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lunedì 15 giugno 2015

Il viceministro PISTELLI lascia il governo e va all'ENI

Lapo Pistelli
ROMA, 15 giugno - "Il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, on. Lapo Pistelli, ha lasciato oggi il suo incarico di governo per una nuova responsabilita' professionale nel settore privato. Fra poche settimane assumerà il ruolo di Senior Vice President con funzioni di Stakeholder Relations for Business Development Support all'interno di Eni Spa". E' quanto afferma una nota di Palazzi Chigi. "La mia è una decisione personale, di cui ho parlato da tempo con il Presidente del Consiglio ed ha a che vedere con una nuova stagione e dimensione della mia esperienza internazionale maturata nei molti anni passati nelle istituzioni" sottolinea Pistelli, nel ringraziare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
  "Rispetto - afferma da parte sua Renzi - la scelta di Lapo il cui contributo al lavoro dell'esecutivo è stato importante, a partire dall'impegno sulla cooperazione internazionale che ha portato dopo 30 anni alla Legge 125/2014, che sarà' pienamente operativa alla fine dell'anno, per proseguire con il lancio del Processo di Khartoum, la piattaforma politica di dialogo fra Europa e Paesi del Corno d'Africa sulle migrazioni, per arrivare fino al suo decisivo apporto per la liberazione di Meriam, la giovane sudanese che era stata condannata a morte per apostasia. Adesso gli dico buon lavoro, certo che saprà fare bene anche in questa nuova fase del suo impegno".
  Fra poche settimane, Pistelli lascera' anche il Parlamento dove siede dal 1996, con una parentesi a Strasburgo come eurodeputato nel 2004.

giovedì 11 settembre 2014

INDAGATO per mega tangente in Nigeria (190 milioni di dollari) l’amministratore delegato di Eni Descalzi

Claudio Descalzi
MILANO - Il nuovo amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, risulta indagato dalla Procura di Milano con l'ipotesi di corruzione internazionale.
Secondo quanto riporta il Corriere della sera, Descalzi sarebbe sotto inchiesta in relazione a una concessione petrolifera in Nigeria, per la quale sarebbe stata pagata una 'mega tangente' di cui oggi la Corte di Londra avrebbe effettuato un sequestro preventivo per 190 milioni di dollari. Insieme a lui sarebbero indagati il nuovo capo della Divisione esplorazioni, Roberto Casula, Paolo Scaroni e Luigi Bisignani.
L'autorità giudiziaria inglese, su richiesta della Procura di Milano, ha sequestrato a un intermediario nigeriano due depositi anglo-svizzeri da 110 e 80 milioni di dollari, un quinto di quello che nel 2011 Eni avrebbe pagato (con Paolo Scaroni amministratore e Descalzi a capo della divisione Oil) al governo nigeriano per la concessine del campo di esplorazione petrolifera Opl-245 della società Malabu.

L'Eni aveva detto di aver trattato solo con il governo nigeriano.
   

lunedì 14 aprile 2014

Poste, Eni, Enel: tre donne alle presidenze

Emma Marcegaglia, nuovo presidente Eni
ROMA - Il governo ha scelto i nomi per i vertici delle aziende pubbliche. Tre donne alle presidenze: la Todini va alle Poste, Grieco all’Enel, Marcegaglia all’Eni. Claudio Descalzi e Francesco Starace promossi ad rispettivamente di Eni ed Enel; Mauro Moretti che trasloca dalle Ferrovie a Finmeccanica, dove viene confermato presidente Gianni De Gennaro; Francesco Caio numero uno operativo di Poste. 
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha annunciato una "rivoluzione culturale" che punta a "promuovere le donne" fino ad arrivare a "una sostanziale parita' di genere nelle nomine".
  Delrio ha spiegato che l'esecutivo intende in questo modo "colmare un ritardo italiano che e' di almeno 30 anni rispetto ad altri paesi". 

