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giovedì 19 dicembre 2013

Saccomanni batte Germania 1-0: accordo europeo di garanzia sulle banche

Saccomanni esulta
BRUXELLES - Dopo oltre dodici ore di negoziati l'Ecofin raggiunge l'accordo "storico", come lo definisce il ministro Fabrizio Saccomanni, sul meccanismo che farà fallire le banche in modo controllato (SRM), senza che la loro crisi metta a rischio né il sistema finanziario né gli Stati. Si tratta della seconda tappa dell'Unione bancaria, dopo la supervisione unica targata Bce. Per Saccomanni è ora "sventato il rischio di una nuova Lehman Brothers", e l'Italia riesce ad ottenere dalla Germania quello che voleva: uno strumento di garanzia che intervenga a fornire liquidità in ultima analisi (backstop o paracadute finanziario), per evitare che le crisi diventino ingestibili se un istituto in risoluzione ha finito i fondi cui attingere.

"Finisce l'era dei salvataggi bancari massicci e dei conti pagati dai contribuenti", ha detto il commissario al mercato interno Michel Barnier commentando l'accordo, che "porterà stabilità finanziaria e migliori condizioni di finanziamento all'economia reale". L'accordo 'generale' raggiunto dall'Ecofin è solo la metà del cammino della legislazione che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento Ue e poi di nuovo all'Ecofin.

sabato 14 dicembre 2013

Saccomanni: l’economia italiana sta uscendo dalla recessione


ROMA - "E' vero che c'è la crisi, gravosa eredità del passato, ma ci sono anche segnali di ottimismo". Parola del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che sottolinea come "l'economia italiana sta uscendo dalla recessione". Anche se, ammette, "questo non significa che siamo riusciti a risolvere tutti problemi che ci portiamo dietro: il più gravoso dei quali è la disoccupazione".

domenica 1 dicembre 2013

Imu-caos, mancano soldi, scattano tasse. Cgil: rimettiamola

Enrico Letta perplesso
ROMA - E' caos sull'Imu dopo la pubblicazione dei decreti sulla Gazzetta Ufficiale. Prima il "pezzo" della seconda rata a carico dei cittadini. Ora la clausola di salvaguardia: mancano i soldi e scattano gli aumenti degli acconti Ires-Irap (per le aziende) e delle accise (gas, energia,alcolici ma non benzina). Camusso (Cgil): rimettere l'Imu così come era. Fassino (Anci) invita il Parlamento a trovare nuove coperture.
Il ministro all'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha firmato il decreto ministeriale che fa scattare la clausola di salvaguardia posta a "garanzia" dell'incasso per cancellare la prima rata. Il gettito in quel caso doveva arrivare dalla sanatoria sui giochi on line (600 milioni) e dalla maggiore Iva incassata dopo l'accelerazione dei pagamenti dei debiti della P.a. (altri 925 milioni). Ma, almeno per i giochi, non sarebbe andata bene. 

Quindi, oltre agli aumenti degli acconti già previsti dal decreto Imu2 scatta la clausola di Imu1: +1,5 punti percentuali per Ires-Irap (per tutti sale al 102,5, e al 130% per banche e assicurazioni) e l'aumento, ma solo dal 2015, delle accise su gas, energia elettrica e bevande alcoliche (non benzina). 

La politica va in ebollizione - Una situazione che manda su tutte le furie Renato Brunetta mentre il leader della Cgil,Susanna Camusso, chiede addirittura di rimettere l'imposta e rilancia l'armonizzazione delle rendite finanziarie e la patrimoniale. La segretaria Cgil non apprezza inoltre l'altra parte del dl sulla rivalutazione delle quote Bankitalia che definisce una "finanziarizzazione". 

