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venerdì 26 giugno 2015

CALABRIA, scandalo-spese in regione, chesto l'arresto per il senatore Ncd Bilardi


Gianni Bilardi
REGGIO CALABRIA, 26 giugno - Peculato e falso: queste le accuse formulate a vario titolo a carico di consiglieri regionali della Calabria in carica nella passata legislatura nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari consiliari regionali degli anni 2010, 2011 e 2012.  I Finanzieri del comando provinciale hanno dato esecuzione questa mattina a 3 ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari e 5 ordinanze di divieto di dimora. Nel corso dell'operazione, chiamata in codice "Erga Omnes", sono stati sequestrati anche beni per 2,5 milioni di euro nei confronti di 27 indagati.  Tra gli indagati coinvolti nell'operazione c'è anche il senatore di Ncd Gianni Bilardi. Le indagini si sono concentrate sulla nona consiliatura regionale, nella quale Bilardi era stato eletto prima di passare a palazzo Madama. Per le ipotesi di reato di peculato e falso nella gestione dei fondi destinati ai gruppi consiliari, il politico è destinatario della misura degli arresti domiciliari. La Procura di Reggio Calabria ha chiesto l'autorizzazione a procedere alla giunta del Senato, come da procedura.  Tra i destinatari delle misure cautelari personali eseguite dalla Guardia di finanza ci sarebbe anche l'attuale assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria Antonino De Gaetano che si troverebbe ai domiciliari.  Le indagini, effettuate anche attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, avrebbero consentito di individuare discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei gruppi consiliari regionali negli anni 2010/2011/2012 e le presentazioni del rendiconto annuale. In alcuni casi sarebbe stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese per ottenere un doppio rimborso. 

lunedì 16 marzo 2015

FLAVIO TOSI correrà da solo alle regionali venete (senza Ncd)

VERONA - Flavio Tosi "correra' da solo" alle regionali venete, con il sostegno di alcune "formazioni civiche" sul modello sperimentato alle Comunali di Verona nel 2012. E' quanto ha spiegatoPatrizia Bisinella, senatrice veneta e compagna del sindaco di Verona. Contattata al telefono dall'Agi,Bisinella ha quindi escluso che Tosi abbia intenzione di stringere accordi con Nuovo centrodestra di Angelino Alfano.
La senatrice ha poi confermato quanto emerso già alla fine della settimana scorsa; e cioè che "a giorni" lei e altre due senatrici - Emanuela Munerato e Raffaella Belliot - lasceranno il gruppo della Lega al Senato. Cosi' come dovrebbero fare altri tre deputati - Matteo Bragantini, Emanuele Prataviera, e Roberto Caon - a Montecitorio. "Diversamente dalla Lega noi non poniamo veti a nessuno", ha chiarito Bisinella, spiegando che le liste civiche che sosterranno la candidatura di Tosi saranno quindi aperte a esponenti provenienti da altri partiti "moderati, liberali e di centro-destra".
Il cosidetto 'modello Verona', ovvero 'Lista Tosi' accompagnata da altre liste di natura civica fu oggetto dell'aspro confronto che ebbe con Umberto Bossi nel 2012 (il senatur non accettava che la presenza di altre liste da affiancare a quella della Lega Nord).
 
Di recente, nel Consiglio regionale veneto sono stati costituiti due nuovi gruppi, 'Impegno veneto' e 'Verso Nord popolo veneto'. Si tratterebbe di formazioni embrionali per poter dar vita alle liste che sosterranno Tosi(in base alla legge elettorale veneta infatti i gruppi esistenti in Consiglio regionali non hanno bisogno di raccogliere le firme per poter presentare candidati alle successive elezioni).

giovedì 13 novembre 2014

IL PD trova un accordo sulle modifiche al Jobs Act, al Senato niente voto di fiducia

ROMA - E' stato trovato un accordo all'interno del Partito democratico sul Jobs act. "Abbiamo deciso di fare modifiche rilevanti. Non ci sarà la fiducia sul testo uscito dal Senato ma ci sarà un lavoro in commissione. Si riprenderà l'odg approvato in Direzione", spiega il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza. "Il Parlamento incide, non è un passacarte". Ma Ncd avverte: "L'intesa raggiunta è inaccettabile, serve vertice con alleati".
 Con il ritorno all'odg della Direzione del Pd sul Jobs act, torna anche il diritto al reintegro per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare. Verranno infatti introdotti, in commissione, nel testo di riforma del mercato del lavoro.
 "Chi voleva aprire fronti nel Pd ha avuto una buona risposta. Il partito in commissione Lavoro ha saputo svolgere un lavoro serio, un confronto di merito, trovando un punto condiviso che responsabilmente impegna tutti". E' il commento del vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, sulla mediazione raggiunta sul Jobs Act. 
 "C'è un accordo larghissimo, ora si stanno definendo i dettagli ma il punto politico è l'articolo 18". Così il presidente del Pd, Matteo Orfini, al termine della riunione. Nella delega sarà recepito il testo della direzione Pd sul reintegro su alcuni tipi di licenziamenti, il cui elenco arriverà coi decreti delegati.
 Se è tornato il sereno in casa Pd, lo stesso non si può dire nella maggioranza. Ncd, infatti, alza la voce: "Se il testo è quello descritto dalle agenzie non è accettabile". Il Pd non ha ancora la maggioranza assoluta nelle due Camere, nelle quali peraltro non è ancora stato superato il sistema paritario. Il Nuovo Centrodestra vuole discutere ora in una riunione di maggioranza le eventuali modifiche alla delega. Altrimenti si rompe la coalizione", dichiara Maurizio Sacconi. 

