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giovedì 26 marzo 2015

Antiterrorismo, il governo frena sulle intercettazioni preventive via web



ROMA, 26 marzo - Il governo frena sulle norme del dl anti-terrorismo che aprono la possibilità a intercettazioni 'preventive' delle comunicazioni via web per i sospettati. Matteo Renzi ha chiesto ed ottenuto lo stralcio dal testo di quel del passaggio. Un tema delicato e importante, spiegano fonti di Governo, che verrà affrontato in maniera più complessiva nel provvedimento sulle intercettazioni già in esame in Commissione. Il provvedimento è in discussione in Aula alla Camera. 

venerdì 6 giugno 2014

Vodafone rivela: alcuni governi sorvegliano direttamente la rete. Italia in testa alle richieste legali di intercettazioni


NEWBURY (Inghilterra) - La Vodafone, una delle società di telecomunicazioni tra le più grandi al mondo, ha rivelato come alcuni governi siano in grado di sorvegliare la sua rete, quindi di monitorare le comunicazioni dei suoi clienti. Lo scrive il "Guardian", citando un vasto rapporto, che è il primo nel suo genere, pubblicato dalla multinazionale. L'Italia è il Paese in cui si registra il numero più alto di richieste legali di "metadata" (quasi 606mila), vale a dire informazioni sulla localizzazione dell'apparecchio, orari e date delle chiamate.  
Vodafone fa riferimento all'esistenza di un network di cavi che permette ad agenzie di sorveglianza di alcuni governi di ascoltare le conversazioni e, in certi casi, di identificarne la posizione: un sistema che sarebbe vastamente utilizzato in molti dei Paesi dell'Unione europea e in altri in cui l'azienda opera. In in almeno sei di questi viene richiesto alla società telefonica di garantire l'accesso diretto. Nella maggior parte dei 29 paesi in cui Vodafone ha importanti operazioni, tra cui Regno Unito, forze dell'ordine e agenzie di intelligence devono avere un mandato per ascoltare le telefonate o leggere messaggi di testo, email o chat web.

venerdì 17 gennaio 2014

Obama annuncia forti limiti agli "spioni" telefonici della NSA


WASHINGTON - Barack Obama limita fortemente il controverso programma di monitoraggio telefonico per la raccolta dati ad opera della National Security Agency, cancellando di fatto la procedura con cui è stata condotto sinora. Parte così una fase di "transizione" in cui ogni intercettazione dovrà essere autorizzata da una 'Corte Segreta' e in cui l'amministrazione non avrà più in suo possesso l'enorme mole di dati raccolti. Sono queste le novità più rilevanti anticipate dalla stampa americana a poche ore dall'attesissimo discorso sulla riforma della Nsa, che Obama terrà tra qualche ora al Dipartimento di Giustizia. Il presidente, pressato da mesi dall'indignazione internazionale, alla luce delle rivelazioni della talpa Edward Snowden, intende arrivare così ad un sistema in cui il governo americano non sarà più considerato 'il grande spione' dei cittadini. Nelle intenzioni di Obama c'è la cancellazione del controverso articolo 215 del Patriot Act, la controversa legge antiterrorista voluta da George W. Bush all'indomani dell'11 settembre, che di fatto autorizza ogni agenzia di intelligence a 'spiare' senza alcun limite ogni utenza telefonica. Secondo le anticipazioni al discorso di oggi, Obama ovviamente non cancellera' del tutto questo importantissimo strumento di indagine per garantire la sicurezza nazionale, ma imporrà nuovi e forti limiti. L'obiettivo è ''passare a un programma che conservi comunque le capacità necessarie alla lotta al terrorismo ma senza che l'amministrazione abbia la possibilità di tenere nelle proprie mani tutta questa mole di informazioni personali''. Una mossa con cui Obama intende venire incontro alle proteste di chi si batte a difesa dei diritti civili e della privacy delle persone. In particolare, per quanto riguarda i capi di stato stranieri, Obama annuncerà' un piano specifico di rafforzamento della privacy a loro favore.
"Le sfide alla privacy non vengono solo dai governi, anche le grandi corporation seguono i nostri comportamenti e archiviano le informazioni". Lo ha detto Obama in un passaggio del discorso nel quale sta annunciando la riforma del programma di sorveglianza della Nsa. "Ma gli standard per la sorveglianza da parte del governo -ha aggiunto- devono essere più alti". 

