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venerdì 19 settembre 2014

SARKOZY su Facebook: torno in politica



PARIGI - Colpo di scena di Nicolas Sarkozy che, in un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook, annuncia ufficialmente il suo ritorno sulla scena politica. L'ex inquilino dell'Eliseo ha reso noto di essersi candidato alla presidenza dell'Unione per un Movimento Popolare (Ump), partito della destra francese.


mercoledì 2 luglio 2014

Sarkozy in tv: accuse grottesche, hanno voluto umiliarmi

Sarkozy durante l'intervista
PARIGI - "C'è stata la volontà di umiliarmi". Così l'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, sull'arresto-lampo che lo ha coinvolto per corruzione in atti giudiziari, traffico d'influenza e violazione del segreto investigativo. Al ministro socialista del Bilancio, Jerome Cahuzac, accusato nel 2013 di aver mentito davanti al Parlamento per i suoi conti correnti all'estero, "non avevano fatto fare un secondo fermo" giudiziario, aggiunge in un'intervista in tv. L 'ex presidente denuncia la "strumentalizzazione politica da parte della giustizia oggi ". 
"Tutto è fatto per dare un'immagine di me che non è conforme alla realtà - si lamenta - Non ho mai commesso un atto contrario ai principi repubblicani o dello Stato di diritto”.
“Sono profondamente scioccato a quello che è successo e non chiedo alcun privilegio. Se ho fatto degli errori,  mi assumo tutte le conseguenze, io non sono un uomo che fugge dalle sue responsabilità. "
L'ex presidente, che si dice "profondamente scioccato", ha denunciato una"disponibilità a umiliarmi" e "grottesche accuse" . I giudici cercano di stabilire se Sarkozy ha tentato di avere informazioni coperte dal segreto professionale dal giudice anziano della Corte di Cassazione Gilbert Azibert su una decisione del tribunale che lo riguardava, in cambio della promessa di intervento per una posizione di prestigio.

L’avvocato storico di Nicolas Sarkozy, Thierry Herzog, e il signor Azibert sono stati incriminati.

Sarkozy in libertà dopo 15 ore, ma in stato d'accusa per corruzione

Sarkozy torna a casa
PARIGI - L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato messo in stato d'accusa da un giudice istruttore di Parigi per corruzione, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio. Lo ha reso noto la procura nazionale per i reati finanziari, che ha chiesto e ottenuto il provvedimento, adottato nella notte fra martedì e mercoledì dopo 15 ore di fermo. L'ex presidente  è stato rimesso in libertà. Prima di lui, è toccato a Thierry Herzog, avvocato di fiducia e amico di Sarkozy, anche lui in stato di fermo da ieri. E' stato presentato al giudice che gli ha notificato l'apertura di un'inchiesta su di lui e lo ha poi rimesso in libertà.
In serata anche il magistrato di Cassazione, Gilbert Azibert, l'uomo che avrebbe fornito informazioni coperte da segreto istruttorio a Nicolas Sarkozy in cambio di una promessa per una carica ambita, è stato messo sotto inchiesta.
Sarkozy, convocato all'alba di martedì dai giudici dell'anticorruzione, è arrivato a Nanterre, periferia di Parigi, con un'auto dai vetri oscurati. Durante l'interrogatorio sulla vicenda della fuga di notizie sul provvedimento di intercettazione nei suoi confronti, nell'ambito dei presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Muammar Gheddafi alla sua campagna presidenziale del 2007, i magistrati hanno deciso di procedere con lo stato di fermo, revocato solo dopo una giornata e una notte di interrogatri. L'inchesta vuole appurare se l'ex capo dello stato abbia promesso ad un giudice una carica di prestigio se questi lo avesse messo al corrente di un provvedimento giudiziario nei suoi confronti, la decisione di intercettare le sue telefonate.

martedì 1 luglio 2014

Sarkozy in stato di fermo (concussione e violazione del segreto istruttorio)

