BUENOS AIRES - Un fulmine ha ucciso tre persone e ne ha ferte più di 20 in una città costiera di Argentina a Villa Gesell, a sud-est della capitale argentina, Buenos Aires. Le vittime avevano trovato rifugio da una tempesta sulla spiaggia quando il fulmine ha colpito. Testimoni oculari hanno parlato di un "rumore terribile" e hanno detto che alcune persone sono stati gettate in aria. Molti dei feriti hanno subito ustioni, due dei quali in modo grave. "La maggior parte sono fuori pericolo, ma ci sono due donne adulte in terapia intensiva", ha detto Juan Chamorro, il capo di un ospedale locale. I morti avevano 17, 19 e 21 anni. La località balneare di Villa Gesell si trova a circa 300 km (200 miglia) da Buenos Aires.
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venerdì 10 gennaio 2014
venerdì 22 novembre 2013
Sudafrica, fulmine colpisce una tenda, morti 8 operai
Un altro uomo è stato colpito da un fulmine a Middelburg lo stesso giorno. Il portavoce della polizia Ten. Col. Leonard Hlathi ha detto che il fulmine ha colpito l'uomo mentre stava camminando con il suo bambino. "E 'morto subito mentre il suo bambino è stato gravemente ferito," ha detto.
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martedì 9 luglio 2013
Taranto: fuori pericolo il cugino del ragazzino ucciso dal fulmine in spiaggia
| Giovanni Carlucci, 12 anni, ucciso dal fulmine |
MANDURIA (Taranto) - E' fuori pericolo il ragazzo di 14 anni sopravvissuto ieri pomeriggio al fulmine che ha colpito lui e il suo cuginetto di 12 anni, Giovanni Carlucci, che è invece morto per arresto cardiaco. I ragazzini, che stavano trascorrendo le vacanze a Campomarino di Maruggio, stavano giocando a pallone sulla spiaggia, quando si e' scatenato un improvviso e violento temporale. Il 14enne, ricoverato all'ospedale 'Giannuzzi' di Manduria, riceve assistenza psicologia e continua a chiedere di vedere il cugino.
Una bomba Erano da poche passate le 16 quando il cielo sopra Campomarino di Maruggio, nota località balneare del Tarantino, si è annuvolato. Il gruppo di ragazzini, in vacanza con la famiglia in un residence che si affaccia sul mare e che si trova a pochi passi dal luogo della tragedia, era impegnato in una partita di pallone. Con loro anche gli adulti, in particolare gli zii di Giovanni. Mentre montava il vento, la comitiva ha deciso di rientrare a casa. Ma non c’è stato nemmeno il tempo di raccogliere i teli da mare perché all’improvviso, dopo un lampo violentissimo, sulle loro teste si è abbattuto il fulmine killer. Il rumore è stato assordante, una bomba. La saetta ha colpito in pieno Giovanni Carlucci di Altamura, 12 anni compiuti ai primi di giugno. Accanto a lui c’erano i suoi cugini, una decina in tutto. In particolare c’era Piergiorgio C., 14 anni e licenza media fresca appena conseguita. La scossa lo ha solo sfiorato, ma è bastato a fargli perdere conoscenza.
Svenuti I ragazzini sono caduti sulla sabbia, ma si sono rialzati tremanti di paura. A terra sono rimasti Giovanni e suo cugino Piergiorgio. Sembravano svenuti. Il primo ad accorrere è stato un medico in pensione che ha subito praticato loro un massaggio cardiaco. Piergiorgio C. ha risposto agli stimoli e dopo l’arresto cardiaco, il suo cuore è tornato a battere. Condotto in ospedale, è stato ricoverato con ustioni superficiali e un forte stato di choc. Il cuore di Giovanni, invece, nonostante gli sforzi, non è ripartito. Nel frattempo, tutt’intorno, sui soccorritori infuriava la bufera
Taranto, blackout nella raffineria, petrolio in mare
| TARANTO - Il tratto di mare inquinato |
TARANTO - A causa di un blackout nella raffineria di Taranto, forse a causa di un fulmine, un grosso quantitativo di prodotto è stato sversato in mare. Lo rende noto il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti. "Si vede materiale grigiastro - scrive l'ambientalista - semiraffinato in acqua. L'aria è irrespirabile". Si tratta probabilmente di idrocarburi. Sul posto uomini e mezzi della Capitaneria di Porto e della società Ecotaras.
