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lunedì 2 marzo 2015

NEPAL, pedofilo canadese condannato a 7 anni per violenze su minore handicappato

Il canadese pedofilo viene portato in tribunale

PATAN (Nepal) - Un tribunale nepalese ha condannato il cittadino canadese Ernest Fenwick MacIntosh, 71 anni, a sette anni di carcere e l'equivalente di 9mila euro di multa, riconosciuto colpevole di violenze sessuali su un ragazzo minorenne handicappato alloggiato in un centro sociale di Lalitpur, distretto che fa parte della zona di Bagmati nella Regione Centrale, con capoluogo Patan. MacIntosh aveva violentato il ragazzo, che ha solo un braccio, offrendogli doni e supporto mediale promettente per avere un braccio protesico.
Il detenuto ha una storia di violenze sessuale nei confronti dei bambini. Nel 1970, MacIntosh era stato indagato con l'accusa di aver aggredito sessualmente quattro ragazzi in Canada. Nel 2011 molte delle accuse sono state cancellate da un tribunale in Canada perché il suo caso aveva impiegato troppo tempo per arrivare a processo.  MacIntish era stato estradato dall'India al Canada nel 2007 per casi analoghi.  MacIntosh, che era arrivato in Nepal con un visto turistico nello scorso agosto, aveva contattato il Centro-gesuita di St Xaviere per i bambini senza casa, con un'offerta di donazioni.
Il caso sottolinea i problemi degli orfanotrofi del Nepal, alcuni dei quali sono stati colpiti da accuse di abuso sessuale, corruzione e frode negli ultimi anni. Anche se è illegale fare volontariato in Nepal con un visto turistico, funzionari degli orfanotrofi spesso consentono agli stranieri di trascorrere del tempo con i bambini in cambio di donazioni. E i controlli sono raramente condotti su quelli che si offrono di aiutare.
Nel mese di agosto 2012, il britannico Simon Jasper McCarty è stato dichiarato colpevole di aver abusato sessualmente di tre ragazzi che incontrava in Nepal. Nel dicembre 2010, il francese Jean-Jacques Haye è stato condannato per aver violentato 10 bambini in un orfanotrofio Kathmandu.

Patan, capoluogo del distretto di Lalitpur

venerdì 11 luglio 2014

India, ragazza di 14 anni violentata per vendetta: suo fratello aveva molestato una donna

In rosso lo stato di Jharkhand
NEW DELHI - Una adolescente nello stato orientale indiano di Jharkhand è stata violentata in UN’apparente vendetta per un presunto assalto a un'altra donna,. Tre persone sono state arrestate, tra cui un capo villaggio che è accusato di aver approvato il gesto. .
La ragazza 14 anni,  è stata presumibilmente violentata  dopo che suo fratello è stato accusato di aver aggredito una donna.
il capo del villaggio è stato arrestato insieme con il presunto stupratore  e il fratello della ragazza.
"Questo stupro avvenuto per la legge del taglione", ha detto il capo della polizia di Jharkhand Rajiv Kumar.
"Il 6 luglio, la moglie dell'imputato è stata vittima di comportamenti scorretti da parte del fratello della ragazza. Il capo del villaggio è stato determinante nel provocare questa violenza sulla vittima."

La ragazza è stata portata in ospedale dopo l'attacco e ha denunciato il fatto alla polizia.

martedì 3 giugno 2014

Uttar Pradesh centro degli stupri: violentate anche una donna giudice e una bimba di 5 anni


NEW DELHI - Ennesimo episodio di violenza sessuale in India. Nello Stato dell'Uttar Pradesh alcuni sconosciuti hanno abusato di una donna giudice, tentando poi di ucciderla. La vittima è stata trovata nella sua abitazione in stato di incoscienza, drogata e gravemente ferita. Questo nuovo caso è accaduto nello stesso Stato in cui due cuginette erano state stuprate e poi impiccate a un albero. 
E sempre nell’Uttar Pradesh una bimba di 5 anni stata presumibilmente violentata da un ragazzo di 12 anni in un villaggio nel distretto di Fatehpuri. Il ragazzo aveva  trovato da sola la vittima fuori dalla sua casa nella notte di lunedi, perché i genitori erano momentaneamente assenti. L'imputato, uno studente della classe 5,ha confessato alla polizia di aver attirato la vittima con una caramella dentro la sua casa. Prima di commettere il delitto, aveva visto clip porno sul cellulare di un parente. La bimba è stata ricoverata all’ospedale governativo di Fatehpu,r ma potrebbe essere spostata a Kanpur per il trattamento avanzato. La madre della vittima ha detto alla polizia che tornata a casa, ha visto la piccola distesa sul pavimento fuori conoscenza sanguinante e ha notato anche il ragazzo che scappava.  Tuttavia, dopo un inseguimento l'imputato è stato catturato da alcuni residenti locali,r. Gli anziani locali hanno cercato di dissuadere la madre della ragazza dalla presentazione della denuncia nell’incredibile tentativo sminuire il crimine come un "errore di infanzia". Ma la donna l’ha presentata. Il ragazzo è stato inviato a un istituto di correzione, in attesa del processo.

