Visualizzazione post con etichetta siria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta siria. Mostra tutti i post

sabato 4 luglio 2015

Attivista bergamasco ferito dalla polizia curda mentre tenta di entrare in SIRIA


BERGAMO, 4 luglio - Un 23enne bergamasco, Alessandro De Ponte, è stato fermato e ferito dalla polizia giovedì mentre dal Kurdistan iracheno cercava di entrare in Siria. Le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita. Attivista del collettivo di sinistra antagonista "Tana libera tutti", De Ponte sarebbe partito dall'Italia a fine aprile con la scusa di una vacanza studio in Turchia, ma da allora non ha più fatto ritorno. Secondo quanto riporta "Il Corriere della Sera", il giovane era partito proprio con l'idea di raggiungere il Kurdistan iracheno, forse per portare aiuti. Per riuscirvi sarebbe passato da una zona della Siria dove si concentrano intensi combattimenti tra le milizie dell'Isis e quelle curde. Forse cercando di riattraversare il confine per raggiungere altre aree in mano ai curdi, sarebbe stato ferito e fermato.
Da fine aprile di De Ponte si erano perse le tracce fino a giovedì pomeriggio quando la famiglia ha saputo dell'accaduto. Il giovane, stando alle frammentarie notizie arrivate in Italia, sarebbe stato ferito a un braccio e trasportato in un ospedale, forse quello di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno.

domenica 29 marzo 2015

L’Isis decapita 8 soldati siriani. I coltelli consegnati ai boia da un bambino



HAMA (Siria) - Otto soldati siriani, che erano stati catturati nella provincia nord-occidentale di Hama, sono stati decapitati dall'Isis. In un nuovo video shock viene mostrato un bambino che consegna coltelli agli jihadisti prima dell'esecuzione. Lo riferisce il Site. Nel filmato i soldati indossano delle tute arancioni. Sarebbero stati uccisi "in quanto musulmani sciiti".

giovedì 26 febbraio 2015

L'ISIS uccide 15 ostaggi cristiani rapiti in SIRIA e prepara un'esecuzione di massa

DAMASCO, 26 febbraio - L'Isis ha ucciso i primi cristiani rapiti in Siria, nel governatorato di Hassake, al confine Nord-orientale con l'Iraq. L'archimandrita Emanuel Youkhana, che lunedì scorso riferì del rapimento, dà notizia ad Aiuto alla Chiesa dell'uccisione di 15 persone fra gli ostaggi: "Molti di loro - afferma Youkhana - stavano difendendo i loro villaggi e le loro famiglie". Nel villaggio di Tel Hormidz una donna è stata decapitata, mentre due uomini sono stati uccisi con colpi di arma da fuoco. Per ora non ci sono informazioni circa le esecuzioni subite dalle altre dodici vittime. L'archimandrita Youkhana, inoltre, informa che il numero dei rapiti è salito a circa 350. Oltre alle centinaia di persone menzionate la volta scorsa, parliamo di altri 80 abitanti del villaggio di Tel Jazira, 21 di Tel Gouran, 5 di Tel Feytha e 3 di Qabir Shamiya. Quasi tutti sono tenuti ostaggio nel villaggio sunnita di Um Al-Masamier. Altre 51 famiglie, "con circa 5 componenti a testa", come riferisce Youkhana, sono state rapite a Tel Shamiram; ma di queste non si conosce la posizione precisa: "Non sappiamo - continua l'Archimandrita - dove siano tenute in ostaggio. È probabile che siano stati portati nella regione del Monte Abdul Aziz, controllata dallo Stato Islamico". Una fonte non confermata riferisce che si prepara, per venerdì 27 febbraio, un'esecuzione di massa nella Moschea di Bab Alfaraj, villaggio sunnita della zona. Nei 35 villaggi cristiano-assiri non è rimasto più nessuno: coloro che sono riusciti a scappare lo hanno fatto verso la regione di Hassake o verso Qamishli: "Le famiglie sfollate - riferisce Youkhana - sono 800 ad Hassake e 175 nel Qamishli".

