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martedì 30 settembre 2014

GIOVANI, disoccupazione a livello record ad agosto: 44,2 %



ROMA - Disoccupazione a livelli record, ad agosto, per i giovani. Secondo la stima preliminare dell'Istat, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ad agosto, è schizzato al 44,2% in crescita di 1 punto percentuale rispetto al mese precedente e di 3,6 punti su base annua: si tratta del dato più alto da 37 anni, ossia dal 1977 (anno d'inizio delle serie storiche trimestrali) e dal gennaio 2004 se si considerano le serie mensili. Complessivamente, però, la disoccupazione è calata al 12,3%.

Il dato di agosto si spiega sostanzialmente - hanno rilevato i tecnici dell'Istituto - con il calo degli under 25 occupati: risultano occupati, infatti, 895.000 giovani tra i 15 e i 24 anni, in diminuzione del 3,6% rispetto al mese precedente (-33 mila) e del 9% su base annua (-88.000). Il numero di giovani disoccupati, invece, resta sostanzialmente stabile, pari a 710.000, aumenta dello 0,3% nell'ultimo mese (+2.000) e del 5,6% rispetto a dodici mesi prima (+37.000).

sabato 19 aprile 2014

Giovani e lavoro, i bancari i più pagati

ROMA - Il bancario, l'autista di macchine per movimento terra e il militare sono le professioni che garantiscono ai giovani con meno di 30 anni le buste paga più alte. E' l'analisi della Cgia di Mestre sui dati relativi alla retribuzione mensile dei lavoratori dipendenti under 30 occupati in Italia nel 2013. La retribuzione media è di 977 euro al mese. Al top di questa graduatoria i bancari e gli impiegati nelle assicurazioni: lo stipendio mensile è di 1.426 euro.
Seguono gli autisti di macchine per il movimento terra e dei muletti, con una retribuzione di 1.230 euro, mentre al terzo posto troviamo il personale dell'esercito che porta a casa 1.207 euro netti al mese. 
"Negli anni '70 e '80 - ricorda Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - è stato il sogno di intere generazioni di giovani. Successivamente, questo impiego ha perso un po' di appeal anche perché sono venuti meno molti benefit. Ora, guardando il livello retributivo medio, un posto di lavoro in banca è diventato il più attrattivo dal punto di vista economico, anche se rispetto ad un tempo perfino gli istituti di credito non sono più in grado di garantire il posto fisso a vita. Oltre a ciò - conclude Bortolussi - le professioni di carattere tecnico/professionale ad alta specializzazione hanno scalato molte posizioni in classifica. Nonostante la crisi e il forte aumento della disoccupazione giovanile, non sono poche le imprese che ancora adesso faticano a trovare del personale con un sufficiente livello di preparazione". 
Per contro, gli addetti alle pulizie, con 721 euro, le baby sitter, con 717 euro, i massaggiatori/estetisti, con 705 euro, e le colf, con 559 euro, sono i mestieri dove i livelli retributivi sono i più bassi. "Va precisato - conclude Bortolussi - che in queste attività sono molto diffusi i contratti part time e l'apprendistato che contribuiscono notevolmente ad abbassare la media retributiva". 
Da un punto di vista metodologico, fa sapere la Cgia, i dati sulla retribuzione media mensile sono riferiti esclusivamente ai lavoratori dipendenti (poco meno di 2 milioni e 300mila under 30 nel 2013).

In questa analisi è stata rilevata la retribuzione netta, escluse altre mensilità (tredicesima, quattordicesima) e le voci accessorie non percepite regolarmente tutti i mesi (premi di produttività annuali, arretrati, indennità per missioni, straordinari). Per garantire una adeguata rappresentatività dei dati, sono state considerate le mansioni che occupano almeno 12mila lavoratori dipendenti under 30. Pertanto, sono stati esaminati circa 1.900.000 dipendenti con meno di 30 anni, pari all'86 per cento del totale nazionale.

