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lunedì 27 ottobre 2014

I SINDACATI incontrano ministri “senza mandato a discutere”. Camusso: “Surreale”

ROMA -  Sulla Legge di Stabilità, i sindacati hanno incontrato oggi ministri che "non erano nelle condizioni di rispondere", "non avevano il mandato", dice il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo". E la leader della Cgil, Susanna Camusso, aggiunge: "Il problema è che non avevano mandato a discutere. Questa è la sintesi del rispetto che si ha per le parti sociali", dice: "E' surreale".

"Valuteremo le vostre indicazioni". Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, avrebbe chiuso così - secondo quanto viene riferito da presenti al tavolo - l'incontro sulla Legge di Stabilità tra i sindacati ed il Governo, che subito dopo incontra  le associazioni delle imprese. Subito prima dell'intervento del ministro Poletti era intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, che ha fatto una sintesi delle posizioni espresse dai sindacati oggi al tavolo.

sabato 22 febbraio 2014

I ministri hanno giurato, adesso al lavoro

ROMA - Il giuramento di Renzi
ROMA - I ministri al Quirinale
ROMA - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e tutti i ministri hanno giurato nelle mani del Presidente della Repubblica. Il governo è ora nella pienezza dei poteri. Dopo Matteo Renzi, la prima a giurare è Maria Elena Boschi, il ministro più giovane della compagine, in completo pantaloni avion acceso. Segue Marianna Madia, anche lei giovanissima, "all black".E poi, via via, tutti gli altri.
Oggi il primo consiglio dei ministri (con il passaggio delle consegne con Enrico Letta), lunedì il discorso programmatico del nuovo governo al Senato e la fiducia, martedì la fiducia alla Camera.

I sedici ministri giurano alle 11


ROMA - Il Renzi One - sedici ministri, otto donne - giurerà oggi alle 11,30 e il premier si premura di spiegare che il suo è un governo per le riforme e di legislatura, con l'obiettivo di "fare cose fin da domani" e "fino al 2018".
Ripetiamo la lista dei sedici ministri (otto donne), età media 47 anni:  ha 64 anni il ministro più "anziano" del governo Renzi, Pier Carlo Padoan. Mentre la più giovane, Maria Elena Boschi (1981), batte la più giovane della squadra di Letta, Nunzia De Girolamo (1975):

Ministri con portafoglio
Ministro agli Affari Esteri: Federica Mogherini (Pd)
Ministro dell'interno Angelino Alfano (Ncd)
Ministro della giustizia: Andrea Orlando (Pd)
Ministro della Difesa: Roberta Pinotti (Pd)
Ministro delle Finanze: Pier Carlo Padoan
Ministro dello Sviluppo Economico: Federica Guidi
Ministro delle politiche agricole: Maurizio Martina (Pd)
Ministro dell'ambiente: Gianluca Galletti (Udc)
Ministro delle Infrastrutture: Maurizio Lupi (Ncd)
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: Giuliano Poletti
Ministro dell'Istruzione: Stefania Giannini (Sc)
Ministro dei Beni Culturali: Dario Franceschini (Pd)
Ministro della Salute: Beatrice Lorenzin (Ncd)

Ministri senza portafoglio
Ministro delle Riforme costituzionali e rapporti col Parlamento:Maria Elena Boschi (Pd)
Ministro della Semplificazione della Pubblica Amministrazione:Marianna Madia (Pd)
Ministro degli Affari Regionali: Maria Carmela Lanzetta (Pd)

venerdì 21 febbraio 2014

Ecco i ministri: sono 16, fuori la Bonino, al suo posto la Mogherini, Orlando alla giustizia. Metà ministri donne