Nicolas Sarkozy
NANTERRE (Parigi) - L'ex capo dello stato francese Nicolas Sarkozy si trova in stato di fermo nell'ambito delle indagini su una vicenda di intercettazioni con l'accusa di concussione e violazione del segreto istruttorio. E' la prima volta che in Francia, nei confronti di un ex presidente della Repubblica, protetto dall'immunità fin quando è in carica, viene disposto dalla magistratura lo stato di fermo.
Sarkozy, convocato all'alba dai giudici dell'anticorruzione, è arrivato aNanterre, periferia di Parigi, con un'auto dai vetri oscurati. Durante l'interrogatorio sulla vicenda della fuga di notizie sul provvedimento di intercettazione nei suoi confronti, nell'ambito dei presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Muammar Gheddafi alla sua campagna presidenziale del 2007, i magistrati hanno deciso di procedere con lo stato di fermo.
L'inchiesta vuole appurare se l'ex capo dello stato abbia promesso ad un giudice una carica di prestigio se questi lo avesse messo al corrente di un provvedimento giudiziario nei suoi confronti, la decisione di intercettare le sue telefonate. I giudici potranno ora interrogare Sarkozy, che da tempo si dice vittima di accanimento da parte della magistratura, per 24 ore. Lo stato di fermo sarà prorogabile per altre 24 ore, poi il giudice dovrà rilasciarlo o disporre nuove misure cautelative.
L'iniziativa della magistratura arriva proprio mentre sembrava che la volontà di Sarkozy di tornare alla politica in vista delle presidenziale del 2017 si stesse per concretizzare con un ritorno alla guida dell'UMP. Thierry Herzog, potente avvocato e storico legale di Sarkozy, è in stato di fermo da ieri, insieme con due magistrati sospettati di essere coinvolti nella vicenda, Gilbert Azibert e Patrick Sassoust. Sullo sfondo della presunta c'è anche l'imminente decisione della Corte di Cassazione sul sequestro delle agende di Sarkozy, contro la quale avevano fatto ricorso i legali dell'ex presidente.

venerdì 22 marzo 2013

Sarkozy inquisito per donazioni illegali da parte dell’ereditiera de L’Oreal


PARIGI - L’ex-presidente Nicolas Sarkozy è stato messo sotto inchiesta formale perché  nella sua campagna elettorale avrebbe ricevuto donazioni illegali dalla donna più ricca di Francia.
Sarkozy è accusato di aver ricevuto migliaia di euro dall’ereditiera de L'Oreal Liliane Bettencourt, ormai novantenne. L'ex leader nega le accuse Il suo avvocato ha annunciato un ricorso contro la "decisione incoerente e ingiusta".
Il magistrato Jean-Michel Gentil, che conduce l'inchiesta,ha  inaspettatamente chiamato Sarkozy per un faccia a faccia con maggiordomo della signora Bettencourt, Pascal Bonnefoy, nella città di Bordeaux.
Il giudice ha voluto determinare la frequenza con cui il politico aveva incontrato la signora Bettencourt nel 2007.
Mentre Sarkozy ha sostenuto di averla vista una sola volta nel corso dell'anno, il maggiordomo ha dato una versione diversa. Dopo l'udienza, i pubblici ministeri hanno detto che l'ex presidente era stato posto sotto inchiesta formale "per approfittare di una persona vulnerabile nel corso del 2007, a scapito di Liliane Bettencourt".
Sarkozy ha incontrato la signora Bettencourt quando era sindaco di un sobborgo ricco di Parigi e forgiato una stretta amicizia con lei nel corso degli anni. Era un assiduo frequentatore del palazzo di famiglia, secondo il suo personale.
Si dice che il personale che agiva per la signora Bettencourt aveva dato 150.000 € in contanti agli aiutanti di Sarkozy durante la sua campagna  del 2007 per diventare presidente.

sabato 29 settembre 2012

Gheddafi tradito da Assad, “fatto fuori” dai francesi

La cattura di Gheddafi

TRIPOLI - Una mano straniera dietro la morte di Gheddafi. A sparare il colpo di pistola alla testa che avrebbe ucciso il Colonnello lo scorso 20 ottobre dell’anno scorso alla periferia di Sirte sarebbero stati i servizi inviati da Parigi e non le brigate rivoluzionarie libiche. Lo rende noto il giornalista del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi che riporta l'intervista a Mahmoud Jibril, ex premier del governo transitorio
Il leader libico intervistato due giorni fa dall’emittente egiziana "Sogno Tv" al Cairo ha così rilanciato la versione del complotto ordito da un servizio segreto estero.
Sul perchè la pista più battuta sia quella francesce è facile dirlo. Gheddafi aveva minacciato di rivelare particolari sulle relazioni tra la Libia e l'allora presidente francese Sarkozy, il principale sostenitore dell'intervento Nato in Libia. Sarebbero stati rivelati i finanziamenti utili per la candidatura a presidente nel 2007. Un motivo che avrebbe spinto gli 007 francesi a intervenire per eliminarlo. I servizi di Parigi ottennero informazioni utili dal governo siriano. Stando a quello che riferisce Cremonesi sarebbe stato lo stesso rais Assad a rivelare il numero del satellitare di Gheddafi. Una mossa del dittatore di Damasco per strappare alla Francia la promessa di alleggerire la pressione sulla Siria.