Quaranta le donna AUSTRALIANE fuggite in Siria e Iraq con l'ISIS


CANBERRA, 26 febbraio - Decine di donne australiane, circa 40, fra cui le cosiddette "spose jihad", si sono recate segretamente in Iraq e in Siria per unirsi a gruppi terroristici. "Un numero crescente di giovani donne si unisce all'Isis, nonostante vengano usate come schiave del sesso e in alcuni casi come kamikaze", ha riferito in Parlamento il ministro degli Esteri Julie Bishop. "Raggiungono i mariti combattenti stranieri e cercano di trovare un partner", ha detto.

venerdì 20 febbraio 2015

LONDRA, tre ragazze di 15 anni fuggono in Turchia per raggiungere l’Isis in Siria

Le tre ragazze all'aeroporto di Gatwick
LONDRA, 20 febbraio - La polizia ha lanciato un appello urgente alla ricerca di tre studentesse quindicenni scomparse e dirette in Siria attraverso la Turchia per aderire all’Isis.
Le tre compagne di scuola della East London Bethnal Green, di età da 15 a 16 anni, hanno lasciato le loro case prima delle 8:00 ora locali di martedì per l'aeroporto di Gatwick a Londra, dove si sono imbarcate su un volo della Turkis Airlines e per tentare poi il passaggio in Siria.

"Stiamo cercando di contattare le ragazze con i media turchi e i social media", ha detto il comandante Richard Walton, "nella speranza che secontano i nostri messaggi, ascoltino le nostre preoccupazioni per la loro sicurezza e abbiano il coraggio di tornare alle loro famiglie che sono così preoccupate per loro. "

lunedì 26 gennaio 2015

SIRIA, i combattenti curdi cacciano l’Isis da Kobane

                                                                                                                                                                                     Da Twitter
KOBANE (Siria) - I combattenti curdi hanno ripreso la città di Kobane dopo 4 mesi di scontri con i miliziani dell'Isis. A dare la notizia è l'Osservatorio siriano per i diritti umani, che segnala sporadici combattimenti in due sobborghi, dove c'è una residua presenza dei jihadisti. Gli attivisti pubblicano su Twitter le foto della bandiera curda sulla collina di Kobane.  combattenti curdi, guidati da Mahmoud Barkhadan, sono avanzati sin nei sobborghi di Kani Erban e Maqtalah. 
Le forze anti-Isis hanno conquistato il "90% di Kobane", precisa l'Osservatorio, mentre i miliziani jihadisti ancora asserragliati in città - tra i quali ci sarebbero molti minorenni - si trovano in due aree, nella periferia orientale.

Da metà settembre a oggi, si stima vi siano stati oltre 1.600 morti nei combattimenti, mentre circa l'80% dei raid della Coalizione si sono concentrati proprio sull'area di Kobane.

venerdì 2 gennaio 2015

SIRIA, ucciso dall’Isis il pilota giordano. Fallita la spedizione per liberarlo


La cattura del pilota giordano
DAMASCO, 2 gennaio - E’ stato ucciso nelle ultime ore Muadh Kassasbe, il pilota giordano catturato nei giorni scorsi dai miliziani dello Stato islamico (Isis) a nord della Siria. Lo riferisce la tv satellitare siro-iraniana al Mayadin, citando fonti locali. L'informazione non è al momento verificabile in maniera indipendente. Diversi velivoli della Coalizione internazionale anti-Isis erano stati impiegati la scorsa notte nel tentativo di liberare il pilota giordano. I velivoli della Coalizione sono stati investiti dal fuoco della contraerea jihadista e sono stati costretti ad abbandonare la missione. E l’ostaggio è stato ucciso.

sabato 27 dicembre 2014

AL QAEDA in Siria respinge il piano Onu per “congelare il conflitto”


DAMASCO - L’ala di Al Qaeda in Siria, la principale forza militare anti-regime e anti-ribelli moderati, si è rivolta all'inviato dell'Onu Staffan De Mistura, rigettando il suo "piano per congelare il conflitto" a partire da Aleppo. In un comunicato, la Jahbat an Nusra si è rivolta esplicitamente al diplomatico italo-svedese: "Non devierete la nostra missione di proteggere gli oppressi in Siria. Proseguiremo il nostro jihad fino alla vittoria o sarà il martirio".

