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giovedì 4 settembre 2014

COSENZA: sequestrate 5 coltivazioni di marijuana (3000 piante, valore 7 milioni)


COSENZA - La guardia di finanza ha individuato e sequestrato a Bonifati, in provincia di Cosenza, cinque coltivazioni di canapa indiana (marijuana skunk) per un totale di oltre tremila piante. Le coltivazioni erano state realizzate in un terreno grande quanto venti campi di basket in una zona impervia e difficilmente raggiungibile, ricadente nel comune di Bonifati. Gli arbusti rigogliosi, in ottimo stato di maturazione, arrivavano a un’altezza superiore ai due metri. Dai primi riscontri effettuati e dallo stato di maturazione delle piante, la marijuana, di ottima qualità, sarebbe stata pronta a breve per l’essiccazione e per la successiva immissione sul mercato.. La droga che sarebbe stata ricavata avrebbe fruttato al dettaglio, circa 7 milioni di euro.

 I finanzieri della Compagnia di Paola e della Brigata di Cetraro sono stati coadiuvati dagli elicotteri del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia che, sistematicamente, effettuano il monitoraggio di quelle zone del territorio calabrese che si prestano a coltivazioni illegali di marijuana. Si tratta di zone molto impervie, difficilmente individuabili da terra e di difficile accesso perché situate su costoni scoscesi o circondate da foltissima vegetazione. La produzione illegale, poi è favorita dalle condizioni climatiche che rendono floride le piantagioni e dallo stato selvaggio dei terreni. Sono in corso indagini volte a risalire alla proprietà dei terreni, nonché individuare responsabilità in capo agli utilizzatori di fatto dei suoi coltivatori, che alla vista degli elicotteri si sono dileguati nella fitta boscaglia.


lunedì 1 settembre 2014

GIOIA TAURO: la GDF sequestra 55 chili di cocaina purissima nascosti in un container proveniente dal Peru


Il terminal dei container al porto di Gioia Tauro
GIOIA TAURO - La guardia di finanza di Reggio Calabria ha sequestrato 55 kg di cocaina purissima nel porto di Gioia Tauro. La droga era nascosta in un container che trasportava un carico di lana, proveniente dal Perù e giunto nel porto della cittadina calabrese. La cocaina avrebbe fruttato circa 11 milioni di euro.

venerdì 11 luglio 2014

Riccione, il locale dei vip Green Bar sequestrato dalla Gdf: il padrone non paga le tasse


RICCIONE - Il Green Bar di viale Ceccarini a Riccione sotto sequestro da parte della Guardia di Finanza. E' finito tra i beni sottoposti dal Tribunale di Rimini a sequestro e confisca perché riconducibile alpatrimonio di un 45enne di Napoli con alle spalle una pena patteggiata per tentata estorsione e "un'abitudine" a evadere le tasse.
Applicato il Nuovo Codice Antimafia per un pregiudicato. Per le Fiamme gialle, l'acquisizione del Green Bar è stata fatta con soldi non dichiarati al fisco.

domenica 29 giugno 2014

Pantelleria, la GdF blocca nave con 20 tonnellate di hascisc


PANTELLERIA - Una nave, senza bandiera, con circa 20 tonnellate di hashish è stata intercettata e bloccata dalla guardia di finanza a 50-60 miglia a largo di Pantelleria. L'equipaggio, composto da 10 persone, è stato fermato. L'operazione segue di cinque giorni un'analoga attività investigativa di corpi territoriali e speciali delle Fiamme Gialle che hanno bloccato un'altra nave con 40 tonnellate di hashish e fermato 16 persone nello stesso tratto di mare.

mercoledì 11 giugno 2014

Bufera sulla GdF: arrestato il comandante di Livorno, Indagato il comandante in seconda generale Bardi. Concussione

