Visualizzazione post con etichetta viminale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta viminale. Mostra tutti i post

sabato 21 marzo 2015

ALLARME del Viminale: rischio emulazione degli attentati. Salme rimpatriate

ROMA, 21 marzo - Dopo l'attentato di Tunisi "non è possibile escludere azioni emulative in Italia". E' quanto scritto in una circolare del Dipartimento di Pubblica sicurezza nella quale si invitano gli organismi di sicurezza a "sensibilizzare ulteriormente" le misure di vigilanza a sedi diplomatiche tunisine e ai siti sensibili, in particolare ambasciate e consolati.
Gentiloni: a minaccia globale si risponde con unità - "Alla minaccia globale si deve reagire con fermezza, con la coesione delle nostre comunità e, anzitutto, con unità dello schieramento politico, senza allarmismi". Così il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a Torino dove ha firmato con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon ed il sindaco Piero Fassino il protocollo d'intesa per il finanziamento dello Staff College delle Nazioni Unite.

Le salme delle quattro vittime italiane nell'attacco terroristico di Tunisi sono arrivare questa mattina alle 11.10 a Ciampino con un volo dell'Aeronautica Militare. All'aeroporto di Ciampino c'erano il premier Renzi e il ministro Gentiloni. Dopo alcune attività della procura di Roma, che sta svolgendo gli accertamenti giudiziari, lo stesso aereo partirà per Torino. 

Domenica il rientro dei feriti - Gli italiani feriti nell'attentato di Tunisi, che possono essere trasportati, rientreranno in Italia "probabilmente dopodomani (domenica ndr)". ço ha detto ancora il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Il rientro, ha precisato, sarà effettuato "in collaborazione con la Costa".

Già rientrata la compagna dell'uomo ucciso - E' rientrata a Novara Sonia Reddi, la compagna di Francesco Caldara, una delle vittime italiane dell'attentato di Tunisi. La donna, colpita dai proiettili dei terroristi a una spalla, è atterrata a Malpensa con la nipote, che l'aveva raggiunta in Tunisia, ed è stata poi ricoverata in ospedale a Novara. "Ho visto cose terribili - ha detto ai parenti che la aspettavano - ho creduto di non potervi vedere mai più: ho pensato di morire anche io".

venerdì 18 aprile 2014

Ad Alma Shalabayeva e alla figlia lo status di rifugiati politici

ROMA - Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, ha ottenuto insieme alla figlia lo status di rifugiato politico. A deciderlo è stata la commissione per la protezione internazionale del Viminale. Verranno ora emessi due permessi di soggiorno per la madre e la figlia con una validità quinquennale (rinnovabile alla scadenza): lo status comporta una sostanziale equiparazione del rifugiato ai cittadini italiani per quanto riguarda i diritti garantiti.
La storia di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, ha inizio il 28 maggio 2013 , quando viene fermata da alcuni agenti della questura di Roma, insieme alla figlia di 6 anni, mentre si trovava in una villa a Casalpalocco.  

Le forze dell’ordine stanno cercando il marito, ma ad Alma viene contestata l’accusa di possesso di un passaporto falso.  
Solo due giorni dopo, il 30 maggio 2013, la questura firma l’espulsione di Alma e delle figlia: la donna è accusata di essere entrata illegalmente in Italia. Il giorno dopo le due donne vengono imbarcate su un aereo diretto in Kazakistan.  

Il giorno dopo la relazione sull’espulsione della Shalabayeva inviata al Viminale dall’Ufficio immigrazione , il 4 giugno 2013, il Consiglio italiano per i rifugiati invia una e-mail al ministro degli Esteri Emma Bonino.  
Il 5 luglio 2013 il dissidente Ablyazov si appella al premier Letta per fare faccia piena luce sulla vicenda e appena una settimana dopo, il 12 luglio, Palazzo Chigi revoca l’espulsione di Alma.  

Il 16 luglio 2013 arrivano le dimissioni di Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto del ministro dell’Interno. Lo stesso giorno in una relazione il capo della polizia Pansa comunica che «in nessuna fase della vicenda i funzionari italiani hanno avuto notizia del fatto che Ablyazov fosse un dissidente politico fuggito dal Kazakistan, possibile oggetto di ritorsioni. Non risulta che Shalabayeva o i suoi legali abbiano mai presentato o annunciato domanda di asilo». Bonino annuncia che convocherà l’ambasciatore del Kazakistan. L’Ue chiede chiarimenti a Roma.  