sabato 15 marzo 2014

Vasto incendio nella raffineria Eni di Gela


GELA - Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato all'interno della raffineria Eni di Gela. La fiamme sono divampate nell'isola "7 Nord" dello stabilimento. Un denso fumo nero ha oscurato il cielo del petrolchimico ed è visibile a chilometri di distanza. Nella Raffineria è subito scattato il piano d'emergenza, con l'intervento dei vigili del fuoco aziendali. Non si conoscono ancora le cause del rogo né se vi siano feriti. Nell’ “isola” erano al lavoro alcuni operai.

martedì 17 dicembre 2013

Il caso Shalabayeva, i pm indagano sul ruolo dell’Eni

Alma Shalabayeva con la figlia
ROMA - I pm di Roma indagano sul ruolo dell'Eni nel caso Shalabayeva. L'inchiesta riguarda le irregolarità legate al rimpatrio, in Kazakhistan, di Alua e Alma, figlia e moglie dell'oppositore Mukhtar Ablyazov, tutt'ora detenuto in Francia. Del presunto intervento del colosso, per risolvere il caso in favore del governo kazako, ne parlò un dirigente della società in un'intervista anonima a Report. 
Il pm Eugenio Albamonte, titolare degli accertamenti, ha acquisito il servizio giornalistico trasmesso nelle scorse settimane ed ora vuole approfondire la vicenda.

Scaroni: "Eni estranea ai fatti" - "E' stata proprio Eni, a valle della trasmissione Report, a depositare un esposto alla Procura di Roma perché accertasse i fatti e le asserzioni rese nella trasmissione che Eni ritiene false e lesive della propria immagine. Eni si ritiene totalmente estranea dalla vicenda della Signora Shalabayeva". Lo ha affermato l'amministratore delegato, Paolo Scaroni.

giovedì 21 novembre 2013

Lo Stato dismetterà quote di società pubbliche (anche l’Eni) per 12 miliardi

ROMA - E' stato rinviato il varo del decreto per abolire la seconda rata Imu sulla prima casa. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri, come riferiscono fonti di governo, secondo le quali il testo sarà all'ordine del giorno nella riunione di martedì. Palazzo Chigi precisa che il dl deve procedere di pari passo con il provvedimento sulla rivalutazione delle quote Bankitalia, per cui si attende l'ok della Bce.
Nel frattempo il consiglio dei ministri ha affrontato il tema dismissionI. Complessivamente questa operazione" di cessione di quote societarie "dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro" nelle casse dello Stato, di cui la metà andrà a ridurre il debito nel 2014 e il resto a "ricapitalizzazione della Cdp". Così il premier Enrico Letta. 
Le cessioni in programma da parte del governo vedono ''soggetti di non controllo come Stm, Fincantieri, Cdp Reti, Grandi stazioni'', ha aggiunto Letta. ''Abbiamo deciso di intervenire nelle partecipazioni dirette e indirette con la cessione di quote non di controllo, tranne il caso della Sace, per la quale la presenza privata, come per le consorelle eueopee, sarà maggiore''.

Nel pacchetto di cessioni deciso in Cdm c'e' anche una "operazione di buyback che riguarda Eni che comporterà la cessione di un 3%, senza che questo comporti l'andare sotto il 30%".  Il piano di dismissioni mira anche ad ''ottenere margini di flessibilità in più da parte della Commissione europea'' nel 2014 soprattutto per avere la possibilità di procedere a investimenti produttivi, ha spiegato Letta.

Riassuntivamente Eni, Stm e Enav per le partecipazioni dirette e Sace (Cdp), Fincantieri (Cdp), Cdp Reti (Cdp), Tag (Cdp) e Grandi Stazioni (Fs): queste le società che vedranno la dismissione di partecipazioni da parte pubblica. E' quanto risulta da una nota diffusa a Palazzo Chigi.
Il pagamento degli acconti fiscali ''viene spostato dal 30 novembre al 10 dicembre'', ha detto il premier durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. La prima finalità delle risorse che arriveranno dalla spending review è ''un'ulteriore riduzione delle tasse sul lavoro''.


