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giovedì 7 febbraio 2013

Mps: concluso il sequestro di 40 milioni “nella disponibilità” di indagati Mps


SIENA - Il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha concluso il sequestro, presso banche e altre strutture finanziarie, di 40 milioni di euro, in denaro e titoli, disposto dalla procura di Siena. Si tratta di somme nella disponibilità di alcuni dei maggiori indagati dell'inchiesta Mps, i quali, secondo l'ipotesi dell'accusa, avrebbero ideato un piano per truffare l'istituto di credito. Le somme sequestrate erano all'estero ed erano state riportate in Italia attraverso la procedura dello scudo fiscale.
Dopo circa sei ore è terminato ieri sera il Consiglio d'amministrazione di banca Monte dei Paschi dedicato ai problemi dei derivati. Il presidente Alessandro Profumo e alcuni consiglieri hanno lasciato Rocca Salimbeni senza rilasciare dichiarazioni "Abbiamo fatto chiarezza: è la più antica e la più bella banca e noi vogliamo che resti tale. E ci crediamo fermamente"  ha detto il consigliere di Mps, Pietro Giovanni Corsa, al termine del Cda. "Non siamo preoccupati - ha proseguito - ma delusi perché tutto quello che sta succedendo non rende giustizia al grande lavoro di trasparenza che stiamo facendo, che stanno facendo il presidente Profumo e l'ad Viola. "La banca non ha problemi di liquidità". Lo ha ribadito al termine del cda di questa sera l'amministratore delegato di Bmps, Fabrizio Viola. "Ci andremo a riprendere quelli e altri, se dovessero essercene". Così l'ad di Bmps, Fabrizio Viola, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se l'istituto cercherà di riprendere i 40 milioni di euro che la Gdf ha sequestrato: "La banca è stata danneggiata"

martedì 13 marzo 2012

Nullatenente aveva "scudato" 1,5 milioni di euro: da dove arrivano? Sequestrati dalla Finanza


TORINO - Era uno dei tanti clienti 'segretati' che ha utilizzato lo scudo fiscale per rimpatriare capitali dall'estero: ma 1,5 milioni di euro che ha fatto rientrare in Italia sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Torino perche' accumulati attraverso attivita' illecite come truffe, furti, emissione di assegni a vuoto.
Il piano del 'nullatenente' per far rientrare i capitali nascosti all'estero con l'aiuto della convivente, un'incensurata di origine russa d'accordo a intestarsi i beni del compagno, non e' andato a buon fine per l'intervento dei Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria Torino, coordinati dai magistrati del gruppo Riciclaggio della locale Procura. Le norme sullo 'scudo', infatti, non consentono di regolarizzare denaro e beni di provenienza illecita, come quelli che i due complici hanno fatto rientrare dalla Svizzera attraverso i canali bancari ufficiali.
Per questo, le Fiamme Gialle, con un provvedimento dei magistrati torinesi, hanno sequestrato 1,5 milioni pronti per essere messi al sicuro e investiti in fondi azionari italiani ed esteri. Sale cosi' a oltre 3,5 milioni di euro il valore dei beni su cui Guardia di Finanza e Procura di Torino hanno messo i sigilli. Nel febbraio dello scorso anno ai due erano stati sequestrati nove immobili in Piemonte e Lombardia, tra i quali un appartamento in pieno centro a Torino del valore di 800mila euro, disponibilita' finanziarie per 50mila euro, una Bmw da 70mila euro, tre diamanti e quote di una societa' immobiliare intestata alla donna, che pure aveva dichiarato al Fisco redditi di poche migliaia di euro.
L'uomo e la convivente dovranno dimostrare ai giudici del tribunale di Torino in che modo hanno accumulato un patrimonio del tutto sproporzionato rispetto alle entrate ufficiali dichiarate al fisco. L'indagine era scaturita dall'approfondimento di una tra le migliaia di segnalazioni di operazioni sospette che la Banca d'Italia riceve dagli istituti di credito e dagli altri intermediari finanziari e invia alla Guardia di Finanza.

mercoledì 7 dicembre 2011

Diario della "stangata": potrebbe slittare la scadenza del 16 dicembre per il pagamento dell'Ici

ROMA - Il governo sta valutando la possibilità di uno slittamento della scadenza del 16 dicembre per il pagamento dell'Ici. Lo ha affermato il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, nel corso di 'Porta a porta'. "Dobbiamo verificare la fattibilità - ha detto Grilli - è da decidere".

La manovra economica, ha aggiunto Grilli, è di 30 miliardi lordi, di cui 10 miliardi sono risorse che escono dalle casse dello Stato: 6 miliardi che "vanno alle imprese" e 4 miliardi per la clausola di salvaguardia.



I contribuenti che hanno regolarizzato i capitali all'estero con lo scudo fiscale perdono l'anonimato se ora non pagano l'1,5% in più previsto dalla manovra economica. Lo ha spiegato  Grilli, sempre durante 'Porta a porta'. Su chi ha regolarizzato i capitali, ha detto Grilli, "c'è chi sa chi sono: gli intermediari finanziari, che hanno pagato il 5%, e bisogna tornare da loro e chiedere l'ulteriore contributo. Se pagano finisce lì, sennò scompare l'anonimato, perchè lo Stato ha il diritto di accertamento per vedere se il soggetto è capiente".


"Mentire al fisco da adesso è reato"ha aggiunto il vice ministro all'Economia,Vittorio Grilli spiegando che: "prima erano previste sanzioni amministrative, ora la sanzione è penale e scatta anche nei processi di accertamento". "Inoltre dal primo gennaio - aggiunge - tutti gli intermediari dovranno inviare tutti i movimenti degli italiani e l'Agenzia delle Entrate dovra' verificare".