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lunedì 4 maggio 2015

ENRICO LETTA tampona uno scooterista



ROMA, 4 maggio - Incidente stradale, questa mattina a Roma, per Enrico Letta. L'ex premier era alla guida della sua auto privata quando è rimasto coinvolto in un tamponamento con uno scooterista, all'altezza del varco per il centro storico di via Petroselli. Letta, dopo essersi fermato a spiegare la dinamica dell'incidente ai vigili urbani, si è subito recato al pronto soccorso per accertarsi delle condizioni di salute del guidatore della moto, che non sono gravi. L'ex premier aveva appena accompagnato i figli a scuola guidando la Lancia Delta di famiglia.

lunedì 3 febbraio 2014

Il blog di Grillo all'attacco di Daria Bignardi e del marito. Reagisce anche Letta

Daria Bignardi intervista il M5S Di Battista
DOHA - "E' scandaloso, non posso non commentare le frasi folli di Grillo verso Daria Bignardi e suo marito: la corsa verso la barbarie intrapresa da Grillo, pare senza fine, non ci può essere tolleranza verso questo modo di fare politica". Queste le parole del premier, Enrico Letta, durante il suo viaggio a Doha. 
Il Movimento 5 Stelle ha attaccato duramente Daria Bignardi per la sua intervista al deputato Alessandro Di Battista. E lo fa con una "Lettera aperta" pubblicata sul sito di Beppe Grillo e firmato da Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello e ora dipendente dell'ufficio stampa del M5s alla Camera. Una lettera in cui si fa riferimento a Luca Sofri, marito della Bignardi e figlio di Adriano Sofri, condannato come mandante per l'omicidio del commissario Calabresi. Sotto accusa le domande della giornalista sul passato da fascista del padre dell'esponente grillino.
"Cara Daria Bignardi - scrive Casalino - ti propongo questa riflessione sulla trasmissione di venerdì sera. Come sarebbe per te se ti invitassi a una trasmissione tv e le domande fossero: come si sente tuo figlio a scuola ad avere il nonno mandante di un assassinio? Come è l’aver sposato il figlio di un assassino?". Il post è corredato di foto della Bignardi con il marito Luca Sofri, che è figlio di Adriano Sofri.  "E se insistessi su questa domanda - prosegue Casalino - come hai fatto tu per il padre ex fascista di Di Battista? E se dopo aver avuto te ospite invitassi uno scrittore che invece di parlare del suo libro raccontasse di cosa è stato Lotta Continua e di cosa pensa di te? E se questo scrittore utilizzasse il suo tempo non per parlare del suo libro ma per denigrare te che, oltretutto, saresti impossibilitata a difenderti?. Tu penseresti - continua sul blog di Grillo - che io sia stato corretto come conduttore o penseresti che questo invito sia stato una trappola ben orchestrata per far prevalere una idea e una tattica precostituita? Ad esempio che il Movimento 5 Stelle e i suoi parlamentari sono squadristi. Con una grande abilità sei passata dal papà fascista (tra l’altro, ex fascista, ora vota M5S) ad Augias che ci dipinge come neofascisti. Ma assomigliate più voi a quel regime, voi che utilizzate tecniche da istituto luce - conclude - o noi che volevamo solo evitare che andassero 7,5 miliardi di euro alle banche? Sette miliardi e mezzo che pagheremo noi tutti, tu e la tua famiglia comprese".

Letta a Doha  poi tende nuovamente la mano a Renzi: va nella direzione giusta, possiamo lavorare insieme. “Ho trovato anche a Doha un'accoglienza molto forte, positiva: uno sprone ad andare avanti", ha poi aggiunto il premier, sottolineando la "disponibilità e l'interesse" degli investitori "sul piano di privatizzazioni e le opportunità di investimenti", presentati nel Golfo. "I risultati in questa visita dimostrano che la stabilità paga: sono risultati che ci sono solo se c'è fiducia, stabilità", ha ribadito.


Vicenda Marò, Letta: ora basta! - "Non si può continuare così: sono due anni che aspettiamo e non c'è più tempo per ulteriori rinvii. In questa settimana l'India metta le carte sul tavolo". Così il premier Enrico Letta risponde ad una domanda sui Maro' ribadendo che "per noi è un affare molto serio". "Quello che ha deciso la Corte suprema indiana è importante, è una settimana importante per la parte indiana per mettere le carte sul tavolo: aspettiamo e speriamo sia quella finale".

martedì 3 dicembre 2013

Letta : rehn non può permettersi di esprimere scetticismo sull'italia

ROMA - Olli Rehn da commissario Ue deve "essere garante dei Trattati europei" e lì "la parola scetticismo non c'è: quindi non può permettersi di esprimere un concetto di scetticismo" a proposito dell'Italia, "deve parlare di stabilità, equilibro finanziario". Così il premier Enrico Letta, alla presentazione del libro fotografico dell'ANSA.