Le dismissioni arriveranno fino al 60% della quota per Sace e Grandi Stazioni; per Enav e Fincantieri è prevista una cessione del 40%; per Eni la cessione è del 3%. Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. La cessione del 3% dell'Eni ''ci consente di mobilizzare 2 miliardi senza scendere sotto il 30%'' e senza dunque perdere il controllo della società.

mercoledì 6 novembre 2013

L’Eni costretto a bloccare l’esportazione di gas libico verso l’Italia


L'impianto di Mellitah
ROMA - "Proprio in queste ore il terminal di Mellitah da cui parte il Greenstream, che raggiunge la Sicilia, è sotto attacco da parte di manifestanti che ci stanno spingendo a chiudere completamente le esportazioni verso l'Italia". Lo afferma l'ad di Eni, Paolo Scaroni, su Radio 1, aggiungendo però di non vedere "problemi di approvvigionamento" per l'Italia, anche grazie al clima "particolarmente benevolo" in tutto il Paese.

martedì 9 luglio 2013

Taranto, blackout nella raffineria, petrolio in mare

TARANTO - Il tratto di mare inquinato
TARANTO - A causa di un blackout nella raffineria di Taranto, forse a causa di un fulmine, un grosso quantitativo di prodotto è stato sversato in mare. Lo rende noto il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti. "Si vede materiale grigiastro - scrive l'ambientalista - semiraffinato in acqua. L'aria è irrespirabile". Si tratta probabilmente di idrocarburi. Sul posto uomini e mezzi della Capitaneria di Porto e della società Ecotaras.
I tubi andati in pressione per il blackout, secondo Marescotti, hanno liberato liquido che sta "inquinando l'acqua del mare a Taranto". La chiazza, per gli ambientalisti, è talmente estesa che non si assorbe con le barriere galleggianti.
"E' assolutamente tutto sotto controllo, la chiazza non si disperde al largo ma è tutta sotto costa, non c'è necessità di circoscriverla in mare". E' quanto si apprende dalla Capitaneria di Porto di Taranto al lavoro con propri uomini e mezzi, via terra e via mare. Il materiale in mare "sembrerebbe prodotto idrocarburico molto leggero". Un campionamento è stato fatto da parte degli esperti dell'Arpa. Lo sversamento ha una estensione di 80 metri lineari sotto costa con una ampiezza verso largo di 10 metri con moto ondoso che spinge sotto costa e contiene la chiazza. Il materiale, quindi, non si disperde al largo.

Eni: "Tracce minime"  "Ci sono minime tracce di idrocarburi nell'area di contenimento predisposta nella costa antistante la centrale Eni di Taranto". E' quanto spiegano dall'Eni, sottolineando che, a causa di un blocco della corrente elettrica, legata alle avverse condizioni meteorologiche, si sono verificate minime fuoriuscite di idrocarburi legate all'effetto di "trascinamento" ( ovvero il blocco improvviso degli impianti), che stanno causando il cosiddetto fenomeno di iridescenza sulla superficie del mare. Oltre il perimetro delimitato dalle panne non si rileva alcuna traccia di idrocarburi.

giovedì 4 aprile 2013

Caro benzina, indagine della GdF sulle compagnie petrolifere (truffa?)