domenica 12 gennaio 2014

Le intercettazioni della De Girolamo: pronta a riferire in Parlamento

NAPOLI .  "Sono più che disponibile a chiarire al più presto in Parlamento gli aspetti di questa sconcertante vicenda che mi vede sottoposta a un linciaggio mediatico senza precedenti pur non essendo io coinvolta nell'indagine''. e' quanto afferma il ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo. ''Sono sicura di non aver fatto nulla di irregolare''. ''Il mio mandato ministeriale è, sin dal primo giorno del mio insediamento, nelle mani del Presidente del Consiglio, ma sono pronta a difendere con tutte le forze che ho in corpo la mia dignità e la mia onestà''. 
"Non bisogna aver paura di spiegare le proprie ragioni in Parlamento": così il ministro Graziano Delrio aveva risposto su SkyTg4 alla domanda se il responsabile dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo debba riferire in Parlamento sulla vicenda della Asl di Benevento. "La valenza penale della telefonata - aggiunge - non è rilevante, ma il confronto va accettato". Andrebbe sostituita in caso di rimpasto? "Per fortuna - risponde - questo tipo di valutazione non spetta a me ma al premier...".
''Ribadisco - dice il ministro nella nota - di essere vittima di registrazioni abusive in casa mia da parte di chi è stato sottoposto a misura cautelare dalla magistratura per presunti reati commessi nell'Asl di Benevento e di testimonianze raccolte dai giornali da parte di personaggi già noti alle forze dell'ordine e ai giudici. Constato con amarezza che la scala dei valori viene sovvertita e chi è accusato di aver violato la legge viene ritenuto più credibile di chi invece la legge l'ha rispettata''. ''Con la fermezza e la determinazione di chi è più che sicura di non aver commesso nulla di irregolare e di illecito - a meno che le parole in libertà pronunciate nella propria abitazione lo siano - sono pronta a fornire ai colleghi parlamentari - afferma la ministro nel comunicato - tutte le informazioni reali rispetto alle ricostruzioni distorte apparse in queste ore di accanimento, ribadendo totale e incondizionata fiducia negli accertamenti compiuti da parte chi ha, per Costituzione, il compito di farlo e cioè la magistratura''.
"Nunzia De Girolamo, che all'epoca non era neanche ministro, è stata abusivamente e a nostro avviso illecitamente intercettata". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano, rispondendo alla domanda di un giornalista sulla vicenda che coinvolge il ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo.


Va intanto avanti, negli uffici della procura di Benevento, l'inchiesta sui pagamenti della Asl di Benevento che ha visto l'arresto, il 27 dicembre, di quattro imprenditori con l'accusa di aver ottenuto pagamenti irregolari dalla struttura sanitaria, per almeno 700mila euro. Nei fascicoli dell'inchiesta sono finite le registrazioni abusive che Felice Pisapia, ex direttore amministrativo della Asl e destinatario di un provvedimento di obbligo di dimora, fece di un incontro privato del luglio 2012 al quale era presente anche il ministro Nunzia De Girolamo (all'epoca deputato e coordinatore provinciale del Pdl), che non è indagata dalla procura. Ma le frasi della De Girolamo, finite nei verbali e pubblicate da alcuni giornali, sono all'origine delle polemiche politiche cresciute negli ultimi giorni contro l'esponente del Ncd. "Ho sbagliato nell'usare espressioni poco eleganti” ha detto ieri il ministro delle Politiche agricole. Tra le espressioni "poco eleganti", c'è un "mandagli i controlli e vaffa..." riferito all'ospedale Fatebenefratelli di Benevento, il cui bar è gestito da anni da una società amministrata dal marito della zia del ministro. Le indagini sulle truffe alla Asl hanno fatto emergere un "direttorio politico-partitico costituito al di fuori di ogni forma di legge" - scrive il gip Flavio Cusani nell'ordinanza cautelare per Pisapia - "che si occupava, in funzione di interessi privati e di ricerca del consenso elettorale, con modalità a dir poco deprimenti e indecorose, di ogni aspetto della gestione dell'Asl". Da alcune testimonianze emergerebbero favoritismi verso ditte 'amiche' e pagamenti ritardati a svantaggio di altre. Ma sul piano penale ci sono per ora solo le accuse di truffa aggravata e peculato che hanno portato all'arresto di quattro imprenditori, all'obbligo di dimora per l'ex direttore amministrativo della Asl Pisapia e ad un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Federico Russo, dirigente dell'Unità Farmaceutica della Asl. Nel mirino della procura, l'addebito da parte degli imprenditori alle casse dell'Azienda sanitaria, con l'aiuto di funzionari compiacenti, di prestazioni che non sarebbero mai state eseguite.