Il rappresentante di Fi in un dossier dal titolo inequivocabile ("Il pasticciaccio brutto dell'Imu 2013") avverte che alla fine la cancellazione la pagheranno comunque i cittadini sotto forma di nuove tasse. E addirittura i piccoli imprenditori di Cobas Imprese sfilano davanti a Montecitorio con delle bare nell'Ultimatum Day: "Siamo stati uccisi da un sistema e adesso vogliamo rappresentare la morte di un paese e delle sue straordinarie risorse", ha spiegato il presidente Giuseppe Graziani, 

Fassino: "Parlamento trovi una soluzione" - Toni meno "accesi" da parte dei sindaci che guardano con attenzione al prossimo passaggio parlamentare. Piero Fassino, presidente dell'Anci, chiede infatti di "dare soluzione a questo nodo irrisolto", del gettito non coperto. E il governo ha già spiegato che durante il cammino parlamentare la norma si potrà modificare e magari si troverà la copertura anche per questi ultimi 200 milioni. 

Alfano: "Miglioreremo il risultato" - Lo dice anche il vicepremier Angelino Alfano, "non siamo ancora pienamente soddisfatti e lavoreremo ulteriormente alle Camera per migliorare il risultato". Anche perché - spara ancora a zero Brunetta - potrebbe crearsi una situazione "paradossale e ridicola" e cioè che "quei contribuenti che, grazie alle detrazioni previste dalla norma, non avevano pagato l'Imu sulla prima casa nel 2012 (quando l'imposta c'era), dovranno pagarla nel 2013 (nonostante la cancellazione)". E c'è sempre da vedere che effetto avrà la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto l'istanza di sospensione del Comune di Napoli contro il decreto sulle modalità di ripartizione tra i Comuni delle somme a titolo di rimborso del minor gettito Imu sulla prima casa per il 2013. 


Il giallo dei comuni e le aliquote - Infine "piccolo giallo" sul numero dei comuni dove si dovrà pagare il gettito dovuto all'aumento delle aliquote. Il Sole 24 Ore fornisce un dato preciso: sono 2.735 e di questi 11 comuni capoluogo di Provincia. Ma non è detto: i Comuni hanno tempo infatti fino ad oggi per riunire i consigli e varare un nuovo aumento. Aumento che poi dovrà essere pubblicato entro il 9 dicembre. E' possibile così che il numero dei comuni possa crescere di molto.

venerdì 22 novembre 2013

Sacomanni a Bruxelles: la legge di stabilità non si cambia

BRUXELLES - La legge di stabilità non sarà modificata. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, entrando alla riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles che esaminerà i giudizi della Commissione Ue sulle bozze di manovre finanziarie presentate dai Paesi membri.
"I rilievi sono sul progetto di legge di stabilità che abbiamo presentato il 15 ottobre. Da allora è passato un mese abbondante e ci sono state nuove cose", che "secondo noi rispondono alle richieste della Commissione. Illustrerò le nuove misure che abbiamo preso" ha detto il ministro Saccomanni, entrando alla riunione.

"Dobbiamo ridurre lo stock del debito e in questo senso tutto aiuta, perché lo stock una volta che scende e con politiche virtuose non risale", ma "venderemo solo quello che va bene" ha aggiunto Saccomanni. Il ministro ha sottolineato che "soprattutto si apre una nuova stagione in cui l'Italia diventa nuovamente aperta agli investimenti internazionali e quindi è una misura con una sua caratteristica strutturale".

domenica 22 settembre 2013

Saccomanni: tregua sull’abolizione di Imu e Iva, altrimenti me ne vado

ROMA - Il Ministro dell'Economia reagisce alle pressioni di Pdl e Pd. Dobbiamo trovare subito 1,6 miliardi per rientrare di corsa nei limiti del 3 per cento. Poi si dovrà concordare una tregua su Iva e Imu, rinviando la questione al 2014 con la legge di Stabilità che va presentata entro il 15 ottobre.
E' questa la sintesi del pensiero del ministro Saccomanni riferita dal Corriere della Sera, in un colloquio in cui il ministro si dice pronto a lasciare: "Gli impegni vanno rispettati, altrimenti non ci sto". Se si agisce subito, ritiene Saccomanni, è sperabile che l’effetto sui tassi d’interesse sia positivo e si possa finire l’anno con un dato consuntivo sul deficit ben inferiore al maledetto limite del 3 per cento, grazie ad alcune operazioni già allo studio, come una serie di privatizzazioni, e la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia oggi a bilancio degli istituti che ne detengono il capitale per cifre irrisorie. Una volta aggiornate le quote di via Nazionale ne beneficerebbe anche l’Erario. Solo così, è sempre il pensiero del ministro, si potrebbe aprire una seria prospettiva per la riduzione delle tasse e rendere praticabile un sostegno alle imprese con l’alleggerimento del cosiddetto cuneo fiscale. Ma questo presuppone che non si vada a votare presto, altrimenti è tutto inutile. E oltre alle sanzioni del mercato, avremmo anche le multe dell’Unione Europea.

