la categoria", è stata la reazione del segretario generale della Fiom Maurizio Landini, che ha concluso a Torino l'assemblea regionale dei metalmeccanici Cgil. "La Fiat non ha il potere di decidere se dobbiamo esistere o meno", ha aggiunto il sindacalista.

La decisione è stata comunicata nello stesso giorno dell'intervento  da Marchionne alla conferenza degli industriali britannici.
"Se Fiat avesse continuato a investire da sola in Italia i rischi sarebbero stati enormi - ha detto Marchionne - alte spese non condivise, volumi insufficienti e alti costi di produzione". "Grazie al legame con Chrysler, Fiat - ha proseguito l'amministratore delegato di Fiat - ha l'opportunità di essere globale una volta di più: avrà accesso a mercati extraeuropei e condividerà gli investimenti nello sviluppo di architetture che hanno un'applicazione parallela in Nord America".


venerdì 21 ottobre 2011

Un migliaio di lavoratori Fiom in piazza del Popolo. Aggredito Nichi Vendola


ROMA - Sono oltre un migliaio i lavoratori che hanno affollato piazza del Popolo per il sit-in della Fiom a cui partecipano gli operai della Fiat e Fincantieri. Dal palco allestito in piazza, dove campeggia lo striscione 'Democrazia, contrasto, lavoro, no a chiusure e licenziamenti', sono inytervenuti diversi lavoratori prima del discorso del leader del sindacato Maurizio Landini.

Lo sciopero di otto ore proclamato dalla Fiom negli stabilimento del gruppo Fiat è stata, secondo l'azienda, del 7,6% a Cassino, dell'8,8% alla Powertrain di Torino, del 12,4% alla Sevel di Val di Sangro e del 16,5% a Termini Imerese. I lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori sono in cassintegrazione.
In Questura è stato attivato il centro per la gestione della sicurezza dell'evento dedicato al monitoraggio del sit-in. Equipaggi delle forze dell'ordine sono previsti anche ai caselli autostradali per l'accesso in città allo scopo di monitorare il flusso d'arrivi nelle aree dove si trovano le sedi dei palazzi delle istituzioni, già presidiati da contingenti delle forze di polizia. Tutelati anche numerosi obiettivi sensibili.
 Nichi Vendola è stato aggredito in piazza del Popolo, a margine della manifestazione della Fiom, da un uomo che lo ha spintonato e insultato. All'aggressore, un uomo di circa 50 anni, non sono piaciute le parole di Vendola sui 'black bloc' che hanno dato vita agli scontri del 15 ottobre. L'uomo ha cominciato a urlare a Vendola che i "black bloc non sono barbari"; poco dopo lo ha spintonato e insultato, dicendogli "sei un pezzo di m ...". Ha desistito quando è stato bloccato dagli uomini della scorta.