lunedì 17 giugno 2013

Rivelazione: l’intelligenze inglese intercettava i delegati del G20 nel 2009

LONDRA - Politici stranieri e funzionari che hanno preso parte a due vertici  G20 di Londra nel 2009 hanno avuto i loro computer monitorati e le loro chiamate intercettate su istruzioni del loro ospiti, il governo britannico, secondo i documenti visti dal Guardian. Alcuni delegati sono stati indotti a utilizzare internet cafè, che erano stato istituito dai servizi segreti britannici per leggere il loro traffico e-mail.
La rivelazione arriva mentre l’Irlanda del Nord si prepara ad ospitare oggi un altro vertice per le nazioni del G8, i quali hanno partecipato alle riunioni del 2009 che erano stati oggetto del sistematico spionaggio. Si rischia di portare ad una certa tensione tra i delegati in visita che vorranno che il premier inglese spieghi quali erano gli obiettivi del 2009 e se l'esercizio è da ripetere questa settimana. Lo  spionaggio al G20 sembra essere stato organizzato allo scopo banale di assicurare un vantaggio agli inglesi nelle riunioni. Gli obiettivi  includevano alleati di lunga data come il Sud Africa e Turchia. La prova è contenuta in documenti - classificato come top secret - che sono stati scoperti dal tecnico informatico della statunitense NSA  Edward Snowden e visti dal Guardian. Essi rivelano che durante le riunioni del G20 di aprile e settembre 2009 era stata utilizzata quella che un unico documento definisce "rivoluzionaria capacità di intelligence" per intercettare le comunicazioni delle delegazioni
Ciò ha incluso:
• Impostazione di internet cafè dove hanno usato un programma di intercettazione di posta elettronica e software di key-logging per spiare l'uso dei delegati dei computer;
• Penetrare la sicurezza sui BlackBerry dei delegati per monitorare i loro messaggi e-mail e telefonate;
• Fornitura di 45 analisti per una sintesi immediata di ciò che diceva chi stava telefonando al vertice;
• Sotto controllo in particolare il ministro delle Finanze turco e possibilmente altri 15 nel suo partito;
• Ricezione di segnalazioni da un tentativo dell’americana NSA per intercettare il leader russo, Dmitry Medvedev, quando la telefonata passava attraverso collegamenti satellitari a Mosca.

I documenti indicano che l'operazione è stata approvata  in linea di principio ad alto livello nel governo dell'allora primo ministro, Gordon Brown e che l'intelligenza ha passato poi i risultati ai ministri britannici.

venerdì 7 giugno 2013

Il Grande Fratello Usa: dati messi a disposizione anche degli 007 inglesi


WASHINGTON - Si allarga sempre di più lo scandalo degli utenti americani intercettati dal governo. Ai dati del programma di sorveglianza "Prism" ha avuto accesso anche l'agenzia per la sicurezza elettronica britannica, la GCHQ. Non solo. E' emerso che l'attività di spionaggio riguardava anche due colossi come l'AT&T e la Sprint. La National Security Agency, inoltre, avrebbe messo sotto controllo, oltre alle telefonate, pure le carte di credito.

