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giovedì 2 ottobre 2014

Un ITALIANO della Croce Rossa sarebbe morto a Donetsk, in Ucraina

I bombardamenti continuano a Donetsk
KIEV - Ancora un italiano sarebbe morto in Ucraina. Dopo che a maggio il fotografo Andrea Rocchelli, 30 anni, era stato ucciso nei pressi di Sloviansk insieme al suo interprete, oggi il vice ministro degli Esteri russo Aleksiei Meshkov ha comunicato che «un operatore italiano della Croce rossa è morto a Donetsk». La Farnesina sta verificando la notizia. 
Da mesi la città, roccaforte dei miliziani separatisti, è presa d’assedio dalle truppe di Kiev. Ieri almeno tre persone sono morte nei bombardamenti contro una scuola e poche ore fa le agenzie Interfax e Ria Novosti hanno riferito di nuovi raid nelle zona di piazza Lenin e via Artiom, in pieno centro. Secondo il Comune di Donetsk, anche un centro commerciale sarebbe stato colpito dai proiettili di artiglieria. Il ministero dell’Interno dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk ha accusato le truppe di Kiev e sostiene che un palazzo di nove piani in via dell’università sarebbe stato raso al suolo.  

sabato 16 agosto 2014

IRAQ; i talebani rapiscono 5 dipendenti della Croce Rossa a Herat

HERAT - I talebani hanno rapito cinque dipendenti del Comitato internazionale della Croce rossa che stavano operando nella provincia occidentale afghana di Herat. La notizia è stata data dall'agenzia di stampa Pajhwok e la conferma è arrivata dal portavoce della Cicr, Rafiullah Stanikzai. I ribelli hanno sequestrato i cinque a Sultan Khan, nel distretto di Adraskan. Il rapimento risale a giovedì.

lunedì 14 ottobre 2013

Siria, liberati 3 dei 6 cooperanti della Croce Rossa rapiti

DAMASCO - Sono stati liberati tre dei sei cooperanti della Croce Rossa e il volontario della Mezzaluna Rossa rapiti in Siria. Lo riferisce la Bbc, che cita il Comitato internazionale della Croce Rossa.
''Confermiamo che il volontario della Mezzaluna Rossa e tre dei sei colleghi della Croce Rossa sono stati rilasciati sani e salvi'', si legge in un tweet di Robert Mardini, responsabile delle operazioni del Comitato internazionale della Croce Rossa in Medio Oriente.
L'organizzazione attende informazioni sugli altri tre cooperanti. I sette erano stati rapiti domenica nei pressi di Saraqib, nella provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale.

Intanto non si arresta la scia di sangue. E' di almeno 27 morti, tra i quali tre bambini, il bilancio dell'esplosione di un'autobomba a Barkush, nella provincia di Idlib. Secondo gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio è destinato ad aggravarsi ulteriormente, a causa delle gravi condizioni in cui versano molti dei circa 90 feriti. Darkush si trova a pochi chilometri dal confine con la Turchia. L'attentato arriva alla vigilia dell'Eid al-Adha, la Festa del sacrificio celebrata dai musulmani.

domenica 13 ottobre 2013

Siria, rapito un gruppo di cooperanti della Croce Rossa Internazionale


DAMASCO -  Un numero imprecisato di cooperanti della Croce Rossa è stato rapito nel nordovest della Siria: lo riferisce l'agenzia di Stato siriana Sana, precisando che il gruppo operava nella zona di Idlib. Si tratta di operatori della Croce Rossa internazionale (Cicr) scrive la Sana citando "fonti ufficiali" e precisando che un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco contro il convoglio della delegazione lungo la strada Sermin-Saraqib. Poi il gruppo è stato sequestrato e preso in ostaggio. Il gruppo sarebbe composto da tre persone. 

lunedì 23 settembre 2013

Nairobi, la Croce Rossa: assalto al Westgate, 69 morti e 63 dispersi (forse ostaggi)