mercoledì 2 ottobre 2013

Letta, il giorno della verità

ROMA - E' il giorno della verità per il governo Letta: il premier chiederà, a cominciare dalle 9.30, in mattinata la fiducia in Senato e nel pomeriggio alla Camera. Silvio Berlusconi preme per la sfiducia, ma il vicepremier Angelino Alfano non ci sta ed il Pdl si divide. Ieri il rifiuto delle dimissioni dei ministri da parte di Letta. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiede un chiarimento che porti ad un governo "non precario" e che duri fino al 2015. Dopo la mezzanotte a Palazzo Grazioli si è tenuto un breve incontro tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. Al termine del colloquio, riferiscono fonti presenti, le posizioni dei due sono rimaste invariate con il segretario del Pdl pronto a votare la fiducia al governo Letta e il Cavaliere intenzionato a sfiduciarlo. Berlusconi e' rimasto poi con alcuni dirigenti del partito, come Denis Verdini e Niccolo' Ghedini. E' ha contattato numerosi senatori del Pdl per cercare di verificarne l'orientamento.
"Voglio fare un appello alle persone serie che militano nel centrodestra: questo appuntamento con la responsabilità e con la dignità non potete mancarlo". Lo ha dichiarato in una intervista a Repubblica il presidente della Ferrari e di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sottolineando che "il rischio di un commissariamento dell'Italia è più concreto, assumerne la responsabilità vuol dire tradire le famiglie, le imprese e i lavoratori"." Comprendo la lealtà politica, ma nessuno potrebbe giustificare la slealtà verso una nazione che rischia una caduta che non merita".
I deputati e senatori che voteranno la fiducia al governo Letta sono circa 40 "basta vedere le loro dichiarazioni pubbliche". Lo afferma Carlo Giovanardi entrando in Senato. Berlusconi sarà presente al dibattito in Parlamento sulla fiducia? "E' auspicabile che ci sia e dica le sue ragioni", aggiunge il senatore del Pdl.

Tempo per tornare indietro ce n'è anche se "sarà dura". A dirlo in una intervista al Messaggero il parlamentare Pdl Fabrizio Cicchitto, ribadendo che "tutto il Popolo della libertà deve votare la fiducia al governo Letta" e sperando che Berlusconi, sulla posizione diametralmente opposta, colga invece "l'occasione per rimediare ad una serie di situazioni di difficoltà". Alfano, dice, "dopo molteplici colloqui con il nostro presidente, non ha parlato a caso. Non voglio prendere in considerazione ipotesi di rottura che farebbero comodo alla sinistra".

venerdì 27 settembre 2013

Enrico Letta al Quirinale. Poi, consiglio dei ministri

ROMA - Alle 18 Enrico Letta è salito al Quirinale per incontrare il presidente Napolitano. Il Consiglio dei ministri è convocato orientativamente per le 19.30. Nel corso della riunione - si apprende da fonti di Palazzo Chigi - sarà avviato il primo dei chiarimenti richiesti dal premier Enrico Letta.

I ministri del Pd sono attesi a Palazzo Chigi nell'ufficio del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, per le 18,30.

lunedì 15 luglio 2013

La donna kazaka espulsa, quattro alti funzionari rischiano il posto

ROMA - L' espulsione precipitosa a maggio della moglie e della figlia di 6 anni del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, dall'Italia rischiano di costare il posto a quattro alti funzionari del Viminale. Il ministro degli Esteri, Bonino, e il ministro degli Interni, Alfano, affermano di essere stati informati solo a cose fatte del blitz all'alba nella casa delle donne a Casal Palocco, vicino a Roma, e del rimpatrio su un jet privato in Kazakistan.
Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, è su tutte le furie contro chi ha messo lui e l'intero governo in "una situazione di gravissima difficoltà". Entro due giorni si conoscerà l'esito dell'indagine affidata al capo della Polizia, Alessandro Pansa. Ma, come rivela il Corriere della Sera, ci sono poltrone che traballano. Al primo posto c'è quella di Giuseppe Procaccini, il capo di gabinetto dello stesso ministro che incontrò l'ambasciatore kazako e diede il via al blitz nella villetta di Casal Palocco. Seguono il prefetto Alessandro Valeri, il responsabile della segreteria del capo della Polizia, e il questore di Roma, Fulvio Della Rocca. Nell'elenco potrebbe entrare il funzionario della prefettura che firmò il decreto di espulsione. Ma anche altri funzionari sembra fossero informati dell'operazione.
 L'espulsione avvenne, sembra, su richiesta dell'ambasciatore kazako in Italia Andrian Yelemessov. Venerdì l'espulsione della donna e della figlia è stata revocata. Il ministro Alfano afferma di aver avuto notizia del provvedimento emesso nei confronti delle due donne dal ministro degli Esteri, Emma Bonino.
''Nessun incontro con il presidente del Kazakistan Nazarbayev. Sabato scorso, 6 luglio, contrariamente a quanto riporta stamani un quotidiano sardo, citato a sua volta da agenzie di stampa, il presidente Berlusconi si è trattenuto tutto il giorno nella sua residenza di Arcore. In nessun altro giorno il presidente Berlusconi si è recato in Sardegna e non ha mai incontrato il presidente Nazarbayev durante il suo soggiorno in Italia''. E' quanto si precisa in un comunicato diffuso da palazzo Grazioli. Intanto, il Pdl difende Alfano. Il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani sottolinea: ''Restiamo convinti che da parte del ministro dell'Interno Angelino Alfano, che darà a giorni tutte le ulteriori spiegazioni del caso alla luce di una seria inchiesta affidata al capo della Polizia, non ci siano state responsabilità né politiche né operative''. ''Aspettiamo, come tutti, che si spieghi all'opinione pubblica cosa sia accaduto realmente nei vari passaggi della catena di controllo che determinò l'espulsione della cittadina Kazaka e della figlia, maescludiamo senza alcun dubbio ripercussioni per il governo. Pertanto, chi spinge per le dimissioni di Alfano resterà deluso", ha assicurato.