martedì 4 dicembre 2012

Accolto dalla Consulta il ricorso del Quirinale contro la Procura di Palermo sulle intercettazioni


ROMA - La Corte costituzionale ha accolto il ricorso del Presidente della Repubblica sul conflitto con la Procura di Palermo: dichiarando che non spettava alla Procura di valutare la rilevanza delle intercettazioni né di omettere di chiederne al giudice l'immediata distruzione ai sensi dell'articolo 271 del codice di procedura penale. La decisione della Consulta comporta che le intercettazioni che hanno captato il capo dello Stato vengano distrutte.
Al centro del conflitto d'attribuzione sollevato dal Quirinale nei confronti dei pm palermitani, alcune conversazioni telefoniche del capo dello Stato con l'ex ministro Nicola Mancino, le sui utenze erano state messe sotto controllo su mandato dei pm palermitani che indagano sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.
Per conoscere nel dettaglio la decisione assunta oggi dalla Consulta, dopo oltre 4 ore di Camera di Consiglio, bisognerà attendere il deposito della sentenza, e quindi le motivazioni, che avverrà nelle prossime settimane, presumibilmente a gennaio. Da quanto comunicato dalla Corte al termine della Camera di Consiglio, però, emerge che la Consulta ha ravvisato un'omissione da parte della Procura di Palermo per non aver attivato la procedura prevista per le intercettazioni vietate dall'art. 271 del codice di procedura penale. E da questo discende che i magistrati palermitani dovranno ovviare a questa omissione, chiedendo al giudice di distruggere le intercettazioni.

venerdì 12 ottobre 2012

I pm di Palermo: “Napolitano non è intoccabile come un sovrano”


ROMA - Il presidente della Repubblica non gode della inviolabilità come se fosse un sovrano di una monarchia. Lo sostiene la procura di Palermo negli atti depositati alla Consulta per il conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale per le intercettazioni legate all'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Un ricorso inammissibile secondo la magistratura, perchè "non si riesce a comprendere come si possa richiedere al pm di distruggere la documentazione delle registrazioni delle intercettazioni, quando il pm non ha un siffatto potere", si legge nella memoria depositata dal collegio difensivo alla Corte costituzionale. E inoltre il ricorso sarebbe infondato dal punto di vista della difesa delle prerogative presidenziali.
Sarebbero solo quattro le telefonate dell'ex ministro Nicola Mancino rivolte a Napolitano e intercettate dai magistrati. Tra le 9.295 conversazioni telefoniche complessivamente registrate sulle utenze del senatore Nicola Mancino - si legge ancora - dal 7 novrembe 2011 al 9 maggio 2012 soltanto 4 hanno riguardato sue conversazioni col presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Telefonate che peraltro non sono mai state trascritte. La polizia giudiziaria, infatti non ha effettuato, anche su disposizione della procura di Palermo, alcuna trascrizione delle conversazioni tra il senatore Mancino e il presidente della Repubblica le cui registrazioni sono tuttora custodite dalla procura. Negli atti si sottolinea inoltre che "le conversazioni con il presidente della Repubblica non hanno mai formato oggetto di deposito che determinasse la possibilità della conoscenza ad opera di qualsivoglia parte processuale".

venerdì 17 agosto 2012

Monti: l’evasione fiscale? Siamo in stato di guerra


ROMA  - "L'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all'estero". Lo afferma il premier Mario Monti in una intervista a 'Tempi'. " Io penso che l'Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno 'stato di guerra'".