martedì 23 dicembre 2014

SIRIA, i raid Usa hanno ucciso 1000 jihadisti in tre mesi




DAMASCO - Oltre un migliaio di jihadisti sono stati uccisi dai raid della coalizione a guida Usa sulla Siria in tre mesi. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo. Dall'inizio dei raid, il 23 settembre, precisa la Ong, "almeno 1.171 persone sono state uccise dai raid arabi e internazionali sulla Siria, di cui 1.119 sono jihadisti dello Stato islamico e del Fronte al Nusra".

venerdì 19 dicembre 2014

SIRIA: "padre Dall’Oglio è vivo ed è in un carcere dell’Isis"



ALEPPO (Siria) - Padre Paolo Dall'Oglio è vivo e si trova in un carcere dell'Isis tra Raqqa e Aleppo, nel nord della Siria. Lo hanno detto fonti attendibili di Raqqa, interpellate dall'Ansa. La notizia sarebbe stata confermata da un ex detenuto nella prigione, liberato due settimane fa. L'uomo ha affermato di aver sentito dai suoi carcerieri che Dall'Oglio è stato trasferito nella prigione di Tabqa, al confine tra la regione di Raqqa e quella di Aleppo. Anche il presidente dell'Osservatorio siriano per i Diritti umani, Rami Abdel Rahaman, ha confermato la "voce" su Dall'Oglio, affermando al contempo di "non avere alcuna notizia" riguardo le due giovani italiane Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, rapite anche loro in Siria quasi sei mesi fa mentre seguivano progetti umanitari ad Aleppo. "Abbiamo inoltrato da tempo la richiesta di una prova ai suoi rapitori - ha dichiarato Rahaman - ad esempio un video del religioso, ma non ci è mai stato consegnato alcunché".

lunedì 17 novembre 2014

Uno studente di medicina inglese e un francese tra i boia dell’ISIS autori della decapitazione di 17 soldati siriani

Nel cerchio rosso Nasser Muthane (anche nel riquadro) è vicino al boia "John", vestito di mero
LONDRA Uno studente britannico di medicina sarebbe tra i jihadisti dell'Isis che hanno ucciso a sangue freddo 17 soldati ostaggi dello Stato islamico. Secondo il Daily Mail, si chiama Nasser Muthana, 20 anni, e lo avrebbe riconosciuto il padre dal video dell'esecuzione pubblicato su YouTube.  Nel video dell'esecuzione di gruppo, Nasser, originario di Cardiff, appare di fianco a 'Jihadista John', il miliziano dall'accento inglese ritenuto l'esecutore delle decapitazioni di cinque ostaggi occidentali, l'ultimo dei quali è stato l'americano Peter Kassig. ''Non sono del tutto certo ma assomiglia proprio a lui - ha detto Ahmed, il padre di Nasser Muthana - Deve temere Allah per aver ucciso persone''. ''Non lo perdonerò - ha aggiunto il padre - deve essere malato di mente''

E' ''molto probabile" che fra i "boia" dell'Isis protagonisti delle ultime decapitazioni ci sia anche un francese. Lo ha detto questa mattina il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. ll "boia" francese sarebbe Maxime Hauchard, 22 anni, nato in Normandia e convertito all'islam prima di partire, nell'agosto 2013, verso la Siria. Prima di questa esperienza, Hauchard avrebbe soggiornato in Mauritania nel 2012. "Al di là della condanna di questi innominabili crimini - ha detto Cazeneuve - lancio un appello solenne e con la massima gravità a tutti i nostri compatrioti e soprattutto ai giovani, che sono l'obiettivo privilegiato della propaganda terroristica, affinché aprano gli occhi sulla terribile realtà delle azioni di Daesch e dei gruppi affiliati, che schiavizzano, martirizzano e uccidono".

lunedì 10 novembre 2014

DAMASCO, uccisi 5 ingegneri nucleari


DAMASCO - Cinque ingegneri nucleari, la cui nazionalità non è stata resa nota, sono stati uccisi a Damasco mentre erano a bordo di un pullman. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). L'episodio è avvenuto a Barze, quartiere periferico nella parte nord della capitale. I cinque ingegneri lavoravano a un Centro di ricerche scientifiche, termine solitamente usato per indicare gli istituti diretti dal ministero della Difesa.