domenica 6 maggio 2012

I francesi al voto: Sarkozy spera in un rush finale. E l'Europa aspetta


PARIGI - Circa 46 milioni di elettori francesi stanno in queste ore votando in quella che è stata annunciata come la corsa più tesa alla presidenza della Repubblica del paese degli ultimi decenni. Il Presidente in carica, Nicolas Sarkozy è stato in svantaggio sulle sfidante socialista François Hollande per mesi, ma i sondaggi last minute i suggeriscono una oscillazione del 2% nelle intenzioni degli elettori che potrebbe essere sufficiente a ribaltare clamorasmente il pronostico.
Anche se queste elezioni presidenziali sono ampiamente percepite come un referendum nazionale sullo stile Sarkozy di governo, i leader europei vedono  il suo esito nel più ampio contesto della crisi del debito del continente. La maggior parte dei Paesi  che hanno tenuto una elezione dopo la crisi finanziaria del 2008 hanno cambiato  i loro premier, tra cui Italia, Spagna, Portogallo e Gran Bretagna. La Grecia, che va anch’essa oggi alle urne seguirà probabilmente l'esempio.
I primi risultati parziali in Francia saranno rilasciati alle 20 e saranno attesi anche nelle capitali di tutta Europa, dove la campagna presidenziale francese ha riacceso un dibattito sui meriti relativi di austerità e di crescita.
Mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel si è apertamente schierata con il suo omologo francese Sarkozy, vari leader europei non hanno fatto segreto della loro speranza che una vittoria Hollande possa segnare la fine della ricetta "Merkozy" per l'austerità.

giovedì 3 maggio 2012

Sondaggio: nel dibattito con Sarkozy, Hollande vince di misura (45% a 41%)


PARIGI - Al dibattivo tv Francois Hollande ha saputo convincere i francesi (45%) piu' di quanto non abbia fatto Nicolas Sarkozy (41%). E' quanto emerge da un sondaggio LH2 realizzato per Yahoo. Secondo la stessa indagine, il candidato socialista e' risultato anche più' serio del rivale (48% contro il 44% per Sarkozy) e più simpatico (48% contro il 26%). Dal canto suo, Sarko' e' risultato più dinamico (48% contro 38% per Hollande), più credibile (44% contro 42%) e più' competente (47% contro 41%).

Duello teso in tv tra tra Hollande e Sarkozy che dice: Berlusconi non è mio amico


PARIGI - Il duello tv Sarkozy-Hollande è terminato ieri notte alle 23:50, dopo oltre due ore e 50 minuti di scambi tesi, a volte perfino elettrici. La disoccupazione, il fisco, la crisi del debito, il diritto di voto per gli stranieri, l'energia nucleare, lo stile della presidenza, l'economia, e ancora l'immigrazione: questi i principali temi che hanno dato vita ai momenti più caldi del dibattito.

A più riprese i due rivali si sono accusati l'uno con l'altro di dire bugie e falsità, con Nicolas Sarkozy che ad esempio ha definito Francois Hollande "piccolo calunniatore" per le sue accuse riguardo alle "nomine di parte" che il presidente avrebbe fatto durante i cinque anni del suo mandato. A Hollande, che ha promesso di voler essere il presidente in grado di riunire i francesi, Sarkozy ha anche rimproverato di non aver mai preso le sue difese quando è stato paragonato a "Franco, a Petain, a Laval e perfino a Hitler". Ma il candidato socialista, respingendo questa accusa, a risposto: "Sarkozy, non vorrà passare per vittima".