venerdì 28 giugno 2013

Accordo a Bruxelles sui fondi per la disoccupazione giovanile

BRUXELLES - I leader europei hanno raggiunto nella notte un accordo sui fondi per la lotta alla disoccupazione giovanile, che potrebbero salire a otto miliardi contro i sei finora previsti.Soddisfatto il premier Enrico Letta, che lasciando il summit, ha commentato: "Riusciamo a ottenere più di quanto si pensava nel senso che c'è un'aggiunta, probabilmente di 3 miliardi di euro, rispetto a quanto era previsto. E' un risultato molto positivo e sono molto contento".
L'accordo è arrivato al termine di una serata dominata da negoziati con la Gran Bretagna, che si era messa di traverso dopo l'intesa raggiunta ieri mattina sul bilancio europeo 2014-2020, temendo che Londra ci rimettesse qualcosa.
Risolto il problema con David Cameron, i 27 hanno accettato di anticipare al biennio 2014-2015 i sei miliardi dell'Iniziativa per l'occupazione giovanile contenuta nel quadro finanziario pluriennale (Mff), ma, grazie alla nuova flessibilita' prevista nella gestione del bilancio, la somma "sara' piu' importante", ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, "dovrebbe almeno salire a otto miliardi di euro, secondo le previsioni".
"E' stato deciso - ha spiegato il presidente francese Francois Hollande  - che tutti i margini di manovra supplementari che potranno essere trovati (nel bilancio) a partire dal 2015-2016 saranno destinati prioritariamente alla lotta contro la disoccupazione giovanile". Cauta e realista la cancelliera tedesca Angela Merkel: "E' falso pensare che in un anno e mezzo i quasi sei milioni di giovani senza lavoro beneficeranno di questa misura, ma noi dobbiamo mostrare anno dopo anno che facciamo dei progressi".
A sorpresa, pero', le discussioni al summit erano state in parte dirottate ieri sera dal braccio di ferro della Gran Bretagna con gli altri Paesi europei, in primis la Francia, sul bilancio. In particolare, Londra temeva che le nuove modalita' di finanziamento della Politica agricola comune (Pac) potessero ridurre lo 'sconto' di cui gode sul budget. Alla fine "non e' cambiato nulla", ha assicurato il presidente del Consiglio europeo, mentre Letta spiegava che si e' decisa "la riapplicazione delle decisioni di febbraio sul bilancio", secondo quello che chiedeva Cameron.

Stamattina il vertice riprende con le discussioni sull'Unione bancaria, dopo l'accordo raggiunto due giorni fa sulle nuove regole sulla risoluzione, mentre daranno il via libera finale e formale all'adesione della Croazia, lunedi', come 28mo Paese membro dell'Ue e fisseranno una data per l'avvio dei negoziati con la Serbia.