ROMA - Alle 19,07 dopo due ore 3 36 minuti finalmente la porta dell’ufficio del Quirinale si è aperta ed è uscito il segretario del Quirinale Marra che ha comunicato lo scioglimento della riserva da parte di Renzi. Eil nuovo premier ha letto la lista dei  ministri, dopo un'ulteriore attesa di una decina di minuti. Il giuramento avverrà domani mattina alle 11,30.
"Sento la responsabilità e la fiducia di milioni di italiani", ha detto Renzi. Sento la responsabilità, la delicatezza e lo straordinario onore che deriva dal formare un govenro che sia in grado di dare speranza", ha detto Renzi prima di presentare la lista dei suoi ministri. "Ringrazio il presidente della Repubblica e farò di tutto per ripagare la fiducia sua, dei deputati e di milioni italiani che attendono dal govenro risposte concrete", ha aggiunto il neo premier. "Dovendo fare un governo di 4 anni - ha detto Renzi -  l'aver impegnato due ore e mezzo è un tempo di messa a punto ben investito. Puntiamo al 2018 ma puntiamo domani mattina a fare subito le cose che vanno fatte, altrimenti l'impressione è la conservazione per la conservazione. Ci sono degli elementi di continuità e degli elementi di discontinuità, monsieur de La Palisse non direbbe meglio. Ma non voglio farvi perdere Sanremo - ha poi scherzato - Avete domande? Non posso chiamare per nome i giornalisti, mi è stato caldamente sconsigliato. L'Italia - ha poi detto con serietà - è un paese che se finalmente mette in ordine le cose che deve non ha più paura di competere con nessuno, vogliamo vivere un sano entusiasmo e baldanza. In questa vicenda - ha sottolineato - e per come sono andate le cose molti di noi si giocano qualcosa di più della carriera, si giocano la faccia. Se può fare il presidente del Consiglio uno come me sotto i 40 anni questo è anche un segnale per le tante ragazze e ragazzi che dicono che in Italia niente è possibile, non è così".
Un governo formato per la prima volta da metà ministri donne. Confermati i tre ministri di Ncd.

Ecco la lista:

Presidente del consiglio Matteo Renzi
Sottosegretario alla presidenza sarà domani nominato Graziano Delrio

affari esteri Federica Mogherini
interno Angelino Alfano
giustizia Andrea Orlando
difesa Roberta Pinotti
economia Piercalro Padoan
sviluppo economico Federica Guida
politiche agricole Maurizio Martina
ambiente Gianluca Gelletti
trasporti Maurizio Lupi
lavoro Giuliano Poletti
istruzione Stefania Giannini
cultura Diaro Franceschini
salute Beatrice Lorenzin

riforme costituzionali Maria Elena Boschi
semplificazione Marianna Maria
affari regionali Maria Carmela Lanzetta 

Napolitano: "Non possiamo perdere questa occasione" - "Condivido l'esigenza espressa da Matteo Renzi di realizzare in tempi brevi le riforme istituzionali ed economiche, non possiamo permetterci il lusso di perdere questa occasione", così Giorgio Napolitano ha salutato la presentazione del governo. 
"Il governo presenta così ampi caratteri di novità da spiegare ad abundantiam il perché dei tempi lunghi", ha detto Napolitano ai cronisti il motivo della lunga riunione col premier. E poi ha voluto smentire un gossip che circolava nei corridoi proprio legato alla lunga attesa: "Il mio braccio non è stato sottoposto né l'altro ieri né oggi a nessuna prova di ferro". 