Divergenze tra i due anche su Spagna e Italia. A Sarkozy, che ha imputato all'ex premier socialista spagnolo Zapatero la crisi economica in cui versa il paese iberico, ha replicato Hollande ricordando che l'Italia negli ultimi anni è stata governata da "uno degli amici" del presidente francese, Silvio Berlusconi. Ma a sua volta Sarkozy ha risposto: "Berlusconi è berlusconiesque, non sono suo amico".

lunedì 23 aprile 2012

Francia: riparte la campagna elettorale. Sarkozy corteggia la destra


Francois Hollande e Nicolas Sarkozy


PARIGI . ll presidente francese Nicolas Sarkozy sta corteggiando gli elettori di estrema destra dopo aver perso strettamente rispetto al suo rivale socialista Hollande il primo turno delle elezioni presidenziali.
Francois Hollande ha raggiunto il  28,6% e  Sarkozy ha ottenuto il 27,1%: è la prima volta che un presidente in carica perde al primo turno.
Al terzo posto Marine Le Pen con il 18%,   la quota maggiore mai raggiunta dal Front National ha mai vinto. I sondaggisti dicono che Hollande è il favorito per il secondo turno del 6 maggio e quindi il duello tra lui e Sarkozy, che guida il centro-destra dell’UMP.
Se Hollande vincerà, diventerà il primo presidente socialista in Francia dopo 17 anni.
L’intensa campagna elettorale è ripresa, con Sarkozy in viaggio verso Tours nella Valle della Loira, Francia centrale, mentre Hollande è andato nelle città occidentali di Quimper e Lorient, in Bretagna.
Circa una persona su cinque ha votato per Le Pen , compresi molti elettori giovani , mettendola davanti ad sette altri candidati.
I dipartimenti conquistati dai tre candidati

domenica 22 aprile 2012

Sarkozy propone tre dibattiti tv a Hollande per il ballottaggio: ma l'avversario risponde di no

PARIGI - Dalla sede del UMP, Nicolas Sarkozy ha proposto al suo rivale Francois Hollande di competere in tre dibattiti televisivi. Queste discussioni dovrebbero concentrarsi sull'economia, le questioni sociali e internazionali, ha suggerito il presidente. "I francesi hanno il diritto alla verità e chiarezza, nessuno può sfuggire, quindi ognuno può fare la sua scelta consapevolmente", ha sostenuto.
Ma a stretto giro di posta Hollande ha risposto di no.

Presidenziali di Francia, aggiornamento delle proiezioni delle 20.45: Hollande 28,&%, Sarkozy 27%, Le Pen 18,3%


Marine Le Pen, successo a sorpresa
PARIGI Francois Hollande, con il 28,6% dei voti, davanti a Nicolas Sarkozy, con il 27% al primo turno delle elezioni presidenziali: sono laa stima del 
 TF1, LCI e RTL.
Secondo questa indagine delle 20:45, Le Pen ottiene il 18,3% dei voti, Jean-Luc Mélenchon 11,1% e del 9,0% Francois Bayrou. Eva Joly è pari al 2,3% dei voti, Nicolas Dupont-Aignan 1,7%, 1,2% Poutou Philippe, Nathalie Arthaud 0,6% e 0,2% Jacques Cheminade. Il tasso di astensione è stata del 19,0%.
Sulla base di queste stime, il blocco di sinistra (Hollande, Mélenchon Poutou, Joly e Arthaud) ha il 43,8% dei voti. L'estrema destra si attesta a 18,3% e la maggioranza (Sarkozy, Bayrou e Dupont-Aignan) al 37,7%.

Presidenziali di Francia, primo turno : Hollande 28,6%, Sarkozy 27% (o 25,5%)


