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venerdì 26 dicembre 2014

JOBS ACT, Cgil: lesi i diritti collettivi e individuali. Fassina, dettato dalla Troika

ROMA, 26 dicembre - Nuove critiche dalla Cgil al governo dopo l'approvazione del Jobs Act. Le nuove misure, sottolinea il sindacato, danno "il via libera alle imprese a licenziare in maniera discrezionale lavoratori singoli e gruppi di lavoratori". "Più che di rivoluzione copernicana - viene chiarito - siamo ad una delega in bianco alle imprese a cui viene appaltata la crescita. Queste misure ledono diritti collettivi ed individuali".

"Purtroppo, i primi due decreti attuativi della Delega Lavoro confermano l'obiettivo vero dell'intervento: ulteriore svalutazione del lavoro, data l'impossibilità di svalutare la moneta, per puntare illusoriamente a crescere via export. Insomma, un'altra tappa del mercantilismo liberista raccomandato dalla Troika". Lo scrive il deputato Pd Stefano Fassina sul blog dell'Huffington Post. "Non è una rivoluzione copernicana. È una rivoluzione conservatrice, un cambiamento regressivo", attacca.

lunedì 27 ottobre 2014

I SINDACATI incontrano ministri “senza mandato a discutere”. Camusso: “Surreale”

ROMA -  Sulla Legge di Stabilità, i sindacati hanno incontrato oggi ministri che "non erano nelle condizioni di rispondere", "non avevano il mandato", dice il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo". E la leader della Cgil, Susanna Camusso, aggiunge: "Il problema è che non avevano mandato a discutere. Questa è la sintesi del rispetto che si ha per le parti sociali", dice: "E' surreale".

"Valuteremo le vostre indicazioni". Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, avrebbe chiuso così - secondo quanto viene riferito da presenti al tavolo - l'incontro sulla Legge di Stabilità tra i sindacati ed il Governo, che subito dopo incontra  le associazioni delle imprese. Subito prima dell'intervento del ministro Poletti era intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, che ha fatto una sintesi delle posizioni espresse dai sindacati oggi al tavolo.

venerdì 30 agosto 2013

Nuovi senatori a vita, polemica del centrodestra: quattro voti per un eventuale Letta-bis

ROMA - ''Con tutto il rispetto dovuto al Capo dello Stato e alle sue prerogative e con tutto l'apprezzamento per la personalita' dei nuovi senatori a vita, a me sembra evidente, tuttavia, che un eventuale governo Letta-bis potrebbe contare, da oggi, su quattro voti in più a Palazzo Madama, dove i numeri ballano. In fondo la politica e' un po' una coazione a ripetere. Anche il governo Prodi si avvaleva del voto, spesso determinante, dei senatori a vita'': così Giuliano Cazzola esponente di Scelta civica per l'Italia.
''Che bisogno c'era? La ''spending deppiu''' ha contagiato anche il Quirinale. Come sempre, risparmiano gli altri. Loro sfornano senatori a vita''. Lo dice Francesco Storace, responsabile de La Destra.
 "Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Restiamo in fervida attesa di un voto determinante nel quale i 4 senatori a vita, creati da re Giorgio, saranno determinanti per la sconfitta del centrodestra e di Berlusconi. Proprio di ben in 

 ''La scelta di nominare altri quattro senatori a vita è fuori luogo oltre che anacronistica visto che tutti auspicano un senato federale, delle regioni con un numero ridotto di senatori espressi col voto dai territori. L'articolo 59 al secondo comma deve essere abolito così come avevamo già previsto nella riforma costituzionale del 2005. Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma qualche volta si indovina. Non vorrei mai che queste nomine possano assumere l'importanza che i senatori a vita ebbero nel sostegno del governo Prodi. Facendo due calcoli vedo nel nostro futuro con questa scelta un Letta Bis con una rinnovata maggioranza. Chi decide le sorti del paese votando le leggi deve essere eletto non nominato''. Lo dichiara il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli.

lunedì 15 luglio 2013

Caso Calderoli, Salvini a Napolitano: taci che è meglio. Un assessore veneto: scuse all’orango

