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sabato 18 aprile 2015

LIbia, scontri tra lealisti e miliziani, 30 morti


TRIPOLI, 18 aprile - E' di decine di morti il bilancio provvisorio degli scontri e dei raid aerei delle ultime ore a est di Tripoli, nell'area di Tajoura, tra i miliziani della coalizione Fajr Libya al potere nella capitale e forze fedeli al governo di Tobruk, sede della autorità riconosciuta dalla comunità internazionale. Lo riferiscono fonti locali che parlano di almeno 20-30 vittime.

mercoledì 24 dicembre 2014

SCONTRO A FUOCO tra palestinesi e militari israeliani al confine di GAZA

TEL AVIV - Un serio scontro a fuoco fra militari israeliani e uomini armati palestinesi si è verificato al confine fra Israele e Gaza, presso Khan Yunes. Cecchini palestinesi hanno sparato verso un'unità del genio militare impegnata in lavori di riparazione ai reticolati. Un soldato israeliano è rimasto ferito mentre un palestinese è morto. L'aviazione israeliana è intervenuta nel sud della Striscia.

venerdì 17 ottobre 2014

TORINO, vertice europeo sul lavoro, scontri studenti-polizia


TORINO -  Blitz dei partecipanti al corteo degli studenti, a Torino. I dimostranti hanno rimosso a sorpresa una parte delle transenne che sbarrano la strada verso il Teatro Regio, che ospita il vertice europeo sul lavoro. Poi hanno scagliato pomodori contro le forze dell'ordine che hanno risposto con il lancio di alcuni lacrimogeni. "Non permetteremo a nessuno di rovinare la nostra manifestazione", ha detto Federico Bellono, segretario generale Fiom Torino.

Dopo gli scontri fermati 5 manifestanti - Per rispondere al lancio di bottiglie, pomodori e anche un fumogeno, la polizia ha eseguito una "carica" di alleggerimento verso i manifestanti, i quali, alla vista dell'iniziativa, sono arretrati immediatamente. Fermate cinque persone.
Dopo un temporaneo allontanamento, i manifestanti, poco più di un centinaio, si sono riavvicinati al cordone di polizia. Gli agenti hanno risposto con un nuovo lancio di lacrimogeni e si sono avvicinati ai dimostranti respingendoli, ma senza che ci sia stato contatto tra le parti.

La Fiom: "Eccessi delle forze dell'ordine" - Dopo gli scontri, il segretario generale della Fiom torinese, Federico Bellono, ha detto che i manifestanti hanno "avuto una netta percezione che ci sia stato un eccesso di reazione da parte delle forze dell'ordine, in particolare quando sono stati lanciati lacrimogeni in direzione del palco. Ho chiesto al questore un incontro, già oggi, per farglielo presente".

In piazza Castello il comizio Fiom, Landini: "Unire non dividere il Paese" - Gli studenti hanno lasciato la piazza, dove sono rimasti gli antagonisti, alcune decine, mentre sull'altro di piazza Castello prosegue il comizio della Fiom. "Dico a chi in fondo alla piazza scioccamente va contro le forze dell'ordine che noi dobbiamo unire e non dividere il Paese", ha detto Maurizio Landini prendendo la parola sul palco di piazza Castello.

lunedì 13 ottobre 2014

KOBANE, gli scontri tra jihadisti e curdi sono ormai sul confine turco

Soldato turchi assistono agli scontri dal valico di Mursitpinar
KOBANE - Sono ormai vicinissimi al confine turco gli scontri tra i combattenti curdi e i jihadisti dello Stato Islamico impegnati nell'offensiva su Kobane: accade da stamane  in prossimità del valico di Mursitpinar, proprio a ridosso del confine turco, appena a nord di Kobane. Sono scontri che rischiano di tagliare completamente le vie di accesso alla città curda e il valico attraverso il quale finora sono fuggiti in Turchia oltre 200mila rifugiati. Gli scontri, con armi automatiche e colpi di mortaio, avvengono in un'area a meno di chilometro dal filo spinato che separa la frontiera tra Turchia e Siria, ha precisato una fonte giornalistica sul posto. L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha aggiunto che il gruppo jihadista ha anche lanciato due razzi contro la zona, senza che si registrassero vittime; e che c'e' stato un attentato-kamikaze: un'autobomba condotta da un terrorista dell'Isis e che era diretta al valico di frontiera è esplosa proprio nord di Kobane. Non è chiaro se ci siano stati morti. Negli ultimi giorni, l'Isis ha tentato di accerchiare completamente Kobane e di prendere il controllo dell'area, il che ha scatenato violenti scontri al nord-est della città. La Turchia finora si e' ben guardata dall'intervenire sul terreno, ma ha aumentato la sua presenza militare al confine; e nelle ultime ventiquattro ore nella zona sono arrivati altri blindati ed altri mezzi di artiglieria.

