ROMA - Il Ministro dell'Economia reagisce alle pressioni di Pdl e Pd. Dobbiamo trovare subito 1,6 miliardi per rientrare di corsa nei limiti del 3 per cento. Poi si dovrà concordare una tregua su Iva e Imu, rinviando la questione al 2014 con la legge di Stabilità che va presentata entro il 15 ottobre.
E' questa la sintesi del pensiero del ministro Saccomanni riferita dal Corriere della Sera, in un colloquio in cui il ministro si dice pronto a lasciare: "Gli impegni vanno rispettati, altrimenti non ci sto". Se si agisce subito, ritiene Saccomanni, è sperabile che l’effetto sui tassi d’interesse sia positivo e si possa finire l’anno con un dato consuntivo sul deficit ben inferiore al maledetto limite del 3 per cento, grazie ad alcune operazioni già allo studio, come una serie di privatizzazioni, e la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia oggi a bilancio degli istituti che ne detengono il capitale per cifre irrisorie. Una volta aggiornate le quote di via Nazionale ne beneficerebbe anche l’Erario. Solo così, è sempre il pensiero del ministro, si potrebbe aprire una seria prospettiva per la riduzione delle tasse e rendere praticabile un sostegno alle imprese con l’alleggerimento del cosiddetto cuneo fiscale. Ma questo presuppone che non si vada a votare presto, altrimenti è tutto inutile. E oltre alle sanzioni del mercato, avremmo anche le multe dell’Unione Europea.
Anche l’ipotesi di differire l’aumento dell’Iva a fine anno, secondo Saccomanni, è poco praticabile. Nemmeno se aumentassimo la benzina di 15 centesimi, è l’esempio che propone il ministro, riusciremmo a incassare l’equivalente. Ma, avverte, "io non mi metto alla disperata ricerca di un miliardo se poi a febbraio si va a votare. Tutto inutile se una campagna elettorale è già iniziata".
''Noi non vogliamo l'aumento dell'iva, abbiamo spinto perché l'aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato''. Lo ha detto il vice ministro dell'economia Stefano Fassina intervistato da Maria Latella a SkyTg24. ''Bisogna fare delle scelte - ha aggiunto - Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro''. "Se solo il 10% continua a pagare l'Imu" è possibile "evitare l'aumento dell'Iva". 'Purtroppo siamo in una situazione difficile, la coperta è cortissima'', ha spiegato Fassina, ricordando che servono un miliardo per evitare l'aumento dell'Iva, 2,4 miliardi per la seconda rata dell'Imu, 1,6-1,7 mlod per tornare al 3% del deficit/Pil, poi ci sono le missioni internazionali, le risorse della cig in deroga: ''in questo quadro bisogna scegliere e la riflessione che ho invitato a fare è di non aumentare l'Imu, ma dovendo discutere la seconda rata, se confermiamo l'eliminazione dell'Imu per il 90% delle famiglie e la lasciamo sul 10% delle abitazioni di maggior valore, recuperiamo 1 mld che ci consente di evitare l'aumento dell'Iva''. Interpellato sulla soglia da considerare per far scattare l'imposizione dell'Imu, Fassina ha precisato: ''Se noi lasciamo l'Imu su chi ha pagato 1000 euro o più di Imu riusciamo a recuperare le risorse che ci permettono di evitare l'aumento dell'Iva''. ''Se prevale la demagogia non andiamo da nessuna parte'', ha aggiunto Fassina, sottolineando che fa bene il ministro Saccomanni a richiamare tutti al senso di realtà''.
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, esprime a Saccomanni "vicinanza e piena sintonia". Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi aggiungendo che "i margini per soluzioni di politica economica ci sono". Le stesse fonti aggiungono con fermezza che devono finire gli "aut aut al governo".
Capezzone: 'Minacce Saccomanni alimentano l'instabilità" - "No scuse, no alibi. Ci sono risorse sia per fermare aumento Iva sia per confermare abolizione Imu su prima casa. E le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle..." Lo afferma Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze della Camera. "Non ho mai fatto polemiche dirette con il ministro Saccomanni, verso il quale ho stima personale. Ma trovo francamente sconcertante e contraddittorio - sottolinea - il fatto che, nei giorni pari, si deplori l'incertezza, e nei giorni dispari la si alimenti con minacce di dimissioni". "Aggiungo due considerazioni. La prima: le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle, prospettarle, minacciarle. La seconda: ci sono le risorse sia per fermare l'aumento dell'Iva sia per confermare la cancellazione dell'Imu sulla prima casa, come abbiamo largamente mostrato e dimostrato. Quindi, non ci sono scuse né alibi: gli impegni assunti davanti ai cittadini possono e debbono essere mantenuti", conclude.
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