MILANO - "Io mi indigno con chi si indigna. Napolitano, taci che è meglio": lo scrive su Facebook il vice-segretario della Lega, Matteo Salvini, sul caso Calderoli-Kyenge. "Napolitano si indigna per una battuta di Calderoli - sostiene -. Ma Napolitano si indignò quando la Fornero, col voto di Pd e Pdl, rovinò milioni di pensionati e lavoratori?". 
L'assessore regionale veneto Daniele Stival (Lega) ha postato sul suo profilo Facebook una foto d in cui c'é l'immagine del ministro all'integrazione Cecile Kyenge e una frase dove ci si dice sdegnati per le parole di Roberto Calderoli indicando però come vittima l'orango, "una creatura di Dio" che non si può paragonare a "un ministro congolese". Stival ha confermato all'ANSA di aver messo l'immagine ma anche di aver sbagliato tanto che la rimuoverà. “E' stata solo una battuta, una delle tante che magari faccio e metto su facebook, mi rendo conto - aggiunge imbarazzato - che è pesante e me ne dissocio togliendola". "A me però la politica di questo ministro non piace - sottolinea l'esponente del Carroccio - e su quel fronte resto sulle mie posizioni anche se mi rendo conto che siamo su due piani diversi e che quindi l'immagine la devo rimuovere".  "Le dimissioni non le richiedo io. Questo non è un punto che mi riguarda. Io pongo un'altra questione, una riflessione sul ruolo di chi riveste una carica pubblica" ribadisce il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge.


sabato 15 giugno 2013

Bufera sul M5S: in 20 pensano di andarsene

ROMA - Acque sempre più agitate nel Movimento 5 stelle, con i ribelli che contestano la linea di Beppe Grillo sempre più allo scoperto. I dissidenti del M5S lavorano intanto a uno statuto per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare alla Camera. Ma, con l'avvio della procedura di espulsione della senatrice Adele Gambaro, tutto è stato accelerato e il testo è quasi pronto. Un piccolo gruppo lo sta limando.
Si tratta di poche righe con le quali i deputati "ribelli"sottolineano che intendono dare continuità al progetto del M5S ma - viene spiegato - «con maggiore attenzione alla gestione della democrazia interna». La formazione dei gruppi parlamentare necessità della stesura di uno statuto. La seconda condizione, sulla quale i dissidenti stanno lavorando anche in queste ore, è raggiungere l'adesione di almeno 20 colleghi (numero minimo per la formazione di un gruppo parlamentare alla Camera). 

 Lunedì, c'è l'assemblea congiunta con i senatori che potrebbe sancire l'avvio della procedura di espulsione della senatrice Adele Gambaro. In quella occasione, se la procedura non verrà sospesa, il nuovo gruppo potrebbe uscire definitivamente allo scoperto. L'eventuale allontanamento della parlamentare bolognese, infatti, sta portando definitivamente alla luce le spaccature interne tra i parlamentari cinque stelle. Una crepa che dal Senato rischia ora di estendersi anche a Montecitorio.

venerdì 24 agosto 2012

La tv spagnola riprende a trasmettere le corride. Polemiche



MADRID - Nonostante l'abolizione decisa da Canarie e Catalogna, con il ritorno al potere del conservatore Partido Popular, in Spagna la corrida torna ad essere di moda, almeno sulla televisione di Stato: Tve, dopo sei anni, ha infatti deciso di trasmettere nel prossimo settembre una "fiesta" provocando le ire delle organizzazioni animaliste. Tve aveva sospeso le programmazioni taurine nel 2006, a causa degli alti costi dei diritti e un pubblico sempre più in calando: questa volta tuttavia gli organizzatori della feria di Valladolid e le altri parti in causa hanno rinunciato ai diritti di trasmissione.
Quanto al comma del regolamento interno di Tve che impediva la trasmissione di spettacoli cruenti (comprese le violenze contro gli animali) fra le 5 del mattino e le 8 di sera in ossequio al pubblico infantile, sarebbe stato abolito dall'attuale direzione - nominata dal Pp - che delega ai genitori la responsabilità di cosa lasciar vedere ai propri figli. 
Un sondaggio condotto nel 2006 rivelò che l'81% dei minori di 24 anni mostrava disinteresse per la tauromachia: identica la percentuale fra i trentenni, ma soprattutto tra gli ultrasessantenni solo il 41% si dichiarava interessato alle corride, chiaro segno di una decadenza culturale.

mercoledì 15 febbraio 2012

Celentano messianico a Sanremo: Avvenire e Famiglia Cristiana da chiudere, non parlano del Paradiso. E si rompe il sistema di votazione delle giurie