Fabio Massimo Mendella, comandante della GdF di Livorno
Il generale Bardi
NAPOLI - Il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Livorno Fabio Massimo Mendella è stato arrestato con l' accusa di concorso in concussione e rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio. Nell' ambito di un' inchiesta della Procura di Napoli. Insieme al colonello Mendella è stato arrestato il commercialista Pietro de Riu, di Napoli. De Riu avrebbe incassato per conto di Mendella, responsabile del settore verifiche del Comando di Napoli dal 2006 al 2012, oltre un milione di euro per evitare verifiche ed accertamenti fiscali.
Una volta trasferito da Napoli a Roma, il colonnello Mendella suggerì agli imprenditori Giovanni e Francesco Pizzicato di trasferire nella capitale anche la loro società, la Gotha Spa. Dopo appena due giorni dal trasferimento della società, però, secondo l'accusa l'ufficiale propose ai suoi superiori una nuova verifica fiscale, che necessitava di una specifica autorizzazione a derogare dagli ordinari criteri di competenza: l'autorizzazione giunse dopo sole 24 ore. E proprio la tempistica dell'operazione, sottolinea il gip, è un decisivo elemento di conferma dell'ipotesi accusatoria: in quella circostanza spuntò il coinvolgimento di "due generali".
Gli inquirenti definiscono sospette anche le modalità di concessione della deroga, poiché non fu interessato il comando generale della Guardia di Finanza ma solo quello provinciale, e né nella richiesta né nell'autorizzazione erano specificate le circostanze eccezionali per derogare dai criteri di competenza.
E così nell'ambito dell'inchiesta, i pm Piscitelli e Woodcock hanno disposto una perquisizione nel comando generale della Gdf a Roma. A quanto si è appreso, risulta indagato il comandante in seconda della GdF generale Vito Bardi per un'ipotesi di corruzione. Verifiche fiscali addomesticate in cambio di informazioni su accertamenti della Guardia di Finanza. È questo il filone investigativo condotto dalla Digos di Napoli e dalla polizia tributaria di Roma, che puntano i riflettori anche sulla società Gotha SPA, che sarebbe stata oggetto di accertamenti pilotati da parte della sezione guidata dal colonnello Mennella. 

martedì 15 aprile 2014

Corruzione, arrestato l'attuale prefetto di Benevento

Ennio Blasco, attuale prefetto di Benevento
NAPOLI - La guardia di finanza di Napoli ha arrestato quattro persone con l'accusa di corruzione. Si tratta dell'attuale Prefetto della città di Benevento, Ennio Blasco, e tre imprenditori originari del nolano operanti nel settore della vigilanza privata. I fatti riguardano le procedure in tema di "certificazione antimafia" nel periodo 2009–2011, quando l'alto funzionario pubblico ricopriva la carica di Prefetto di Avellino. Fra le persone poste agli arresti domiciliari insieme al Prefetto di Benevento, vi sono gli imprenditori Carmine, Carlo e Antonio Buglione di Nola (Napoli). Quest'ultimo fu rapito nel 2010 da una banda di sardi e poi liberato. Le indagini della guardia di finanza partirono proprio per verificare il pagamento o meno di un riscatto.
Per favorire le imprese di vigilanza privata dei fratelli Buglione il Prefetto Ennio Blasco avrebbe accettato gioielli, viaggi, un'auto con autista per i suoi spostamenti e anche il pagamento di spese di lavanderia e di aver concesso in cambio facilitazioni all'apertura di istituti di vigilanza privata dei fratelli Buglione nelle città dove aveva esercitato le funzioni prefettizie. Le ipotesi di reato si riferiscono a fatti avvenuti fra il 2009 e il 2011 quando Blasco era prefetto di Avellino. Blasco, attualmente prefetto di Benevento, è stato prefetto di Avellino dal 2008 al 2012. In precedenza era stato viceprefetto a Napoli e poi prefetto a Isernia. 
Uno dei fratelli Buglione, Antonio, fu rapito nel 2010 da una banda di sardi e poi liberato. Le indagini della Guardia di Finanza partirono proprio per verificare il pagamento o meno di un riscatto. Durante le indagini, la Guardia di Finanza scoprì che le imprese di vigilanza privata dei fratelli Buglione avevano aperto filiali proprio in alcune delle città nelle quali Ennio Blasco aveva esercitato le sue funzioni prefettizie. Da qui sono partite le indagini che hanno avuto oggi una prima, clamorosa conclusione