domenica 23 giugno 2013

Letta: l’aumento delI’Iva? troveremo le risorse, ma niente diktat

ROMA - Il premier Enrico Letta promette che al Consiglio dei ministri di mercoledì sarà presentato un piano nazionale per i giovani. E, sulle liti tra le forze che sostengono il governo, dice: "Questa maggioranza è originale e la situazione particolare. Non ci può essere una maggioranza che non discute. Bisogna farci l'abitudine". Quindi, conclude, "di fibrillazioni ce ne sono e ce ne saranno tante".
"Sinceramente non credo che sia una settimana decisiva più di altre - ha quindi precisato Letta, intervistato nel corso della trasmissione "In mezz'ora" -, in questa c'è il Consiglio Europeo ma ce ne sono state altre precedenti importanti".
 "Il coraggio alle volte, come in questa occasione, è avere la prudenza necessaria. Chi dice che la tempesta è finita sbaglia. Io sono il timoniere in questo momento e ho la responsabilità di fare le cose nel tempo giusto e con prudenza perché la situazione rimane complicata".
Parlando poi dell'ipotesi, apparsa su alcuni giornali, secondo cui l'Italia rischia il default nell'arco di sei mesi, Letta ha detto: "Non è così, se facciamo le cose giuste e se con prudenza si timona la nave.
Sull'aumento dell'Iva previsto per luglio, Letta spiega: "Non è che io o il governo si voglia aumentare l'Iva: l'incremento, che è già nel bilancio dello Stato, è figlio di decisioni iniziate nella prima metà del 2011 quando di fronte a un momento crisi profonda il governo Berlusconi" decise l'aumento "per cercare di salvare la situazione". Di fatto, l'aumento "è stato già deciso e noi dobbiamo trovare le risorse per evitarlo. O spostarlo. Leggo sui giornali: molti editoriali o leader politici che dicono che bisogna evitare l'aumento dell'Iva e sono d'accordo ma l'aumento c'è. Bisogna trovare altre risorse. Sono fiducioso che troveremo una soluzione ma dico, attenzione, i diktat non servono a nessuno"

"Domani pomeriggio incontrerò il ministro Idem e parleremo e poi insieme decideremo che fare", ha detto Letta parlando del caso di Josefa Idem, accusata di non aver pagato Imu e Ici. "Confesso che non ho visto tutte le carte e che voglio vederle tutte. Dobbiamo essere garantisti e garantire opportunità e rispetto delle regole" come "elemento chiave del nostro governo. Nessun doppio standard".

mercoledì 5 giugno 2013

Letta ha nominato i 35 esperti per le riforme costituzionali: ecco i nomi

ROMA - Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha scelto i 35 componenti della commissione per le riforme costituzionali. Tra loro figurano Valerio Onida, Angelo Panebianco, Luciano Violante. Nel relativo dpcm sarà contestualmente nominato un comitato per la redazione del rapporto finale. I "saggi" saranno ricevuti giovedì pomeriggio dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale.
Questi i nomi dei componenti la commissione:

- Michele Ainis - Università Roma 3
- Augusto Barbera - Università di Bologna
- Beniamino Caravita di Toritto - Università la Sapienza Roma
- Lorenza Carlassare - Università di Padova
- Elisabetta Catelani - Università di Pisa
- Stefano Ceccanti - Università Roma 3
- Ginevra Cerrina Feroni - Università di Firenze
- Enzo Cheli - Presidente Emerito Corte Costituzionale
- Mario Chiti - Università di Firenze
- Pietro Ciarlo - Università di Cagliari
- Francesco Clementi - Università di Perugia
- Francesco D'Onofrio - Università La Sapienza Roma
- Giuseppe de Vergottini - Università di Bologna
- Giuseppe Di Federico - Università di Bologna
- Mario Dogliani - Università di Torino
- Giandomenico Falcon - Università di Trento
- Franco Frattini - Presidente Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale
- Maria Cristina Grisolia - Università di Firenze
- Massimo Luciani - Università La Sapienza Roma
- Stefano Mannoni - Università di Firenze
- Cesare Mirabelli - Presidente Emerito Corte Costituzionale
- Anna Moscarini - Università della Tuscia
- Ida Nicotra - Università di Catania
- Marco Olivetti - Università di Foggia
- Valerio Onida - Presidente Emerito Corte Costituzionale
- Angelo Panebianco - Università di Bologna
- Giovanni Pitruzzella - Università di Palermo
- Anna Maria Poggi - Università di Torino
- Carmela Salazar -Università di Reggio Calabria
- Guido Tabellini - Università Bocconi di Milano
- Nadia Urbinati - Columbia University
- Luciano Vandelli - Università di Bologna
- Luciano Violante - Università di Camerino
- Lorenza Violini - Università di Milano

- Nicolò Zanon - Università di Milano.