SANREMO - Giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi, si occupano delle beghe della politica e non parlano del Paradiso, un discorso che per loro occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite come le critiche che fanno a Don Gallo che ha dedicato la vita ad aiutare gli ultimi". Strali feroci sulla Consulta che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale "buttando nel cestino un milione 200 mila voti". Critiche al direttore generale della Rai Lorenza Lei che "ha distanziato Santoro". Un insulto ad Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera, accenni al referendum sulla privatizzazione della Rai, riferimenti religiosi, il governo Monti definito "materiale di ottima resistenza, apparentemente indipendente, facile all'ossido dei partiti". Non resta senza conseguenze l'intervento fiume di Adriano Celentano, quasi un'ora di performance tra il messianico e l'invettiva con quattro momenti musicali. Alla chiusura della perfomance tutti in piedi ad eccezione del direttore di Rai1, Mazza. 
Davvero un bello spettacolo. Bravo, viva Sanremo e viva la Rai", replica dal sito il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. "Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo e farle funzionare per un anno intero". Ecco la replica completa: "Se l'è presa con i preti e con i frati (tutti tranne uno) "che non parlano del Paradiso". E se l'è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana "che vanno chiusi". Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata su potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero. Dunque, andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a tutti questi poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo. Viva Sanremo e viva la Rai.
P.S. Naturalmente, caro Celentano, continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in tv non ci vanno mai, neanche gratis".E il segretario della Fnsi Franco Siddi parla di "battute senza senso sui giornali" da parte di Celentano. E la polemica è solo iniziata: quello che lui voleva, naturalmente. Anche se, alla fine, quello che si ricorderà della serata di ieri con maggior piacere, sono i momenti rock, quelli cantati, compeso Prisencolinensinainciusol. 
Aldo Grasso replica così, sul sito corriere.it:Joan Lui è convinto di predicare meglio dei preti. Ma nel ruolo di profeta salva Italia ne vogliamo solo uno, due sono troppi: Monti o Celentano.
Dopo ieri sera ho scelto definitivamente. Ogni anno il Festival di Sanremo ci mette di fronte a un tragico dilemma: ma davvero questo baraccone è la misura dello stato di salute della nazione? E se così fosse, non dovremmo preoccuparci seriamente? C'è stato un tempo in cui effettivamente il Festival è stato specchio del costume nazionale, con le sue novità, le sue piccole trasgressioni, persino le sue tragedie. Ma tutto ha un tempo e questo (troppo iellato) non è più il tempo di Sanremo o di Celentano, se vogliamo rinascere. Monti o Celentano? Se davvero il nostro premier vuole compiere il titanico sforzo di cambiare gli italiani («l'Italia è sfatta», con quel che segue), forse, simbolicamente, dovrebbe partire proprio dal Festival, da uno dei più brutti Festival della storia. Via l'Olimpiade del 2020, ma via, con altrettanta saggezza, anche Sanremo, usiamo meglio i soldi del canone. O Monti o Celentano. O le prediche del Preside o quelle del Re degli Ignoranti contro Avvenire e Famiglia Cristiana.
Non mi preoccupa Adriano, mi preoccupano piuttosto quelli che sono disposti a prenderlo sul serio. E temo non siano pochi. Ah, il viscoso narcisismo dei salvatori della patria! “
A segnare il debutto del festival di Sanremo questa sera è un altro incidente: si inceppa il sistema tecnico di voto usato dalla giuria demoscopica dopo l'esibizione del secondo big, Samuele Bersani, e alla fine Rai1 e l'organizzazione del festival decidono di sospendere la gara, tra le contestazioni di pubblico e giurati. A dare l'annuncio è capitan Gianni Morandi a fine serata, nel momento in cui dovevano essere resi noti i nomi dei primi due artisti esclusi. "In deroga al regolamento del festival, Rai1 e la direzione artistica, preso atto del blocco del sistema di voto, hanno deciso di sospendere la gara di stasera, permettendo a tutti e 14 gli artisti di riesibirsi domani", dice il conduttore tra i 'buuh' del pubblico e dei giurati che, dalla galleria, lanciano in aria le schede cartacee su cui stavano registrando i loro voti dopo lo stop al meccanismo elettronico. Il caos, ha spiegato la Rai, è stato determinato da un problema tecnico alla centralina del sistema della Ipr Marketing, la società demoscopica che si occupa del festival.

venerdì 3 febbraio 2012

I disagi sui treni per le nevicate: dure polemiche contro le Ferrovie dello Stato

ROMA - Ferrovie dello Stato è finita nella bufera per i disagi sulla circolazione dei treni nelle regioni del Centro-Nord. Il Piemonte non pagherà Trenitalia questa settimana, la Liguria ha denunciato il gruppo e la procura di Genova ha avviato un'indagine sui disservizi. Dure la critiche dalla regione Emilia-Romagna: il blocco per sette ore a Forlì dell'Intercity Bologna-Taranto è stato un fatto di "eccezionale gravità". Così l'assessore regionale alla Mobilità, Alfredo Peri. Il gruppo ha fatto sapere oggi che tutte le linee ferroviarie sono aperte e la circolazione dei treni non mostra particolari criticità. I convogli circolano secondo quanto previsto dai piani neve, quindi con riduzione di velocità e limitazione del numero delle corse.