Anche l’ipotesi di differire l’aumento dell’Iva a fine anno, secondo Saccomanni, è poco praticabile. Nemmeno se aumentassimo la benzina di 15 centesimi, è l’esempio che propone il ministro, riusciremmo a incassare l’equivalente. Ma, avverte, "io non mi metto alla disperata ricerca di un miliardo se poi a febbraio si va a votare. Tutto inutile se una campagna elettorale è già iniziata".
''Noi non vogliamo l'aumento dell'iva, abbiamo spinto perché l'aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato''. Lo ha detto il vice ministro dell'economia Stefano Fassina intervistato da Maria Latella a SkyTg24. ''Bisogna fare delle scelte - ha aggiunto - Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro''. "Se solo il 10% continua a pagare l'Imu" è possibile "evitare l'aumento dell'Iva". 'Purtroppo siamo in una situazione difficile, la coperta è cortissima'', ha spiegato Fassina, ricordando che servono un miliardo per evitare l'aumento dell'Iva, 2,4 miliardi per la seconda rata dell'Imu, 1,6-1,7 mlod per tornare al 3% del deficit/Pil, poi ci sono le missioni internazionali, le risorse della cig in deroga: ''in questo quadro bisogna scegliere e la riflessione che ho invitato a fare è di non aumentare l'Imu, ma dovendo discutere la seconda rata, se confermiamo l'eliminazione dell'Imu per il 90% delle famiglie e la lasciamo sul 10% delle abitazioni di maggior valore, recuperiamo 1 mld che ci consente di evitare l'aumento dell'Iva''. Interpellato sulla soglia da considerare per far scattare l'imposizione dell'Imu, Fassina ha precisato: ''Se noi lasciamo l'Imu su chi ha pagato 1000 euro o più di Imu riusciamo a recuperare le risorse che ci permettono di evitare l'aumento dell'Iva''. ''Se prevale la demagogia non andiamo da nessuna parte'', ha aggiunto Fassina, sottolineando che fa bene il ministro Saccomanni a richiamare tutti al senso di realtà''.
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, esprime a Saccomanni "vicinanza e piena sintonia". Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi aggiungendo che "i margini per soluzioni di politica economica ci sono". Le stesse fonti aggiungono con fermezza che devono finire gli "aut aut al governo".
Capezzone: 'Minacce Saccomanni alimentano l'instabilità"  - "No scuse, no alibi. Ci sono risorse sia per fermare aumento Iva sia per confermare abolizione Imu su prima casa. E le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle..." Lo afferma Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze della Camera. "Non ho mai fatto polemiche dirette con il ministro Saccomanni, verso il quale ho stima personale. Ma trovo francamente sconcertante e contraddittorio - sottolinea - il fatto che, nei giorni pari, si deplori l'incertezza, e nei giorni dispari la si alimenti con minacce di dimissioni". "Aggiungo due considerazioni. La prima: le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle, prospettarle, minacciarle. La seconda: ci sono le risorse sia per fermare l'aumento dell'Iva sia per confermare la cancellazione dell'Imu sulla prima casa, come abbiamo largamente mostrato e dimostrato. Quindi, non ci sono scuse né alibi: gli impegni assunti davanti ai cittadini possono e debbono essere mantenuti", conclude.