sabato 1 giugno 2013

Letta: priorità è abbassare le tasse sul lavoro per creare nuovi posti

TRENTO - La priorità del governo è la "riduzione delle tasse sul lavoro per creare" nuovi posti. Lo ha detto il premier, Enrico Letta, intervenendo al Festival dell'economia. Il governo italiano si presenterà al vertice europeo del 27-28 giugno con "un piano di interventi" e la priorità "é la riduzione della disoccupazione giovanile sotto la soglia del 30%", ha detto Letta.
"Vedo fondamentale la scadenza alle elezioni europee dell'anno prossimo, che saranno le più importanti della storia. Se non facciamo la svolta, avremo il Parlamento europeo più antieuropeo della storia". Ad affermarlo è stato il premier in un incontro con l'economista Tito Boeri. "O l'Europa - ha sottolineato - diventa in 18-24 mesi quello strumento di democrazia della globalizzazione, di sovranità condivisa, oppure non la tocchiamo più e resta in mano ad altri". "Le preoccupazioni sono enormi - ha proseguito - perché la crisi del 2009 è stata percepita prima dagli ambienti accademici, poi è entrata nella carne viva. E oggi, inerzialmente, la percezione dei nostri popoli è un misto tra rassegnazione tra un'Europa che non riesce a dare risposte e animosità. L'Europa non basta, anzi è foriera di brutte notizie. Si dice 'siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo e dov'é il vantaggio?'".
"L'Europa è morta a Sarajevo, è morta a Srebrenica". Letta ha ricordato come l'Unione europea in questi anni "non sia riuscita ad affrontare certe situazioni e certi temi". Per questo il primo ministro auspica che l'Europa abbia "un proprio ministro degli esteri".
"E' sbagliato dare tutta la colpa al rigore. Il tema è la non politica. Gli Stati Uniti sono un'architettura unitaria che ha preso decisioni in tempo reale, l'Europa no". Così il premier a proposito delle politiche di austerity in Europa. Unico esempio contrario la decisione della Banca centrale, "prima della quale ci furono 28 vertici europei, con relativi annunci: un'incapacità delle istituzioni di decidere".

Questo "governo è eccezionale e non si ripeterà", ha poi spiegato il presidente del Consiglio.

martedì 21 maggio 2013

Letta: l'Europa non sia una gabbia di vincoli, regole e procedure


ROMA - "Non posso non aprire il mio intervento con un pensiero commosso alle vittime del tornado che stanotte ha devastato Oklahoma", ha detto il presidnte del Consiglio Enrico Letta aprendo al Senato la comunicazione sul Consiglio europeo straordinario che si terrà domani.
"L'Italia è per storia e tradizione nel cuore dell'Europa. Ma l'Europa di oggi non ci basta. Vogliamo molto di più e molto di meglio". Così Enrico Letta.
"Tutti abbiamo voluto questo dibattito, perchè l'Europa lo merita e lo meritano i popoli europei che fronteggiano" la più grossa "crisi economica dei tempi recenti". Quello che non meritano sono le "tensioni, lo scontro politico fatto sovente di contrasti pregiudiziali", ha detto il premier.
"Le domande italiane avranno una risposta europea a condizione che l'Europa non si traduca in una gabbia di vincoli, regole e procedure" che finiscono spesso per comprimere l'azione di "famiglie, cittadini e imprese", ha detto Letta. L'Ue deve investire la stessa energia messa per il rigore "per politiche di crescita e lavoro. Deve far seguire alle parole i fatti. Non deve prendere decisioni, stilare calendari e obiettivi e poi far passare mesi e mesi senza risultati concreti. L'Ue è in crisi di legittimità per carenza di risultati". L'Europa "non deve stravolgere i trattati - dice ancora Letta - ma noi siamo bloccati mentre Usa e Giappone intraprendono strade non convenzionali, senza dogmi" .
L'abrogazione della procedura di deficit eccessivo il prossimo 29 maggio da parte dell'Europa "sarebbe un segnale importantissimo", che segnerebbe una "nuova rotta tracciata per l'Italia e l'Europa" e significherebbe che "possiamo cominciare più determinati che mai a fare bene", ha osservato  Letta.