 "Non servono nuovi vertici di maggioranza". Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha replicato al Nuovo centrodestra che critica l'accordo trovato in seno al Pd sulle modifiche al testo. "Stiamo discutendo con tutti in Aula. E' sufficiente il lavoro in Parlamento", ha ribadito.

lunedì 13 ottobre 2014

Il senatore D’ALI lascia Ncd e torna in Forza Italia



ROMA -"Ritengo che la mia storia politica di coerenza con i sentimenti dei miei elettori e di dedizione alla progettualità di sviluppo dell'Italia e della Sicilia in particolare, suggeriscano l'assunzione di una posizione più netta e il rilancio di una sfida della mia attività nel partito di Forza Italia che mi ha visto in prima linea sin dal 1994 e con Silvio Berlusconi". Lo afferma il senatore Antonio D'Alì, annunciando il suo ritorno in Forza Italia.

giovedì 26 giugno 2014

Renzi gioca la carta M5S, Ncd e Forza Italia in allarme

ROMA - Matteo Renzi mischia ancora le carte e gioca un jolly a sorpresa sul tavolo delle riforme: chiama in partita il M5S, rimasto finora escluso dal dibattito, anche se nella serata di ieri rassicura sulla tenuta degli accordi già fatti. L'Italicum, precisano fonti vicine al premier, resta la via mastra della legge elettorale. Il premier incontra i cinquestelle alla Camera, in diretta streaming, accettando il confronto richiesto. Il capo del Governo ascolta i pentastellati, evidentemente animati da una nuova intraprendenza parlamentare, e si dice addirittura pronto a valutare l'inserimento delle preferenze nell'Italicum ma soltanto qualora la nuova legge garantisse pienamente la governabilità. Poi, è la mossa inaspettata, prova a coinvolgerli nella discussione sulla legge di riforma costituzionale al Senato. Tanto basta per allarmare Forza Italia e, soprattutto, gli alleati di maggioranza che temono di rimanere stretti da una possibile tenaglia Pd-Grillo. Ncd reagisce presentando un nuovo emendamento a Palazzo Madama che rilancia l'elezione diretta dei senatori (norma che, invece, Renzi non vuole assolutamente).
Ed anche Fi si mostra nervosa: "L'accordo resta sull'Italicum - sottolinea il capogruppo al Senato Paolo Romani in una nota ispirata da Silvio Berlusconi dopo un vertice a Palazzo Grazioli - e siamo pronti ad approvarlo nei tempi previsti". Dall'esecutivo, però, trapela una rassicurazione: l'asse preferenziale resta quello attuale. Chissà se basta agli alleati che lo leggono come l'inizio della politica dei due forni: mettere in concorrenza i contendenti per scegliere, a seconda delle evenienze, l'interlocutore migliore. Lo scenario soddisfa anche il M5S che ottiene l'obiettivo, mediatico più che politico, che si era preposto prima del vertice: "scongelarsi" agli occhi degli elettori e dimostrare di essere una forza politica propositiva e non solo di rottura. Sarà per questo che, al termine dell'incontro durato circa un'ora, il primo al quale Grillo non partecipa, tutti appaiono soddisfatti. Renzi può appuntarsi un'ulteriore medaglia come 'premier costituente'; i cinquestelle incassano un nuovo incontro tra una settimana.

martedì 20 maggio 2014

Arrestato (concussione) il presidente del consiglio regionale campano (Ncd)

Paolo Romano
CASERTA - Il presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano, candidato alle prossime elezioni europee nella lista Ncd, è stato arrestato per tentata concussione. A Romano, ora ai domiciliari, vengono contestate pressioni per far nominare direttore sanitario e amministrativo dell'Asl di Caserta.
   

martedì 22 aprile 2014

Dl lavoro: il governo mette la fiducia, Ncd la voterà ma promette battaglia al Senato

ROMA - Il ministro Boschi ha annunciato che il governo pone la fiducia sul dl lavoro parlando in apertura di seduta alla Camera.
"Voteremo la fiducia alla Camera ma non rinunciamo a dare battaglia al Senato per difendere il Dl Poletti". Lo dice la capogruppo del Ncd alla Camera Nunzia De Girolamo. "Esistono due sinistre: quella riformista di Renzi e Poletti e quella conservatrice di Damiano", aggiunge De Girolamo.
Scelta Civica propende per un sì alla fiducia posta dal governo su decreto lavoro. E' quanto si apprende da fonti parlamentari secondo le quali, tuttavia, l'ok dei civici è subordinato alla necessità di correggere il testo al Senato.
"Questo governo non ha più la maggioranza ed i numeri per governare. Altro che treno veloce, corre solo per andare a sbattere". Lo afferma il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta. "Hanno messo la fiducia e già concordato dei cambiamenti al Senato. Questo è vergognoso", aggiunge Brunetta.