giovedì 20 marzo 2014

Se l'è cavata il generale Usa affamato di sesso: solo multato e "biasimato"

Il generale Sinclair con i suoi avvocati
FORT BRAGG - Il generale Jeffrey A. Sinclair ha ricevuto una nota di biasimo oggi da un giudice militare, dopo che si era dichiarato colpevole delle accuse di maltrttamenti alla sua amante, adulterio e diffusione di otografie esplicite a ufficiali dell'esercito femminili. Era accusato anche di "relazioni inappropriato" con altre due donne militari. 
E’ stato l’ufficiale militare statunitense più alto in grado finito davanti alla corte marziale con l'accusa di violenza sessuale, ma all'inizio di questa settimana quelle accuse sono sate ritirate quando si è dichiarato colpevole di relazioni inapprorpiate con le tre donne.
Gli è 'stato anche ordinato di rinunciare a 5.000 dollari al mese di stipendio per quattro mesi, ma gli è stato permesso di mantenere la sua pensione. Non passeràà alcun tempo in prigione.
La sentenza, decisa da un giudice militare a Fort Bragg, Carolina del Nord, era di gran lunga inferiore a quello che aveva potenzialmente affrontato quando il caso è iniziato: una possibile condanna all'ergastolo con l'accusa di aver aggredito sessualmente il capitano donna dell'esercito che era stata la suo amante per tre anni. Sinclair ha sorriso abbracciando i suoi due avvocati in aula alla lettura della sentenza. All'esterno dell'edificio, ha detto che "il sistema ha funzionato" e tutto quello che voleva fare era ormai "abbracciare mia moglie e i miei figli."
Bisognerà vedere se la moglie avrà ancora voglia di farsi abbracciare.

sabato 8 marzo 2014

Usa, generale a processo per violenza sessuale a capitano-donna. Rischia l’ergastolo

Il generale Jeffrey Sinclair
FORT BRAGG (Carolina del Nord) - Un capitano-donna dell'esercito americano che accusa un generale di averla aggredito sessualmente ha pianto mentre raccontava a un giudice di aver ricevuto da lui minacce di morte. La donna dell'esercito sarebbe stata costretta  a fare sesso orale con il generale durante la loro triennale relazione illecita. nella prima udienza contro il generale di brigata Jeffrey Sinclair, 51 anni,  davanti alla corte marziale la donna ha detto che gli attacchi hanno avuto luogo in Afghanistan alla fine del 2011 e che lei era stata costretta con la violenza ai rappori
L'accusatrice,  non identificata,  ha parlato nel  processo militare a Fort Bragg, Carolina del Nord. Gli avvocati difensori hanno sostenuto che il generale era vittima di una donna infatuata e che l'azione penale avviene sotto pressione politica.
Il generake Sinclair è il militare di più alto rango conivolto in un procedimento penale militare negli Stati Uniti fino ad oggi.
Egli rischia già una condanna fino a 15 anni dopo aver ammesso ieri l’adulterio e altri oneri ritenuti illegali in campo militare. L'ex vice comandante della élite 82nd Airborne Division potrebbe essere addirittura condannato al carcere a vita in caso di accertata violenza sessuale.
Nelle dichiarazioni di apertura di venerdì, il procuratore dell’Esercito Col. Robert Stelle ha detto che il generale aveva usato la sua autorità per intimidire un ufficiale donna per costringerla ad atti sessuali.