DONNE E BAMBINI YAZIDI BOTTINO DI GUERRA - Donne e bambini della minoranza degli yazidi catturati nel nord dell'Iraq sono il bottino di guerra degli jihadisti dell'Isis che li sfruttano come schiavi. Per la prima volta, sono stati gli stessi miliziani sunniti ad averlo ammesso sul magazine 'Dabiq', uno dei loro strumenti di propaganda. "Dopo la cattura, le donne e i bambini yazidi sono stati distribuiti secondo la sharia tra i miliziani dello Stato islamico che hanno partecipato alle operazioni di Sinjar", il monte su cui ad agosto si rifugiarono gli yazidi per fuggire dai miliziani islamici, si legge nell'articolo. "Questa riduzione in schiavitù delle famiglie mushrik (politeiste) è probabilmente la prima dall'abbandono della legge islamica. L'unico altro caso, sebbene minore, è quello dell'asservimento di donne e bambini cristiani nelle Filippine e in Nigeria da parte dei mujahedeen locali". Secondo la rivista dell'Isis, mentre le persone che seguono religioni monoteiste, come i cristiani o gli ebrei, possono pagare la "jizya" (una tassa) oppure convertirsi all'Islam, ciò non è possibile con gli yazidi.

lunedì 2 giugno 2014

Bengasi, scontri violenti e 7 morti tra miliziani e forze del generale Haftar


BENGASI - E' di almeno 7 morti e 12 feriti il bilancio di nuovi scontri a Bengasi tra forze leali all'ex generale Khalifa Haftar e milizie islamiste. Lo riferisce l'agenzia di stampa libica Lana secondo cui 5 delle vittime sono soldati. La sesta persona è morta quando un missile ha colpito un'abitazione. Secondo testimoni gli scontri sarebbero iniziati verso le 2 del mattino e sono in corso tutt'ora. Spar ipossono essere sentiti in tutta la città, in particolare provenienti da una base delle forze speciali dell'esercito in un sobborgo occidentale di Bengasi. Elicotteri di piloti fedeli al generale Haftar stanno bombardando la base della milizia 17 febbraio, così come le posizioni di un'altra milizia, il gruppo Ansar al-Sharia, alla periferia occidentale della città. Un aereo da guerra sempre sotto il comando dell' ex generale Kalifa Haftar ha preso di mira una base della milizia islamista, ma invece ha colpito un edificio universitario: non c i sarebbero feriti.
L'attacco è stato parte di una campagna da parte delle forze fedeli all'ex generale per eliminare lo stato nordafricano dei militanti islamici cche il governo centrale debole non sarebbe riuscito a controllare.



domenica 18 maggio 2014

Bengasi, 79 morti negli scontri scatenati dalle milizie di un ex colonnello

Milizie alla periferia di Bengasi
Khalifa Haftar in tv
BENGASI - Almeno 79 persone sono morte e 141 sono rimaste ferite negli scontri a Bengasi tra Khalifa Haftar, ex colonnello in pensione ora a capo di un esercito paramilitare, e milizie integraliste islamiche. Il governo di Tripoli grida al colpo di Stato. L'esercito regolare libico ha dichiarato una zona di esclusione aerea su Bengasi, minacciando di abbattere qualunque aereo militare sorvoli l'area. E'  un tentativo di evitare che la nuova forza paramilitare del colonnello Haftar usi la forza aerea contro le milizie islamiste di Bengasi. L'esercito libico ha dichiarato la no-fly zone dopo che le forze ddi Khalifa Haftar avevano usato almeno un elicottero durante i combattimenti di venerdì. Il colonnello Haftar ha anche lanciato un assalto via terra contro le brigate islamiche di Bengasi.
Ha detto che anche se le sue truppe si erano temporaneamente ritirate dalla città per motivi tattici e l'operazione continuerà fino a quando "Bengasi sarà purgata dei terroristi". "Torneremo con la forza", ha detto ai giornalisti a Abyar, una piccola cittadina ad est di Bengasi. "Abbiamo iniziato questa battaglia e continueremo fino a quando avremo raggiunto i nostri obiettivi. Il popolo libico sono con noi." 