giovedì 6 novembre 2014

SIRIA, aerei Usa bombardano gruppo legato ad al-Qaeda: pianificava attacchi all’Occidente

Militanti di Khorasan
DAMASCO - L'esercito americano ha annunciato di aver effettuato attacchi aerei contro il gruppo di Khorasan, emanazione di Al Qaeda, nel nord-ovest della Siria vicino alla città di Sarmada.
Gli Stati Uniti ha colpito cinque obiettivi legati al gruppo, tra cui diversi veicoli ed edifici, vicino al confine con la Turchia.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani con sede a Londra, che monitora le violenze, ha detto che molti militanti e due bambini erano morti durante l'attacco.
E 'la seconda volta che gli attacchi degli Stati Uniti prendono di mira il Khorasan Group, accusato  di aver pianificato attacchi contro gli Stati Uniti e l'Europa.

Poco di diverso si sa su Khorasan rispetto alle informazioni rilasciate da funzionari degli Stati Uniti. Pare che il gruppo stesse usando la Siria come base per attaccare l'Occidente, piuttosto che per cercare di rovesciare il presidente siriano Bashar al-Assad o per aiutare il popolo siriano. E’ un gruppo piccolo, di circa 50 elementi, ma molto ben addestrati ed armati.

Il bombardamento è avvenuto vicino alla città di Sarmada, sul confine con la Turchia

martedì 14 ottobre 2014

Rimossa la BANDIERA dell’Isis dalla collina di Kobane

Prima e dopo
KOBANE - La bandiera nera dell'Isis che miliziani jihadisti avevano issato alcuni giorni fa sulla collina di Tel Shahir, alle porte di Kobane, nel nord della Siria, è stata rimossa. Lo testimoniano foto circolate oggi su Twitter, mentre fonti locali confermano che i curdi del Ypg sono riusciti a respingere le forze Isis di circa 4 km verso est. Esecuzioni sommarie dell'Isis. L'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) sottolinea tuttavia che i combattimenti continuano in alcune aree della citta'.

Quarantasei persone sono state vittima di esecuzioni perpetrate nelle ultime 48 ore dai jihadisti dello Stato islamico (Isis) a Mosul, in Iraq. Lo riferiscono fonti della seconda città irachena conquistata dall'Isis. Citate dal quotidiano panarabo al Arabi al Jadid, edito a Beirut con fondi del Qatar, le fonti affermano che 12 vittime erano siriani accusati di "spionaggio" in favore della Coalizione anti-Isis.

domenica 12 ottobre 2014

RAGAZZINE austriache di 17 e 15 anni vanno in Siria per la “guerra santa” con l’lsis. Disperate e incinte, vorrebbero ora tornare


Le due ragazze austriache Samra Kesinovic (a sinistra), 17 anni, e l'amica Sabina Selimovic (a destra), 15.