NAIROBI - E' salito a 69 morti accertati e 63 persone disperse il bilancio dell'attacco terroristico contro il centro commerciale Westgate di Nairobi in Kenya. Lo annuncia la Croce rossa keniota. Buona parte dei dispersi potrebbero essere stati presi in ostaggio.

venerdì 2 marzo 2012

Un convoglio della Croce Rossa ha potuto entrare a Homs, città martire della Siria


Case fantasma imbiancate di neve a Homs

DAMASCO - Un convoglio della Croce Rossa è arrivato nella città siriana di Homs ed è destinato a consegnare rifornimenti al quartiere di Baba Amr dopo un mese d'assedio.
La Croce Rossa e Mezzaluna Rossa siriana hanno organizzato un convoglio di sette camion di aiuti e sono anche in programma evacuazione di feriti.
La zona ha subìto pesanti bombardamenti da parte delle forze governative in queste ultime settimane.
L’esercito ribelle siriano (FSA) ha detto che stava lasciando il territorio in un "ritiro tattico».
Delle 100.000 persone che normalmente vivono in Baba Amr solo poche migliaia rimangono, con la FSA che ha spiegato di essersi ritirata per salvare chi rimane ancora lì da una vera e propria aggressione. 
Sta nevicando pesantemente a Homs, e il viaggio del convoglio che trasporta cibo, medicine, coperte, latte per neonati e altre attrezzature procede in modo assai lento.
Nel frattempo, il Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha detto di aver ricevuto segnalazioni di "una serie particolarmente raccapricciante di esecuzioni sommarie" a Homs.
Inoltre  oggi il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto che la Francia sta per chiudere la sua ambasciata a Damasco  in segno di protesta contro la repressione "scandalosa" dal regime del presidente Bashar al-Assad.
Il Primo Ministro britannico David Cameron ha avvertito il governo "criminale" siriano che ci sarà "una resa dei conti per questo regime terribile".
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sabato 25 febbraio 2012

La Croce Rossa non riesce ad evacuare i due giornalisti gravemente feriti a Homs in Siria (dove ne sono morti altri due)


L'appello si You Tube della giornalista ferita: veniteci a prendere

DAMASCO - Una squadra della Croce Rossa ha evacuato 27 persone da un quartiere assediato nella città siriana di Homs, ma a quanto pare non è riuscita a far uscire da due giornalisti occidentali feriti e i corpi di altri due uccisi dai razzi di governo.
Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha spiegato che una squadra locale è entrata nel quartiere assediato di Baba Amr, ma il portavoce Hicham Hassan ha precisato che non era sicuro se i giornalisti stranieri fossero tra di loro.
Un precedente dichiarazione ha detto che sette persone erano state portate all’ospedale  al-Amin  che si trova nelle vicinanze. Non è ancora chiaro dove gli altri sono stati spostati.
Il Ministero degli Esteri siriano ha accusato "gruppi armati" del rifiuto di consegnare i giornalisti e un attivista dell'opposizione nella zona ha detto che i giornalisti non feriti si erano rifiutati di andarsene.
 La giornalista francese Edith Bouvier di Le Figaro e  il fotografo inglese Paul Conroy del Sunday Times avevano chiesto aiuto domenica scorsa per lasciare la città assediata dopo dopo essere stati feriti in un attacco del governo a un improvvisato media center Mercoledì. Il fotografo francese William Daniels, che non è stato ferito, era con il gruppo, così come il giornalista spagnolo Javier Espinosa giornalista.
La corrispondente americana Marie Colvin, del Sunday Times, e il fotografo francese Remi Ochlik erano stati uccisi nello stesso attacco.
Lo sforzo per evacuare i giornalisti e siriani feriti fa parte di una spinta a livello internazionale per portare aiuti alle popolazioni nelle zone più colpite dagli sforzi del regime per reprimere la rivolta contro il regime del presidente Bashar Assad.