venerdì 16 maggio 2014

Scontri a Bengasi, un generale attacca gli islamisti. Vuole "fare pulizia"

Il generake Khalifa Hafter
BENGASI - Almeno 13 persone sono morte nei combattimenti scoppiati oggi a Bengasi, nell'est della Libia tra miliziani islamici e un gruppo armato fedele a un ex generale. I feriti sono quasi 100, stando a quanto riferito da fonti ospedaliere.
Le forze guidate dal generale Khalifa Hafter, sostenuta da alcuni membri della forza aerea e damarines, hanno attaccato la brigata 17 Febbraio, la brigata Libia Shield No. 1 (Deraa No. 1) e Ansar Al-Sharia, la prima e la terza formata da islamisti.L'azione si è sviluppata nel sud-ovest della città - nei distretti Hawari e Sidi Ferej , in particolare nella zona controllata da Ansar Al-Sharia tra il checkpoint della porta sud-occidentale e la fabbrica di cemento - così come nella zona del porto, dove gli scontri  sono stati  segnalati  tra i marines e Deraa 1. Gli elicotteri sono stati visti volare sopra Hawari e una base islamista è stata bombardata. L'azione sembra aver preso il governo di sorpresa. In una conferenza stampa questo pomeriggio, il Primo Ministro Abdullah Al-Thinni ha insistito che l'azione di Hafter era un tentativo illegale di affrontare il terrorismo e in pratica una prova di colpo di stato. "Abbiamo dato l'ordine di intercettare qualsiasi forza stia cercando di entrare Bengasi, perché non ha legittimazione da parte dello Stato"
Il  Capo di Stato Maggiore, il generale Abdussalam Jadallah Al-Obeidi,  ha veementemente condannato l'attacco, chiamando le forze di Hafter "intrusi in Bengasi" e sollecitando  "rivoluzionari" nella città a resistere.
L'assalto, nome in codice "Dignità della Libia" di Hafter, è visto come un tentativo di rafforzare la sua posizione politica. Una fonte vicina alle sue forze oggi ha detto che l'obiettivo dell'operazione era "purificare Bengasi dai gruppi estremisti".  Dovesse riuscire a farlo, non c'è dubbio la sua  popolarità  potrebbe  salire.
Parecchi voli all’aeroporto sono stati cancellati e le strade della città sono chiuse e deserte. Le forze di Hafter provenivano da est di Bengasi e si dice includano un numero di gruppi tribali. È stato riferito che alcune forze militari a Bengasi si sono unite a loro. Anche le forze federaliste  di Ibrahim Jadhran della Cirenaica hanno  combattuto anche al loro fianco.
La Libia ha una complessa rete di milizie, e alcune sono vagamente allineate all'esercito. Ma le forze armate del paese sono in gran parte ripartite per regione e città e raramente prendono ordini da parte delle autorità centrali. In un ulteriore segno di instabilità del paese, l'Algeria ha chiuso la sua ambasciata e il consolato a Tripoliì, dicendo che i suoi diplomatici hanno affrontato una reale e imminente minaccia.


mercoledì 23 aprile 2014

Rio de Janeiro: scontri con la polizia, morti e fiamme in una favela confinante con Copacabana e Ipanema