VARESE - Le compagnie petrolifere Shell, Tamoil, Eni, Esso, Total Erg, Q8 e Api sono coinvolte in un'inchiesta della Guardia di Finanza e della procura di Varese sull'illecito aumento dei prezzi dei carburanti. I reati ipotizzati sono rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa.
L'indagine, iniziata un anno fa in occasione del continuo rialzo dei prezzi della benzina, è scaturita da un esposto del Codacons e ha consentito di accertare l'esistenza di un rialzo ingiustificato da parte delle compagnie, attraverso una serie di manovre speculative. I militari del nucleo di polizia tributaria di Varese hanno prima ricostruito le dinamiche che concorrono alla formazione del prezzo dei prodotti petroliferi ed hanno esaminato la documentazione acquisita presso le compagnie e riguardante l'origine e l'andamento dei prezzi per ricostruire le variazioni in aumento e diminuzione nel periodo gennaio 2011 al marzo 2012. Per accertare i reati sono stati anche esaminati i documenti relativi alle istruttorie aperte dall'Authority per la Concorrenza e il Mercato e dal ministero dello Sviluppo economico. Nel corso dell'indagine si è inoltre proceduto al raffronto con i prezzi praticati negli altri paesi dell'Ue nello stesso periodo, rilevando prezzi medi in Italia maggiori della media. Gli accertamenti dei finanzieri hanno consentito di accertare che la causa principale dell'aumento dei prezzi è attribuibile al ruolo rilevante dei fondi di investimento in commodity (materia prime come petrolio, rame, argento, oro…) e gli ETF sul petrolio (fondi indicizzati quotati in borsa, in tempo reale, come semplici azioni) che, risultando fortemente influenzati da azioni speculative, da un lato hanno attratto investitori in grado di determinare un aumento del prezzo del petrolio pur restando estranei al suo mercato reale, e dall'altro hanno determinato un intervento speculativo da parte delle compagnie petrolifere attraverso operazioni finanziarie con strumenti di finanza derivata finalizzati al mantenimento di prezzi elevati sui mercati del greggio di loro proprietà ai fini di una definizione conveniente dei prezzi dei carburanti praticati alla pompa.

giovedì 7 febbraio 2013

L’a.d. di Eni Scaroni indagato per corruzione: maxitangente a funzionari algerini. Crolla il titolo in Borsa


MILANO - L'ad dell'Eni, Paolo Scaroni, è indagato per corruzione internazionale nell'ambito dell'inchiesta su una presunta maxitangente da quasi 200 milioni di euro per gli appalti Saipem in Algeria Gli investigatori della Gdf stanno perquisendo la casa dell'Ad di Eni, Paolo Scaroni, a Roma e la sede dell'Eni a San Donato Milanese e gli uffici di Saipem.  Nell'inchiesta sono indagate altre sette persone: t Pietro Varone, dirigente Saipem, Tullio Orsi, ex dirigente Saipem, Pietro Tali, ex ad Saipem, Alessandro Bernini, ex direttore finanziario Saipem, Antonio Vella, altro dirigente Saipem, come Nerio . E' indagato anche Farid Bedjaoui, il presunto intermediario a cui era riconducibile la società di Hong Kong 'collettrice' delle mazzette "Siamo totalmente estranei". Questa la prima dichiarazione di Scaroni .
L'ad di Eni, secondo l’accusa, avrebbe incontrato a Parigi un intermediario di una società di Hong Kong, à che avrebbe fatto da collettore delle tangenti destinate a funzionari pubblici algerini per gli appalti Saipem. E' quanto si è appreso da fonti qualificate in ambienti giudiziari.
Crolla Eni in Borsa. Il titolo chiude a -4,62%. Saipem invece guadagna oltre il 5%. 

mercoledì 10 ottobre 2012

Taranto: scoppia conduttura nella raffineria Eni. Fiamme investono 2 operai, uno grave



TARANTO - Un tratto della conduttura da dieci pollici che trasporta il greggio nella zona dell'area stoccaggio della raffineria dell’Eni di Taranto, per cause ancora da accertare, è saltata per aria all'improvviso ed ha preso fuoco ferendo due operai. È successo verso le 15.30. La fiammata ha investito i due lavoratori che si trovavano nei pressi. Uno ha riportato ustioni di primo e secondo grado al volto e al torace ed è stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale Perrino di Brindisi dove è ricoverato in prognosi riservata. IL secondo operaio ha ferite al volto giudicate guaribili in una quarantina di giorni. L'incendio è stato spento in pochi minuti dalle squadre dei Vigili del fuoco specializzate in incidenti del genere.
La situazione all'interno dell'impianto, secondo le forze dell'ordine, è sotto controllo.