Il capitano ha detto che "sapeva che era sbagliato" quando ha iniziato la  relazione. Ma riteneva che la moglie del generale sapesse del loro rapporto fino a quando lui le aveva invece detto che lei non avrebbe mai dovuto scoprirlo. "Mi ha detto che se lo avessi mai detto a chiunque, lui mi avrebbe ucciso e poi avrebbe ucciso la mia famiglia», ha raccontato singhiozzando sul banco dei testimoni. «E lo avrebbe fatto in un modo che nessuno lo avrebbe mai saputo."

giovedì 12 dicembre 2013

La ragazza che baciò “per sfregio” un poliziotto denunciata per violenza sessuale

TORINO - E' diventata famosa per aver baciato un poliziotto durante la marcia anti-Tav del 16 novembre. E ora la milanese Nina De Chiffre è stata denunciata dal segretario generale del Coisp, il sindacato di polizia, Franco Maccari, il quale ha spiegato di aver sporto denuncia per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale.
"Se fosse stato un poliziotto a baciare un manifestante a caso - ha spiegato Maccari a 'La Zanzara' su Radio24 - sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale". E invece, per ora, è spuntata solo la denuncia: il segretario del sindacato ha sottolineato che baciare qualcuno senza il suo consenso è un reato.

E in effetti, l'immagine che inizialmente era stata letta come un gesto di distensione tra manifestanti e agenti, aveva in realtà tutt'altro significato: proprio la ragazza aveva infatti sottolineato che la sua intenzione era esattamente opposta, e cioè un gesto di provocazione, un atto di disprezzo nei confronti delle forze dell'ordine. Tanto che su Facebook aveva definito gli agenti "porci schifosi da appendere a testa in giù", e a Repubblica aveva spiegato di aver voluto "che quel poliziotto si ricordasse quello che è successo a Marta di Pisa, che a luglio è stata molestata e picchiata senza nessuna conseguenza per gli agenti".

venerdì 18 ottobre 2013

L’amico di famiglia stuprava la figlia 13enne. Arrestato nel Milanese

MILANO - Un 47enne è stato arrestato dalla polizia nel Milanese con l'accusa di violenza sessuale pluriaggravata nei confronti di una 13enne figlia di amici. Le indagini degli agenti della squadra Mobile sono cominciate due mesi fa dopo alcune segnalazioni, poiché le voci che riguardavano il 47enne si erano fatte insistenti. L'uomo ha negato di aver usato violenza; secondo quanto emerso dalle indagini, invece, gli abusi proseguivano da un anno

L'arrestato è accusato, in particolare, di atti sessuali con una ragazzina di età inferiore ai 14 anni, anche se sembra che tra l'uomo e la ragazza vi fosse una relazione che andava avanti da mesi. Gli agenti hanno ricostruito la vicenda anche grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali. L'ordinanza è stata emessa dal gip Vincenzo Tutinelli su richiesta del pm Cristian Barilli.

venerdì 4 ottobre 2013

Roma, arrestati tre poliziotti per violenza sessuale


ROMA - La Squadra mobile di Roma ha arrestato tre agenti di polizia per violenza sessuale. I fatti contestati si riferiscono a due diversi episodi: uno nei confronti di una sudamericana ai domiciliari, l'altro ad una ragazza italiana che era stata fermata per accertamenti la notte della finale degli europei di calcio dello scorso anno. Gli arrestati sono un sostituto commissario, un assistente ed un operatore tecnico della polizia in servizio alla Questura.

martedì 10 settembre 2013

L’uruguaiano salvato dal rifugio argentino è ricercato per abusi sessuali su un minore in Cile

SAN JUAN - Raul Gomez Cincunegui in ospedale dopo il salvataggio
SAN JUAN (Argentina) - L’uomo uruguaiano salvato da un rifugio di montagna nelle Ande dove si trovava da 4 mesi dopo il tentativo fallito di passare dal Cile all'Argentina sta affrontando una accusa di abusi sessuali su minori in Cile, dicono i funzionari.
Raul Gomez Cincunegui, 58 anni, è stato trovato nel rifugio di montagna Sardina da parte di funzionari argentini domenica scorsa. Secondo i media, Gomez avrebbe ammesso di essere fuggito in montagna per sfuggire al processo.
Ora un pubblico ministero ha chiesto la sua estradizione in Cile. Gomez era sotto processo in Cile con l'accusa di aver abusato di un bambino di 8 anno e gli era stato ordinato di non lasciare il Paese.
I funzionari cileni hanno detto che un mandato di arresto per Gomez è stato emesso nel mese di luglio, dopo che non si era presentato in tribunale.
"L'ufficio del Pubblico Ministero della regione settentrionale centrale cilena ha chiesto l'estradizione del motociclista uruguaiano salvato nella fascia andina, Raúl Gómez Cincunegui, accusato di abusi sessuali sui minori", ha detto l'ufficio in una dichiarazione rilasciata alla stampa cilena .
L'accusa è stata fatta da un ragazzo di otto anni del comune di Cerro Navia , a nord della capitale cilena Santiago.