RIO DE JANEIRO - I manifestanti bloccano l'ingresso alla favela

RIO DE JANEIRO - Un uomo di 27 anni, Edilson Silva dos Santos, è morto dopo essere stato raggiunto alla testa da un proiettile nel corso degli scontri in corso nella favela brasiliana di Pavao-Pavaozinho, a Copacabana di Rio de Janeiro. 
Il fatto ha causato violentissimi incidenti. Tensione altissima, nella notte, in alcune delle zone più famose della capitale . La protesta era stata sollevata da abitanti della faveladopo la morte di un suo residente, ed è sfociata in violenti scontri con la polizia. I primi incidenti sono scoppiati dopo che parte della popolazione era scesa in strada per manifestare contro la morte, ancora avvolta da mistero, diDouglas Rafael da Silva Pereira, conosciuto come DG, 25 anni, ballerino di un noto programma televisivo. Amici del giovane accusano la polizia di averlo picchiato a morte. Nel corso della protesta, i residenti della baraccopoli hanno incendiato diversi oggetti e formato barricate, bloccando anche il traffico automobilistico nella regione. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma, ma secondo testimoni ci sono state varie sparatorie con armi letali.
I disordini si sono poi estesi anche al confinante quartiere di Ipanema, dove ci sarebbero stati varisaccheggi, causando il panico tra la gente. Anche la sede dell'Unità di polizia pacificatrice (Upp) di Pavao-Pavaozinho - una delle 38 installate a Rio per rendere più sicura la metropoli, in vista dei Mondiali di giugno - è stata attaccata da sconosciuti, mentre alcuni agenti sarebbero stati attorniati e minacciati da alcune persone inferocite.
Oltre al 30enne morto, i media locali parlano di un ragazzino di 12 anni rimasto ferito dopo essere finito nel fuoco incrociato mentre scendeva da un vicolo dello slum con le mani alzate: ancora non ci sono dettagli sulle sue condizioni nè si conoscono le generalità o cosa ci facesse in mezzo agli scontri.
Le circostanze della morte del ballerino non sono ancora chiare. Amici accusano i militari UPP di aver picchiato Douglas a morte perché il ballerino avrebbe protestato per la scomparsa di una moto di un collega. Secondo un residente,la moto sarebbe stata confiscata dalla polizia, che sosteneva che il veicolo era stato rubato. DG si sarebbe lamentato con un poliziotto ed era stato portato poi in un luogo sconosciuto e picchiato. L'Unità di polizia pacificatrice 
 nega.

Un'altra versione della morte è il ballerino avrebbe saltato alcuni muri, il lunedi notte, per sfuggire uno scontro tra polizia e trafficanti sulla collina, poi cadendo e ferendosi in modo mortale. Questi scontri sono aumentati dopo che il capo del traffico locale, Adauto Goncalves do Nascimento, Pitbull, era risultato assente a una periodica visita a domicilio. Lui è  latitante dal giugno dello scorso anno. Secondo gli amici della vittima, Douglas, che era anche pilota di mototaxi nella comunità, era stato scambiato per un bandito. Fuggendo, si sarebbe poi nascosto all'interno di un asilo nido, dove è stato picchiato a morte dopo essere stato scoperto.  La polizia ha detto che non ci sono fori di proiettile nel corpo del danzatore. La relazione preliminare su fratture costali multiple certifica che i lividi Douglas sono compatibili con la morte per caduta. Maria de Fatima da Silva, madre del ballerino, tuttavia, ha detto che il corpo di suo figlio era piena di stampe di boot, ciò che indica che è stato picchiato. Il risultato finale dell'autopsia dovrebbe essere pronto tra 15 giorni.
Il ballerino forse ucciso dalla polizia, con una fan

mercoledì 19 febbraio 2014

Tragica Ucraina, almeno 25 i morti negli scontri


KIEV - Piazza Indipendenza questa notte
KIEV - Si rinfiamma la protesta in Ucraina e le strade del centro di Kiev tornano a macchiarsi di sangue. Sono 25 le persone che hanno perso la vita negli scontri tra polizia e manifestanti scoppiati a Kiev nella mattina di ieri, secondo il bilancio ufficiale del governo ucraino, secondo il quale ci sono 241 feriti ricoverati in ospedale, tra cui 79 poliziotti e 5 giornalisti. 
Vyacheslav Veremei, il giornalista ucciso stamattina

Un giornalista di "Vesti", Vyacheslav Veremei, è morto questa mattina dopo essere strappato da un taxi mentre stava tornando in redazione dal lavoro e picchiato selvaggiamente. Oggi a Kiev metropolitana e scuole chiuse. La polizia alle 9 di questa mattina ha sferrato un nuovo violento sttacco in piazza Indiopendenza:
Tra le vittime, in base a questo bilancio, ci sarebbero sette agenti e 13 civili, ma il numero delle vittime potrebbe essere destinato a salire ulteriormente. Dopo una giornata tesissima infatti, segnata da una serie di raid di gruppi di dimostranti, centinaia di poliziotti in assetto antisommossa hanno assaltato in serata Maidan Nezalezhnosti, la piazza Indipendenza da tre mesi cuore della rivolta antigovernativa.
L'opposizione ha "oltrepassato i limiti" sperando di arrivare al potere grazie alla strada, e i responsabili saranno giudicati" ha detto il presidente ucraino Viktor Ianukovich. "I leader dell' opposizione non hanno considerato il principio democratico secondo cui si ottiene il potere con le elezioni e non nella strada - ha detto Ianukovich in un messaggio alla nazione pronunciato mentre l' assalto ai manifestanti in piazza era ancora in corso -. Hanno passato i limiti chiamando la gente a prendere le armi. C'è una eclatante violazione della legge - ha aggiunto - e i colpevoli compariranno davanti alla giustizia".