Francois Hoillande, nettamente in testa agli exit pol francesi
Sarkozy, una sconfitta secondo i primi exit poll, di misura
PARIGI - Il candidato socialista Francois Hollande è in testa, al primo turno delle presidenziali francesi con il 28,40% mentre il presidente uscente, Nicolas Sarkozy, tiene brillantemente fermandosi al 27%, secondo alcuni istituti (secondo altri, si fermerebbe al 25,5%). Questi i primi risultati degli exit poll, resi noti alle ore 20. Dopo lo scrutinio del 34% dei voti, il candidato socialista alle presidenziali francesi, Francois Hollande, e' al 27,7%, il presidente Nicolas Sarkozy al 26,6%. 
Hollande è largamente in testa invece nel voto - concluso in anticipo - dei possedimenti d'Oltremare francesi:  a Saint-Pierre e Miquelon Hollande al 33,75% e Sarkozy al 18,75%; in Guadalupa Hollande addirittura al 57% contro Sarkozy al 23,40%; in Martinica Hollande al 51%, Sarkozy al 26%; in Guyana Hollande al 42% e Sarkozy al 27%.
La candidata della destra Marine Le Pen viene accreditata di un 20%, dato clamoroso: avrebbe dunque battuto nettamente il candidato della sinistra Jean-Luc Melechon, attestato sul 10%. Marien Le Pen diventa l'ago della bilancia del secondo turno.
La sinistra nel suo insieme è circa al 44% dei voti complessivi, una quota che fa ben sperare Francois Hollande per il ballottaggio del 6 maggio. La battaglia è però ancora aperta, visto il risultato superiore alle previsioni del Fronte nazionale di Marine Le Pen, con una parte degli elettori di quel partito che potrebbero votare per Sarkozy al secondo turno.
I risultati degli exit poll, secondo i diversi istituti statistici

Francois Hollande ha metodicamente tracciato la sua strada durante la campagna elettorale, senza entusiasmare le folle e rimanendo costante sulle sue priorità, rivolte alle giovani generazioni.
L'ex capo del partito socialista (1997-2008) è riuscito a far dimenticare la sua mancanza di esperienza di governo e trasformare le elezioni in un referendum contro il mandato di altri cinque anni di Nicolas Sarkozy, appesantito da impopolarità record in molti mesi, che aveva cercato in qualche modo di far dimenticare la sua immagine di " presidente dei ricchi ", impegnandosi in diversi mea culpa. 
Dopo aver creduto che i francesi sarebbero stati a lui grati per la sua azione a livello europeo per affrontare la crisi del debito, ha cambiato la sua strategia per condurre una campagna aggressiva, concentrandosi sui valori della sicurezza e del controllo dell’immigrazione. La sua ascesa nei sondaggi sulla scia degli omicidi di Montauban e Tolosa (sud-ovest), che  lo avevano rafforzato nei sondaggi, tuttavia, si è fermata nelle ultime settimane, ma non del tutto. 
Per la sua prima campagna da capo del Fronte Nazionale, dopo essere succeduta al padre, Marine Le Pen, 43 anni, ha resistito ai tentativi di Nicolas Sarkozy di appropriarsi dei suoi elementi costitutivi, come aveva fatto nelle elezioni del 2007. Con i suoi giganteschi raduni, Jean-Luc Mélenchon, 60 anni, ha messo in ombra i due candidati di estrema sinistra,così come l’ ambientalista Eva Joly, che al 3%, non è riuscito a imporre l'ambiente in campagna. 

giovedì 22 marzo 2012

TOLOSA: MORTO IL KILLER SALTANDO DA UNA FINESTRA. HA CONTINUATO A SPARARE ED E' STATO COLPITO ALLA TESTA. TRE AGENTI FERITI

Il ministro degli interno Claude Gueant riferisce ai giornalisti sull'accaduto
TOLOSA -  La polizia  ha annunciato la morte di Mohamed Merah. Ci sonoo tre feriti in agenti di polizia, dopo un violento scambio di colpi d'arma da fuoco con il terrorista.
E' morto lanciandosi da una finestra con le armi in pugno il killer. Dopo 32 ore di assedio, le teste di cuoio francesi hanno fatto irruzione nell'appartamento dove era asserragliato Mohammed Merah. Il killer si era nascosto in bagno e quando gli agenti sono entrati nell'appartamento "ha risposto con estrema violenza", secondo quanto ha rivelato il ministro dell'Interno, Claude Gueant. Nel conflitto a fuoco sono rimasti feriti due agenti, di cui uno in modo "molto grave", secondo fonti della polizia. 
Dopo l'irruzione, si è sentita una lunga serie di raffiche di armi automatiche durata oltre tre minuti. Le teste di cuoio hanno lanciato bombe accecanti e gas paralizzanti. Alla fine del blitz il ministro Gueant ha annunciato che Merah si è lanciato dalla finestra continuando a sparare contro gli agenti e che è stato trovato morto al suolo. Gli agenti hanno continuato a sparare al killer mentre tentava la fuga lanciandosi da un balcone dell'appartamento, al primo piano del palazzo.  L'uomo è stato colpito alla testa.  Un'organizzazione legata ad Al Qaeda nel Maghreb islamico ha rivendicato la strage di Tolosa. Lo riferisce il sito estremista islamico Shamikh.