lunedì 17 febbraio 2014

John Elkann: sui giovani sono stato frainteso

TORINO - Dopo le polemiche, John Elkann torna sulle sue parole: "Sono rammaricato che un messaggio nato per essere di incoraggiamento alla fine sia stato interpretato come un segnale di mancanza di fiducia nei giovani", afferma. Il presidente della Fiat durante un incontro con degli studenti a Sondrio aveva detto che "il lavoro non manca, sono i ragazzi che non lo cercano". In merito al caso era intervenuto anche Diego Della Valle, criticandolo pesantemente.
Elkann ha poi proseguito: "Sappiamo anche che alcune lauree offrono maggiori possibilità: conseguire un titolo di studio tecnico-scientifico richiede grande fatica e determinazione, ma nella stragrande maggioranza dei casi lo sforzo viene ripagato: ad esempio più di 9 laureati in ingegneria su 10 risultano occupati a 4 anni dalla fine degli studi". "Anche per chi si impegna per conseguire un serio attestato professionale - osserva ancora Elkann - si aprono opportunità: le rilevazioni sui fabbisogni professionali delle imprese italiane evidenziano con cadenza regolare le aree in cui l'offerta lavorativa fa fatica ad essere soddisfatta. Questo sposta il problema su come assicurare un'adeguata informazione e uno sforzo di orientamento, per permettere alle famiglie e agli studenti di fare scelte consapevoli e utili. E solleva il tema sull'importanza di investire sull'istruzione, aumentando e non certo riducendo le risorse da assegnare alla scuola, soprattutto quella pubblica. Su questi temi la Fondazione Agnelli conferma l'impegno a fornire il proprio contributo, attraverso iniziative e ricerche: proprio mercoledì prossimo, a Roma, verrà presentato un nuovo Rapporto, dedicato ad un tema cruciale come la valutazione della scuola".

La diatriba tra Elkan e Della Valle - Tra Elkan e Della Valle i dissidi non vengono più celati. Le stoccate e i colpi bassi, tra i due, infatti non si contano più. Qualche settimana fa il presidente di Fiat aveva dichiarato che "Della Valle è quello dell'azienda nana"; il patron di Tod's d'altro canto non si è risparmiato, e, dopo l'uscita sui giovani "pigri", lo ha definito un "imbecille".

venerdì 14 febbraio 2014

John Elkann: Il lavoro? C’è, sono i giovani che non lo cercano

SONDRIO - "Il lavoro c'è ma i giovani non sono così determinati a cercarlo". Parola del presidente Fiat, John Elkann. "Se guardo a molte iniziative che ci sono, non vedo in loro la voglia di cogliere queste opportunità perché da un lato non c'è una situazione di bisogno oppure non c'è l'ambizione a fare certe cose", afferma. Secondo Elkann, "nel settore alberghiero c'è tantissima domanda di lavoro ma c'è poca offerta perché i giovani stanno bene a casa".
Una frase che ricorda il "choosy" dell'ex ministro Fornero, o i "bamboccioni" citati da Padoa Schioppa. 
La domande di uno studente: "Vi serve un elettricista?" - Elkann ha incontrato a Sondrio seicento studenti delle scuole superiori e ha risposto alle loro domande sul tema dell'istruzione. A Nicola, che si è presentato come studente dell'ultimo anno della scuola per elettricisti ed idraulici e gli ha chiesto di poter lavorare in Fiat, Elkann ha replicato: "Prima diventa un elettricista e poi ne parliamo".

"Perché lavori anche se puoi permetterti di non farlo?" - A Mika, che gli ha domandato cosa lo spingesse a lavorare pur avendo la possibilità di vivere senza doverlo fare, il rampollo di casa Agnelli ha replicato: "Io, Lapo e Ginevra abbiamo la grande fortuna di essere stati stimolati a fare delle cose e abbiamo tutti il desiderio di fare". A suo avviso "è meglio fare una vita in cui hai interessi e fai cose che fare una vita in cui sei in vacanza tutto il tempo". 