domenica 17 giugno 2012

Grande successo dello “scontone” Eni sulla benzina nel week end. Q8 e Esso si accodano


ROMA - Grande successo dell'iniziativa 'Riparti con Eni'. Da ieri code ai distributori che offrono lo 'scontone' di circa 20 centesimi al litro, equivalente a un risparmio di 10 euro su un pieno da 50 litri, per tutti i consumatori che fanno rifornimento in modalita' iperself (ovvero in maniera autonoma). L'iniziativa, che vale per tutti i weekend estivi fino al 2 settembre, interessa circa 3.000 stazioni Eni e Agip.
Lo sconto per litro sarà pari a circa due volte lo sconto massimo finora praticato dalle stazioni no logo e dalla grande distribuzione. Stamani 131 punti vendita in promozione (circa il 5% del totale) hanno esaurito il prodotto e saranno riforniti a breve. 
Q8 e Esso hanno attivato promozioni analoghe per il weekend, entrambe in modalita' pre-pay. Q8 solo nei Q8 easy (95 punti vendita totalmente automatizzati), con prezzi 5 millesimi inferiori a quelli in promozione di Eni; Esso invece ha risposto con -21 cent/lt negli oltre 1000 punti vendita Esso con SelfPiu' (analogo di iperself, ma solo in orario di chiusura), quindi con prezzi a forte sconti ma differenziati.

venerdì 15 giugno 2012

Supersconto Eni durante il week end: -20 centesimi la benzina al litro


ROMA - Da sabato, 16 giugno, al 2 settembre durante il weekend (dalle 13 del sabato alla mezzanotte della domenica) su circa 3mila stazioni del ‘Cane a sei zampe’ (autostrade escluse) si risparmieranno circa 20 centesimi al litro facendo il pieno in modalità iperself (in maniera autonoma e pagando con carta di credito e bancomat) rispetto al prezzo del servito.
 
Uno sconto che varrà quindi facendo rifornimento da soli, pagando all’accettatore e poi impugnando il tubo, cosa che “ogni italiano dovrebbe fare- spiega Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni- perchè in tutta Europa ci si fa benzina da soli”, con noi italiani appassionati al (piu’ costoso) servito. Un piccolo scomodo a fronte del quale però si ottiene “uno ‘scontone’”, vanta Scaroni,partendo dall’1,60 euro per la benzina e 1,50 per il gasolio di questo sabato, “prezzi che nessuno fa alle famiglie italiane”, aggiunge il top manager.In sostanza Eni toglierà 20 centesimi al prezzo dei carburanti che si praticano ogni settimana fino al 2 settembre, solo nel weekend e solo su 3mila impianti, “ma credo che i prezzi del petrolio saranno più orientati a scendere che a salire- precisa Scaroni- e questo sconto potrebbe aggiungersi” ai ribassi. Quello che lancia Eni “è davvero uno ‘scontone’, un’iniziativa unica, un segnale forte di vicinanza alle famiglie italiane- spiega Angelo Fanelli, direttore generale Refining&Marketing Eni- uno sconto che equivale a 10 euro in meno su un pieno di 50 litri”, che arriva “a 110 euro sul pieno di un camion”, con effetti anche sui difficili conti dell’autotrasporto. L’offerta varrà da sabato al 2 settembre su 3mila impianti “fino ad esaurimento scorte- precisa Fanelli- ma per limitare al massimo l’eventualità che gli impianti possano interrompere le vendite nel corso del weekend per esaurimento del prodotto, Eni in via eccezionale li rifornirà anche nel corso della giornata di domenica”.

lunedì 11 giugno 2012

Benzina in calo, apre la strada l'Eni

ROMA - Nel fine settimana Eni ha diminuito ancora di 1 centesimo euro/litro i prezzi raccomandati di benzina e diesel, spingendo tutti gli altri competitor a muoversi nella stessa direzione. I prezzi medi nazionali, rileva Quotidiano energia, sono di 1,831 euro/litro per la benzina, 1,718 per il diesel e 0,819 per il Gpl. Punte massime in lieve salita per benzina e diesel a 1,911 e 1,756; in discesa per il Gpl 0,853 euro/litro.