lunedì 13 maggio 2013

Finito il conclave, il governo torna a Roma con 4 impegni per i primi 100 giorni


ABBAZIA DI SPINETO - Il premier Enrico Letta e i ministri hanno lasciato l'abbazia di Spineto dopo l'incontro del governo. Ma se il presidente del Consiglio è ripartito sul minivan insieme al vicepremier Angelino Alfano e ai ministri Dario Franceschini e Gaetano Quagliariello, il pullmino che all'andata aveva portato la squadra di governo è ripartito vuoto. I ministri, che avevano lasciato l'abbazia durante la conferenza stampa del premier, sono tornati a Roma con mezzi propri.
Quattro temi per i primi 100 giorni: è la road map definita da Enrico Letta. I temi sono più lavoro per i giovani, il decreto Imu "in fase di finalizzazione", un pacchetto di "agevolazioni fiscali" per "gli italiani che vogliono fare" e l'avvio di una riforma della politica che "arrivi a un punto di non ritorno".
“Abbiamo stabilito che il Consiglio dei Ministri si svolgerà sempre il venerdì mattina. In questi giorni il ministro dell'Economia si sta coordinando con i ministeri interessati per le risposte che si sapranno venerdì". Così il premier Enrico Letta sulle coperture per rifinanziare la Cig e il rinvio dell'Imu.
Sulle riforme costituzionali "abbiamo informato del percorso i presidenti delle Camere e i partiti di opposizione perché è un modo per offrire" a chi non è impegnato nel governo "una occasione di partecipazione alla pari per cambiare la Costituzione". Così il premier Enrico Letta auspicando che "il dialogo prenda finalmente corpo".
Il Governo nominerà subito una commissione di esperti esterni per le riforme costituzionali, presieduta dal premier. Lo ha detto lo stesso Enrico Letta aggiungendo che "la Commissione nei primi 100 giorni elaborerà idee da consegnare ai presidenti delle Camere che speriamo possano per allora consegnarla alla Convenzione".
"Lavoreremo perché il parlamento avvii un dibattito dal quale nasca, nel giro di giorni, massimo settimane, una legge costituzionale che istituisca una convenzione per le riforme costituzionali che sia composta dai componenti delle due commissioni affari costituzionali di Camera e Senato e che sia presieduta dai due presidenti Sisto e Finocchiaro". Lo dice il premier Enrico Letta.
 "E' evidente che le maggioranze variabili rendono complicata la vita del governo". Così Enrico Letta a proposito della possibilità che su alcuni provvedimenti si formino maggioranze diverse da quelle che sostengono l'esecutivo. "Dopodiché - ha aggiunto - le forze politiche si assumeranno le responsabilità sui diversi temi". Stop ai comizi e l'impegno dei ministri a parlare dei temi del governo "é una decisione di buon senso per risolvere i problemi che ci sono e che non si risolvono con la bacchetta magica ma abbiamo bisogno di regole" ha detto il premier. I problemi ci sono ma il governo non ha intenzione di farsi "sopraffare dai problemi" anche perché noi ci "occupiamo dei problemi del Paese e lavoriamo per il bene dell'Italia". Così Angelino Alfano, ministro dell'Interno e vicepremier in conferenza stampa congiunta con Enrico Letta. Le quattro priorità scelte dal governo nel ritiro all'abbazia di Spineto sono "la strada giusta per portare l'Italia fuori dalla crisi", dice Alfano che esprime "autentica soddisfazione per il lavoro svolto oggi che non è solo di semina".

giovedì 2 maggio 2013

Letta: insostenibile il fisco. Deve calare, ma senza “rilassamento fiscale”


ROMA - “L'Italia ha una pressione fiscale assolutamente insostenibile, a tutto tondo. In prospettiva la pressione deve scendere senza rilassamento fiscale". Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta con il segretario generale dell'Ocse Gurria. "Questo lo decideremo insieme nella maggioranza", ha detto Letta, rispondendo ad una domanda quali saranno le "misure correttive" per coprire i tagli di tasse preannunciati in Parlamento.
Ci sarà una "task force", un "gruppo di lavoro congiunto tra l'Ocse, la presidenza del Consiglio e il ministero presieduto da Giovannini per mettere a punto idee" sulla disoccupazione giovanile in vista del "prossimo consiglio europeo", ha detto Letta.
"La lotta alla disoccupazione è la stella polare dell'azione, della vita del nostro governo", ha aggiunto il premier ribadendo l'impegno del nostro Paese per arrivare a fare in modo che il vertice europeo di fine giugno sia "dedicato a questo tema". "Ne ho parlato - ha spiegato Letta - con con Van Rompuy, Angela Merkel e ne parlerò con Mariano Rajoi" nella sua prossima visita in Spagna.
L'Italia vede già "la luce alla fine del tunnel" della crisi economica, ha affermato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi assieme al premier Letta. Gurria ha aggiunto che "c'é uno sforzo enorme" nel risanamento dei conti pubblici che "deve consolidarsi”