Anche il presidente Napolitano interviene sulla vicenda, giudicandola «una storia inaudita». «C’è stata - continua il Colle - una reticente rappresentazione distorsiva del caso». Intanto il ministro degli Esteri Emma Bonino parla di punti oscuri sulla vicenda, e il 29 luglio 2013 la procura di Roma apre un’inchiesta su presunte omissioni nell’espulsione di Alma.  

Il 31 luglio 2013 Ablyazov viene arrestato in Francia, mentre il figlio su Facebook denuncia: «no all’estradizione come è successo a Roma». Il 3 agosto una delegazione del M5S si reca dalla Shalabayeva che accusa: «il mio passaporto è stato manomesso». La donna: «aiutatemi a rivedere la mia famiglia».  

Il 6 agosto 2013 il Kazakistan chiede a Parigi la consegna di Ablyazov ed è determinato a ottenerne l’estradizione, anche se con la Francia non esiste un trattato ad hoc. Il 21 dello stesso mese la Russia si accoda all’Ucraina chiedendo a Parigi l’estradizione di Ablyazov.  

Il 25 settembre 2013 arrivano le gravi accuse della figlia maggiore di Alma ad alcuni funzionari del Viminale, della questura di Roma e diplomatici kazaki di sequestro di persone e ricettazione. Il giorno dopo finiscono nel registro degli indagati l’ambasciatore del Kazakistan in Italia, il consigliere per gli affari politici e l’addetto agli affari consolari.  

Il 16 dicembre 2013 la Procura di Roma indaga sul presunto ruolo che l’Eni potrebbe avere avuto nella vicenda Shalabayeva, in seguito alle dichiarazioni rese alla trasmissione Report da un dirigente della azienda. Anche se l’amministratore delegato Scaroni precisa: «Siamo estranei».  

La vigilia di Natale, il 24 dicembre 2013, Alma Shalabayeva può lasciare il Kazakhstan. Soddisfatto il ministro Bonino: «seguiremo la sua vicenda fino al rientro con la figlia». Il 27 dicembre 2013 Alma è rientra in Italia con la figlia più piccola, Aula.  

Oggi, venerdì 18 aprile 2014, l a moglie del dissidente kazako Ablyazov ha ottenuto dal Viminale lo status di «rifugiato» insieme alla figlia 

venerdì 21 febbraio 2014

Oggi Renzi al Quirinale con la lista dei ministri. Aut aut ad Alfano

ROMA - Aut aut nella notte del premier incaricato ad Angelino Alfano, nel corso di una lunga  riunione: "O resti vicepremier o ministro dell'Interno" avrebbe detto Renzi. A questo punto Alfano dovrebbe optare per il Viminale. Alla riunione hanno partecipato Graziano Delrio, Dario Franceschini e, insieme ad Alfano, Maurizio Lupi. "Basta con il rilancio - avrebbe detto il premier incaricato - io domani vado al Colle, fatemi sapere la vostra scelta".

E infatti il premier incaricato Matteo Renzi salirà, a quanto si apprende da fonti Pd, in giornata al Colle con la lista dei ministri. Ieri sera poi Renzi ha incontrato, insieme a Luca Cordero di Montezemolo, lo sceicco Khaloon al Mubarak, patron del Manchester City e a capo di un fondo interessato all'operazione Etihad-Alitalia, chiedendogli conferma dell'interessamento per l'operazione che riguarda la compagnia aerea italiana.

lunedì 27 maggio 2013

Votazioni, affluenza in calo dell’11,63%


ROMA - Affluenza alle urne al 67,36%, quando manca oramai soltanto il dato relativo alla città di Roma. In tutto il resto d'Italia, i dati definitivi del Viminale danno un calo dell'affluenza pari all'11,63% rispetto alle precedenti elezioni comunali.