Il governo più giovane e più rosa
Il premier più giovane nella storia della Repubblica. Alla guida di soli sedici ministri: otto donne, otto uomini. Nasce il governo di Matteo Renzi. E vanta una sfilza di primati: più giovane e più rosa, più 'snello' e più politico di quelli che lo hanno preceduto.
Per la prima volta una donna alla guida della Difesa. Per la prima volta un trentenne al comando. Renzi brucia le tappe e a due mesi dalle primarie che lo hanno eletto segretario del Pd, trasloca dal Comune di Firenze a Palazzo Chigi. Con i 39 anni compiuti lo scorso 11 gennaio, è il presidente del Consiglio più giovane della Repubblica italiana e attualmente il più giovane dell'intera Unione europea.
Può vantare anche l'esecutivo più al femminile della Repubblica, con un pieno rispetto delle pari opportunità: tante le donne, quanti gli uomini. Otto le 'ministre', una in più rispetto al governo Letta, cui strappa il record, due in più rispetto al secondo governo Prodi e ai due guidati da D'Alema, che ne avevano sei. Rispetto alla squadra di Letta, si contano nove conferme (sei ministri, tre sottosegretari 'promossi'), tra cui quella di Angelino Alfano, che resta al Viminale ma non è più vicepremier.
Oltre a non avere 'vice', però, Renzi può vantare un governo a più alto tasso politico di quello di Letta, con solo tre tecnici in Cdm: Giuliano Poletti (Legacoop) va al Lavoro, Federica Guidi (ex presidente di Confindustria giovani) allo Sviluppo economico e Pier Carlo Padoan (capo economista dell'Ocse) all'Economia. Il premier ha voluto al suo fianco, oltre al fidato sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio, otto ministri del Pd, tra cui tre della minoranza interna: Federica Mogherini (Esteri), il 'giovane turco' Andrea Orlando (Giustizia), Roberta Pinotti (Difesa), il bersaniano Maurizio Martina (Agricoltura), Dario Franceschini (Cultura), Maria Elena Boschi (Riforme e Rapporti col Parlamento), Marianna Madia (Semplificazione e P.a.), l'ex sindaco anti 'ndrangheta e civatiana Maria Carmela Lanzetta (Affari regionali). Tutti confermati i ministri del Nuovo centrodestra: Alfano (Interno), Maurizio Lupi (Infrastrutture e Trasporti), Beatrice Lorenzin (Salute). In 'quota centro', due ministri: Gianluca Galletti, dell'Udc, va all'Ambiente, Stefania Giannini, di Sc, all'Istruzione.
Quanto all'anagrafe, il ministro con il dicastero più delicato, l'Economia, è anche il più anziano: Padoan, classe 1949. Agli Esteri sbarca invece la titolare più giovane nella storia della Farnesina: Federica Mogherini, classe 1973. Al tavolo del Cdm siederanno ben quattro trentenni, che contribuiscono ad abbassare l'età media fino a 47 anni. Che, ironia della sorte, è l'età dell'ex premier Enrico Letta. Proprio lui, che, con i 53 anni medi dei suoi ministri, aveva ringiovanito vistosamente il precedente governo (64 anni medi). La genovese Pinotti, 53 anni e due figlie, è il primo ministro donna della Difesa che l'Italia abbia mai avuto. Solo sfiorato, invece, un altro record. Maria Elena Boschi, con i suoi 33 compiuti il 24 gennaio, batte la collega Marianna Madia, che 33 anni li ha compiuti a settembre dello scorso anno. Ma non scalfisce il primato di Giorgia Meloni, che divenne ministro del governo Berlusconi a 31 anni. Domani alla 'giovane e snella' foto di gruppo del giuramento, Padoan, di ritorno dall'Australia, sarà probabilmente assente, mentre Madia si presenterà con un vistoso pancione. Ma non è il primo ministro a entrare in carica durante la gravidanza. Prima di lei Stefania Prestigiacomo: era al terzo mese e il pancione si vedeva appena.

Lunghissimo incontro Renzi-Napolitano sulla lista dei ministri


ROMA - Da oltre due ore Renzi è a colloquio con il presidente Napolitano: la lunghezza va pensare che ci sia qualche problema sulla lista dei ministri. Per i quali ce ne solo uno già certo: Padoan all’economia, lo ha detto lui partendo da Sydney. Altrettanto certo Alfano agli interni, ma non più vicepremier.

mercoledì 12 febbraio 2014

Governo Renzi nel week end? C'è già il totoministri

ROMA - Veloce e discontinuo. Il governo Renzi che potrebbe arrivare entro il weekend, dovrebbe nascere sotto questi due attributi. In attesa di capire se il Premier Letta cederà, già impazza il totoministri. Il sindaco di Firenze potrebbe arruolare tante nuove reclute: da Paolo Mieli ad Alessandro Baricco per la Cultura, da Tito Boeri e Andrea Guerra per l'Economia, da Oscar Farinetti per l'Agricoltura a Michele Vietti per la Giustizia.
In attesa che l'incontro Letta-Renzi previsto per oggi dia risposte sul futuro di Palazzo Chigi, circolano già i nomi dei nuovi ministri. Tanti infatti, i cambiamenti al vaglio dell'ex rottamatore.