giovedì 10 aprile 2014

Napoli, dvd falsi: 16 arrestati, imprenditori e vertici di società

NAPOLI - Eseguite 16 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip di Napoli, e centinaia di perquisizioni in diverse regioni italiane al termine di un'inchiesta sulla pirateria. Al centro delle indagini i clan camorristici che gestivano il traffico di dvd e cd falsi nelle principali città italiane. Secondo gli inquirenti il "mercato" avrebbe causato danni allo Stato per 250 milioni di euro. Nell'inchiesta sono coinvolti imprenditori e vertici di importanti società. Oltre agli arresti e alle perquisizioni (in Toscana, Lombardia, Lazio, Campania e Puglia), i finanzieri hanno anche sequestrato 164 conti correnti, 126 tra obbligazioni, fondi d'investimento, titoli e cassette di sicurezza, 56 auto e moto di lusso, uno yacht e 71 immobili e terreni. Sequestrati anche 23 milioni di cd e dvd vergini.
L'organizzazione, secondo le Fiamme gialle, si sarebbe avvalsa di una fitta rete di intermediari e della partecipazione consapevole dei vertici della filiale italiana della Verbatim, società leader nella produzione di hard disk, cd e dvd che venivano importati in Italia evadendo completamente le tasse grazie ad una triangolazione tramite società situate in paradisi fiscali o in altri Paesi dell'Unione Europea.
Gli arresti domiciliari sono scattati per il rappresentante legale Marco Balducci, all'epoca dei fatti responsabile amministrativo; per l'ex amministratore delegato, licenziato nel 2012, Mauro Santi; e per il responsabile vendite Sud Europa, Matteo Locatelli, all'epoca responsabile vendite Italia. In carcere, invece, sono finiti Luciano e Francesco Meoni, imprenditori toscani impegnati nella grande distribuzione e nel commercio all'ingrosso.

sabato 5 aprile 2014

La Gdf sequestra a Gianna Nannini villa, scuderie, magazzini e autorimessa: accusa di evasione fiscale

SIENA - I militari della Guardia di Finanza di Milano hanno sequestrato la villa, le scuderie, i magazzini e l'autorimessa di Gianna Nannini a Siena in un'inchiesta che ipotizza un'evasione fiscale di circa quattro milioni. Secondo l'accusa, avrebbe sottratto al fisco 3 milioni e 750mila eurointerponendo tra la sua società milanese una società irlandese e un'altra olandese per non pagare in Italia le royalties di dischi e concerti, ma in Stati in cui la tassazione è più favorevole.

mercoledì 2 aprile 2014

La Gdf a Cortina: "rastrellati" 2 milioni di euro

ROMA - Dal blitz di Cortina lo Stato ha incassato oltre 2 milioni di euro: 1,2 milioni da Ires e Irap, 224.000 euro di Iva e 675.000 euro in sanzioni. Lo ha riferito il direttore delle entrate Attilio Befera rispondendo in audizione al Senato e sottolineando che, dei 163 accertamenti avviati, 142 sono stati definiti e solo 32 restano pendenti.
Dal 2001 al 2013 i dipendenti dell'agenzia delle entrate sono diminuiti di 9.000 unità passando da 49.000 a 40.000. Befera ha sottolineato un aumento di produttività del 23,19% (+1,71% medio annuo). "Oggi - ha detto Befera - su 100 euro di gettito l'Agenzia costa circa 85 centesimi di euro, la redditività è di 3,82 euro incassati per euro speso". Allo Stato mancano 90 miliardi al gettito fiscale. Lo ha calcolato l'agenzia delle entrate riferendosi al tax-gap del 2010. La cifra viene dal mancato gettito derivante da Irpef da lavoro autonomo, Ires, Iva, Irap e addizionale Irpef. 

venerdì 28 marzo 2014

Compravendita di una clinica a Napoli: arrestato il nipote di Previti

La clinica Ruesch
NAPOLI - Il commercialista romano Umberto Flesca Previti é stato arrestato dalla GdF questa mattina a Roma. Flesca Previti é nipote dell'ex ministro Cesare Previti.
L'arresto è avvenuto nell'ambito di un'inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli sulle procedure per la compravendita, poi non avvenuta, della clinica Ruesch spa, nota casa di cura napoletana. Nell'inchiesta sono state arrestate altre cinque persone, tutte agli arresti domiciliari.