giovedì 24 gennaio 2013

Berlusconi: ridotta la mia scorta. Ma è passata dagli 007 al Viminale


ROMA - "Il generale che ha come preoccupazione la mia sicurezza mi ha pregato di non andare nelle piazze preferendo i luoghi chiusi. Questo governo, invece, apprestandomi io a compiere un giro d'Italia con grande tempestività mi ha ridotto la scorta". Lo afferma Silvio Berlusconi, ospite di '28 minuti' su Radio 2. 
Sta avvenendo in questi giorni, secondo quanto si apprende, il passaggio dagli 007 dell'Aisi al Viminale della responsabilità di tutelare Silvio Berlusconi. Non sarebbe però previsto alcun taglio nel livello di protezione, che sarebbe quello massimo previsto per personalità a "rischio imminente ed elevato".
La legge prevedeva che Berlusconi potesse avvalersi del servizio di scorta dell'Aisi (una ventina di uomini divisi in diversi turni) fino ad un anno dopo la cessazione della carica di premier. Fino allo scorso novembre, dunque. Ma la tutela assicurata dal servizio segreto interno è proseguita anche oltre quel termine, fino a questi giorni, in cui sta avvenendo il passaggio di consegne con il Viminale. Questo passaggio, sempre secondo quanto si apprende, starebbe comportando un ritorno alle amministrazioni di competenza degli uomini dell'Aisi che da anni seguivano l'ex presidente del Consiglio, con conseguente perdita della consistente indennità da '007'. Fatto che avrebbe provocato malumori tra gli storici 'angeli custodi' di Berlusconi.
Berlusconi parla poi del suo divorzio milionario. "In effetti c'é stata una sentenza inaspettata lontana dalla realtà e irrealistica credo che dovrò intervenire io, prima avevo lasciato fare agli avvocati non mi ero messo in mezzo ma prossimamente incontrerò mia moglie"afferma.; con la sua ex moglie "non c'é stato nessun incontro. Ci sono stati incontri con i miei figli. Passo attraverso di lei - dice - per parlare con i nipotini alcuni dei quali sono geniali".

martedì 15 gennaio 2013

Elezioni: 34 simboli ricusati dal Viminale, anche quelli “patacca” di M5S, Monti e Ingroia


ROMA - Su un totale di 219 simboli presentati, 169 sono stati ammessi e 34 sono stati ricusati, ovvero i depositanti sono invitati a sostituirli entro 48 ore. Altri 16 simboli non hanno i requisiti necessari per partecipare alla competizione elettorale per carenza di documentazione. E' quanto rende noto il Viminale.
Il ministero dell'Interno ha deciso di ricusare, tra gli altri,  il "simbolo civetta" clone di quello del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che era stato depositato dall'ex grillino Danilo Foti. Ora, Foti ha 48 ore di tempo per modificare il suo contrassegno.
Sono stati ricusati dal Viminale anche i due "simboli civetta" che copiavano quelli del premier uscente Mario Monti ("Monti presidente per l'Europa") e del magistrato Antonio Ingroia ("Rivoluzione Civile"). E' stato ricusato dal Viminale pure il contrassegno presentato dalla Lega Nord, che ha anche lei ora 48 ore di tempo per modificare il suo simbolo.
"L'unico problema è stato la M maiuscola di Tremonti che potrebbe confondersi con quella di Monti. Monti gode di una tutela particolare e mi piacerebbe che lo stesso trattamento venga attuato per tutte le liste di Lega patacca. Abbiamo apportato le dovute modifiche al simbolo e lo ripresenteremo corretto". Lo afferma Roberto Calderoli, senatore della Lega Nord a Tgcom24.
Tra i simboli di partito ricusati dal Viminale anche quello di 'Noi consumatori - Liberi da Equitalia', apparentato alla coalizione di centrodestra Pdl-Lega. Questo l'elenco completo dei simboli non ammessi dal Viminale alle elezioni: 'ValleCamonica Provincia', 'Italia societa' civilé, 'Democratici di sinistra', 'Fronte dell'Uomo qualunqué, 'Italia Opera', 'Italia dei Valori - Lista Di Pietro (Idv)', 'Fronte per l'Indipendenzà, 'Partito dei Comunisti italiani', 'Federazione dei Verdi', 'Veneto Stato' (presentato due volte), 'Rifondazione Comunista-Sinistra Europea', 'Partito Italia Nuova', 'Come ci hanno ridotto', 'Democrazia Europea' (simbolo presentato due volte).

mercoledì 7 novembre 2012

Viminale, Izzo conferma: mi dimetto


ROMA - Il vicecapo della polizia, Nicola Izzo, conferma le dimissioni presentate al ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, e al capo della polizia Antonio Manganelli. Il prefetto ribadisce che lascerà il suo incarico anche se la Cancellieri aveva già comunicato di aver respinto le dimissioni stesse. Izzo era stato preso di mira nell'esposto anonimo per la gestione degli appalti al Viminale, vicenda su cui il ministero ha aperto un'indagine interna.

domenica 1 gennaio 2012

Il Viminale dà il bilancio complessivo delle vittime dei botti: eue morti, 595 feriti. Peggio dell'anno scorso

ROMA - E' di due morti e 595 feriti (di cui 76 minori di 12 anni) il bilancio complessivo degli incidenti legati ai festeggiamenti di San Silvestro. A renderlo noto e' il dipartimento della pubblica sicurezza. L'anno passato si erano registrati un morto e 498 feriti. .