Vice Presidenza del Consiglio - La posizione potrebbe rimanere al leader di Ncd Angelino Alfano al quale, però, verrebbe tolta la responsabilità del Viminale.

Ministero dell'Economia - I successori di Fabrizio Saccomanni potrebbero essere dei "tecnici", figure quindi attinte dalla finanza e dalle istituzioni internazionali e non dalla politica. Si fa il nome di Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, ma anche quello del professore Tito Boeri, e del vicesegretario generale dell'Ocse Piercarlo Padoan.

Ministero degli Interni - Al Viminale potrebbero andare Graziano Delrio o DarioFranceschini.

Ministero degli Esteri - La Farnesina andrebbe a Enrico Letta, ma se, come pare, la staffetta non sarà "consensuale" Emma Bonino resterebbe al suo posto. 

Ministero della Giustizia - Quasi certa la sostituzione di Anna Maria Cancellieri con un nuovo nome. Si fa stada quello di Michele Vietti, vice presidente del Csm.

Ministero del Lavoro - Anche Enrico Giovannini avrebbe le ore contate: sulla sua poltrona potrebbero atterrare Guglielmo Epifani, ex sindacalista e segretario del Pd nella transizione Bersani-Renzi, ma non sono esclusi i nomi di Andrea Guerra di Luxottica e del prof. Tito Boeri, già fatti per il dicastero dell'Economia.

Ministero dello Sviluppo Economico - Andrea Guerra è considerato papabile anche per questo terzo ministero, insieme a Maurizio Martina esponente della corrente Dem interna al Pd. In ogni caso, Flavio Zanonato sarebbe rottamato.

Ministero della Difesa - Due signore potrebbero rimpiazzare Mario Mauro. I nomi sono per ora quelli di Federica Mogherini e Roberta Pinotti.

Ministero della Cultura - Sono outsider due dei quattro candidati a questo dicastero per ora in mano a Massimo Bray: "papabili" lo scrittore Alessandro Baricco e il giornalista e storico Paolo Mieli. Ma se le logiche della politica risultassero più forti rispetto a quelle della competenza, avrebbero buone chance pure Dario Franceschini e Gianni Cuperlo.

Ministero delle Infrastrutture - A Maurizio Lupi di Ncd potrebbe succedere il sindaco Pd di Bari, Michele Emiliano

Ministero dell'Agricoltura - L'erede della dimissionata Nunzia De Girolamo, potrebbe essere il patron di Eataly Oscar Farinetti.

Ministero delle Riforme - A Gaetano Quagliariello potrebbe seguire la giovane esponente Pd Maria Elena Boschi.

Ministero dei Trasporti - Questa delega resterebbe in mano a Maurizio Lupi che al momento ha pure quella alle Infrastrutture.

Ministero dei Rapporti con il Parlamento - A Dario Franceschini seguirebbe l'attuale vice presidente della Camera, Roberto Giachetti

Ministero dell'Ambiente - Quotata la conferma di Andrea Orlando.


Ministero della Sanità - Anche in questo caso non ci sarebbero modifiche e Beatrice Lorenzin resterebbe al suo posto.

giovedì 12 dicembre 2013

Roma, bombe carta degli studenti de La Spaienza contro la conferenza sulla Green Economy

ROMA - Gli studenti de La Sapienza che stanno manifestando contro la Conferenza Nazionale sulla Green Economy, hanno sfondato le transenne che li separavano dall'aula magna dove si svolge l'incontro. Hanno lanciato bombe carta. Le forze dell'ordine difendono l'ingresso a cui i manifestanti sono arrivati.