Elkann: "Abbiamo più opportunità dei nostri genitori" - "Essere pessimisti - ha sottolineato - non serve a niente. Meglio guardare avanti con realismo. E alla fine si scoprirà che oggi abbiamo più opportunità di quelle su cui potevano contare i nostri genitori". Infine Elkann ha confessato di aver "studiato al Politecnico perché interessato alla materie scientifiche" mentre il nonno lo avrebbe voluto "veder studiare alla Bocconi, un'università che lui conosceva bene".

I ragazzi ovviamente insorgono sui social network. C’è un Matteo che scrive “Ha parlato il giovane di bottega che si è fatto da solo. Ma non si vergogna di dire certe cose a chi non sa come arrivare a fine mese?”

domenica 9 febbraio 2014

Sette milioni di giovani tra 18 e 34 anni vivono ancora con mamma e papà

ROMA - Sono 6 milioni 964 mila i giovani tra i 18 e i 34 anni che vivono con almeno un genitore. Si tratta del 61,2% degli under 35 non sposati.Una percentuale che nel 2012 risulta in crescita di due punti sul 2011. E' quanto emerge dalle tabelle allegate all'ultimo Rapporto sulla coesione sociale, elaborate in base a dati Istat
Si contano così 31mila giovani in più, rispetto all'anno precedente, che ancora mangiano e dormono con la mamma e il papà. E soprattutto non sono solo ventenni: se tra i 18 e i 24 anni vivono a casa con i genitori in 3 milioni 864 mila, la cifra non si abbassa più di tanto andando a guardare tra i 25-34enni (3 milioni 100 mila). In altre parole a cavallo tra i 20 e 30 anni chi ancora non si è sposato in quasi la metà dei casi se ne sta con i suoi piuttosto che andare a vivere per conto proprio. Tornando alle percentuali, riferite alle persone celibi e nubili under 35, si scopre come il fenomeno sia più accentuato al Sud (68,3%, pari a 2 milioni 36 mila ragazzi). Il 'maschio italiano' si conferma più attaccato alla mamma e al papà di quanto lo siano le donne. Ecco che nel 2012 risultano pari a 3 milioni 948 mila i ragazzi tra i 18 e i 34 anni ancora a casa con i genitori, quasi un milione in più (+932mila) rispetto alle giovani nella stessa fascia d'età. Tradotto in percentuali si tratta del 68,3% dei 18-34enni scapoli. Quindi quasi 7 su 10 tra gli uomini under 35 non sposati vive sotto lo stesso tetto dei genitori (la quota si abbassa al 53,9% quando si parla di ragazze).

martedì 1 ottobre 2013

Istat: ad agosto la disoccupazione dei giovani schizzata oltre il 40%

ROMA - Schizza al 40,1% la disoccupazione dei giovani ad agosto. Lo rileva l'Istat secondo cui il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) è in rialzo di 0,4 punti percentuali sul mese precedente e di 5,5 punti su base annua. Si raggiunge così il livello più alto dall'inizio sia delle serie mensili (2004) sia di quelle trimestrali (1977). Anche il dato generale è in crescita: sale il tasso di disoccupazione ad agosto e si attesta al 12,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti nei dodici mesi. Si raggiunge così il livello più alto dall'inizio sia delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, primo trimestre 1977. L'Istat segnala tuttavia che nel maggio 2013 era stato raggiunto un livello analogo.

Il tasso di attività dei giovani (15-29 anni) è in aumento, ma rappresenta meno del 7% degli attivi mentre gli over 55 sono ormai più del 12%. E' quanto rileva il rapporto del Cnel sul mercato del lavoro. Non si arresta il fenomeno dei Neet (not in employment, education or training): la quota di ragazzi che non hanno un'occupazione e al tempo stesso non sono a scuola o in formazione si attesta al 23,9% della popolazione giovanile, con punte di 35% nelle regioni del Mezzogiorno. Più attivi sul mercato, ma più disoccupati o sottoinquadrati rispetto ai livelli di istruzione conseguiti, i giovani confermano ancora una volta il vuoto che esiste tra i risultati del sistema formativo e la domanda di lavoro e il progressivo incremento del fenomeno dell'over education.

domenica 15 settembre 2013

I giovani e il lavoro: un milione di disoccupati in più in 3 anni (sono 6,3 milioni)