Nel pomeriggio, le autorità avevano lanciato un ultimatum ai dimostranti per sgomberare Maidan entro due ore (alle 18, le 17 in Italia). La polizia ha atteso due ore in più, poi, alle otto di sera in punto, è entrata in azione premendo su due lati della piazza. Gli agenti delle forze speciali 'Berkut' sono tanti e ben equipaggiati, ma hanno dovuto vedersela con migliaia e migliaia di dimostranti, alcuni dei quali armati di spranghe, qualcuno anche di pistole. Alle granate lacrimogene della polizia i manifestanti hanno risposto con pietre, molotov e fuochi d'artificio, mentre centinaia di pneumatici venivano bruciati per creare una cortina di fuoco e fumo che freni l'attacco degli agenti.

martedì 18 febbraio 2014

Si riaccendono durissimi scontri a Kiev

KIEV - Di nuovo durissimi scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi a Kiev, capitale ucraina. Le violenze sono scoppiate quando un cordone di agenti ha impedito a un corteo di migliaia di dimostranti di avvicinarsi al Parlamento, dove oggi si discute una riforma costituzionale chiesta dall'opposizione per ridurre i poteri del presidente.
La polizia ha sparato  gas lacrimogeni e granate flash  nel tentativo di respingere migliaia di manifestanti che marciavano sul  parlamento. I manifestanti hanno risposto con bastoni, pietre e alcuni esplosivi. Almeno un manifestante è rimasto gravemente ferito, sanguinante dalla testa.
Gli scontri sono scoppiati in almeno tre puntii distinti t: al Parco Mariinsky , sulla Hrushevskoho Street e sulla Institutska Street vicino a Shovkovychna Street.
Alle 11:00 (10:00 in Italia) , i manifestanti avevano incendiato un camion della polizia. Almeno quattro agenti avevano preso posizioni nell’edificio al 17/5 di Institutska St., un edificio di cinque piani residenziali e di commercio e dal tetto hanno lanciato gas lacrimogeni e granate versoi manifestanti che hanno preso d'assalto l'edificio e rotto le finestre.L'ingresso principale è stato incendiato, mentre migliaia di manifestanti urlavano contro la polizia sul tetto.
Altri gruppi di manifestanti sono stati ammassati in Hrushevskhoho Street, il punto di infiammabilità delle violenze precedenti tra polizia e manifestanti che hanno preso posizioni tra barricate abbandonate solo ieri. I manifestanti hanno cominciato a bruciare pneumatici per creare una cortina di fumo tra loro e la polizia. 


venerdì 31 gennaio 2014

Ancora volentissimi scontri a Giza (il Cairo): la polizia spara

IL CAIRO - Violenti scontri sono scoppiati a Matareya, a Giza, la megalopoli che abbraccia parte del Cairo: lo riferiscono fonti della sicurezza. La polizia, affiancata da civili filo-esercito, ha aperto il fuoco contro dimostranti pro-Morsi. Durissimi scontri si verificano anche a Ain Shams, sempre nel distretto di Giza: almeno 2.000 pro-Morsi hanno ingaggiato una vera e propria battaglia con i residenti filo-esercito. I sostenitori del deposto presidente hanno dato vita a un sit-in in una piazza del quartiere.

domenica 26 gennaio 2014

Sono ormai 50 in morti negli scontri in Egitto. Quattro soldati uccisi nel Sinai

IL CAIRO - E' di una cinquantina di morti il bilancio degli scontri delle ultime 24 ore in Egitto.Almeno 1.079 persone sono state arrestate. Da 3 luglio scorso uccisi oltre mille pro-Morsi.E' questo il drammatico bilancio, mentre si continua a morire.Quattro soldati egiziani sono stati uccisi e nove altri risultano feriti in una serie di attacchi contro l'esercito nel nord Sinai. Lo hanno detto alla France Presse responsabili dei servizi di sicurezza egiziani. Gli assalitori hanno sparato contro un autobus che trasportava i soldati, nei pressi di una postazione militare, che hanno tentato di colpire sparando un razzo.

