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mercoledì 28 gennaio 2015

QUIRINALE, i 10 nomi del M5S (c’è anche Prodi)

ROMA, 28 gennaio - I candidati che il M5s sottoporrà al voto della Rete per il Colle sono dieci. Nella rosa di nomi ci sono: Pierluigi Bersani, Raffaele Cantone, Lorenza Carlassare, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Romano Prodi, Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky.

Addio al M5s anche da parte del senatore Francesco Molinari, che si aggiunge ai deputati "disertori" di martedì. In tutto quindi sono 36 i parlamentari che hanno deciso di lasciare il Movimento. "Sono stanco sicuramente della situazione, piano piano stiamo mandando a quel paese le poche cose che davamo per certe: per ultimo le quirinarie", aveva detto Molinari in un'intervista a La Repubblica.

sabato 6 ottobre 2012

Prodi inviato speciale Onu in Mali


NEW YORK - Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha reso noto al Consiglio di sicurezza di voler nominare l'ex premier italiano Romano Prodi come suo inviato speciale nella regione africana del Sahel (sud del Sahara), colpita dalla guerra civile in Mali e dalla siccità. "Ha una lunga esperienza da mediatore", ha scritto il segretario Onu.
"Sono lieto di informarvi della mia intenzione di nominare Romano Prodi (Italia) come mio inviato speciale per il Sahel", ha scritto Ban in una lettera al Consiglio di sicurezza. "Prodi ha una lunga e notevole carriera di governo e di diplomazia internazionale come creatore di consenso, avendo lavorato come primo ministro in Italia e presidente della Commissione europea per diversi anni", ha scritto Ban al presidente del Consiglio, il guatemalteco Gert Rosenthal. 
Quest'ultimo ha informato della cosa i colleghi dell'organismo, aggiungendo che approverà la nomina di Prodi se non verranno presentate obiezioni entro martedì prossimo, 9 ottobre.
Il Mali è precipitato nel caos a marzo, quando un golpe militare ha rovesciato il presidente, creando un vuoto di potere che ha permesso ai ribelli tuareg di conquistare due terzi del paese. Estremisti islamici legati ad Al Qaeda hanno poi preso il controllo di diversi territori al nord. La guerra civile in Mali è scoppiata in un momento in cui il Sahel (una delle regioni più povere al mondo) è sull'orlo di una catastrofe umanitaria, dovuta alla siccità e alla conseguente carestia.