ROMA - Tra il 2010 e il 2013 è crollato il numero degli under 35 al lavoro, passati da 6,3 a 5,3 milioni. E' quanto si legge sulle tabelle dell'Istat riferite al secondo trimestre.
La situazione è particolarmente difficile nella fascia tra i 25 e i 34 anni, ovvero l'eta' nella quale ha terminato gli studi anche chi si e' laureato e nella quale negli anni scorsi si cominciava a lavorare e in molti casi ci si formava una famiglia. Nel secondo trimestre 2013 nella fascia tra i 25 e i 34 anni lavoravano appena 4,329 milioni di persone contro i 5,089 milioni di solo tre anni prima. Il tasso di occupazione ha subito un crollo dal 65,9 al 60,2 (era al 70,1% nella media 2007), con quindi appena 6 persone su 10 al lavoro nell'età attiva per eccellenza. E se per i maschi del Nord la situazione e' ancora accettabile con l'81,4% al lavoro (dall'86,6% del secondo trimestre 2010) al Sud la situazione e' drammatica con appena il 51% degli uomini della fascia 25-34 anni che lavora (e solo il 33,3% delle donne).

L'imbuto davanti al quale si è trovata la generazione dei ''giovani adulti'' è dovuto in parte alla stretta sull'accesso alla pensione che ha tenuto al lavoro i più anziani (il tasso di occupazione nella fascia tra i 55 e i 64 anni e' passato nel triennio considerato dal 36,6% al 42,1%), in parte alla crisi economica e al generale calo dell'occupazione nelle imprese private insieme al blocco del turn over nella pubblica amministrazione che di fatto ha ridotto al lumicino le assunzioni nel pubblico. Il tasso di occupazione è calato soprattutto tra i giovani uomini del Sud (dal 60,5% al 51% con quasi 10 punti) mentre per gli uomini del Nord il calo si è limitato a 5 punti (dall'86,6% all'81,4%). 


Per le giovani donne del Sud il calo percentuale e' stato meno consistente partendo da un dato basso (dal 34,2% al 33,3%). Se si guarda al complesso degli under 35 (quindi anche ai giovanissimi) il tasso di occupazione a livello nazionale risulta in calo dal 45,9% del secondo trimestre 2010 al 40,4% dello stesso periodo del 2013. Il tasso di disoccupazione nella fascia tra i 25 e i 34 anni e' cresciuto dall'11,7% del secondo trimestre 2010 al 17,8% dello stesso periodo del 2013 con oltre sei punti in più. I disoccupati tra i giovani adulti sono passati da 670.000 a 935.000. Al Sud il tasso di disoccupazione in questa fascia di eta' e' ormai al 30% (molto simile tra uomini al 29,1% a donne al 31,5%) dal 20,6% di appena tre anni prima. Al Nord la disoccupazione tra i giovani adulti è passata dal 7,3% del secondo trimestre 2010 al 10,9%.