Sarkozy: non è un pazzo, è un mostro

I crimini perpetrati da Mohamed Merah ''non sono di un pazzo ma di un mostro'': lo ha detto in un comizio elettorale a Strasburgo il presidente francese Nicolas Sarkozy. "Cercare una spiegazione al gesto di questo fanatico, cercare la più piccola scusa a suo favore sarebbe un errore morale imperdonabile", ha detto aggiungendo: "Questo crimine non serve a nessuna causa politica, religiosa o umana. Le rovina tutte". E' "un atto inaccettabile per la coscienza, la civilità e la società".

venerdì 2 marzo 2012

Un convoglio della Croce Rossa ha potuto entrare a Homs, città martire della Siria


Case fantasma imbiancate di neve a Homs

DAMASCO - Un convoglio della Croce Rossa è arrivato nella città siriana di Homs ed è destinato a consegnare rifornimenti al quartiere di Baba Amr dopo un mese d'assedio.
La Croce Rossa e Mezzaluna Rossa siriana hanno organizzato un convoglio di sette camion di aiuti e sono anche in programma evacuazione di feriti.
La zona ha subìto pesanti bombardamenti da parte delle forze governative in queste ultime settimane.
L’esercito ribelle siriano (FSA) ha detto che stava lasciando il territorio in un "ritiro tattico».
Delle 100.000 persone che normalmente vivono in Baba Amr solo poche migliaia rimangono, con la FSA che ha spiegato di essersi ritirata per salvare chi rimane ancora lì da una vera e propria aggressione. 
Sta nevicando pesantemente a Homs, e il viaggio del convoglio che trasporta cibo, medicine, coperte, latte per neonati e altre attrezzature procede in modo assai lento.
Nel frattempo, il Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha detto di aver ricevuto segnalazioni di "una serie particolarmente raccapricciante di esecuzioni sommarie" a Homs.
Inoltre  oggi il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto che la Francia sta per chiudere la sua ambasciata a Damasco  in segno di protesta contro la repressione "scandalosa" dal regime del presidente Bashar al-Assad.
Il Primo Ministro britannico David Cameron ha avvertito il governo "criminale" siriano che ci sarà "una resa dei conti per questo regime terribile".
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lunedì 30 gennaio 2012

Sarkozy annuncia in tv che si ricandiderà. E che applicherà la Tobin tax. In Italia inizia alla Camera l'esame di tre disegni di legge in materia

Nicolas Sarkozy annuncia ieri sera in tv la sua ricadindatura all'Eliseo
PARIGI - Benchè manchino meno di tre mesi alle presidenziali del 22 aprile, Nicolas Sarkozy ha atteso fino a oggi per annunciare la sua ricandidatura. Sarkozy si e' detto determinato a "non sfuggire il suo appuntamento con la Francia". Così il presidente, consapevole che i sondaggi lo danno indietro rispetto al rivale socialista, Francois Hollande, ha risposto ieri sera in prima serata alle domande dei giornalisti nel corso di un''intervista in diretta alle tv d'Oltralpe .
Malgrado l'ostilita', in qualche caso, o la riluttanza degli altri leader europei, Nicolas Sarkozy intende adottare autonomamente la Tobin Tax in Francia a partire da agosto. Il prelievo sulle transazioni finanziarie sara' dello 0,1%. Lo ha detto lo stesso presidente francese nella stessa 'intervista, illustrando le misure eonomiche che verranno prese per uscire dalla crisi . Sarkozy ha spiegato che intende di farsi alfiere della Tobin Tax sperando di "creare uno shock" e che altri Paesi Ue lo seguano. L'obiettivo della Tobin Tax, ha spiegato, e aiutare le società francesi a mantenere posti di lavoro a casa invece di delocalizzare gli impianti all'estero.