Nell'ambito dell'inchiesta è stato arrestato in Umbria, su richiesta della Dda di Napoli, anche Dino De Megni, padre di Augusto il bimbo rapito alcuni anni fa, e poi diventato un personaggio televisivo vincitore della sesta edizione del Grande Fratello.
   

mercoledì 29 gennaio 2014

Truffa, sequestrati a imprenditore società, denaro, case, terreni, auto e yacht per 270 milioni

ROMA - Vasta operazione delle Fiamme Gialle a Roma dove i finanzieri hanno posto sotto sequestro il patrimonio di un imprenditore accusato di appropriazione indebita, truffa in danno di enti pubblici, bancarotta fraudolenta e riciclaggio-reimpiego di capitali illeciti. Tra i beni sequestrati società, conti correnti, centinaia tra fabbricati e terreni, 32 motoveicoli e 2 yacht di oltre 20 metri. Il tutto per circa 270 milioni di euro.

Complesso turistico da 200 milioni (abusivo) sequestrato a Brancaleone dalla Gdf: 'ndrangheta?


REGGIO CALABRIA - La Guardia di finanza ha sequestrato a Brancaleone un complesso turistico-residenziale del valore di 200 milioni di euro, alla cui realizzazione sarebbero state interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito.  Il sequestro è stato fatto dal Comando provinciale di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma delle Fiamme gialle, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale reggino su richiesta della Dda. Cinque persone, tra imprenditori e pubblici funzionari, sono state denunciate in stato di libertà con l'accusa di abuso d'ufficio e falsità ideologica aggravati dalla finalità di agevolare l'attività della 'ndrangheta, oltre che per reati paesaggistici ed urbanistici. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, hanno portato ad accertare la realizzazione nella zona jonica reggina, parte della quale sottoposta a vincolo paesaggistico, di opere abusive di imponente portata a favore delle due cosche di 'ndrangheta. Decine di ville realizzate su un ex terreno agricolo prospiciente il mare destinato ad uso turistico-residenziale grazie alla complicità di settori amministrativi comunali: è questo il complesso "Gioiello del mare" sequestrato. Il cambio d'uso del terreno sul quale è stato realizzato il complesso turistico è stato ottenuto, secondo quanto è emerso dalle indagini, grazie ad una variante dello strumento urbanistico comunale che sarebbe stata illegittima. Tra le cinque persone denunciate c'è anche il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Brancaleone, l'architetto Carmelo Borrello, di 45 anni, responsabile del procedimento in base al quale è stato realizzato il complesso turistico. Il sequestro e le denunce di oggi rappresentano il seguito dell'operazione Metropolis che nel marzo del 2013 portò all'arresto di alcuni imprenditori collegati alle stesse cosche di 'ndrangheta coinvolte nell'operazione odierna. Tra di loro, due, Antonio Cuppari, di 50 anni, e Domenico Vitale, di 40, sono tra i cinque denunciati di oggi. Le altre persone coinvolte sono gli imprenditori Antonio Toscano, di 43 anni, e Antonino Iriti, di 56.
Beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati agli imprenditori Giuseppe e Pasquale Mattiani, di 79 e 51 anni, padre e figlio. Il provvedimento di sequestro, al termine di indagini condotte dalla Dda, è stato emesso dai giudici del tribunale di Reggio Calabria. Ai Mattiani sono stati sequestrati una villa, un fabbricato composto da quattro appartamenti, un immobile commerciale e vari terreni siti a Palmi, oltre ad altri tre immobili in zone lussuose di Roma. Il 12 novembre scorso a Giuseppe e Pasquale Mattiani furono già sequestrati beni per 150 milioni di euro, tra cui due alberghi a quattro stelle: l'hotel Gianicolo a Roma e l'Arcobaleno a Palmi.

martedì 28 gennaio 2014

Ispettori Consob e Gdf negli uffici Mediobanca

MILANO - Gli ispettori della Consob, accompagnati da uomini della guardia di finanza, hanno effettuato un'ispezione negli uffici di Mediobanca: si tratterebbe di una visita legata all'operatività dell'istituto. Gli ispettori hanno acquisito documenti e informazioni nella sede milanese di piazzetta Cuccia. Dopo la diffusione della notizia, il titolo si è appiattito intorno alla parità (+0,08% a 6,64 euro).