"Pensiamo che abbia lasciato il Cile attraverso un valico di frontiera non autorizzato, dato che la polizia di frontiera sapeva che gli era proibito di lasciare il Paese", ha detto la dichiarazione del procuratore.

mercoledì 23 gennaio 2013

Violenze su una bambina: 103 anni di carcere a esponente di una comunità ortodossa ebraica di New York

Nechemya Weberman, condannato a 103 anni

NEW YORK - Un terapeuta senza licenza che era un membro di spicco di una comunità ultra-ortodossa ebraica di Brooklyn è stato condannato a 103 anni di carcere per aver ripetutamente abusato sessualmente di una eagazza, a partire da  quando aveva 12 anni.
Nechemya Weberman, 54 anni, sposato con 10 figli e nonno di un nipote dio 19 anni e membro della comunità chassidica Satmar del quartiere di Williamsburg, non ha reagito quando il giudice lo ha condannato. La vittima, ora diciottenne, che ha consegnato una dichiarazione appassionata chiedendo il massimo della pena da, è scoppiata in lacrime.
"Il messaggio deve andare a tutte le vittime di abusi sessuali:  le vostre grida saranno ascoltate e giustizia sarà fatta", ha detto il giudice della Corte Suprema dello Stato John G. Ingram prima di infliggere la pena, il massmo consentito dalla legge. Ha elogiato la giovane vittima per il "coraggio avuto nel denunciare i fatti"

martedì 4 dicembre 2012

Violenza sessuale e pedopornografia: arrestato il sindaco di Casteldieci (Rimini)

Il Comune di Casteldieci, in provincia di Rimini

RIMINI - Il sindaco di Casteldelci, Mario Fortini, comune dell'entroterra Riminese, è agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico. Nella tarda serata di ieri, i militari della Compagnia carabinieri di Novafeltria e i militari della Stazione di Pennabilli, hanno concluso l’operazione “Aurora” dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Bologna, Andrea Santucci, su richiesta del pm Simone Purgato della Dda di Bologna.
L'indagine ha preso avvio ad agosto, quando i militari sono venuti a conoscenza di presunti abusi sessuali compiuti da Fortini su una minore di 15 anni.
Le indagini hanno permesso di ricostruire la vicenda di violenza nei confronti della minore, che sarebbe iniziata nel 2002, quando la giovane aveva 4-5 anni. Dall'indagine è emerso che la minore per circa dieci anni sarebbe stata costretta a subire atti sessuali, solitamente all'interno dell'abitazione del Fortini e qualche volta anche all'aperto.

A seguito dei primi riscontri nelle indagini, i miltiari della Compagnia di Novafeltria hanno richiesto alla Procura della Repubblica di Rimini un decreto di perquisizione per l'abitazione del sindaco, nonché negli uffici del municipio di Casteldelci. Perquisizioni poi effettuate il 6 settembre rinvenendo e sequestrando telefoni cellulari, computer, pen drive, lettori cd rom, dvd e altri supporti e materiali informatici.

A seguito di accertamenti sul contenuto del materiale informatico, è emersa la presenza di materiale pedopornografico. Inoltre la giovane vittima ha raccontato agli investigatori l'intera vicenda. Il sindaco è stato accompagnato presso il suo domicilio, ove rimarrà a disposizione della competente Autorità Giudiziaria; gli è stato vietato di comunicare, con qualsiasi mezzo anche telefonico e telematico, con persone di età minore di 18 anni, nonché, per la durata di mesi 6, con la famiglia della minore.