lunedì 29 aprile 2013

Letta: a giugno stop al pagamento dell’Imu, 18 mesi per le riforme o dimissioni


ROMA - "Ringrazio Giorgio Napolitano per lo spirito di dedizione con cui ha accettato la rielezione al Quirinale". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, aprendo il discorso con cui chiede la fiducia al suo governo alla Camera. "Da lui è arrivata una scelta eccezionale, perché tale è il momento che vivono l'Italia e l'Europa". Quella che viviamo, ha aggiunto Letta, è una delle "stagioni più complesse e dolorose" della storia repubblicana.
Dopo aver ringraziato Napolitano, il premier nel suo discorso di presentazione del governo alle Camere ha ringraziato anche, ricordandone il ruolo, Pier Luigi Bersani. Quasi tutta l'aula lo applaude, soprattutto i parlamentari del Pd, e l'ex segretario democratico fa il segno di vittoria con le dita della mano, guardando Letta e sorridendo. 
L'Imu, l'Iva, il lavoro, le riforme, i giovani, la crescita sono nella sua agenda, illustrata nel discorso.
"Superare il sistema Imu" - "La prima verità è che la situazione economica dell'Italia è ancora grave, il debito pubblico grava come un macinio sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stato la premessa della crescita", ha aggiunto Letta. E poi ha annunciato che a giugno ci sarà lo stop del pagamento dell'Imu: bisogna "superare l'attuale sistema sulla tassazione" per la prima casa "intanto da subito con lo stop sui pagamenti di giugno" per permettere al Parlamento di attuare una "riforma complessiva" del sistema di imposte.
"Governo europeo ed europeista" - Enrico Letta ha poi ribadito la scelta europea ed europeista del suo governo e ha annunciato da domani la vista a Bruxelles, Parigi e Berlino. "Nelle sedi europee individueremo le strategie per arrivare alla crescita senza compromettere il risanamento della finanza pubblica, l'Ue è in crisi di legittimità proprio quando i cittadini ne hanno bisogno", ha spiegato durante il suo intervento programmatico.
"Riduzione fiscale senza indebitamento" - "La riduzione fiscale senza indebitamento sarà un obiettivo continuo e a tutto campo" di questo governo, ha continuato il presidente del Consiglio. "Di solo risanamento l'Italia muore - ha detto - ma il mantenimento degli impegni presi con il Def è necessario ad uscire quanto prima dalle procedure di disavanzo eccessivo e recuperare spazi di manovra per i vincoli che dobbiamo rispettare". Il governo, ha aggiunto il presidente del Consiglio, introdurrà "misure di controllo e di sanzioni anche sui gruppi regionali".
"Ora crescita e coesione, l'Italia può farcela" - "Parlerò con il linguaggio sovversivo della verità per avere le spalle larghe e solide per reggere e far fronte al giudizio del Parlamento", ha quindi affermato Letta per poi tonrare sull'economia. "Senza crescita e coesione l'Italia perde, ma il Paese può farcela. Ma per ripartire dobbiamo essere tutti motori di questa nuova energia. Sarà l'architrave dell'esecutivo essere seri e credibili sul risanamento dei conti pubblici".

"Priorità è il lavoro, scioglieremo nodo esodati" - Entrando nel dettaglio dei punti programmatici, Letta ha affermato: "Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari". E poi: "Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro: quello stabile, quello sui giovani e sui neo assunti. Bisogna inoltre lavorare per arrivare ad una rinuncia dell'inasprimento dell'Iva". Riguardo agli esodati, Letta ha spiegato che "la soluzione strutturale a questo tema è un impegno prioritario". 
"Equitalia non spaventi" - "Basta sacrifici per i soliti noti: questo significa ferrea lotta all'evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente". Così il premier nel suo intervento alla Camera. La lotta alla corruzione e tutto il tema della giustizia, ha affermato, sono alcune delle priorità del governo. Solo così tornerà la fiducia da parte dei cittadini e degli imprenditori nella giustizia italiana. Letta ha anche fatto riferimento alla situazione carceraria "intollerabile".
"Reddito minimo per famiglie bisognose" - "Dobbiamo rilanciare il welfare tradizionale europeo, il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari". "Si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli e proposte di incentivi con part time misti e con la staffetta per la parallela assunzione di giovani".
"Abolire il finanziamento pubblico ai pariti" - Altro punto importante del discorso di Letta è il finanziamento pubblico dei partiti. "Il sistema - ha detto - va rivoluzionato", partendo dalla abolizione della legge in vigore. Allo stesso tempo è però importante "attuare quella democrazia interna ai partiti" prevista dalla Costituzione. "Serve una riforma che avvicini cittadini alle istituzioni con principi di democrazia governante, la possibilità di superare il bicameralismo paritario e evitare ingorghi come quello appena sperimentato", ha aggiunto. 
"Stop agli stipendi dei ministri-parlamentari" - Per ridare credibilità alla politica, ha poi aggiunto, "bisogna ricominciare con la decenza, la sobrietà, lo scrupolo e la banalità della gestione del padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte e a questo fine il primo atto del governo sarà eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità". Qui anche il M5S applaude.
"Possibile una riforma radicale della Costituzione" - "La via è stretta, ma possibile per una riforma anche radicale del sistema" politico-istituzionale attraverso una riscrittura della Costituzione e "sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisione sulla base delle proposte formulate dalla Convenzione". Lo ha detto il premier Enrico Letta nel discorso a Montecitorio.
"Diciotto mesi per le riforme" - Letta ha dettato anche i tempi per le riforme. "La Convenzione - ha chiarito - deve avviare i lavori sulla base degli atti di indirizzo del parlamento. L'unico sbocco possibile è il successo. Tra 18 mesi verificherò se il progetto delle riforme si avvia verso un porto sicuro. Se invece si impantana tutto, ne trarrò le conseguenze". Da subito, sottolinea, abolire le Province. 
"La legge elettorale va cambiata" - La riforma della legge elettorale non serve "solamente per avere una maggioranza sufficientemente ampia e coesa in grado di garantire governi stabili, ma anche per restituire legittimità" alla politica, ha poi aggiunto. "Sono certo che le forze politiche saranno in grado di trovare ottime soluzioni", ma lasciatemi fare una riflessione personale: "Migliore della legge attuale sarebbe almeno il ripristino della legge elettorale precedente".
Letta ricorda i Cc feriti nella sparatoria - Nel discorso del premier c'è spazio anche per la questione marò. "Lavoreremo per trovare una soluzione equa e rapida per i fucilieri italiani che consenta loro di ritornare rapidamente". Letta ha rivolto un pensiero anche ai carabinieri feriti nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi. Le difficoltà sociali rischiano "di tramutarsi in rabbia e conflitto come dimostra lo sconcertante fatto avvenuto ieri. Sono stato impressionato dalla forza e dalla fermezza della figlia Martina. Il Parlamento si stringe a lei in un momento cosi' doloroso", ha detto, mentre scrosciava un applauso unanime.
Finito il discorso, i Pd e i Pdl tutti in piedi - Quando il presidente del Consiglio Enrico Letta termina il suo discorso tutti i deputati degli schieramenti che sostengono il governo, soprattutto Pd e Pdl, si alzano in piedi per battere le mani. Restano invece immobili al proprio banco i parlamentari del Movimento 5 Stelle, quelli di Sel e parte dei parlamentari del Carroccio.