Più nel dettaglio, a livello Paese il prezzo medio praticato della benzina in modalità servito va dall'1,818 euro/litro di Eni ed Esso all'1,831 di Shell e Tamoil (no-logo a 1,713). Per il diesel si passa dall'1,708 euro/litro di Eni all'1,718 di Shell (no-logo a 1,583). Il Gpl infine è tra 0,786 euro/litro di Eni e 0,819 ancora di Shell e Tamoil (no-logo a 0,777).

lunedì 7 maggio 2012

Non ci posso credere: il prezzo della benzina cala

ROMA - Si è chiusa con un vero e proprio crollo delle quotazioni la settimana sul mercato Mediterraneo dei prodotti raffinati. Crollo che si è riflesso nel fine settimana sui prezzi alla pompa. E' Eni - spiega la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana - a dare il là, con il secondo ribasso in tre giorni, messo a segno domenica. In poco più di una settimana Eni ha ridotto il prezzo della benzina di 4,5 centesimi al lito.
Scendono le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie, con la benzina a 1,869 euro al litro (-1,7 centesimi) e il diesel a 1,762 euro (-1,5 centesimi). Tra sabato e questa mattina hanno messo mano ai listini tutte le compagnie, con ribassi sulla benzina compresi tra 0,5 centesimi al litro (Esso e Tamoil) e 2,5 centesimi (Eni). Sul prezzo del gasolio intervengono invece solo Eni (-1 centesimo) e Shell (-0,7 centesimi).

lunedì 30 aprile 2012

Incredibile: c’è il “ponte” e il prezzo della benzina cala (un pochino)


ROMA - Prezzi in calo sul mercato dei carburanti italiani. Lo sottolinea la Staffetta Quotidiana osservando che è durata solo un giorno la fase rialzista dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati. Eni ha deciso di mettere mano ai listini riducendo i prezzi alla pompa di entrambi i prodotti abbassando il prezzo della verde di un centesimo al litro portandolo a 1,895 euro/litro in media nazionale. Ritocco al ribasso per il diesel: -0,5 centesimi a 1,768 euro/litro. Invariato il Gpl a 0,854 euro/litro".
Scendono dunque le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie in modalità servito: benzina a 1,898 euro/litro (-0,4 centesimi), il diesel a 1,770 euro/litro (-0,2 centesimi). Lieve aumento per il metano a 0,961 euro/kg (+0,1 centesimi).

venerdì 20 aprile 2012

Avviata oggi la produzione nel giacimento Eni in Siberia Occidentale. Per la prima volta in Russia



MOSCA - E’ stata avviata oggi la produzione di idrocarburi da parte di ENI nel giacimento Samburskoye situato nel distretto autonomo dello Yamal-Nenets, in Siberia Occidentale. Per il Cane a sei zampe, che opera tramite la controllata Severenergia, si tratta della prima produzione della sua storia nella Federazione Russa. Il gas estratto verrà venduto a Gazprom, mentre Eni manterrà il diritto di riacquisto e di eventuale commercializzazione sul mercato interno russo. In una conferenza da Mosca, il ministro degli Estri Giulio Terzi ha definito il traguardo come “un salto di qualità” nei rapporti economici tra Italia e Russia.
SeverEnergia, una joint venture tra Eni, Novatek (25,5%), Gazpromneft (25,5%) e Enel (19%), è la prima società attiva italiano-russa nel settore, ha uffici a Mosca e gestisce i campi di Yamal-Nenets dove attualmente si produce circa il 90% del gas russo.

venerdì 13 aprile 2012

C'è il week end? E la benzina rincara...