martedì 20 novembre 2012

Arrestato il cappellano di San Vittore: violenza sessuale sui detenuti

Don Alberto Barin

MILANO - Don Alberto Barin, cappellano del carcere milanese di San Vittore, e' stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su sei detenuti e per concussione. In un comunicato il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati spiega che ''nel pomeriggio odierno, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il tribunale di Milano, ufficiali di polizia giudiziaria della IV sezione della Squadra Mobile e della Polizia Penitenziaria di Milano, hanno tratto in arresto don Alberto Barin, cappellano della Casa Circondariale di Milano, indagato per violenza sessuale in danno di sei detenuti e per concussione.
Il sacerdote è stato accusato, per l'esattezza, di violenza sessuale pluriaggravata e continuata nei confronti di sei carcerati stranieri, tutti extracomunitari, prevalentemente africani, tra i 22 e i 28 anni, in carecere per reati di piccola entità, quali furti e rapine, a eccezione di uno di loro accusato di omicidio. Le prestazioni sessuali sarebbero state ottenute in cambio di favori, "come compenso per la fornitura di generi di conforto o per interessamento alla loro posizione carceraria". 

Praticamente nel giro di cinque anni, a partire dal 2008, il cappellano avrebbe usufruito della sua posizione per fornire beni di necessità come spazzolini, shampoo, sigarette e saponette per ottenere in cambio prestazioni sessuali. Il 51enne è stato portato nel carcere di Bollate mentre i sei detenuti sono stati trasferiti in altri penitenziari.

A far scattare le indagini nei confronti di don Barin il racconto di una delle vittime, che antecedentemente aveva denunciato un abuso da parte di un altro detenuto. E, poi, ha rivelato anche le violenze del cappellano.

mercoledì 5 settembre 2012

Due in manette a Palermo: violenza sessuale sulla spiaggia di Mondello


PALERMO - Sono finiti in manette in due con l’accusa di violenza sessuale. Le vittime sono due ragazze che sarebbero state stuprate sulla nota spiaggia palermitana di Mondello. La violenza sessuale sarebbe avvenuta nella notte tra sabato primo settembre e domenica.
Inutili le disperate richieste di aiuto delle vittime, poi soccorse da un passante che ha chiamato la polizia. Gli arrestati, i cui fermi sono stati già convalidati dal Gup Lorenzo Matassa, sono Maurizio Mortillaro, magazziniere di 32 anni, e Antonino Mangano, macellaio e salumiere in un centro commerciale della città, 35 anni. Entrambi sono stati accusati di violenza sessuale aggravata in concorso fra di loro. I due si sono difesi sostenendo che i rapporti sessuali sono stati consensuali. La loro versione sembra però contrastare con i primi dati emersi dalle indagini: la visita medica, effettuata al policlinico, ha confermato che le due giovani avevano avuto rapporti tutt'altro che volontari; circostanza confermata anche dal fatto che le vittime avevano la biancheria intima strappata. Inoltre sembra che i due presunti violentatori siano fuggiti senza una motivazione e abbandonando le ragazze in piena notte.

mercoledì 15 febbraio 2012

La violenza fuori della discoteca aquilana: indagato per stupro un giovane militare. Sospetti su due commilitoni e sulla fidanzata di uno di loro


La discoteca  Guernica di Pizzoli

L'AQUILA - Un giovane è iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sul presunto stupro della giovane laziale, ancora ricoverata in stato di shock e con gravi ferite all'ospedale San Salvatore dell'Aquila, avvenuto al di fuori della discoteca Guernica, nel Comune aquilano di Pizzoli, nella notte tra sabato e domenica scorsi. Si tratta di un militare di 21 anni avellinese. Sospetti anche su due suoi commilitoni e la ragazza fidanzata di uno di loro
Le indagini della Procura dell'Aquila e dei carabinieri si erano subito concentrate sui quattro giovani, due campani e un aquilano, e la ragazza fidanzata dell'aquilano, che erano stati bloccati da due buttafuori e dal gestore del locale mentre si accingevano a lasciare la discoteca a bordo di un'automobile, subito dopo il ritrovamento della studentessa svenuta e semisvestita nella neve e con gravi ferite sanguinanti nelle zone genitali.