All'interno dell'Aula magna sono presenti i ministri Saccomanni, Orlando, Lorenzin, Giovannini, e altri sono attesi. I lavori della conferenza al momento stanno continuando, con un video messaggio del premier Enrico Letta.

domenica 28 luglio 2013

On line i redditi dei ministri: la più ricca è la Cancellieri, ultima la Kyenge

ROMA -  Da quando il governo Monti ha introdotto la norma sulla trasparenza anche i redditi dei ministri devono essere pubblicati. E così è stato anche per l'esecutivo Letta. E nella particolare classifica ad avere i redditi più alti è Annamaria Cancellieri, titolare della Giustizia (319mila euro). Ultima il ministro Kyenge, delle pari opportunità (38mila euro). A metà si trova il premier coi suoi 123mila euro.
Un elenco dettagliato, anche se non proprio esaustivo come si vorrebbe, dato che alcuni ministri hanno intestato alcuni dei propri beni a parenti, i quali non hanno dato il consenso alla pubblicazione dei loro redditi. C'è infatti chi pubblica le situazioni patrimoniali di mogli, fratelli e figli, compresi quelli teenager e quindi nullatenenti. C'è invece chi si limita a elencare quanto possiede e la negazione, appunto, del consenso alla pubblicazione dei propri dati rilasciata da parte dei parenti
Ad ogni modo, la "paperona" dell'esecutivo risulta essere la Cancellieri che però avrebbe potuto essere scalzata dalla prima posizione se nella classifica fossero stati inseriti i sottosegretari. Patroni Griffi, sottosegretario alla presidenza, nel 2012 ha dichiarato un reddito di 331.627 euro. 
La più "povera" è invece la titolare del dicastero dell'integrazione, Cecile Kyenge che dichiara 38.538 euro. 

Ecco la classifica dei redditi del governo Letta
Anna Maria CANCELLIERI          319.170
Enrico GIOVANNINI               297.729
Maurizio LUPI                   282.499
Fabrizio SACCOMANNI *           195.255
Dario FRANCESCHINI              187.462
Enzo MOAVERO MILANESI           186.735
Carlo TRIGILIA                  179.025
Emma BONINO                     177.077
Massimo BRAY                    150.457
Enrico LETTA                    123.893
Flavio ZANONATO                 109.565
Angelino ALFANO                 105.186
Nunzia DE GIROLAMO              101.071
Beatrice LORENZIN                98.471
Andrea ORLANDO                   98.471
Giampiero D'ALIA                 98.391
Maria Chiara CARROZZA            97.916
Graziano DELRIO                  97.492
Mario MAURO                      74.408
Gaetano QUAGLIARIELLO            70.377
Cecile KYENGE                    38.538. 

* La dichiarazione di Saccomanni fa riferimento al reddito formato dal compenso annuo lordo da ministro a partire dal 28/4 (195.255 euro) poi tagliato a 130.707 euro dal 20/7.

mercoledì 26 giugno 2013

F35, oggi la mozione spacca-maggioranza

ROMA - Alta tensione nel governo e nella maggioranza sul tema caldo degli F35, pomo della discordia tra i ministri degli Affari Regionali,Graziano Delrio e della Difesa, Mario Mauro. Ad accendere la miccia una dichiarazione del primo, in quota Pd, nella quale si dice a favore di ''un'istruttoria'' per ''rimodulare la spesa'' sui cacciabombardieri. L'esponente di Scelta Civica precisa: "Non mi risulta che il governo abbia cambiato idea".
Queste, dunque, sono ore decisive anche per gli equilibri di governo. Il voto sulla mozione Sel-M5S (sostenuta da un gruppo di deputati del Pd) che chiede la sospensione del programma militare è slittato a oggi. Questo ha concesso un po' più di tempo ai mediatori che puntano ad una soluzione indolore per la maggioranza

La spesa prevista dall'Italia è di 12 miliardi di euro, una previsione da sostenere in 12 anni per l'acquisto totale di 90 cacciabombardieri. Ogni apparecchio costa 200 milioni e l'Italia, finora, ne ha materialmente ordinato tre: il primo uscirà dagli impianti di Cameri, in Piemonte, entro il 2015. 

