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venerdì 29 maggio 2015

ROGO TYSSEN, ridotte in Appello le pene ai 6 imputati

TORINO, 29 maggio - Sono state ridotte le condanne per tutti i sei imputati del processo Thyssenkrupp. Lo ha deciso la corte d'assile d'appello di Torino. Per l'a.d. Harald Espenhahn la pena scende da dieci a nove anni e otto mesi. I famigliari delle sette vittime hanno protestato in aula.
lI processo in corte d'appello era stato ordinato dalla Cassazione, nell'aprile 2014, al solo scopo di ricalcolare le condanne inflitte agli imputati per il rogo che nel 2007 uccise sette operai. Le pene oscillano fra i sette anni e sei mesi e i sei anni e otto mesi, con una leggera riduzione rispetto alle precedenti. I parenti delle vittime, si sono trattenuti a lungo nel corridoio al piano interrato del Palazzo di Giustizia di Torino per protestare. "E' uno schifo", ha gridato una donna. "Ci aspettavamo una riduzione della pena più consistente. Purtroppo invece è quasi impercettibile. E questo ci lascia insoddisfatti". Così l'avvocato Ezio Audisio, difensore di Harald Espenhahn, ex ad della Thyssenkrupp, dopo la sentenza di oggi del processo di Torino. 

lunedì 26 gennaio 2015

Appello dell’Isis ai “lupi solitari” europei: colpite i crociati ovunque si trovino

Abu Muhammad Al Adnani

LONDRA, 26 gennaio - Arriva un nuovo appello agli jihadisti dell'Isis in Europa. Nel suo ultmo messaggio ai militanti dello Stato islamico, il portavoce Abu Muhammad Al Adnani dice, rivolgendosi ai "lupi solitari": "Colpite i crociati nel loro territorio e ovunque si trovino", secondo quanto riferisce Site, specializzato nel monitoraggio dei siti jihadisti. Il messaggio si intitola "Die in your rage" (Muori nella tua furia). "Avete visto infatti cosa un singolo musulmano ha fatto con il Canada e il suo Parlamento, e quello che hanno fatto i nostri fratelli in Francia, Australia e Belgio", afferma Adnani riferendosi agli attacchi terroristici degli ultimi mesi.

sabato 24 gennaio 2015

ANCONA, confermati i 20 ANNI in Appello a Luca Varani, mandante dell’agguato a Lucia Annibali

Luca Varani
Lucia Annibali
ANCONA, 24 gennaio - La corte d'Appello di Ancona ha confermato ieri sera la condanna a 20 anni di reclusione per Luca Varani, ritenuto il mandante dell'agguato con l'acido a Lucia Annibali, l'avvocatessa di Urbino sfregiata il 16 aprile 2013 da due sicari albanesi. Per Rubin Ago Talaban e Altistin Precetaj la pena è stata invece ridotta da 14 a 12 anni. La sentenza è stata emessa dopo 4 ore di camera di consiglio.

   

martedì 20 gennaio 2015

Confermati in Appello i 20 anni a KABOBO

Kabobo arriva in Assise
MILANO, 20 gennaio - La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 20 anni di carcere per Adam Kabobo con il riconoscimento del vizio parziale di mente e la misura di sicurezza a 3 anni a pena espiata. Il ghanese uccise tre passanti a colpi di piccone a Milano, nel maggio del 2013.

venerdì 31 ottobre 2014

La morte di STEFANO CUCCHI: tutti assolti in appello, anche i medici

Stefano Cucchi
ROMA - Tutti assolti, anche i medici. Questa la sentenza della corte d'appello di Roma per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e deceduto una settimana dopo nell'ospedale 'Sandro Pertini'. In primo grado furono condannati solo i medici per omicidio colposo. Assolti quindi il primario del Reparto detenuti del 'Pertini', Aldo Fierro, i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti; gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe; gli agenti della Penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici.

Assolti per insufficienza di prove. Questa la motivazione della Corte d'Appello per l'assoluzione dei sei medici, tre infermieri e tre agenti della penitenziaria imputati nel processo per la morte di Stefano Cucchi. La sentenza ai sensi dell'articolo 530 secondo comma che richiama appunto l'insufficienza di prove.

giovedì 30 ottobre 2014

ASSOLTE in appello le maestre di Pinerolo accusate di maltrattamenti ai bambini


TORINO - Sono state assolte dall'accusa di maltrattamenti ai bambini le tre maestre dell'asilo privato Nel paese delle meraviglie di Pinerolo. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Torino pronunciandosi su una vicenda, culminata nel 2010 col sequestro della scuola, che suscitò grande scalpore a livello nazionale. In primo grado le tre donne erano state condannate a pene comprese tra i 10 e i 12 mesi.