venerdì 20 settembre 2013

Saccomanni: nel 2014 tasso di crescita dell'1%

ROMA - "Prevediamo per il 2014 un tasso di crescita, grazie all'impatto positivo delle riforme, dell'1%". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm che ha approvato il Documento di economia e finanza. "Prevediamo anche che lo spread tra Btp e Bund, verso la fine del prossimo anno, raggiunga i 100 punti base", ha poi spiegato.
"L'interruzione della discesa dei tassi e la ripresa dell'instabilità politica pesa sui conti e sul deficit che è cresciuto rispetto alle stime al 3,1%". Lo ha riferito Enrico Letta. Nella nota di aggiornamento al documento di economia e finanza però "emerge un quadro positivo per il futuro. Ci sono elementi che ci consentono l'anno prossimo di avere stabilmente il segno più per la crescita", ha aggiunto il premier. "I percorsi contenuto nel Def sono ambiziosi ma raggiungibili, a patto che ci sia la volontà e la stabilità politica", ha spiegato Letta. "La volontà nostra c'è, è piena e totale e lo si è visto anche nel Cdm dove c'è stata una partecipazione corale e un impegno che mi conforta". "E' alla nostra portata convincere i mercati e i nostri partner a darci fiducia e far calare tassi interesse. Manterremo lo scadenzario: il 15 ottobre presenteremo la legge di stabilità che sarà i cuore dell'attività di governo e che che scriviamo noi, senza costrizioni ma dentro gli impegni presi. Sarà questo il documento su cui vogliamo essere giudicati".

lunedì 5 agosto 2013

Vertice Letta-Saccomanni-Visco: reali segnali di ripresa, da consolidare

ROMA - Si confermano segnali di miglioramento per l'economia ma c'e' la necessita' di consolidarli. Si sarebbe dunque ad un punto di svolta ma la ripresa sarà graduale. Questo e' quanto e' emerso - secondo fonti Bankitalia - durante la colazione di lavoro, durata circa due ore, fra il premier Enrico Letta, il ministro Fabrizio Saccomanni e il Governatore Ignazio Visco a Palazzo Chigi.
Ai primi segnali di inversione del ciclo colti dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, si sono aggiunte nuove conferme negli ultimi giorni. Secondo fonti del Tesoro, i segnali di ripresa dell'economia italiana "sono reali" e "sono necessarie politiche di continuità con le scelte fatte" per favorire la crescita. "La ripresa - si aggiunge - è figlia anche della stabilità sui mercati".

Durante la colazione di lavoro si è anche analizzata la situazione del "sistema bancario italiano" e lo si è fatto "sotto un duplice profilo": il contenzioso Monte Paschi Siena con Bruxelles, che ha sostanzialmente bocciato il piano di ristrutturazione. A questo proposito si è arrivati alla conclusione che la tesi italiana è valida che sia in "errore" Bruxelles. Si è poi ribadita la "solidità complessiva del sistema bancario che viene confermata pur nella consapevolezza di alcuni aspetti di criticità territoriali". Infine, concludono le fonti, "in chiave europea si è parlato dell'unione bancaria europea in vista del semestre di presidenza italiana dell'Ue, con il forte auspicio di una piena e rapida attuazione dell'unione bancaria".

giovedì 13 giugno 2013

Il ministro Saccomanni: via Iva e Imu? Per ora risorse (8 miliardi) “non rinvenibili”

ROMA - Per cancellare l'Imu sulla prima casa e bloccare l'aumento dell'iva servirebbero 8 miliardi di euro, servirebbero quindi ''inteventi di tipo compensativo di estrema severita' che al momento attuale non sono rinvenibili''. Lo afferma il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, intervenendo in aula al Senato.

Inoltre la riforma della tassazione sugli immobili, se possibile, sarà completata prima della fine di agosto. E' la ''speranza'' del ministro che afferma: ''Se sarà possibile, vorremmo completare la revisione prima della fine agosto, in modo da poter dare il massimo della chiarezza'', dice Saccomanni.

martedì 14 maggio 2013

Saccomanni: le banche italiane non necessitano di salvataggi


BRUXELLES - ''Le banche italiane non hanno alcun bisogno di essere salvate'': lo ha detto il ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni rispondendo a chi gli chiedeva se gli istituti italiani hanno bisogno di aiuti da parte del fondo salva-Stati Esm come ha detto ieri Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board Bce.