  Contro il prelievo si e' schierata esplicitamente la Gran Bretagna (il primo mercato finanziario europeo ed il secondo del mondo), favorevoli in principio ma più cauti nell'effettiva adozione, Germania e Italia. Nel nostro Paese le commissioni Finanze ed Esteri della Camera, infatti, inizieranno giovedì l'esame di tre disegni di legge che mirano a introdurre la tassazione sulle transazioni finanziarie.
A Montecitorio sono state presentate tre proposte di legge: una è del deputato del Pd Ivano Miglioli, la seconda ha la prima firma di Andrea Sarubbi, anch'egli del Pd, ma è sostenuta da altri 14 parlamentari appartenenti a tutti i gruppi; la terza ed ultima in ordine di presentazione è quella che ha la prima sigla di Pier Luigi Bersani.
Il relatore è Cosimo Ventucci, deputato del Pdl e già sottosegretario nel Governo Berlusconi di due legislature fa.
Il nodo è che la Tobin Tax per essere efficace dovrebbe - di fatto - essere adottata da tutto il mondo. In caso contrario i capitali si limiterebbero a spostarsi su altre piazze dove il prelievo non viene applicato .
Nicolas Sarkozy ha anche detto di apprezzare l'operato e continua a sostenere il presidente del Consiglio, Mario Monti, che, ha detto, "ha preso misure forti e giuste".

lunedì 9 gennaio 2012

Tobin tax: Francia a Germania spingeranno per un accordo europeo


La conferenza stampa di Sarkozy e della Merkel
BERLINO - Sulla Tobin tax la Germania e la Francia spingeranno per un accordo a livello dell'area euro, se non sara' possibile un'intesa a livello di Unione europea. Lo ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, nella conferenza stampa dopo l'incontro con Sarkozy, spiegando che su questo tema non c'e' ancora piena intesa nel governo tedesco.
La Francia presentera' i dettagli del piano sulla tassazione delle transazioni finanziarie alla fine di gennaio dopo il vertice dei leader europei. Lo ha detto  Nicolas Sarkozy, sottolineando che per Parigi e' "fondamentale" la tobin tax. "Applicheremo la regola sulla tassazione finanziaria così come prevede la commissione europea. Gli altri verranno dietro", ha aggiunto il presidente francese.
I fondi salva stati messi in piedi dall'Unione Europea "devono essere più efficaci', ha chiesto Sarkozy. "La Francia deve alleggerire il costo del lavoro per mettere fine a questa emorragia che sono ledelocalizzazioni e tornare ad essere una terra di produzione", ha concluso il presidente francese. I

venerdì 23 dicembre 2011

I potenti del mondo ai funerali a Praga di Havel


Un momento della cerimonia nella cattedrale di Praga

PRAGA - I funerali di stato dell'ex presidente ceco Vaclav Havel si sono svolti nella capitale, Praga e vi hanno partecipato leader di tutto il mondo.
Le sirene hnno suonato in tutta la città per annunciare l'inizio della cerimonia.
La gente assiepata per l'ultimo addio a Havel
Una campana ha poi battuto i rintocchi a lutto nella Cattedrale di San Vito,mentre la popolazione osservava un minuto di silenzio.
Havel, che ha contribuito a portare nel 1989 alla caduta del comunismo in Europa orientale, era morto domenica all'età di 75 anni.
L'arcivescovo di Praga ha letto un omaggio di Papa Benedetto XVI, che lodava la coraggiosa difesa da parte di Havel dei diritti umani e la sua leadership visionaria nella creazione di un nuovo sistema democratico.
Madeleine Albright, Bill e e Hillary Clinton in cattedrale
L'ex segretario di Stato Usa, Madeleine Albright - che è nata a Praga - è intervenuta alla cerimonia, insieme al ministro degli esteri ceco Karel Schwarzenberg, all’ attuale presidente ceco Vaclav Klaus, all’attuale segretario di stato Hillary Clinton e a suo marito Bill. Presenti anche i presidenti di Francia Sarkozy, di Germania Angela Merkel e dell’Inghilterra Cameron.
C’era anche Lech Walesa, è lì, insieme ai leader attuali provenienti da tutta l'Europa orientale.
Il funerale è stato mostrato su grande schermo in Piazza Hradcany.

venerdì 9 dicembre 2011

Ue, si ricompone la frattura, si smantella il fronte del no. Il nuovo trattato sull'Unione di bilancio sarà sottoscritto a marzo da 26 Paesi. Fuori solo la Gran Bretagna: restiamo nella Ure finché ci serve


BRUXELLES - L'accordo per il nuovo trattato sull'Unione di bilancio sarà firmato a marzo "quasi certamente da 26 stati membri", con la sola esclusione di Gran Bretagna. Lo riferiscono fonti Ue. Il trattato nascerà con un "accordo internazionale", come quello sull'area Schengen.
Lo ha detto il presidente Ue Herman van Rompuy, confermando che "26 stati membri si sono dichiarati pronti ad aderire". 


