venerdì 7 ottobre 2011

Due giovani tibetani si danno fuoco nella provincia cinese del Sichuan

PECHINO - Due giovani tibetani si sono dati fuoco oggi a Ngaba, nella provincia cinese del Sichuan, in cui vive una forte comunita' tibetana. Lo rende noto il gruppo attivista Free Tibet, precisando che si tratta della settima auto-immolazione nella regione dal mese di marzo. Choepel, 19 anni, e Khayang, 18, in passato sono stati monaci buddisti nel monastero Kirti nella stessa prefettura, ha aggiunto l'associazione.
Choepel e' morto mentre le condizioni di Khayang sono sconosciute, precisa la fonte.



Le voci raccolte da Free Tibet dicono  che decine di monaci sono ora pronti a sacrificare le loro vite. Rapporti separati raccontano di opuscoli distribuiti e pubblicati nel monastero locale di Kirti  e nel mercato di Ngaba qualche giorno fa in cui si afferma che se le politiche cinesi nel monastero e nella città continueranno, "molte più persone sono pronte a dare la vita in segno di protesta"
La situazione a Ngaba è molto tesa  da quando la prima auto-immolazione è avvenuta nel marzo di quest'anno: fonti locali riferiscono a Free Tibet che ci c'è ancora un numero elevato di personale di sicurezza nella città ed èaumentato il numero di soldati alloggiati fuori della città
La gente del posto descrive la città come "completamente sotto controllo". Persone sono state condannate e imprigionate per presunto coinvolgimento in proteste e in connessione con l'auto-immolazione. 
Sabato 1 Ottobre, a Serthar, a poche centinaia di chilometri da Ngaba, diverse centinaia di persone si sono riunite cantando "Vogliamo la libertà" chiedendo il ritorno del Dalai Lama
.La protesta è iniziata dopo che la polizia aveva sequestrato una bandiera tibetana e una foto del Dalai Lama che erano stati attaccati  su un edificio comunale. 



Al monastero di Kirti, è obbligatoria la rieducazione patriottica; detenzioni ed espulsioni hanno portato ad una diminuzione del numero di monaci  dai circa 2500 a marzo agli attuali 600. 
Choepel e Khayangindossavano abiti laici quando si sono dati fuoco, ma - come si è detto - si ritiene siano stati precedentemente monaci nel monastero di Kirti. Chonpel era stato espulso: non si sa invece perché se  ne sia andato Khayang. Lo zio di Khayang, Tashi, è stata una delle 13 persone uccise dalle forze cinesi a Ngaba nel marzo 2008 (7).

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