BAGHDAD -  Due ragazzine austriache ha ottenuto troppo di quello che si aspettavano, quando hanno abbandonato le loro case e le famiglie per diventare "ragazze-manifesto" dei terroristi ISIS, e ora vogliono disperatamente tornare a casaA Samra Kesinovic, 17 e amica Sabina Selimovic, 15, piacerebbe sicurasmente premere il pulsante Annulla per gli ultimi sei mesi, durante i quali hanno scambiato la loro comoda esistenza in Europa per una vita (pessima) con i terroristi.
Le ragazzi dovrebbero essere sposate, in avanzato stato di gravidanza e vivere nella città dell'Isis di Raqqa, nel nord della Siria.
In aprile se ne erando andate ai loro genitori avevano lasciato una nota che diceva: "Non preoccupatevi per noi. Noi serviremo Allah, e moriremo per lui ".
Per settimane, su account di social-media che si ritiene appartenessero alle ragazze erano state postate immagini e informazioni che sembravano suggerire che le due godessero di vivere una vita di terrore.
gravidanza adolescenti austriache in Iside Noi ve fatto un errore enorme incinte ragazzi austriaci in ISIS: Abbiamo fatto un errore enormeLe immagini mostravano le due ragazze sorridenti e indossando il loro nuovo abito musulmano, a volte affiancate da combattenti armati. Alcune delle immagini sembravano mostrare le ragazze che trasportavano armi.
Ma le autorità in Austria dicono che era tutto un piano elaborato dell'Isis per convincere il mondo che le due volevano essere le ragazze manifesto per la jihad in Siria.
Alcune delle immagini possono essere state addirittura falsificate, tra cui alcune che sono state prese anni prima di altre donne e poi ripostate sui ragazze pagine dei social-media delle ragazze. Le due ragazze, a quanto pare, sono state attratte verso l' Isis dalla propaganda predicata in una moschea locale. Gli iman le avevano convinte che l'unico modo per conoscere la vera pace era andare in Siria e prendere parte alla guerra santa, hanno detto i funzionari.
Ora Kesinovic e Selimovic ne hanno avuto abbastanza e sono desiderose di tornare alle loro famiglie.  Le ragazze sono riuscita far arrivare il messaggio:  vogliono tornare a casa, anche se non se la sentono di fuggire perché hanno finalmente compreso la ferocia dell'Isis. Il portavoce del ministero degli Interni austriaco Karl-Heinz Grundboeck. "Una volta se ne sono andate, sarà quasi impossibile riuscire a farle tornare".
Kesinovic e Selimovic sono tra lo stuolo di donne che l'Isis ha reclutato da tutto il mondo. Anche se la rigida interpretazione della legge islamica limita il posto della donna in quella società, sono spesso reclutate in ruoli di supporto vitale attraverso campagne di social-media aggressivi che promettono mariti jihadisti devoti.
Nel mese di maggio, a 16 anni, le sorelle gemelle britanniche hanno seguito il loro fratello maggiore in Siria e hanno sposato due jihadisti, secondo il Daily Mail di Londra.
Una ragazza francese di nome Nora, 15 anni,  figlia di immigrati marocchini, è stata attirata in Siria attraverso Facebook, secondo suo fratello Foad. Poi ha fatto sapere che voleva tornare a casa e Foad è andato in Siria, ma non gli è stato permesso di ripartire con lei. "Non appena riescono a intrappolare una ragazza, fanno tutto il possibile per trattenerla", ha detto Foad. "Le ragazze non sono lì per il combattimento, solo per il matrimonio ei figli. Macchine di riproduzione. "

mercoledì 8 ottobre 2014

KOBANE (Siria): bombardati, si ritirano (per ora) i miliziani Isis

I bombardamenti su Kobane mettono in difficoltà l'Isis
KOBANE (Siria) - I militanti Isis si starebbero ritirando, secondo gli attivisti, nelle prime ore di oggi dalle parti di Kobane, città  sul confine siriano settentrionale che avevano conquistato ieri.
A causa degli attacchi aerei internazionali gli Isis hanno lasciato il quartiere orientale e quello  sul bordo sud-occidentale della città, ma erano ancora in città, ha detto il capo dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman. Il  ritiro è stato causato dagli attacchi aerei sulle loro posizioni. E’ ora in corso un’offensiva delle milizie curde.

L'attivista curdo e giornalista Mustapha Ebdi segnala che, le strade del quartiere Maktala nel sudest di Kobane sono "piene di cadaveri" di combattenti Isis. Avverte anche che la situazione umanitaria per le centinaia di civili rimasti in città è molto difficile.


sabato 4 ottobre 2014

SIRIA: identificato da un blogger il luogo delle decapitazioni

Le coline a sud di Raqqa dove avvengono le esecuzioni
RAQQA (SIRIA) - Le colline del massacro "sono quelle a sud di Raqqa": ne è convinto il blogger Eliot Higgins, che su Bellingcat.com ha confrontato video e foto satellitari, in particolare per l’esecuzione dell’inglese Foley. 

Secondo la geolocalizzazione, documentata con le immagini, le decapitazioni avvengono sulle colline a sud della città siriana. Sarebbe qui che l'Isis avrebbe ucciso i quattro ostaggi: James Foley, Steve Sotloff, David Haynes e Alan Henning.

venerdì 3 ottobre 2014

SIRIA, l’Isis alla periferia di Kobane, sul confine turco


ANKARA - I miliziani jihadisti dello Stato islamico (Isis) sono entrati nella zona sudovest di Kobane, in Siria a ridosso del confine con la Turchia. Lo riferisce la Cnn in arabo citando fonti curde. Un corrispondente dell'emittente al confine parla di scambi di armi automatiche nella zona e bombardamenti sulla zona est.