venerdì 11 luglio 2014

Processo Ruby, il pg chiede la conferma dei 7 anni a Berlusconi

MILANO - Il sostituto procuratore generale, Piero De Petris, ha chiesto la conferma dei 7 anni di carcere per Silvio Berlusconi, imputato a Milano nel processo in Appello sul caso Ruby. Il leader di Forza Italia è accusato di concussione e prostituzione minorile. Nel chiedere la conferma dei 7 anni di carcere , De Petris ha spiegato che non c'è ''ragione alcuna'' per concedere all'ex premier le attenuanti generiche, sia ''per i fatti di reato contestati, sia per il complessivo comportamento tenuto dall'imputato'', sia per il precedente penale della condanna per il caso Mediaset. Secondo il sostituto pg, la ''severità'' della pena inflitta in primo grado ''è innegabile'', ma è corretta.
"La severità del trattamento sanzionatorio - ha chiarito De Petris - è innegabile, per parte mia però faccio rilevare che la sentenza di primo grado ha dato conto delle complessive ragioni riguardo al fatto che il trattamento sanzionatorio non si poteva attestare sul minimo edittale della pena . E' certa infatti l'attività di prostituzione della minorenne presso la residenza dell'allora presidente del Consiglio'', ha affermato, nella parte finale della sua requisitoria, il sostituto pg di Milano. 

Escort, chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi a Bari

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, accusato di induzione a mentire. Per il tramite del faccendiere napoletano ed ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola avrebbe pagato l'imprenditore Gianpaolo Tarantini perché mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009.

martedì 25 marzo 2014

Evasione fiscale: il pg in Apello chiede l'assoluzione di Dolce e Gabbana

MILANO - Il sostituto pg di Milano, Gaetano Santamaria, ha chiesto l'assoluzione per gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, condannati in primo grado a un anno e 8 mesi per una presunta evasione fiscale. La richiesta è arrivata 'a sorpresa' nel processo d'appello. Il magistrato ha in sostanza difeso l'operato dei due fondatori della multinazionale della moda D&G, parlando di una ''impresa moderna''. Secondo il sostituto Pg, Dolce e Gabbana hanno ''pagato le tasse'' e la creazione di una società in Lussemburgo è stata ''un'operazione lecita''. Certo, ha aggiunto il magistrato, ''come cittadino contribuente italiano posso indispettirmi e magari sono contento che la Finanza accenda un faro e allora posso anche aspettarmi l'intervento su Marchionne e sulla Fiat quando trasferiranno la sede legale in Olanda''. Tuttavia, ha spiegato ancora il pg, ''come operatore del diritto devo dire che sono operazioni legittime, che la cessione dei marchi rientra nelle libere scelte imprenditoriali e va tutelata con il principio sacrosanto della libera circolazione dei capitali nel mercato''.
Il magistrato, inoltre, ha ricordato che gli stilisti hanno già versato 40 milioni di euro nell'ambito del contenzioso fiscale ''e pagheranno quello che pagheranno, ma il processo tributario è diverso da quello penale e in questo processo non ci sono prove di illeciti penali''. Una parte delle imputazioni poi, ha concluso, ossia quelle relative all'anno 2004 ''sono prescritte e restano in piedi quelle per il 2005, da cui comunque gli imputati vanno assolti perché il fatto non sussiste''.

Gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono ''impegnati tra stoffe, modelli, modelle, ricevimenti, sono dei creativi e non me li immagino a gestire schemi di abbattimento fiscale'' ha dettoSantamaria, prima di chiedere l'assoluzione per i due fondatori della multinazionale e per altre quattro persone, tutte accusate di evasione fiscale per la presunta 'estero-vestizione' di una società in Lussemburgo. Società, la 'Gado srl', che secondo il pg invece ''operava effettivamente''.

venerdì 7 marzo 2014

In Appello assolte 4 banche per la truffa dei derivati al Comune di Milano

MILANO - La Corte d'Appello di Milano ha assolto quattro banche (Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan) e  9 manager ed ex manager degli istituti di credito imputati per la truffa dei derivati al Comune di Milano. Per tutti l'assoluzione e' arrivata perche' il fatto non sussiste.
I giudici hanno ribaltato la sentenza con cui in primo grado le quattro banche erano state condannate al pagamento di un milione di euro di multa e alla confisca di 89 mln di euro. La Corte d'Appello di Milano, presieduta da Luigi Martino, oltre ad assolvere le quattro banche e le nove persone imputate per la truffa dei derivati, ha disposto la revoca della confisca degli 89 milioni di euro decisa in primo grado.
''Più della formula perché il fatto non sussiste ci sono solo le scuse''. Lo ha detto l'avvocato Fabio Cagnola, legale di Ubs, commentando la sentenza della quarta corte d'appello di Milano con cui sono stati assolti con formula piena 4 banche e 9 dei loro manager ed ex manager imputati per la truffa dei derivati al Comune di Milano. ''La sentenza - ha ripetuto il legale - ha riconosciuto che la condotta per la quale gli imputati erano stati condannati in primo grado non sussiste usando la formula più ampia''.

