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mercoledì 5 febbraio 2014

Padova: "La crisi mi ha tolto il sorriso". E si butta dal decimo piano

PADOVA - Un uomo di 55 anni, Giovani Zampieri, si è suicidato a Padova buttandosi dal decimo piano dell'ospedale della città. La vittima, che viveva a Due Carrare (Padova) e gestiva una pompa di benzina, in un biglietto ha lasciato scritto: "La crisi mi ha tolto il sorriso". Questa mattina l'uomo ha lasciato il posto di lavoro, ha raggiunto il decimo piano dell'ospedale e, dopo aver aperto una piccola finestra della sala d'aspetto, si è gettato nel vuoto.

domenica 9 giugno 2013

Pesaro: arrestati gli assassini del benzinaio. Uro era un suo dipendente, che ha rischiato il linciaggio fuori dalla caserma dei carabinieri

Andrea Ferri
PESARO - Svolta nelle indagini sulla morte di Andrea Ferri, l'imprenditore pesarese ucciso lunedì notte nella città marchigiana. Sono state infatti poste in stato di arresto le due persone fermate nella tarda serata di ieri. In manette sono finiti un marocchino naturalizzato italiano, residente a Rimini, e un macedone, dipendente di Ferri. I due volevano rapinare l'imprenditore dell'incasso dei distributori di benzina che possedeva.
Secondo i carabinieri del Comando provinciale, i due avevano intenzione di prendere nell'auto di Ferri, un Suv nel quale l'imprenditore è stato crivellato di colpi, le chiavi elettroniche del caveau del distributore che l'uomo aveva a Montecchio, dove vengono erogati grossi quantitativi di carburante perché serve soprattutto autotrasportatori.
A mettere gli investigatori sulle tracce degli assassini, il furto compiuto nel distributore da una persona travisata proprio la notte del delitto. L'area di servizio è stata così perquisita e monitorata, perché è stato subito chiaro che, date le strumentazioni sofisticate per accedere al caveau, solo una persona dell'entourage di Ferri poteva avervi accesso o procurarsi le chiavi elettroniche.
La pistola usata per l’agguato, o almeno un’arma assolutamente compatibile, con tanto di munizionamento, è stata recuperata dai militari in casa del marocchino a Rimini. Sequestrata anche l’auto sulla quale si presume che i due siano fuggiti dopo aver ucciso Ferri.
Gli amici di Ferri si erano radunati davanti al comando provinciale dei carabinieri, in attesa del trasferimento in carcere dei due arrestati. Hanno inveito soprattutto contro il macedone, 24 anni, che lavorava in una delle stazioni di servizio di Ferri. L’uomo è uscito per primo dalla caserma, stretto tra i carabinieri, ed è scattato un tentativo di aggressione, prontamente bloccato dal cordone di militari che, evidentemente, si aspettavano una reazione forte. Stessa sorte per l’altro fermato, l’italo-africano. Pugni e calci contro le auto dei carabinieri, che sono riuscite ad allontanarsi, ad alta velocità, verso il carcere pesarese di Villa Fastiggi. Dopo le urla, si è alzato un lungo e fragoroso applauso ai militari: alcuni degli amici della vittima hanno percorso la scalinata del comando provinciale e hanno stretto la mano agli uomini dell’Arma.
"Dedichiamo il nostro lavoro alla moglie e ai figli di Andrea Ferri". Così il comandante provinciale dei carabinieri di Pesaro, Giuseppe Donnarumma, ha commentato l’applauso.
Il macedone, ieri, aveva partecipato ai funerali dell’imprenditore. Poco dopo è stato fermato dai carabinieri.  Il giovane aveva evidentemente pensato che la sua assenza ai funerali del datore di lavoro avrebbe insospettito i carabinieri. Dalle indagini emerge che per Ferri, padre di un bambino di 12 anni e di una ragazza di 18, il 24enne era come un terzo figlio, con cui la vittima si confidava e che era al corrente di molti particolari della vita privata dell’uomo ucciso. Probabilmente, dunque, era anche a conoscenza delle abitudini e delle frequentazioni di Ferri, che la sera dell’agguato usciva dall’abitazione di un’amica nigeriana. Ad attenderlo fuori, il killer e un complice che hanno esploso 7 colpi di pistola, 5 dei quali hanno raggiunto l’uomo alla testa e uno alle spalle. L'imprenditore aveva anche aiutato economicamente il presunto assassino, che aveva un regolare contratto di lavoro e viveva in provincia di Pesaro, a Morciano. Nel suo ambiente, il macedone è conosciuto con il soprannome "il Barbaro", probabilmente per via della sua struttura massiccia e muscolosa.   

martedì 4 giugno 2013

Pesaro: benzinaio ucciso nella notte con 7 colpi di pistola nei pressi del lungomare

PESARO - La strada dell'omicidio
PESARO - Un uomo è stato trovato morto la scorsa notte in via Paterni, sul lungomare di Pesaro. Sul suo corpo sono state trovate ferite da arma da fuoco: due uomini hanno inseguito e ucciso con 7 colpi di pistola la vittima, un benzinaio, Andrea Ferri 51 anni, titolare di 3 distributori. L’uomo ha tentato di fuggire dopo aver abbandonato il suo suv ma è stato raggiunto e ucciso dai due con colpi alla schiena e alla testa. Tutto è successo intorno alle 2.30 della scorsa notte all'altezza del civico 23.

 Sull'omicidio sono in corso indagini dei carabinieri: tutte le piste sono aperte, a cominciare da quella di una vendetta passionale.

venerdì 18 novembre 2011

Benzinaio ucciso a coltellate da un rapinatore a Thiene

 VICENZA, 18 NOV - Un benzinaio è rimasto ucciso durante un tentativo di rapina del suo impianto, a Thiene (Vicenza). L'uomo è stato colpito da alcune coltellate inferte dal malvivente che voleva rapinarlo. Il fatto è avvenuto attorno alle 18, in viale Europa a Thiene. Sul posto sono giunti i carabinieri di Vicenza.
Il benzinaio è deceduto nonostante il tentativo prolungato dei medici del Suem 118 di rianimarlo. Giunto in condizioni disperate al pronto soccorso di Vicenza, è morto poco dopo. L'uomo gestiva un impianto della "Esso".
Secondo le prime ricostruzioni il rapinatore è entrato nell'ufficio dove il titolare del distributore, Francesco Zoppello, di 49 anni, tiene la cassa. Il benzinaio avrebbe cercato di reagire alla rapina, usando una mazza contro il malvivente che poi lo ha accoltellato. L’uomo, secondo le prime informazioni, sarebbe stato raggiunto da tre fendenti, due dei quali al petto. 
Il bandito è poi scappato a piedi verso via Torino, secondo alcune testimonianze, coprendosi il volto con le mani per salire poco più avanti su un'auto. Non è ancora chiaro se nella macchina c'era qualcuno ad attenderlo o meno.

Francesco Zoppello, residente a Zanè, era sposato e padre di una bambina di 10 anni e di un bimbo di pochi mesi.