Secondo i detrattori, riferisce Asianews, i costi dell’iniziativa – stimati intorno ai 470 milioni di dollari solo quest’anno – sono troppo elevati e il denaro pubblico potrebbe essere speso nei settori delle infrastrutture e dei servizi sociali. Altri puntano il dito sulla qualità dei computer in distribuzione, che hanno software elementari insoddisfacenti per gli studenti. Il governo si difende dalle accuse, sostenendo che la spesa relativa all’iniziativa è inferiore al 3% del bilancio del settore.
Oltre ai computer, il governo sta distribuendo anche altri beni, come robot da cucina e tritacarne, promessi in campagna elettorale. Le famiglie più povere, iscritte ai programmi di sussidi alimentari, riceveranno capre e pecore.
Lo Stato del Tamil Nadu, il più meridionale di tutta l’India, è uno dei Paesi leader nell’uso dell’informazione tecnologica. Già in passato altri politici hanno lanciato programmi-donazione simili: M Karunanidhi, il precedente chief minister, aveva distribuito migliaia di televisioni a colori durante il suo mandato.
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