venerdì 26 aprile 2013

Letta al Quirinale, impazza il totoministri


ROMA - Il presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta è a colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, al Quirinale. Letta è giunto di buon'ora al Colle, intorno alle 8 e 30, questa volta con auto di servizio e scorta, dopo aver fatto un passaggio nel suo studio provvisorio a Montecitorio.
Intanto, nel toto-nomi dei ministririlanciato dopo le consultazioni del 25 aprile, emerge una sorta di contrapposizione tra i molti giovani, coetanei che Letta vorrebbe inserire e le "vecchie volpi" ritenute di garanzia dal Presidente, dall'Europa e dai partiti stessi: agli esteri, per esempio, si profila la volata tra Mario Monti e Massimo D'Alema. Anche il presidente di Bankitalia, Saccomanni, potrebbe entrare in squadra. Possibili conferme per Anna Maria Cancellieri, su cui Berlusconi ha negato qualsiasi veto, Paola Severino ed Enzo Moavero agli Affari Europei. 
Ma ecco, ministero per ministero, le volate pronosticate:
Esteri: Mario Monti (SC) - Massimo D'Alema (PD)
Economia: Giuliano Amato (PD) - Fabrizio Saccomanni (presidente Bankitalia)
Interni: Anna Maria Cancellieri - Angelino Alfano (PdL)
Difesa: Mario Mauro (SC) - Franco Frattini
Giustizia: Michele Vietti (vicepresidente CSM) - Paola Severino - Luciano Violante (PD)
Sviluppo Economico: Stefano Fassina (PD) - Paolo Romani (PdL)
Ambiente: Ermete Realacci (PD) - Bernardo Della Vedova (SC) 
Istruzione: Dario Franceschini  (PD) - Maria Laura Carrozza (PD)
Affari Europei: Enzo Moavero
Pari opportunità: Lara Comi (PdL) - Mara Carfagna (PdL)
Riforme: Gaetano Quagliariello (PdL)
Lavoro: Sergio Chiamparino (PD) - Maurizio Lupi (PdL)
Welfare: Graziano Delrio (PD) - Renato Brunetta (PdL)
Beni culturali: Salvatore Settis 
Coesione: Francesco Boccia (Pd)
Agricoltura: Paolo De Castro (PD) - Anna Maria Bernini (PdL)

mercoledì 24 aprile 2013

Indiscrezioni: l’incarico di premier a Enrico Letta


ROMA - Sarebbe Enrico Letta il premier incaricato da Giorgio Napolitano per formare il nuovo governo. Lo apprende l’Ansa da fonti parlamentari qualificate. Napolitano renderà nota la sua scelta entro questa mattina.

sabato 12 novembre 2011

Monti, incontro con Bersani ed Enrico Letta. E poi a pranzo con Berlusconi



ROMA - Dopo l'incontro con Draghi, Mario Monti avrebbe avuto un colloquio anche con Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. Si è poi sapiuto che Berlusconi e Monti si vedranno oggo a pranzi a Palazzo Chigi.
Nel frattempo è arrivato il via libera della Commissione Bilancio della Camera alla Legge di Stabilità. Ora il Ddl, insieme al Bilancio, passa all'esame dell'aula di Montecitorio che avvia i lavori alle 12,30. 
Berlusconi, dopo l'approvazione della legge di stabilità, si recherà oggi al Quirinale per rassegnare le dimissioni. 
Domenica il capo dello Stato procederà con le consultazioni per arrivare, probabilmente entro domenica, ad assegnare il nuovo incarico.