giovedì 16 gennaio 2014

Los Angeles: confermata in appello la condanna al medico di Jackson

LOS ANGELES - La corte d'appello del secondo distretto della California ha confermato la condanna a 4 anni del medico di Michael Jackson, Conrad Murray, per omicidio involontario. Murray, condannato nel 2011, sosteneva che le prove contro di lui erano insufficienti. La corte d'appello ha giudicato invece che le "false dichiarazioni" del medico e i suoi "sforzi per ripulire la camera" di Jackson prima dell'arrivo della polizia, "sono la prova di colpevolezza".
Murray era uscito anticipatamente di prigione nell'autunno scorso. Ora non gli resta che sperare nella corte suprema, ultimo grado di giudizio, ma la sua posizione sembra essere sempre più delicata. 

Michael Jackson morì a Los Angeles il 25 giugno 2009, all'età di 50 anni, per una overdose di propofol, un anestetico chirurgico che gli veniva somministrato regolarmente dal suo medico per farlo dormire.

sabato 30 novembre 2013

La mamma di Yara: chi sa, parli

BERGAMO - Maura Panadese, la mamma di Yara Gambirasio, torna a parlare tre anni dopo la scomparsa della figlia, sparita nel nulla da Brembate di Sopra (Bergamo) nel novembre 2010 e poi ritrovata cadavere in un campo a Chignolo d'Isola il 26 febbraio successivo. "Chi sa parli - ha detto la donna in tv - vogliamo giustizia, lo dobbiamo agli altri nostri figli".

"Abbiamo paura che tutto ciò possa ripetersi" - "So che tutti stanno lavorando con il massimo sforzo per la soluzione di questo caso - ha sottolineato -, ma ciò evidentemente fino ad ora non è bastato. Io e mio marito viviamo sospesi nella paura che ciò che è successo a Yara possa ripetersi per mezzo della stessa mano".

lunedì 25 novembre 2013

Il pg: “Amanda e Sollecito erano sul luogo del delitto di Meredith”

Amanda Knox
FIRENZE - Nuova udienza, a Firenze, del processo d'appello bis per l'omicidio di Meredith Kercher. Raffaele Sollecito, imputato insieme ad Amanda Knox al processo per l'omicidio di Meredith Kercher, è arrivato in aula in Corte d'assise d'appello a Firenze per assistere all'udienza. Dura la requisitoria del sostituto procuratore generale, Alessandro Crini. Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano sul luogo dell'omicidio di Meredith Kercher. Lo sostiene il pg, spiegando che a collocarla sul luogo del delitto è la testimonianza della stessa Knox che alla madre disse che Patrick Lumumba non c'era. "Cosa ti dà questa certezza se non il fatto di essere stata presente?", ha detto il pg, sottolineando inoltre come "la presenza della Knox è difficilmente sganciabile da quella di Sollecito".

"Nella calunnia a Patrick Lumumba - dice Crini - Amanda Knox inserì "l'urlo e la violenza", cioè "elementi di verità: da dove derivano questi dati se non dall'essersi confrontata direttamente con questa vicenda?. La componente onirica appare un po' barocca - ha aggiunto - un po' una giustificazione per dare un senso ad affermazioni che invece hanno un significato primario dal punto di vista dell'indizio" "Io attribuisco alla calunnia a Lumumba un rilievo primariO - ha concluso - non me la sento di dire che fu una cosa giovanile". Per Crini "i sospetti sulla Knox trovano un gancio nel racconto di questa signorina", per il fatto che "non è convincente". Per Crini "la madre delle perplessità" nasce dal fatto che Amanda disse di essere tornata a casa, dopo aver dormito da Raffaele Sollecito, per fare la doccia ma di non aver visto il caos provocato dal furto che sarebbe stato compiuto nella camera della sua coinquilina.

giovedì 31 ottobre 2013

Appello di 22 senatori Pdl al presidente Grasso: non accetti il voto palese per Berlusconi


ROMA - Ventidue senatori "innovatori" del Pdl hanno promosso un appello al presidente del Senato, Pietro Grasso, affinché non ascolti il parere della Giunta per il regolamento sul voto palese per la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Si tratta dell'ultima possibilità per ricorrere in Aula allo scrutinio segreto. "Il parere della Giunta - si legge nell'appello - oltreché tecnicamente infondato, contravviene alle regole della correttezza istituzionale".