Ncd verso il no al decreto lavoro


ROMA - "Al momento non c'è accordo sul decreto lavoro, noi non lo votiamo". Ad annunciare il no di Ncd è Fabrizio Cicchitto, che spiega come il dl sia "un passo avanti rispetto alla riforma Fornero, ma la proposta era migliore prima del passaggio in commissione". Cicchitto sottolinea anche come "all'interno del Pd c'è una discussione aperta sul tema, siamo in attesa di chiarimenti". Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo centrodestra, aggiunge: "Insistiamo a chiedere il ripristino sostanziale delle semplificazioni ai contratti a termine e di apprendistato perché siamo convinti che esse sono essenziali per incoraggiare la maggiore occupazione. A questo punto solo un accordo nella maggioranza puo' consentire l'ulteriore iter del provvedimento". Il capogruppo degli "Alfaniani" a Palazzo Madama sottolinea poi che, come hanno rilevato le organizzazione dei commercianti e degli artigiani, le rigidità riproposte dagli emendamenti Pd inibirebbero l'uso dei contratti di apprendistato che "rimangono il miglior modo con cui i giovani possono entrare nel mercato del lavoro", conclude Sacconi.

sabato 15 febbraio 2014

Consultazioni, Alfano: c'è buona volontà, ma l'esito è incerto

ROMA - In corso le consultazioni al Quirinale. La delegazione del Nuovo centro destra al Colle: a colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano il segretario Angelino Alfano, i capigruppo Maurizio Sacconi e Enrico Costa. Presente anche l'ex presidente del Senato Renato Schifani. "Da parte nostra c'è buona volontà, ma l'esito è incerto perché vogliamo vederci chiaro" su programma e composizione coalizione: così Angelino Alfano dopo il colloquio al Quirinale. "Se il programma è grande non ci deve essere fretta: non si può chiudere in 48 ore", ha spiegato Alfano. "Il colloquio con Napolitano - ha detto Alfano - è stato molto proficuo: gli abbiamo ribadito che il trauma per la scelta del Pd è stato davvero significativo ma che Nuovo Centro destra è pronto ad affrontare una nuova fase". Ricordando quella che ha definito "una scelta coraggiosa" di restare al governo, Alfano ha aggiunto: "Non vorremmo venire meno ora a quella scelta".
"Non possiamo immaginare di cambiare natura all'esecutivo spostandolo a sinistra: se la composizione della coalizione si sposterà a sinistra con l'entrata di altre forze, noi diremo di no": così il leader del Nuovo centro destra. Alfano ha spiegato che Ncd ha un suo programma e ha "idee molto concrete e chiare, idee di centrodestra". "Noi siamo gli avvocati del ceto medio italiano e il ceto medio - ha aggiunto - dovrà essere protagonista". Per questo Alfano ha garantito che la sua formazione politica è pronta a fare "cose grandi" ma il programma deve essere messo "nero su bianco". Ha quindi confermato la "buona volontà" di Ncd ma, per andare avanti in quello che potrebbe essere il governo Renzi, "si deve vedere con grande nitore il tratto di penna del centrodestra".

domenica 2 febbraio 2014

Alfano; basta melassa centrista, noi alleati di FI

ROMA - "Noi del Ncd correremo alle prossime politiche con il centrodestra perché diciamo basta alla melassa centrista". Lo ha detto Angelino Alfano, annunciando l'alleanza del suo partito con Forza Italia. "FI è distaccata di dieci punti rispetto al Pd", ha sottolineato. "Se i sondaggi ci danno in pareggio, il centrodestra lo deve a noi. Abbiamo restituito ottimismo alla nostra coalizione", ha ribadito.

domenica 26 gennaio 2014

Alfano: il Pd sostenga il governo o si chiude


TERAMO - Il presidente del Consiglio "è espressione del Pd, e se il Pd sostiene Letta il governo va avanti, in caso contrario no". Lo ha detto il vicepremier Angelino Alfano, a margine della manifestazione del Ncd a Teramo. "Si riuniscano e decidano cosa fare, il Paese non può pagare le liti interne al Pd", ha aggiunto.

venerdì 29 novembre 2013

Il sottosegretario Girlanda non si dimette e passa al Ncd (ah, il fascino della poltrona...)

ROMA - il sottosegretario ai Lavori Pubblici, Rocco Girlanda, ha annunciato che non rassegnerà le dimissioni, e passera' invece da Forza Italia alla nuova formazione dagli alfaniani. "Spero mi voglia continuare a tenere al suo fianco", dice a proposito del ministro Lupi. Andrà nel Ncd? "Immagino di si'", risponde.