BERGAMO - Stava vedendo la partita Inter-Roma in un bar di Morengo, nella Bassa Bergamasca, quando è uscito per pochi minuti nel vicino parco pubblico per fumare una sigaretta. Ma un fulmine l'ha colpito in pieno. E' morto così, nella serata di ieri, l'operaio quarantenne Cristiano Toscano, dipendente dell'Atm di Milano, che viveva nel capoluogo lombardo. Il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Toscano era seduto su una panchina in legno all'interno del parco, vicino a due grossi alberi. Attorno alle 21 si trovava nel parco di via Papa Giovanni XXIII assieme a un amico e collega di lavoro trentacinquenne, di Fornovo, col quale spesso trascorreva i fine settimana. Quest'ultimo è nativo di Morengo, dunque spesso i due, anche con altri amici, trascorrevano il sabato sera nel paese.
Sabato stavano vedendo la partita nel gazebo del bar del parco assieme a diversi altri avventori. Fuori c'era il temporale, ma non pioveva così forte da impedire a Cristiano di fare due passi per fumarsi una sigaretta.
Pochi istanti dopo si è sentito un boato, provocato da un fulmine che ha pure fatto saltare il contatore del bar. Nessuno immaginava quello che era accaduto lì vicino. A preoccuparsi è stato l'amico di Cristiano: ha cominciato a guardarsi in giro perché non l'aveva visto tornare.
È uscito nel parco a cercarlo e lo ha trovato riverso a terra, accanto alla panchina in legno tra due alberi: lo ha girato e ha visto che non respirava più. Al parco è arrivata l'automedica del 118, assieme ai carabinieri di Treviglio.
Il medico non ha potuto che constatare il decesso del quarantenne. Le cause sono chiare: è morto folgorato, trapassato dal fulmine che si è poi scaricato a terra. Alle mani e ai piedi aveva segni di bruciature. La saetta ha colpito esclusivamente il quarantenne.Forse non ha potuto nemmeno rendersi conto che il boato, improvviso, sentito da molti clienti del bar attorno alle 21, era quello del fulmine che pochi istanti dopo l'ha colpito, folgorandolo senza scampo.
Toscano era seduto su una panchina in legno all'interno del parco, vicino a due grossi alberi. Attorno alle 21 si trovava nel parco di via Papa Giovanni XXIII assieme a un amico e collega di lavoro trentacinquenne, di Fornovo, col quale spesso trascorreva i fine settimana. Quest'ultimo è nativo di Morengo, dunque spesso i due, anche con altri amici, trascorrevano il sabato sera nel paese.
Sabato stavano vedendo la partita nel gazebo del bar del parco assieme a diversi altri avventori. Fuori c'era il temporale, ma non pioveva così forte da impedire a Cristiano di fare due passi per fumarsi una sigaretta.
Pochi istanti dopo si è sentito un boato, provocato da un fulmine che ha pure fatto saltare il contatore del bar. Nessuno immaginava quello che era accaduto lì vicino. A preoccuparsi è stato l'amico di Cristiano: ha cominciato a guardarsi in giro perché non l'aveva visto tornare.
È uscito nel parco a cercarlo e lo ha trovato riverso a terra, accanto alla panchina in legno tra due alberi: lo ha girato e ha visto che non respirava più. Al parco è arrivata l'automedica del 118, assieme ai carabinieri di Treviglio.
Il medico non ha potuto che constatare il decesso del quarantenne. Le cause sono chiare: è morto folgorato, trapassato dal fulmine che si è poi scaricato a terra. Alle mani e ai piedi aveva segni di bruciature. La saetta ha colpito esclusivamente il quarantenne.Forse non ha potuto nemmeno rendersi conto che il boato, improvviso, sentito da molti clienti del bar attorno alle 21, era quello del fulmine che pochi istanti dopo l'ha colpito, folgorandolo senza scampo.
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