venerdì 9 dicembre 2011

Ue, si ricompone la frattura, si smantella il fronte del no. Il nuovo trattato sull'Unione di bilancio sarà sottoscritto a marzo da 26 Paesi. Fuori solo la Gran Bretagna: restiamo nella Ure finché ci serve


BRUXELLES - L'accordo per il nuovo trattato sull'Unione di bilancio sarà firmato a marzo "quasi certamente da 26 stati membri", con la sola esclusione di Gran Bretagna. Lo riferiscono fonti Ue. Il trattato nascerà con un "accordo internazionale", come quello sull'area Schengen.
Lo ha detto il presidente Ue Herman van Rompuy, confermando che "26 stati membri si sono dichiarati pronti ad aderire". 


La mediazione notturna e delle prime ore portata avanti dai Paesi dell'Eurozona ha praticamente 
smantellato il fronte del "no". Tre nuovi paesi membri della Ue si sono aggiunti questa mattina ai 23 che avevano già manifestato l'intenzione di procedere con un nuovo accordo intergovernativo con regole più stringenti. I tre paesi, Repubblica Ceca, Svezia ed Ungheria, devono però attendere l'ok dei propri parlamenti. 


"Faremo per il nuovo patto per l'euro quello che abbiamo fatto per Schengen": lo ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, spiegando che le nuove regole stabilite dal trattato a 26 saranno messe in atto il prima possibile, come avvenne per il Trattato di Schengen.


 "E' nell'interesse nazionale della Gran Bretagna restare nell'Unione europea, ci resteremo finche' ci conviene". Lo ha detto il premier britannico, David Cameron, dopo il no di Londra alla nuova unione fiscale e di bilancio europea. "Conserveremo la nostra influenza al tavolo delle decisioni dell'Unione europea - aggiunge Cameron - nonostante il nostro isolamento al vertice odierno". "La Gran Bretagna - dice ancora Cameron - ha ricevuto assicurazioni dall'Olanda che gli interessi del mercato britannico saranno protetti nell'area euro" .


"Se oggi è nata un'Europa a due velocità è colpa della Gran Bretagna". Ne è sostanzialmente convinto il presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale ha spiegato che è stato a causa delle condizioni "inaccettabili" poste dal premier inglese David Cameron se non si è potuto procedere sulla strada di una riforma dei Trattati a 27.
Il primo ministro inglese si è però detto fiero di aver preso la sua decisione e contento che il suo paese non faccia parte della zona euro. 

 


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