"La notorietà pubblica del nostro alto tasso di evasione contribuisce molto a indisporre nei confronti dell'Italia quei paesi verso i quali di tanto in tanto potremmo aver bisogno di assistenza finanziaria", spiega Monti citando i paesi del Nord Europa. Questi "dicono: l'Italia è un paese molto ricco, però lo stato ha un fortissimo debito pubblico che magari richiederà domani di aiutarla a rinnovare; eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente non pagano le tassé". Insomma, "l'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all'estero". La convinzione del premier è che ci voglia un'azione decisa: "Io stesso, fino a poche settimane fa, quando sono stato anche ministro dell'Economia e delle Finanze e quindi responsabile dell'Agenzia dell'entrate e responsabile politico della Guardia di Finanza, ho sempre incoraggiato fortemente le persone che vi lavorano a fare una dura lotta all'evasione. La seria lotta all'evasione può comportare la necessità di momenti di visibilità che possono essere antipatici. Ma che hanno un forte effetto preventivo nei confronti degli altri cittadini".

Il premier Monti ha definito "grave" il caso delle telefonate del Capo dello Stato intercettate dalla procura palermitana. "E' peraltro evidente a tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi", per cui "è compito del governo prendere iniziative a riguardo".

Nel settore della giustizia, Monti anticipa, a Tempi, "numerose novita" legislative, volte "a dare risposta non solo all'emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d'Italia, incide negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di Pil".  

"Posso assicurare che il Governo non farà mancare al settore, cui riconosce una essenziale funzione complementare rispetto a quella esercitata dalle scuole pubbliche, il necessario sostegno economico".  
"A ciò si provvederà - spiega il premier - compatibilmente con i limiti tracciati con i recenti interventi di revisione della spesa pubblica, con la legge di stabilità del prossimo autunno". "

mercoledì 18 luglio 2012

Intercettazioni: Di Pietro attacca Napolitano. Alta tensione con il Pd. E i pm di Palermo convocano Berlusconi


ROMA - Alta tensione tra Pd e Idv dopo l'attacco di Di Pietro al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla vicenda delle intercettazioni. "Si rende conto - ha detto il leader dell'Idv rivolto al Capo dello Stato - che una scelta così drastica sul conflitto di attribuzione non nobilita le istituzioni, ma le mortifica?". Dura la replica di Bersani: "L'attacco al Colle è indecente, Napolitano non ha ragione per difendersi personalmente".
"Tutti dobbiamo ubbidire alla Costituzione che è la più bella del mondo - ha aggiunto il segretario del Pd -. Nessuno impedisca alla magistratura di lavorare anche con le intercettazioni e alla stampa libera di pubblicarle". "Il presidente Napolitano sta ponendo un quesito alla Corte Costituzionale su un tema delicatissimo, che riguarda il rapporto tra poteri dello Stato e istituzioni - ha proseguito -. Tutti siamo interessati affinché la nostra Costituzione sia applicata e quando c'è un dubbio è giusto che la Corte si esprima: questo è il senso dell'iniziativa del presidente e credo suia assolutamente da condividere".
Di Pietro affida a un videomessaggio la sua contrarietà all'iniziativa presa dal Colle in relazione alle intercettazioni. "Mi sento mortificato per la sua scelta molto chiusa nell'interpretare la Costituzione. Noi IdV invitiamo i giudici di Palermo a: 'Resistere, resistere, resistere”.
La Procura di Palermo ha, intanto,  convocato Silvio Berlusconi nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. Il leader del Pdl doveva presentarsi lunedì 16 luglio, ma si è negato perché impegnato in una riunione con un gruppo di economisti. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, i pm intendono interrogare Berlusconi come persona informata dei fatti in relazione ad alcuni prestiti infruttiferi fatti a Marcello Dell'Utri.
I fatti si riferiscono a inizio anni 90 quando Dell'Utri, secondo la tesi dei pm sarebbe stato il portavoce delle minacce mafiose nei confronti di Berlusconi in quel momento per la prima volta alla guida del governo.
Berlusconi, secondo quanto emerso, non si sarebbe presentato a Palermo invocando come legittimo impedimento una riunione, svoltasi a villa Gernetto, con alcuni economisti e politici su euro e crisi e di Europa.

giovedì 8 settembre 2011

Lavitola dalla Bulgaria: "Presidente, torno e chiarisco tutto?" Berlusconi: "Resta dove sei". L'intercettazione pubblicata da "L'Espresso"