sabato 25 gennaio 2014

La Guardia di Finanza ha scoperto,nel 2013, 3435 finti poveri

ROMA - La Guardia di Finanza ha scoperto nell'anno appena concluso 3.435 finti poveri che, pur non avendone alcun diritto, hanno usufruito di sconti su asili nido, mense scolastiche e libri di testo, servizi socio-sanitari a domicilio, agevolazioni su luce, gas, trasporti. I 389 falsi invalidi scoperti, assieme ai 4.210 casi di truffe nel lavoro agricolo e ai 445 casi di frodi agli assegni sociali, hanno invece provocato danni allo Stato per 82 milioni.
In tutto nel 2013 sono spariti dalle casse dello Stato 5 miliardi a causa di sprechi nella pubblica amministrazione e di truffe ai finanziamenti nazionali e comunitari. Sono oltre 19 mila - dice la GdF - i soggetti segnalati all'autorità competente. Tra indagini d'iniziativa o su mandato della magistratura e della Corte dei Conti, i finanzieri hanno eseguito oltre 25 mila interventi per arginare gli sprechi e bloccare le frodi, concentrandosi in particolare su quei reati specifici di amministratori, funzionari e impiegati pubblici: corruzione, concussione, peculato, abuso d'ufficio. Sono così emersi danni erariali e sprechi per 3,5 miliardi, un terzo dei quali riferibili al solo settore della sanità pubblica, e truffe ai finanziamenti pubblici nazionali ed europei, attraverso indebite percezioni o richieste, per 1,4 miliardi. A carico dei responsabili sono stati disposti sequestri di beni mobili, immobili, valuta e conti correnti per 309 milioni. Le truffe al Servizio sanitario nazionale hanno invece provocato un danno di 23 milioni e la denuncia di 1.173 soggetti.

giovedì 23 gennaio 2014

La Gdf stronca traffico di droga tra Italia, Olanda e Albania: 35 arresti

FIRENZE - Operazione della guardia di finanza di Firenze contro un traffico internazionale di cocaina ed eroina: 35 le persone arrestate e oltre 2 milioni di euro il valore di beni mobili e immobili posti sotto sequestro. L'indagine, denominata "Sillo", ha portato alla scoperta, spiegano le Fiamme Gialle, di una vasta organizzazione criminale operante tra Italia, Olanda ed Albania.

I "furbetti" hanno evaso al Fisco 51,9 miliardi nel 2013

ROMA - Nel 2013 in Italia sono stati sottratti alla tassazione 51,9 miliardi di euro. Lo rivelano i dati resi noti dalla guardia di finanza. Scoperti inoltre 8.315 evasori totali, cioè soggetti completamente sconosciuti al fisco, che hanno nascosto redditi per 16,1 miliardi. Il bilancio delle Fiamme Gialle per l'anno appena concluso parla inoltre di quasi 5 miliardi di Iva evasa.
Nello specifico, sul fronte dell'evasione fiscale internazionale, i finanzieri hanno scoperto ricavi non dichiarati e costi non deducibili per 15,1 miliardi. La maggior parte dei casi scoperti riguarda i cosiddetti "trasferimenti di comodo", ossia il trasferimento della residenza di persone o società in paradisi fiscali, e l'individuazione di organizzazioni o società con sede all'estero ma che svolgono in Italia attività soggetta a tassazione.
Quanto agli oltre ottomila evasori totali scoperti, hanno occultato redditi al fisco per 16,1 miliardi, mentre i ricavi non contabilizzati e i costi non deducibili riferibili ad altri fenomeni evasivi - dalle frodi carosello ai reati tributari fino alla piccola evasione - ammontano a 20,7 miliardi.

Uno scontrino su tre è irregolare - Un'attività commerciale su tre ha emesso nel 2013 una ricevuta o uno scontrino fiscale irregolare o non lo ha proprio emesso. Degli oltre 400mila controlli eseguiti sul rilascio di scontrini e ricevute sono state riscontrate irregolarità nel 32% dei casi.

