MILANO - L'ad dell'Eni, Paolo Scaroni, è indagato per corruzione internazionale nell'ambito dell'inchiesta su una presunta maxitangente da quasi 200 milioni di euro per gli appalti Saipem in Algeria Gli investigatori della Gdf stanno perquisendo la casa dell'Ad di Eni, Paolo Scaroni, a Roma e la sede dell'Eni a San Donato Milanese e gli uffici di Saipem. Nell'inchiesta sono indagate altre sette persone: t Pietro Varone, dirigente Saipem, Tullio Orsi, ex dirigente Saipem, Pietro Tali, ex ad Saipem, Alessandro Bernini, ex direttore finanziario Saipem, Antonio Vella, altro dirigente Saipem, come Nerio . E' indagato anche Farid Bedjaoui, il presunto intermediario a cui era riconducibile la società di Hong Kong 'collettrice' delle mazzette "Siamo totalmente estranei". Questa la prima dichiarazione di Scaroni .
L'ad di Eni, secondo l’accusa, avrebbe incontrato a Parigi un intermediario di una società di Hong Kong, à che avrebbe fatto da collettore delle tangenti destinate a funzionari pubblici algerini per gli appalti Saipem. E' quanto si è appreso da fonti qualificate in ambienti giudiziari.
Crolla Eni in Borsa. Il titolo chiude a -4,62%. Saipem invece guadagna oltre il 5%.
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