lunedì 13 maggio 2013

Sveglia all’alba e poi al lavoro i ministri in ritiro nell’abbazia di Spineto


SARTEANO - Sveglia all'alba per la squadra dei ministri radunata dal premier Enrico Letta all'abbazia di Spineto a Sarteano, che si affaccia sulla Val d'Orcia. Diversi ministri sono stati visti nel parco a passeggiare già prima delle 7.30. 
Poi c'e' stata una rapida colazione e alle 8 sono ripresi i lavori della riunione di governo. Secondo la scaletta predisposta dallo stesso premier, per ciascun ministro e' previsto un intervento di circa 10 minuti nel corso del quale deve illustrare i prossimi suoi impegni.

martedì 7 maggio 2013

I ministri in ritiro per 24 ore in un’abbazia, convocati via tweet da Letta

L'abbazia di Spineto (Siena)

ROMA - "Domenica e lunedì 24 ore di ritiro, in una abbazia in Toscana, solo i ministri. Per programmare, conoscersi, 'fare spogliatoio'. Ognuno paga per sé". Così Enrico Letta, in un tweet. 
Si terrà nell'abbazia di Spineto, in provincia di Siena, a quanto si apprende, il 'ritiro' di governo annunciato dal premier. L'incontro si terrà da domenica pomeriggio all'ora di pranzo di lunedì. Il luogo prescelto, stando a quanto si legge nel sito, è una abbazia Vallombrosana del secolo XI.

domenica 21 aprile 2013

Rieletto Napolitano, parte il totopresidente del consiglio e il totoministri


ROMA Napolitano rieletto, Non c'è tempo da perdere e ora si guarda al nuovo governo. e si parte con il toto ministri. 'ipotesi che circola da ore è quella di Giuliano Amato, già presidente del Consiglio nel 1992 nel 2000, come premier. Il dottor Sottile piace a Napolitano, ma trova i veti della Lega, spacca una parte del Pd, e nemmeno ai montiani scende giù. Dunque si potrebbe optare o per una presidenza Amato con due vice nelle vesti di Angelino Alfano ed Enrico Letta, oppure nel tandem Enrico Letta presidente(il vicesegretario del Pd è ben visto anche nel Pdl) con sottosegretario Gianni Letta (Pdl). Anche se quest'ultima ipotesi dal democratico Enrico è stata ridimensionata: "Sono bischerate". Resta sempre l'opzione Scelta Civica che secondo molti potrebbe avanzare il nome di Anna Maria Cancellieri alla presidenza del Consiglio.
Ecco i vari ministri secondo Tgcom:
Economia. Tra i nomi graditi da Napolitano e dal Pd alla giuda del ministero dell'Economia c'è sempre Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia, ma anche qui ricompare il nome di Enrico Letta.
Interni. Sul ministero degli Interni, salvo diverse collocazioni, resta stabile Anna Maria Cancellieri.
Esteri. Alla guida della Farnesina potrebbe delinearsi un testa a testa tra Mario Monti e Massimo D'Alema.
I saggi. Parte dei cosiddetti saggi nominati da Napolitano potrebbe far parte della nuova squadra governativa. Il piddiellino Gaetano Quagliariello è in pole per il ministero delle Riforme, mentre il democratico Luciano Violante circola come capo della Giustizia in pole con Severino e Grasso. Da Lista Civica avanza Enzo Moaveri Milanesi alla guida delle Politiche comunitarie, mentre la Lega propone il saggio Giancarlo Giorgetti come viceministro dell'Economia, o responsabile dell'Agricoltura.
Domani alle 17 Napolitano presenterà giuramento per il suo secondo mandato di capo dello Stato davanti all'assemblea dei grandi elettori riuniti a Montecitorio. Da quel momento potrà sciogliere le Camere. Per stringere i tempi, Napolitando potrebbe iniziare le consultazioni già martedì 23, all'indomani del suo giuramento, o al massimo mercoledì 24. Insomma il 25 aprile, o al massimo, nella seconda metà della settimana prossima, il capo dello Stato darà l'incarico al nuovo premier. Il nuovo governo potrebbe giurare entro la fine del mese