LOS ANGELES - Steve Jobs, il 'visionario della Silicon Valley' e' morto a 56 anni. Lo scorso 25 agosto aveva annunciato le sue dimissioni irrevocabili da amministratore delegato dell'azienda, la Apple, che ha fondato e che dall'orlo della bancarotta ha portato nell'Olimpo delle grandi. Quarantun giorni dopo e' arrivata la tanto temuta quanto attesa notizia. A finirlo e' stato quel male che per anni lo ha tormentato e lentamente consumato, un cancro al pancreas.. La notizia è arrivata attorno alle 19:30 di ieri (l'1:30 in Italia) ed è immediatamente rimbalzata su Twitter e su Internet, in ogni angolo del mondo.
Jobs aveva lasciato il timone di Apple lo scorso 24 agosto, con una lettera aperta al consiglio di amministrazione, nella quale avava designato anche il successore, Tim Cook, il suo braccio destro da 13 anni, il direttore generale che lo aveva sostituito già tre volte e che dal gennaio scorso era l'amministratore delegato supplente di Apple. Era rimasto come presidente del consiglio di amministrazione.
A Jobs era stato diagnosticato un tumore al pancreas nel 2004 dal quale sembrava guarito. Nel 2009 fu sottoposto a un trapianto di fegato. Poi sulla sua salute ci sono state solo indiscrezioni, soprattutto quando a metà del 2008 ha cominciato a perdere peso a vista d'occhio e quando ha preso un secondo periodo di aspettativa a partire da metà gennaio.
Il capitolo più produttivo della carriera del fondatore di Apple è stato quello che ha coinciso con la parte finale della sua vita, quando ha infilato uno dopo l'altro una serie impressionante di successi, lanciando la nuova generazione di computer MacIntosh, iPod, iPhone e iPad. L'ultimo arrivo proprio un giorno prima della sua scomparsa: la nuova versione dello smartphone, iPhone 4S, è stata presentata a Cupertino l'altro ieri. Da Tim Cook.
| Un ricordo di Jobs sulla sua casa di Palo Alto, in California |
L'ultima sua apparizione pubblica risale allo scorso 7 giugno quando Jobs, provato e dimagrito, ha partecipato alla seduta del consiglio comunale di Cupertino per presentare il progetto di un nuovo campus aziendale. Non ha mai smesso di "creare", riferiscono amici e collaboratori, e la malattia ha reso il suo lavoro ancora piu' febbrile. Ma fino alla fine Jobs ha rinunciato a riconciliarsi con il suo padre biologico, Abdulfattah Jandali, un siriano-americano che lo aveva abbandonato ai genitori adottivi Paul e Clara Jobs di Mountain View, in California.
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