ROMA - Il settimanale "l'Espresso" ha reso noto il contenuto di una telefonata datata 24 agosto nella quale, secondo il settimanale, il premier Silvio Berlusconi sconsiglia al direttore dell'Avanti Valter Lavitola, che lo chiama da Sofia, di rientrare in Italia e chiarire quanto a sua conoscenza davanti all'autorità giudiziaria che sta indagando sui presunti ricatti al Premier, secondo quanto rivelato in quei giorni dal settimanale "Panorama". "Che devo fare? Torno e chiarisco tutto?" avrebbe domandato Lavitola al premier. "Resta dove sei", sarebbe stata la risposta di Berlusconi, secondo quanto riferisce l'Espresso. Un invito a non rientrare in Italia del quale il Pd ha chiesto conto al Premier, auspicando una sua smentita.
"E' vero che Berlusconi ha consigliato Lavitola di restare all'estero anziché tornare in Italia e chiarire le vicende giudiziarie che lo riguardano? Sicuramente la questione verrà affrontata martedì nelle dichiarazioni che il capo del governo è chiamato a rendere all'autorità giudiziaria, ma la portata di questa notizia - ha affermato la capogruppo Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti- è tale da esigere un'immediata e personale smentita su ogni eventuale coinvolgimento del presidente Berlusconi nella latitanza di Lavitola".
"La situazione economica è drammatica. La reputazione del capo del governo - ha aggiunto la capogruppo in commissione del partito di Bersani - influisce sull'umore dei mercati e i silenzi di Berlusconi non sono ammissibili, ne va della stabilità economica del Paese".

martedì 2 agosto 2011

Denis Verdini "salvato" dalla Camera: le intercettazioni non possono essere utilizzate. Quelle di Marco Milanese sì

ROMA - L'aula della Camera ha autorizzato i pm napoletani che indagano e che per questo hanno chiesto l'arresto del deputato Pdl Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro Giulio Tremonti, ad aprire le cassette di sicurezza e all'utilizzazione in processo dei tabulati relativi alle sue utenze telefoniche. Nel caso di Denis Verdini, invece, l'aula (con 301 voti a favore, 278 contrari e 3 astenuti) ha deciso di respingere la richiesta dei magistrati che indagano sulla ricostruzione post terremoto in Abruzzo di utilizzare le intercettazioni nei confronti del coordinatore del Pdl. Quanto al caso Milanese, la Giunta per le autorizzazioni aveva proposto all'aula di rispondere sì alle richieste dei magistrati. Milanese si è dichiarato innocente

giovedì 7 luglio 2011

Presto arresti (giornalisti e dirigenti del News of The World) per lo scandalo delle intercettazioni

LONDRA -  Cinque giornalisti e diversi dirigenti del tabloid britannico News of the Worlds, travolto dallo scandalo delle intercettazioni illegali, potrebbero essere arrestati nei prossimi giorni. E' quanto scrive il quotidiano "The Times", mentre un altro giornale, il Telegraph, rivela che l'investigatore privato che lavorava per il tabloid, Glenn Mulcaire, avrebbe intercettato anche i telefoni dei familiari dei soldati britannici morti in Iraq e Afghanistan.

Ieri, il gruppo di Rupert Murdoch che possiede il tabloid, News International, ha fatto sapere di essere vicino all'identificazione di quanti hanno autorizzato le intercettazioni. Sempre ieri, sulla vicenda è intervenuto lo stesso magnate australiano, che ha difeso il tabloid e l'attuale amministratore delegato del gruppo, Rebekah Brooks, ex direttore di "News of the World". "I sospetti di intercettazioni telefoniche e pagamenti alla polizia avanzati verso 'News Of The World' sono vergognosi e inaccettabili - ha dichiarato Murdoch in una nota - ho già dato disposizioni perchè la nostra azienda collabori appieno e in modo attivo con la polizia in tutte le indagini. Questo è esattamente quello che News International sta facendo e continuerà a fare sotto la guida di Rebekah Brooks".