I tubi andati in pressione per il blackout, secondo Marescotti, hanno liberato liquido che sta "inquinando l'acqua del mare a Taranto". La chiazza, per gli ambientalisti, è talmente estesa che non si assorbe con le barriere galleggianti.
"E' assolutamente tutto sotto controllo, la chiazza non si disperde al largo ma è tutta sotto costa, non c'è necessità di circoscriverla in mare". E' quanto si apprende dalla Capitaneria di Porto di Taranto al lavoro con propri uomini e mezzi, via terra e via mare. Il materiale in mare "sembrerebbe prodotto idrocarburico molto leggero". Un campionamento è stato fatto da parte degli esperti dell'Arpa. Lo sversamento ha una estensione di 80 metri lineari sotto costa con una ampiezza verso largo di 10 metri con moto ondoso che spinge sotto costa e contiene la chiazza. Il materiale, quindi, non si disperde al largo.
Eni: "Tracce minime" "Ci sono minime tracce di idrocarburi nell'area di contenimento predisposta nella costa antistante la centrale Eni di Taranto". E' quanto spiegano dall'Eni, sottolineando che, a causa di un blocco della corrente elettrica, legata alle avverse condizioni meteorologiche, si sono verificate minime fuoriuscite di idrocarburi legate all'effetto di "trascinamento" ( ovvero il blocco improvviso degli impianti), che stanno causando il cosiddetto fenomeno di iridescenza sulla superficie del mare. Oltre il perimetro delimitato dalle panne non si rileva alcuna traccia di idrocarburi.
lunedì 8 luglio 2013
Fulmine in spiaggia nel Tarantino: ucciso un ragazzo, grave il cugino
| La spiaggia di Campomarino di Maruggio, dove è caduto il fulmine |
TARANTO - Un ragazzo di 12 anni e uno di 14, cugini originari di Altamura (Bari) sono stati folgorati da un fulmine ed uno di loro, quello più piccolo, Giovanni Carlucci, è morto durante un temporale. I ragazzi si trovavano sulla spiaggia vicino a un residence a Campomarino di Maruggio (Taranto) nel tardo pomeriggio di oggi quando il temporale si è scatenato, colpendoli. Il sopravvissuto, P.C., è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale "Giannuzzi" di Manduria. I duesi erano riparati sotto un ombrellone, dove il fulmine li ha raggiunti.
mercoledì 13 marzo 2013
Fulmine su centralina di controllo, Livorno senza acqua corrente
LIVORNO - La città è senza acqua corrente: è la conseguenza di un fulmine che nella notte ha colpito la sede dell'azienda Asa e ha messo fuori servizio il sistema di telecontrollo degli impianti idrici. Non solo: sempre questa notte si è rotta una tubatura dell'acquedotto di Filettole in zona Canale dei Navicelli, sembra a causa di uno smottamento del terreno dovuto alle forti piogge di questi giorni. Nelle scuole, per le quali era troppo tardi per stabilirne le chiusura, è sospesa l'attività didattica, tranne che nelle zone di Montenero e Quercianella, perché approvvigionate dall'acquedotto di Mortaio.
Sono circa 100 mila le persone ancora senz'acqua corrente. Nella notte, si è lavorato incessantemente per tornare al più presto ad un ripristino totale della fornitura. Con autobotti e forniture di riserva, sarà garantita l'acqua negli ospedali, nei distretti sanitari e nelle case di riposo. Per il ritorno alla normalità, ci vorranno in tutto dalle 24 alle 36 ore.
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