mercoledì 8 maggio 2013

Confermata in Appello la condanna a 4 anni di Berlusconi per i diritti Mediaset

MILANO - Il Tribunale d’Appello di Milano ha confermato la sentenza che condannava Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici ne processo  per frode fiscale per i diritti gonfiati di Mediaset. La sentenza alle 19.30, dopo 6 ore di camera di consiglio. Confermata  l’assoluzione di Fedele Confalonieri. Condannati i cinque altri coimputati. 

lunedì 25 marzo 2013

I due marò all’Italia: unite le forze e risolvete questa tragedia


NEW DELHI - "Non ci serve ora di sapere di chi sia stata la colpa, né che le forze politiche si rimbalzino la responsabilità. Quello che chiediamo ora non è divisione: unite le forze e risolvete questa tragedia". Così il marò Massimiliano Latorre in una email dall'India al giornalista Toni Capuozzo, secondo quanto riferisce un comunicato di Mediaset. "Caro Toni - scrive Latorre - non ci serve ora sapere di chi sia stata la colpa, perché non ci porta a nulla e tanto meno non porta a nulla che le forze politiche si rimbalzino le responsabilità. Quel che vi chiediamo ora è non divisione ma, come i nostri fucilieri, mettetevi a braccetto, unite le forze e risolvete questa tragedia. Come dicono i fucilieri: tutti insieme nessuno indietro. Siamo italiani dimostriamolo, come hanno fatto loro". L'email verrà letta integralmente nel corso della puntata di "Terra!" in onda questa sera su Retequattro, che sarà dedicata al caso dei due fucilieri di marina sotto processo in India.

mercoledì 20 marzo 2013

Omicidio di Elisa Claps: Restivo in silenzio davanti ai giudici di appello


SALERNO - Si è conclusa dopo tre ore l'udienza che oggi ha aperto il processo di secondo grado sull'omicidio di Elisa Claps. Il processo, istruito davanti alla Corte d'assise d'appello di Salerno (presidente Federico Cassano), riprenderà il 26 marzo prossimo e la sentenza, secondo il calendario di udienze stabilito dalla Corte, dovrebbe ARRIVARE entro aprile. Danilo Restivo, unico imputato, ha assito in silenzio all'udienza. Grande commozione da parte dei familiari di Elisa, la mamma Filomena e il fratello Gildo. La difesa dell'imputato ha avanzato richiesta di ammettere a dibattimento alcune perizie tecniche, richiesta a cui la pubblica accusa si è opposta.
E' stata la prima volta che Danilo Restivo era presente in aula. In primo grado l'uomo, condannato con giudizio abbreviato a 30 anni per l'omicidio di Elisa Claps avvenuto nel 1993, non era mai stato presente, nemmeno in videoconferenza. La mamma di Elisa Claps, Filomena, ha esposto una foto della figlia sul banco dell'aula rivolgendola verso Restivo, che era nella parte riservata agli imputati detenuti, che pare l'abbia guardata di sfuggita con la coda dell'occhio.
"Vorrei parlargli, guardarlo negli occhi - ha detto la signora Filomena - Se me ne daranno la possibilità vorrei incontrarlo. Io sono un moscerino, lui un gigante. Deve restare in carcere". "Speravo di incontrare i suoi genitori, non li ho visti. Dopo due anni volevo vedere il mostro, il serpente che hanno concepito", ha aggiunto la signora Filomena.

martedì 6 dicembre 2011

Alberto Stasi assolto anche in Appello. Non ha ucciso la fidanzata Chiara Poggi

La presidente della Corte d'Appello legge la sentenza
MILANO - Alberto Stasi e' stato assolto anche in Corte d'appello dall'accusa di aver ucciso a Garlasco la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto del 2007.  Alberto Stasi, alla lettura della sentenza che lo assolto anche in appello dall'accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi, ha abbracciato i suoi avvocati e ha poi lasciato l'aula del tribunale milanese senza rilasciare alcuna dichiarazione
Alberto Stasi sorridente se ne va dal Tribunale
"Alberto piangeva come me". Così il professor Angelo Giarda, uno dei legali di Alberto Stasi, replica a chi gli chiede quale sia stata la reazione del giovane. Già assolto in primo grado, dopo 5 ore di camera di consiglio, arriva la conferma da parte dei giudici della Corte d'Assise di Milano.

mercoledì 2 novembre 2011

Assange presenterà appello alla Corte Suprema contrio l'estradizione in Svezia


LONDRA - Julian Assange presentera' ''certamente'' appello alla Corte Suprema per fermare l'estradizione in Svezia: ha due settimane di tempo per fare ricorso. Una volta presentato l'appello, i giudici della Royal Court of Justice avranno tre settimane di tempo per valutare se trasmettere il caso alla Corte Suprema. Se i giudici respingeranno le argomentazioni del capo di Wikileaks secondo cui il suo caso solleva tematiche di generale interesse del pubblico, per Assange la partita sara' finita: dovra' volare in Svezia.