mercoledì 26 giugno 2013

Via libera del CdM al piano lavoro per i giovani e allo slittamento dell'Iva

ROMA - Arriva il Piano Lavoro, in particolare per i giovani. Oggi il decreto legge ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri. Previsti "in via sperimentale" incentivi all'assunzione stabile di giovani tra i 18 ed i 29 anni. E' confermato il tetto di 650 euro al mese: gli sgravi saranno di 18 mesi per le nuove assunzioni e di 12 per le trasformazioni con contratto a tempo indeterminato.
Le risorse per gli incentivi per nuove assunzioni, secondo la bozza del dl Lavoro sul tavolo del Cdm, ammontano per il Mezzogiorno a 100 milioni per il 2013, 150 per il 2014, 150 per il 2015, 100 per il 2016. Per le altre Regioni 48 per il 2013, 98 per il 2014, 98 per il 2015, 50 per il 2016. Il provvedimento è di 9 articoli in 19 pagine.
Il CdM ha anche deciso lo slittamento dell'Iva all'1 ottobre. "Il provvedimento sull'Iva, credo che dimostri la volontà del governo di aiutare l'economia con la dovuta prudenza". Lo ha detto il premier, Enrico Letta, al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. "In questo momento non è il caso di fare scelte che diano l'impressione di sfasciare i conti pubblici", ha aggiunto. "C'è bisogno di dare un segno che la nave dei nostri conti pubblici ha al timone persone responsabili", ha concluso.
Il Consiglio dei ministri ha riassegnato le deleghe della dimissionaria Josefa Idem. Le deleghe per le Pari opportunità, riferiscono fonti di governo, sono assegnate al viceministro del Lavoro, Maria Cecilia Guerra. Le deleghe alle politiche giovanili andranno al ministro Kyenge, quelle allo Sport a Graziano Delrio e al sottosegretario Michaela Biancofiore.
Brunetta: "soluzioni deboli":  "Quando un governo trova soluzioni così deboli sull'Iva, molto probabilmente troverà soluzioni altrettanto deboli sulla lotta alla disoccupazione giovanile. Figuriamoci quali soluzioni potrà trovare sull'Imu". Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. "Il governo rischia di cadere proprio perché dà risposte insufficienti", ha aggiunto. "Con risposte deboli si mette da solo a rischio".

mercoledì 22 maggio 2013

Un giovane su quattro non lavora e non studia

ROMA -  L'Italia ha "la quota più alta d'Europa" di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano. Si tratta dei cosiddetti Neet, arrivati a 2 milioni 250mila nel 2012, pari al 23,9%, circa uno su quattro. Lo rileva l'Istat nel rapporto annuale. Inoltre sono quasi 15 milioni a fine 2012 gli individui in condizione di deprivazione o disagio economico, circa il 25% della popolazione (40% al Sud), fa sapere l'istituto di statistica.
L'Istat sottolinea inoltre che in grave disagio sono 8,6 milioni di persone, cioè il 14,3%, con un'incidenza più che raddoppiata in 2 anni (6,9% nel 2010).
Crolla il potere di acquisto (-4,8%) - Nel 2012 il potere d'acquisto delle famiglie italiane ha registrato una caduta "di intensità eccezionale" (-4,8%), si legge nel rapporto in cui si evidenzia che al calo del reddito disponibile (-2,2%) è corrisposta una flessione del 4,3% delle quantità di beni e servizi acquistati, la caduta più forte da inizio anni '90.
Oltre la metà dei disoccupati aspetta da oltre un anno - Tra il 2008 e il 2012 i disoccupati sono aumentati di oltre un milione di unità, da 1,69 a 2,74 milioni, ma è cresciuta soprattutto la disoccupazione di lunga durata, ovvero le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (+675.000 unità) che ormai rappresentano il 53% del totale (44,4% la media Ue).
Nel 2012 in 381mila famiglie lavora solo la donna (+70%) - Le famiglie con figli in cui nella coppia solo la donna lavora sono passate da 224mila nel 2008 (5% del totale) a 381mila nel 2012 (8,4%), in aumento del 70%. Rilevante è il rialzo dell'occupazione femminile nelle coppie in cui l'uomo è in cerca d'occupazione o disponibile a lavorare (+51mila sul 2011, +21,2%) o è cassintegrato (+20mila, cioè +53,9%). Ma il lavoro delle donne è meno pagato: la retribuzione netta mensile delle dipendenti è inferiore del 20% rispetto agli uomini.
Cala la spesa per il cibo, le famiglie riducono la quantità e la qualità - Le famiglie italiane che, tra il 2011 e il 2012, hanno ridotto la qualità o la quantità degli alimentari acquistati, è aumentata dal 53,6% al 62,3% e nel Mezzogiorno arriva a superare il 70%. Si tratta, si legge nel rapporto Istat, soprattutto di famiglie che diminuiscono la quantità (34,9% nel Nord e 44,1% nel Mezzogiorno), ma una percentuale non trascurabile, e in deciso aumento, è anche quella di chi, oltre a diminuire la quantità, riduce anche la qualità dei prodotti acquistati.

martedì 21 maggio 2013

I giovani e la crisi del lavoro: un quarantenne su 4 vive ancora con la “paghetta” dei genitori