mercoledì 22 gennaio 2014

Centrafrica, nuovi scontri e dieci morti. Nuovo presidente

BANGUI - Il presidente ad interim Catherine Samba Panza
BANGUI - E' di almeno 10 morti il bilancio di nuovi scontri esplosi nella Repubblica Centrafricana tra civili e sostenitori dei miliziani ex Seleka. Le violenze si sono verificate vicino ad un campo militare a Bangui. Testimoni hanno anche parlato di saccheggi nel nord della capitale. I disordini sono scoppiati a 48 ore dall'elezione della presidente ad interim della Repubblica, Catherine Samba Panza, che giurerà domani.

martedì 21 gennaio 2014

Kiev, scattata la legge "antimanifestazioni". Ma continuano gli scontri


KIEV - Scontri tra manifestanti anti-governativi e la polizia continuano oggi per il terzo giorno consucutivo nella capitale dell'Ucraina, I manifestanti lanciavano pietre ai poliziotti che hanno risposto con proiettili di gomma.  Gli attivisti indossando elmetti e maschere antigas hanno lanciato pietre, bombe molotov e perfino fuochi di artificio contro la polizia anti-sommossa, che ha risposto con granate stordenti e cannoni ad acqua. Sono intanto entrate in vigore in Ucraina le leggi "anti-manifestazioni", nonostante l'appello dell'Ue ad abrogarle. I provvedimenti prevedono pene severe, fino a 5 anni di carcere, per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate. 
Centinaia i feriti, anche tra le forze dell'ordine, 31 le persone arrestate. E' salito a 120 il numero dei poliziotti ucraini feriti negli scontri che continuano senza sosta a Kiev dal primo pomeriggio di domenica. Lo fa sapere il ministero dell'Interno ucraino specificando che 80 agenti sono stati ricoverati in ospedale.  Nella notte decine di giovani vestiti con abiti sportivi scuri hanno creato disordini nel centro di Kiev e ci sono stati anche degli scontri in un supermercato nel quartiere 'Podil'. I giovani secondo i manifestanti antigovernativi, sono dei "titushki", cioè dei provocatori pagati dal governo per attaccare i dimostranti o provocare scontri con la polizia.


lunedì 16 dicembre 2013

Violenti scontri e sparatorie tra guardie presidenziali nella capitale del Sud Sudan


JUBA - Sparatorie ed esplosioni sono stati sentiti per tutta la notte nella capitale del Sudan meridionale, Juba.
I media locali hanno detto che il combattimento era tra le fazioni rivali della guardia presidenziale e si è concentrato attorno alle loro caserme.
Il portavoce dell'esercito Phillip Aguer ha detto ai residenti di "rimanere nelle loro abitazioni fino a quando si stabilirà la vera causa delle sparatorie".
L'ONU ha espresso preoccupazione e ha fatto appello a tutte le parti a mostrare moderazione.
Il Sud Sudan è formalmente divisa dal Sudan nel 2011, dopo decenni di conflitti. Numerosi gruppi armati rimangono attivi nel paese ricco di petrolio. Le tensioni sono alte da quando il presidente Salva Kiir ha respinto il suo intero gabinetto, tra cui il suo vice Riek Machar, nel mese di luglio, in una lotta di potere. Machar aveva indicato che intendeva contestare le elezioni presidenziali nel 2015.
I combattimenti si sono intensificati questa mattina presto. Il Sudan Tribune ha detto che gli scontri sono scoppiati quando una unità della guardia presidenziale, che sono per lo più di etnia Nuer, si è scontrata con un gruppo di guardie prevalentemente Dinka.
Kiir è dalla comunità Dinka, che è la più grande del Sud Sudan, mentre Machar è dal Nuer. Alcuni Nuer si sono lamentati dominazione politica Dinka.