La Turchia farà "tutto il possibile" per impedire che i jihadisti dell'Isis conquistino la città siriana di Kobane, al confine con la Turchia. Lo ha assicurato il premier turco Ahmet Davutoglu. "Abbiamo teso la mano ai nostri fratelli di Kobane", ha aggiunto in un'intervista al canale Haber-Atv, dopo che ieri sera il parlamento turco ha dato il suo via libera all'invio di truppe contro l'Isis in Siria e in Iraq.

mercoledì 1 ottobre 2014

HOMS (Siria): due kamikaze si fanno esplodere davanti a una scuola, 30 bambini uccisi

HOMS- Gli effetti dell'esplosione davanti alla scuola
DAMASCO - E' di 39 morti, tra cui 30 bambini, e almeno 76 feriti il bilancio del doppio attentato che ha colpito la città siriana di Homs. Lo riportano l'Osservatorio siriano dei diritti umani e l'agenzia Sana. A causare la strage sono state due autobombe, azionate da terroristi suicidi. Uno dei kamikaze si è fatto saltare in aria vicino a una scuola nel rione di Akrama, abitato prevalentemente da alawiti fedeli al governo Assad, l’altro ha fatto saltare un’auto parcheggiata davanti alla scuola stessa. 
A Homs il governatore Talal Barazzi ha descritto l'attacco come un "atto terroristico e un tentativo disperato che aveva come obiettivo i bambini della scuola". Le esplosioni sono infatti avvenute mentre i bambini lasciavano la scuola primaria Ekremah al-Makhzoumi. La prima esplosione è stata da un'autobomba parcheggiata e fatta esplodere davanti alla scuola; pochi minuti seguita un kamikaze ha fatto esplodere la sua auto carica di esplosivo che stava guidando. . 

Non ci sono state finora rivendicazioni.

sabato 27 settembre 2014

AEREI USA bombardano i militanti Isis che attaccano la città di Kobane sul confine turco in Siria

Un carro dei militanti sulle alture attorno a Kobane

DAMASCO - I combattenti dell’Isis che assediano la città siriana di Kobane al confine con la Turchia sono stati presi di mira da attacchi aerei delle forze Usa e degli alleati, mentre i combatenti curdi tentato di difendere la città dagli assalti dei militanti isilamici.
Kobane è diventato un punto di infiammabilità durante la scorsa settimana:  si stima che 140.000 civili siano fuggiti dalla zona della città e dintorni, attraversando il vicino confine turco. La situazione è tesa, con le truppe turche che cercano di impedire a curdi turchi e siriani di attraversare il confine per andare a difendere la città.
Durante la notte, il capo delle forze armate degli Stati Uniti ha detto che gli attacchi aerei in Siria stanno danneggiando il gruppo jihadista, ma  che da soli non sono sufficienti a sconfiggere i militanti.
Venerdì scorso il Regno Unito è stato l'ultimo Paese ad aderire alla coalizione guidata dagli Stati Uniti contro l'ISIS, che controlla ampie fasce di Siria e Iraq dopo rapidi progressi in estate. Parlamentari hanno votato a grande maggioranza a favore di attacchi aerei in Iraq, ma non in Siria.
Caccia francesi stanno già prendendo parte ad attacchi in Iraq con il Belgio e i Paesi Bassi impegnando ogni sei F-16  e la Danimarca  sette.

Circa 40 paesi, tra cui alcuni dal Medio Oriente, hanno aderito alla coalizione guidata dagli Stati Uniti contro l'IS. I Paesi europei hanno finora solo accettato di colpire obiettivi in Iraq, dove il governo ha espressamente chiesto aiuto, mentre aerei americani hanno attaccato obiettivi anche in Siria orientale, compresi gli impianti petroliferi. Diversi alleati arabi degli Stati Uniti - Bahrain, Giordania, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti - hanno "partecipato o sostenuto" i bombardamenti.