ROMA - Nuova ondata di rincari per i carburanti, con la benzina oltre quota 1,9 euro. 
Secondo il monitoraggio di 'Quotidiano energia', dopo l'aumento deciso dall'Eni sono arrivati quelli delle altre compagnie: a muovere i prezzi della benzina sono state Q8 e Tamoil, con rialzi di 0,7 e 0,6 centesimi al litro, con diminuzioni però sul diesel per entrambi, per 0,9 e 0,6 centesimi. 
Sul territorio quindi aumenta il prezzo della verde, che sale a 1,904 euro, mentre il diesel resta stabile a 1,785 euro. 
Le punte sono a 1,991 euro per la benzina al Centro e a 1,821 euro per il diesel al Sud.

lunedì 2 aprile 2012

Scatta alle 22 la protesta dei gestori di carburante autostradali



ROMA - Scatta alle 22 di domani la protesta dei gestori dei distributori di carburante delle aree di servizio autostradali. Ogni notte, dalle 22 alle 6, sarà possibile effettuare il rifornimento di carburante solo con la modalità del self service pre-pagamento, verranno chiuse le attività relative allo shop e ai convenience store, e verrà complessivamente ridotto il personale di assistenza impiegato nel turno di notte. È la prima delle iniziative di protesta proclamate dalla Anisa Confcommercio, la federazione di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione carburante delle aree di servizio autostradali.
Per quanto riguarda i prezzi dei carburanti, ci sono stati aumenti anche il weekend scorso anche se, la discesa dell'addizionale nelle Marche ha smorzato le punte allontanando, almeno per ora, il raggiungimento della vetta dei 2 euro sulla rete ordinaria in modalità servito. Secondo Quotidianoenergia, a muovere al rialzo sulla verde sono state Eni, TotalErg e Tamoil. A livello Paese, i prezzi medi sono, per la verde 1,897 euro al litro e, per il diesel, 1,784.

martedì 13 marzo 2012

Benzina ancora più cara. Ma è una notizia?


ROMA - Ancora record per la benzina. Nei distributori della Q8, rileva Staffetta Quotidiana, il prezzo della verde è arrivato a 1,874 euro al litro, nuovo massimo storico. Secondo Quotidiano energia, le punte massime sul territorio sono di 1,96 euro al litro per la benzina e superano quota 1,80 per il diesel.
Per Eni, l'aumento è di 0,6 centesimi sulla benzina a 1,859 euro al litro e 0,3 sul diesel a 1,769 euro al litro. Per Esso ritocco sulla sola benzina: +0,5 centesimi a 1,845 euro al litro. IP aumenta la verde di un centesimo a 1,871 euro al litro e il diesel di 0,5 a 1,770 euro al litro.

Balzo proprio alla Q8 sulla benzina che raggiunge il nuovo record storico: +1,3 centesimi a 1,874 euro al litro. Tamoil aumenta invece solo il gasolio: +1 centesimo a 1,768 euro al litro. Infine, i rialzi di TotalErg: +0,5 centesimi sulla benzina a 1,854 euro al litro, +0,9 sul gasolio a 1,777 euro al litro.

Dall'inizio dell'anno, sottolinea Staffetta, i prezzi della benzina Eni sono aumentati in media di 12,3 centesimi al litro (Iva inclusa), a fronte di un aumento cumulato del prezzo internazionale di circa 11,2 centesimi (112 euro per mille litri); quelli del gasolio di 6,5 centesimi (Iva inclusa), a fronte di un analogo aumento del prodotto sul mercato del Mediterraneo di 6,5 centesimi (65 euro per mille litri).

Analizzando i prezzi regionali, nelle Marche la media della benzina è stabilmente sopra quota 1,9, mentre anche la Liguria si avvicina alla soglia psicologica: 1,892 euro/litro. Sotto 1,85 troviamo ormai soltanto Emilia-Romagna (1,83), Friuli-Venezia Giulia (1,837), Lombardia (1,826), Sardegna (1,836), Sicilia (1,842), Trento (1,843), Valle d'Aosta (1,844), Veneto (1,824).

Sul gasolio medie più alte sempre in provincia autonoma di Bolzano (1,798), Basilicata (1,792) e Molise (1,783).