Oltre 12mila denunce per frodi fiscali - Per frodi e reati fiscali la Gdf ha denunciato 12.726 persone nel 2013, arrestandone 202. Dal bilancio relativo all'anno appena concluso emerge inoltre che nei confronti dei responsabili delle frodi fiscali le Fiamme Gialle hanno avviato procedure di sequestro di beni mobili, immobili, valuta e conti correnti per 4,6 miliardi.
Sono invece 14.220 i lavoratori completamente in nero scoperti nel 2013 e 13.385 irregolari, impiegati da 5.338 datori di lavoro.

martedì 14 gennaio 2014

Roma, maxisequestro da 44 milioni a imprenditori legati a clan camorristico

ROMA - Maxi sequestro della guardia di finanza di Roma nei confronti di una serie di imprenditori ritenuti legati al clan camorristico Mallardo. Le Fiamme gialle hanno sequestrato beni mobili e immobili per un valore di oltre 44 milioni di euro. Gli indiziati avrebbero organizzato, nel Lazio, una cellula camorristica federata col clan egemone nel comune di Giugliano, in provincia di Napoli.

mercoledì 11 dicembre 2013

Monza, corruzione nella raccolta rifiuti, 26 arresti (anche la famiglia degli imprenditori Sangalli)

MONZA - I militari della guardia di finanza di Milano e Monza hanno arrestato 26 persone, 14 in carcere e 12 ai domiciliari, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Monza con al centro appalti pubblici truccati e tangenti a politici e amministratori locali. L'operazione in corso dall'alba tra Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia. Tra le persone coinvolte anche un sindaco del Milanese e tre assessori. Sequestrati beni per 14 mln di euro.  Arrestati Giancarlo Sangalli e i tre figli, della omonima ditta con oltre mille dipendenti che si occupa di rifiuti. Secondo la Procura avrebbero versato tangenti a politici locali e funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti per oltre 260 milioni di euro. Indagati tra gli altri l’ex assessore Giovanni Antonicelli, agli arresti domiciliari, la funzionaria del comune di Monza Gabriella Di Giuseppe (in carcere) il consigliere provinciale Daniele Massimo Petrucci e il presidente e il direttore generale di Amsa Milano, Sergio Galimberi e Salvatore Cappello. . Le indagini, ad ampio raggio, riguardano anche l’appalto di manutenzione da 3,5 milioni del cimitero comunale di Monza, appalti per la raccolta rifiuti di Andria e Canosa, in Puglia, e Frosinone (Lazio) e per la Metropolitana Milanese spa. Tra i politici indagati, anche il sindaco del Comune di Pioltello, Antonio Concas, accusato di aver ricevuto 20mila euro di tangente per prorogare il contratto con la Sangalli.
Le persone coinvolte, alle quali se ne aggiungono 15 raggiunte dall'obbligo di dimora, sono accusate di corruzione, turbativa d'asta, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico ed emissione di fatture false. Oltre al primo cittadino e ai tre assessori, ci sono funzionari comunali e provinciali e anche diversi imprenditori.
L'inchiesta, denominata "Clean city", è nata in seguito all'indagine "Briantenopea" che nel marzo scorso aveva portato a 37 arresti, tra cui sempre l'ex assessore comunale di Monza, Giovanni Antonicelli e Giuseppe Esposito, detto Peppe O'Curt, è coordinata dai pubblici ministeri di Monza, Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo. 
I finanzieri impegnati nell'operazione, oltre duecento, sono intervenuti anche in numerose filiali di banche e conservatorie immobiliari per sequestrare conti correnti, titoli ed immobili, per un valore di circa 14 milioni di euro.

martedì 3 dicembre 2013

Frode fiscale da 900 milioni di euro? Prequisite sedi Total-Erg

ROMA - I militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Roma stanno eseguendo perquisizioni nelle sedi della Total-Erg della Capitale, di Milano e di Genova. Si indaga su una presunta frode fiscale da 904 milioni di euro legata a fatture emesse da una società con sede alle Bermuda riconducibile alla Total.

mercoledì 13 novembre 2013

Consob e GdF, ispezione alla Telecom

MILANO -  Funzionari della Consob, unitamente a militari della Guardia di Finanza - secondo quanto apprende l'ANSA - stanno compiendo da questa mattina un'ispezione a Milano nella sede della Telecom. L'ispezione riguarderebbe alcuni "nodi" degli ultimi giorni, tra questi la vendita della quota di Telecom in Telecom Argentina e l'ipotesi di emissione a breve di un bond da 1,3 miliardi di euro.