ROMA - Più di un quarantenne su quattro "si mantiene grazie alla "paghetta" dei genitori, che aiutano finanziariamente i giovani fino a età avanzata". Lo afferma la Coldiretti sulla base di un'analisi realizzata con Swg su 'I giovani e la crisi'. Il 28% dei giovani tra i 35 e i 40 anni, quindi, "sopravvive con i soldi di mamma e papà, così come il 43% di quelli tra 25 e 34 anni e l'89% dei giovani con età tra 18 e 24 anni".
"Da segnalare - secondo lo studio presentato all'assemblea di Giovani Impresa Coldiretti - che l'aiuto economico dei genitori continua anche per più di un giovane occupato su quattro (27%), che non è comunque in grado di rinunciare al supporto finanziario dai familiari".
Quasi un giovane su tre (32%) "farebbe lo spazzino pur di lavorare", sostiene ancora lo studio secondo il quale la percentuale, "sale addirittura al 49% per i giovani in cerca di lavoro e scende al 19% per gli studenti".
"Il 34% dei giovani - afferma Coldiretti - accetterebbe un posto da pony express e il 31% da operatore di call center. Anche in questo caso per i disoccupati la percentuale sale al 49% per il posto da pony express e al 39% per lavorare in un call center. Oltre 4 giovani disoccupati su 10 (il 43%) "sarebbero peraltro disposti, pur di lavorare, ad accettare un compenso di 500 euro al mese a parità di orario di lavoro, mentre il 39% sarebbe disposto a un maggiore orario di lavoro a parità di stipendio".
"La famiglia - sottolinea il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - è diventata una rete di protezione sociale determinante, che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno. La struttura della famiglia italiana in generale, e di quella agricola in particolare, considerata in passato superata, si è invece dimostrata, nei fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà della crisi moltissimi cittadini".
"Lo conferma il fatto - secondo la Coldiretti - che il 51% dei giovani vive con i propri genitori e, di questo, solo il 13% per scelta, mentre il 38% perchè non può permettersi un alloggio proprio. In particolare abita con mamma e papà addirittura il 26% dei giovani tra 35 e 40 anni, il 48% di quelli di quelli tra 25 e 34 anni e l'89% dei giovani con età tra i 18 e i 24 anni".
"La situazione - aggiunge Marini - è profondamente diversa per i giovani agricoltori, che nel 32% dei casi vivono con i genitori perchè non possono permettersi un alloggio alternativo, ma nel 31% dei casi lo fanno per scelta. Un atteggiamento che conferma i forti legami famigliari che caratterizzano l'impresa agricola, dove è particolarmente solido il rapporto intergenerazionale".

giovedì 9 maggio 2013

Cresce il consumo di cannabis tra i giovani


ROMA  - Cresce il consumo di cannabis tra gli adolescenti italiani tra 15 e 19 anni, mentre l'uso di tale sostanza è registrato in diminuzione tra la popolazione generale. E' il trend, che emerge dai dati preliminari del rapporto 2013 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia curato dal Dipartimento delle politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. I dati, anticipati al congresso nazionale della Società italiana di Pediatria, segnalano nel 2012 una crescita del consumo del 2%.
Dall'indagine campione, su 45 mila studenti, risulta che il 21,43% ha fatto uso almeno una volta di cannabis negli ultimi 12 mesi, con una crescita di due punti percentuali, (19,14% nel 2012) rispetto all'anno precedente. Al contrario, tra la popolazione nazionale (15-64 anni), il fenomeno è in calo (sulla linea di altre droghe come cocaina ed eroina) come dimostrano anche i dati sulla concentrazione di sostanza nelle acque reflue rilevata presso 18 centri urbani. "Non possiamo certamente abbassare la guardia che, per altro, abbiamo tenuto sempre attiva - avverte il capo Dipartimento Giovanni Serpelloni - e non possiamo condividere l'opinione di chi afferma che la cannabis è una sostanza innocua o addirittura salutare".

mercoledì 20 giugno 2012

Maturità, prova di italiano: Montale, i giovani e la crisi, lo strerminio degli ebrei


ROMA - Montale, i giovani e la crisi: sono queste alcune delle tracce proposte per la prova di italiano all'esame di maturità. Le responsabilità della scienza e della tecnologia è un'altra delle tracce proposte. Tra gli altri temi anche lo sterminio degli ebrei. Nel dettaglio, la traccia propone di descrivere lo sterminio degli ebrei programmato e realizzato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Ce n'é anche una di carattere generale che invita gli studenti a riflettere su "bene individuale e bene comune".