La posizione più grave è quella di un giovane militare originario della provincia di Avellino che è stato trovato con la camicia e le mani sporche di sangue. Nella deposizione come persona informata sui fatti, il giovane ha prima negato tutto e poi, messo alle strette, ha confessato il rapporto sessuale ma sostenendo che la ragazza fosse consenziente. Un racconto definito pieno di contraddizioni dagli inquirenti. Nel lungo interrogatorio cui sono stati sottoposti domenica i quattro hanno respinto ogni addebito e sono stati rilasciati al punto che, successivamente, hanno ripreso regolarmente il loro servizio in caserma. Poi, oggi, l'iscrizione sul registro degli indagati del 21enne avellinese. Sul militare in servizio presso il 33/Esimo reggimento di artiglieria terrestre Acqui dell'Aquila viene ipotizzato il reato di violenza sessuale e lesioni gravissime.

mercoledì 4 gennaio 2012

Stanno violentando una donna: due arrestati da una pattuglia della polizia


ROMA - Stavano stuprando una donna quando sono stati fermati dagli agenti. Tre volanti della polizia, durante un controllo di routine a Ostia, nell'area della pineta, hanno sorpreso due romeni mentre abusavano di una cittadina polacca di 33 anni. I due sono stati arrestati, mentre un terzo connazionale, rintracciato più tardi, è stato denunciato.
L'episodio è avvenuto ieri notte. I due sono stati arrestati per violenza sessuale di gruppo dopo i riscontri effettuati dalla polizia giudiziaria del commissariato e della squadra Mobile. La terza persona non era presente durante lo stupro. Non è ancora chiaro che tipo di rapporti abbia con la donna e se abbia in qualche modo partecipato alla violenza.

giovedì 8 dicembre 2011

Il video di Strauss-Khan al Sofitel di New York: se ne va senza fretta e i poliziotti si danno il "cinque

Strauss Khan si allontana tranquillamente dall'hotel
PARIGI - Fu complotto o no contro Dominique Strauss Kahn? La catena francese Bfmtv ha diffuso le prime immagini della videosorveglianza dell'hotel Sofitel di New York il 14 maggio, che mostrano in particolare l'ex direttore del Fondo Monetario Internazionale e la cameriera che l'ha accusato di violenza sessuale.

DSK è stato arrestato il 14 maggio a New York. I procedimenti penali avviati contro di lui sono caduti ad agosto, ma un procedimento civile resta in corso e la vicenda ha bruscamente interrotto le ambizioni politiche dell'uomo, che i sondaggi indicavano favorito alle elezioni presidenziali del 2012 in Francia.

BFMTV si è procurata le immagini delle telecamere dell'albergo dall'uscita di Dominique Strauss-Kahn alle 12.27 (ora di New York) fino all'arrivo della polizia alle 14.10, il 14 maggio. In queste immagini, si vede inizialmente DSK uscire tranquillamente dall'ascensore del Sofitel, dirigersi verso il ricevimento, pagare il conto, uscire dalla hall prima di salire su un taxi. Immagini di cui ha parlato per primo il giornalista americano Edward Epstein adombrando la possibilità di un complotto.

Dalle immagini, sembra palese che Strauss-Kahn non abbia fretta. Una scena si svolge in un corridoio del Sofitel di fronte a un locale di sicurezza: un agente dell'hotel, Adrian Branch, telefona alla polizia per avvertire che una dipendente afferma di essere stata vittima di una "violenza sessuale", secondo una registrazione audio diffusa da Bfmtv e il resoconto che fa il quotidiano Le Monde nella sua edizione di venerdì. Nelle immagini, si vede la Diallo seduta nel corridoio, calma. Tutta la scena dura dalle 13.32 alle 13.35.

La rete televisiva ha in seguito diffuso l'ormai famoso scambio di congratulazioni tra due degli agenti del Sofitel. Brian Yearwood e Derrik May, che soli in un locale, si danno il cinque e si abbracciano. May inizia successivamente a ballare. 

lunedì 25 luglio 2011

Esce allo scoperto la cameriera che accusa Strauss-Khan: "Non sono una prostituta e lui deve finire in prigione"