Aguer ha detto che i militarisi rammaricano per la situazione, ma non ha fornito dettagli sulle vittime

sabato 14 dicembre 2013

Corteo studenti e centri sociali, tensione a Torino e a Venezia

TORINO - Momenti di tensione in piazza Castello a Torino dove si è conclusa una manifestazione di studenti: quattro persone sono rimaste contuse, due tra le forze dell'ordine e due tra i manifestanti, e quattro persone fermate e portate in Questura per essere identificate: questo il bilancio delle due distinte manifestazioni svoltesi contro la legge di Stabilità e a sostegno del diritto allo studio.
Al termine del corteo degli studenti in piazza Castello alcuni giovani hanno lanciato uova di vernice colorata contro il Palazzo della Regione, imbrattandolo. Le forze dell'ordine a presidio del palazzo sono intervenute per allontanare i manifestanti.

Scontri anche a Venezia, 2 fermati - Due giovani dell'area antagonista sono stati fermati dalla Questura dopo gli scontri con polizia e carabinieri in Piazzale Roma a Venezia. Nei tafferugli avrebbero riportato leggere ferite e contusioni una decina di uomini delle forze dell'ordine. Il ponte di Calatrava è stato chiuso al transito. Nella fase più cruenta degli scontri, i giovani dei centri sociali hanno lanciato verso le forze dell'ordine alcune transenne e bidoni dei rifiuti. La polizia ha risposto con un paio di cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Dal gruppo antagonista è partita quindi una sassaiola.

giovedì 21 novembre 2013

Scontri al Cairo, studente ucciso dalla polizia in un campus universitario

IL CAIRO - Uno studente è stato ucciso negli scontri avvenuti nella notte fra manifestanti pro Morsi e polizia all'interno del campus dell'università di Al Azhar, a Il Cairo. Lo riferisce il ministero della Sanità egiziano. Secondo l'Unione degli studenti dell'ateneo le vittime sarebbero invece tre, mentre i feriti 320, dei quali 150 colpiti da proiettili da caccia.

domenica 6 ottobre 2013

Scontri in Egitto, 15 morti

IL CAIRO - E' di almeno 15 morti il bilancio delle vittime di scontri in Egitto. Lo ha riferito il ministero della Salute. Sostenitori del deposto presidente Mohammed Morsi si erano organizzati in cortei e avevano cominciato a sfilare in diverse città durante le celebrazioni dell'anniversario della guerra tra Israele e Paesi arabi avvenuta nel 1973, entrata nei libri di storia con il nome di Guerra della Yom Kippur.

martedì 27 agosto 2013

Arrestati due ultras milanesi per gli scontri a margine di Verona-Milan


MILANO - Due ultras del Milan sono stati arrestati, dopo gli incidenti tra le opposte tifoserie, a margine dell'incontro di sabato Verona-Milan, valido per la prima giornata di campionato di serie A. Gli agenti della Digos della Questura di Milano hanno fermato B.A., 24 anni di Monza, con un precedente, e C.M., 21 anni, milanese incensurato. I due sono finiti in manette grazie alla normativa che consente l'arresto "in differita".

venerdì 5 luglio 2013

il Cairo nel caos: le forze di sicurezza uccidono tre sostenitori di Morsi. Cortei e scontri

IL CAIRO - Manifestanti pro Morsi in corteo
IL CAIRO - Pro e anti Morsi si sono scambiati colpi di arma da fuoco nei pressi della piazza davanti all'università del Cairo dove si stanno radunando i supporter del presidente egiziano deposto. Lo riferiscono fonti della sicurezza secondo le quali ci sono feriti e tre morti.
Le tre persone morte oggi al Cairo erano sostenitori di Morsi e sono rimaste uccise quando i soldati hanno aperto il fuoco. Gli scontri sono avvenuti nei pressi della sede della Guardia Repubblica, l'unità militare incaricata di proteggere la presidenza egiziana. A sparare sono state le forze di Sicurezza. L'esercito però egiziano smentisce di aver sparato sui manifestanti a favore di Morsi, a Il Cairo. E fa sapere di aver soltanto lanciato gas lacrimogeni.
Migliaia di manifestanti per Morsi stanno marciando verso il ministero della Difesa egiziano, blindato da decine di tank che bloccano tutte le strade di accesso. Evacuati dalla zona tutti i manifestanti anti Morsi che per giorni hanno effettuato un sit in davanti al ministero.
Lo spazio aereo sopra Il Cairo è stato chiuso per le esercitazioni dell'aviazione egiziana, come hanno riferito fonti dell'aeroporto, spiegando che i voli in arrivo saranno dirottati su altri scali egiziani.