Di seguito tutte le tracce della prima prova:
Tipologia A - Analisi del testo. 'Montale' con il brano 'Ammazzare il tempo'.
Tipologia B - Ambito artistico letterario. Tema: 'Il labirinto', con documenti di grandi autori come Ariosto, Picasso, Calvino ed Eco.
Tipologia B - Ambito scientifico - Hans Jonas: 'Principio di responsabilità, un'etica e la civiltà tecnologica'.
Tipologia B - Ambito socio-economico - 'La crisi e i giovani' con brani di Steve Jobs. Questa la traccia: "Con la crisi internazionale degli ultimi tempi, un problema ha assunto rilevanza: la disoccupazione giovanile. La questione è drammatica soprattutto in Italia, particolarmente grave nel Mezzogiorno. Spiega come sia stato possibile arrivare a questo punto, e illustra alcune soluzioni possibili, avanzando considerazioni personali".
Tipologia B - Ambito storico-politico - 'Hannah Arendt e sterminio degli ebrei'.
Tipologia C - Tema di carattere storico - 'Il bene comune e individuale' con brani di D'Aquino e Rousseau.
Tipologia D - Tema di attualità - 'Avevo 20 anni: sogni e stili delle nuovi generazioni'.

Sono circa mezzo milione gli studenti che stamani, con la prima prova di italiano, hanno cominciato l'esame di maturità. Quest'anno per la prima volta l'invio delle tracce delle prove scritte è avvenuto per via telematica e non attraverso i fascicoli cartacei. La seconda prova scritta si svolgerà domani, mentre la terza e ultima è in calendario per lunedì.

giovedì 16 febbraio 2012

Giovani tra i 15 e i 24 anni, disoccupazione al 31%. Persi 80 mila posti in nove mesi

ROMA  - L'occupazione dei giovani tra i 18 e i 29 anni continua a calare, "nella media dei primi tre trimestri del 2011 ha subito una flessione del 2,5% (circa 80 mila unità)". E' quanto ha affermato il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso di un'audizione alla commissione Bilancio della Camera dei deputati.

Guardando alla fascia d'età 15-24 anni la disoccupazione in Italia risulta pari al 31%, "la più alta dopo la Spagna". E' quanto ha affermato il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso dell'audizione alla commissione Bilancio della Camera dei deputati.

Un'analisi dell'Istat, proposta in via sperimentale per il 2005, "mostra come tra i servizi la quota del sommerso economico raggiunga il 56,8% per l'aggregato degli alberghi e pubblici esercizi e il 52,9% per il lavoro domestico". Lo ha affermato sempreil presidente dell'Istituto, Enrico Giovannini, nel corso dell'audizione, spiegando che "la rilevanza dell'economia sommersa è molto diversificata tra le attività", e raggiunge nei settori citati delle punte.

martedì 6 dicembre 2011

Manovra: le deduzioni per le imprese che assumeranno donne e giovani


ROMA - Le imprese che assumeranno donne e giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato avranno la possibilita' di dedurre 10.600 euro per ogni donna e giovane sotto i 35 anni assunto a tempo indeterminato. Lo sconto sale a 15.200 nelle regioni del Sud. E' quanto si legge nell'articolo 2 del testo del decreto uscito dal consiglio dei ministri.
Subito alla cassa per versare il prelievo dell'1,5% sui capitali scudati. L'imposta, definita ''straordinaria'', dovra' essere pagata in due rate: la prima entro il 16 febbraio 2012 e la seconda rata entro il 16 febbraio 2013. E' quanto prevede l'articolo 19 del decreto.