BARI - Sono una trentina, senza contare quelle non identificate, le donne che l'imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini in concorso con altre sette persone, avrebbe reclutato per indurle alla prostituzione con diverse persone, tra cui il premier Silvio Berlusconi, dalle quali pensava di ottenere favori negli affari e incarichi istituzionali.
E che fosse un meccanismo rodato, dice chi ha letto le carte, lo conferma la confidenza tra Tarantini e Berlusconi quando al telefono organizzano gli incontri.
"Chi mi porti stasera?" chiede ad un certo punto il premier
Gianpi, d'altronde, e' sempre pronto a sfornare belle ragazze, anche tre, quattro alla volta. Alle quali non si stanca di dare consigli: su come vestirsi, su come comportarsi, su cosa fare e non fare. "Non mettete i tacchi" è uno dei piu' ricorrenti.
l periodo analizzato dagli inquirenti per gli episodi principali va dall'estate 2008 fino al maggio 2009. In una ventina di casi le donne sarebbero state reclutate e inviate nelle varie residenze (a Roma-Palazzo Grazioli, Milano, Sardegna) del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Alle ragazze sarebbero state quasi sempre pagate le spese di viaggio e soggiorno e messe a disposizione delle auto per le trasferte.
In tre episodi le donne sarebbero state reclutate a favore di Sandro Frisullo, all'epoca vicepresidente della giunta regionale della Puglia. Coinvolti in un episodio ciascuno il capo area gestione patrimonio di una Asl di Bari, il capo area di un importante istituto di credito nazionale e un dirigente di Finmeccanica
E' quanto si rileva nell'avviso di conclusione delle indagini notificato dai pm della Procura di Bari, Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, nell'ambito dell'inchiesta in corso da oltre due anni su un presunto giro di escort gestito dallo stesso Tarantini.
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