giovedì 15 settembre 2011

L'appello disperato del capitano della petroliera Savina Caylin, sequestrata dai pirati somali: "Fate presto oppure qualcuno di noi non ce la farà a tornare a casa". Il sequestro l'8 febbraio scorso

Una manifestazione a sostegno dei marinai della petroliera
ROMA, 15 SET - ''Stiamo male, aiutateci ad uscire da questa cazzo di nave perche' se non andremo via subito qualcuno non tornera' a casa''. E' questa l'agghiacciante telefonata che il comandante della Savina Caylin, Giuseppe Lubrano Lavadera, ha concluso con sua moglie, Nunzia Nappa, di ritorno dall'incontro pomeridiano con l'unita' di crisi della Farnesina. Una svolta improvvisa, questa, nel pomeriggio: da settimane e settimane nessun membro dell'equipaggio si era piu' fatto vivo. La Savina Caylyn è la petroliera italiana sequestrata l'8 febbraio 2011 dai pirati somali e che ormai si trova in mano ai sequestratori da ben 220 giorni. L'armatore  ha offerto un riscatto molto più basso (la metà) dei 14 milioni di dollari richiesti. La risposta dei pirati:siamo ricchi, possiamo aspettare anche due anni.

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