NEW YORK - ''Per colpa sua mi trattano come una prostituta. Deve andare in prigione. Deve sapere che ci sono posti dove non puo' usare il suo potere e i suoi soldi''. Nafissatou Diallo, la cameriera dell'hotel Sofitel che accusa l'ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) Dominique Strauss-Kahn di violenza sessuale, esce allo scoperto. E affida al settimanale Newsweek la sua versione dei fatti che, afferma, ''non e' mai cambiata''. Versione che poi ribadisce in un'intervista anche alla Nightlife della televisione ABC.
La cameriera del Sofitel durante l'intervista all'emittente ABC
''Noi siamo poveri ma brava gente. Io non penso ai soldi'' afferma Diallo, intervistata nell'ufficio del suo legale Thompson Wigdor. Immediata la replica dei legali di Strauss-Kahn: ''Vuole infiammare l'opinione pubblica''. Ricostruisce nel dettaglio quanto accaduto sabato 14 maggio quando, dopo aver bussato alla stanza 2806, quella di Strauss-Kahn, e non aver ricevuto risposta, è entrata. Dal corridoio che si affacciava sulla camera da letto ha visto un uomo nudo con i capelli bianchi. ''Mi scusi'' ha detto immediatamente e si e' avviata verso l'uscita.
''Non devi scusarti'' ha risposto Strauss-Kahn che - secondo la sua ricostruzione - le si è gettato addosso: ''Sei bellissima'' le ha detto. ''Si fermi, non voglio perdere il mio lavoro'' ha replicato la donna. ''Non lo guardavo, avevo paura, non mi aspettavo nessuno nella stanza'' aggiunge. ''Mi ha spinto sul letto'' e ha cercato di avere un rapporto orale. ''L'ho spinto, mi sono alzata, volevo spaventarlo e ho detto che c'era il responsabile''.
Strauss-Kahn avrebbe replicato che non c'era nessuno e nessuno l'avrebbe sentita. Dopo che Strauss-Kahn l'ha costretta a un rapporto orale, è riuscita a scappare. ''Sono corsa nel corridoio, ero nervosa, spaventata, non volevo perdere il lavoro''. Mentre cercava di calmarsi ha visto Strauss-Kahn uscire dalla stanza con il bagaglio. ''Non so come si sia vestito cosi' velocemente. Mi ha visto e non ha detto niente''. Diallo e' poi rientrata nella stanza 2806, quella dove e' stata assalita, per recuperare gli strumenti di lavoro. Il responsabile dell'albergo poco dopo l'ha incontrata nella hall e l'ha vista scossa. ''Se qualcuno cercasse di violentarti in questo lavoro cosa faresti?'' ha chiesto Diallo.
In quel momento e' scattata la macchina e un'ora dopo aver parlato con il responsabile, e' stata chiamata la polizia. La mattina seguente su Channel 7 ha saputo chi era l'uomo che l'ha assalita. Il telefono del suo appartamento ha iniziato a squillare, e Diallo ha svegliato la figlia e le ha preparato un bagaglio per mandarla da un parente. La bambina di 7 anni ha cercato di rassicurare la madre: ''La verita' verra' fuori. Sono stata cosi' contenta quando l'ha detto''. Guardando avanti, Diallo dice che vorrebbe tornare a lavorare nell'albergo, ma nel reparto lavanderia.

mercoledì 25 maggio 2011

La moglie di Strauss-Khan chiude il suo blog "viste le circostanze"

Anne Sinclair
NEW YORK - La moglie dell'ex capo del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn ha annunciato che chiuderà il suo popolare blog francese.
Anne Sinclair, che raccontava la vita negli Stati Uniti sul suo blog, "Due o tre cose viste in America" dal 2008, ha scrittoi: «Capirete che  le circostanze mi costringono a sospendere temporaneamente questo blog."  Ha chiuso dicendo: "Ci vediamo presto".
Strauss-Kahn, che è in attesa di un processo con l'accusa di violenza sessuale, è stato rilasciato su cauzione dal carcere di Riker Island venerdì.
Egli è accusato di aver cercato di violentare una cameriera di questo mese all'hotel Sofitel di New York. Strauss-Kahn affronta due accuse di abuso sessuale, e un tentativo di commettere stupro, sequestro illegale e palpeggiamenti. L'accusa di atto sessuale in primo grado afferma che Strauss-Khan si era "impegnato in un comportamento sessuale orale con una persona con la forza violenta".
Sembra che ci sia una crescente simpatia popolare per la Sinclair, ex giornalista televisiva descritta da alcuni come la "Barbara Walters" della Francia.
"E 'molto coraggiosa", ha dichiarato Jack Lang, uno degli anziani del Partito socialista,  amico intimo di Strauss-Kahn.
Nel suo messaggio ai suoi lettori del blog, Sinclair ha detto: "tu mi hai mandato tanti messaggi. non posso rispondere a ognuno, ma sanno che ha toccato e mi ha aiutato."