La mediazione notturna e delle prime ore portata avanti dai Paesi dell'Eurozona ha praticamente 
smantellato il fronte del "no". Tre nuovi paesi membri della Ue si sono aggiunti questa mattina ai 23 che avevano già manifestato l'intenzione di procedere con un nuovo accordo intergovernativo con regole più stringenti. I tre paesi, Repubblica Ceca, Svezia ed Ungheria, devono però attendere l'ok dei propri parlamenti. 


"Faremo per il nuovo patto per l'euro quello che abbiamo fatto per Schengen": lo ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, spiegando che le nuove regole stabilite dal trattato a 26 saranno messe in atto il prima possibile, come avvenne per il Trattato di Schengen.


 "E' nell'interesse nazionale della Gran Bretagna restare nell'Unione europea, ci resteremo finche' ci conviene". Lo ha detto il premier britannico, David Cameron, dopo il no di Londra alla nuova unione fiscale e di bilancio europea. "Conserveremo la nostra influenza al tavolo delle decisioni dell'Unione europea - aggiunge Cameron - nonostante il nostro isolamento al vertice odierno". "La Gran Bretagna - dice ancora Cameron - ha ricevuto assicurazioni dall'Olanda che gli interessi del mercato britannico saranno protetti nell'area euro" .


"Se oggi è nata un'Europa a due velocità è colpa della Gran Bretagna". Ne è sostanzialmente convinto il presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale ha spiegato che è stato a causa delle condizioni "inaccettabili" poste dal premier inglese David Cameron se non si è potuto procedere sulla strada di una riforma dei Trattati a 27.
Il primo ministro inglese si è però detto fiero di aver preso la sua decisione e contento che il suo paese non faccia parte della zona euro. 

 


giovedì 8 dicembre 2011

La Bce ha tagliato tutti i tassi di interesse: ma per le Borse non è bastato

FRANCOFORTE - La Bce ha deciso di tagliare tutti i tassi di interesse dello 0,25%: quello fisso di rifinanziamento scende di un quarto di punto all'1%, quello sui depositi passa allo 0,25% e quello marginale all'1,75%. E' questa la decisione, peraltro attesa, presa dal consiglio direttivo della banca centrale europea, che non è servita a frenare il calo delle Borse. 


 Anche perché la Bce ha smentito le attese su ipotetici rafforzamenti dei suoi acquisti di titoli di Stato. Si sono così ricreate tensioni su tutto il comparto obbligazionario portando a brusche risalite di rendimenti e spread anche dei Btp italiani, arrivati a 440 punti. 


Il vertice europeo si è aperto questa sersa nella massima tensione. Sakozy ha ripetuto che "se non raggiungeremo un accordo venerdi' al vertice Ue di Bruxelles, "non ci sara' una seconda possibilita'".



Nell'Ue la situazione "é grave", "l'euro può esplodere" e "l'Europa disfarsi": lo ha detto il ministro francese degli Affari europei, Jean Leonetti, che paventa una "catastrofe" non solo per il Vecchio continente e la Francia, ma "per tutto il mondo". Ma Standard and Poor's, che lunedì ha minacciato di declassare il rating di 15 paesi della zona euro, non pensa a scenari di esplosione dell'unione monetaria, ha assicuratoi il capo economista Europa dell'agenzia, Jean-Michel Six.
La cancelliera tedesca Angela Merkel potrebbe quindi convocare, in caso di necessità, un nuovo vertice europeo entro Natale. Lo riporta il tabloid tedesco Bild, nella edizione cartacea di stamani. Obiettivo di un ulteriore summit sarebbe la volontà di imporre le modifiche dei trattati.
La Germania, hanno fatto sapere fonti del governo, è "più pessimista" della scorsa settimana sulla possibilità di raggiungere un accordo complessivo nonostante l'intesa annunciata lunedì dalla coppia Merkel-Sarkozy. Perché, hanno aggiunto le stesse fonti, "un certo numero di Paesi non ha ancora capito la gravità della situazione"