| La tomba di Meredith Kercher: chi l'ha uccisa? |
LONDRA - La spettacolarizzazione della vicenda Meredith e il culto della personalità di Amanda Knox sono una continua pugnalata al cuore dei familiari della studentessa inglese uccisa a Perugia nel 2007. Proprio su questo è incentrata l'intervista al britannico Daily Mail di John Kercher, il papà di Mez, che denuncia come i media si siano dimenticati della morte ancora senza colpevole di sua figlia per far posto alla studentessa di Seattle, assolta lunedì.
Il pensiero di John Kercher, 68 anni, è semplice: "Amanda avrebbe dimostrato maggiore sensibilità nei confronti di Meredith se avesse mantenuto un basso profilo. Non voglio fare polemica, ma credo sia sbagliato sfruttare a proprio vantaggio un omicidio''. Il papà di Mez è un giornalista freelance e conosce le dinamiche dei media. Pur cosciente di questo non scusa affatto il comportamento della Knox: ''Non credo che Amanda si sia creata a tavolino il suo status di celebrità" ammette "ma che gli sia stato fabbricato addosso. Tuttavia lei non l'ha rifiutato''.
Così i media si concentrano sulla studentessa di Seattle che ha riabbracciato il suo Paese e la libertà, mentre si dimenticano che è stato commesso un omicidio e sul fatto che non esiste ancora "alcuna spiegazione del perchè Meredith sia morta". Tutto questo è secondo papà Kercher "un insulto alla memoria" della figlia. Nell'intervista è tornato sulla sentenza di assoluzione per la Knox e Raffaele Sollecito: "E' stato uno shock. Pensavo che il giudice avrebbe confermato le loro condanne, forse riducendo le pene per equilibrarle con quella di Guede'', l'ivoriano ancora in carcere per il delitto. Ha rivelato poi perchè Meredith al momento di scegliere dove studiare in Italia optò proprio il capoluogo umbro: "Poteva scegliere se andare a Roma, Milano o Perugia. Lei amava Roma e credo che a Milano sarebbe stata bene, ma sentiva che avrebbe avuto maggiori possibilità di fare amicizia a Perugia che in una città piu' grande''.
E a proposito della popolarità di Amanda in continua ascesa si prospetta un libro a quattro mani della ragazza di Seattle con lo scrittore americano John Grisham.
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