ROMA, 29 aprile - Prima prova di forza per Matteo Renzi in Aula alla Camera. Nel primo pomeriggio si vota la prima delle tre fiduce chieste dal governo sull'Italicum. Il partito è scosso e la minoranza Dem sulle barricate insieme all'opposizione. Diversi big del Pd non parteciperanno al voto e l'ex segretario Pier Luigi Bersani attacca: "Si ricordano degli ex leader per chiedere loro la fiducia solo quando si tratta di fiduce, non quando ti rimuovono dalla commissione". "Sulla legge elettorale - dice Renzi - sono giorni di polemica e discussione. Rispetto le posizioni di tutti e di ciascuno. Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere. Siamo qui per cambiare l'Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà".
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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mercoledì 29 aprile 2015
martedì 28 aprile 2015
CAMERA, Renzi pone la fiducia sull’Italicum. E’ bagarre
ROMA, 28 aprile - Matteo Renzi sfida il Parlamento e dopo che il governo ha chiesto la fiducia sull'Italicum scrive su twitter: "La Camera ha il diritto di mandarmi a casa se vuole: la fiducia serve a questo. Finchè sto qui, provo a cambiare l'Italia". La richiesta di fiducia arriva dopo che la riforma ha superato indenne il primo scoglio del voto a scrutunio segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità. "Ci prendiamo le nostre responsabilità", twitta Renzi. Ma l'opposizione è sulle barricate e protesta in Aula. Dai banchi M5S scoppiano le urla "Fascisti!". Maurizio Bianconi di Fi urla "Vergogna!" ed è richiamato all'ordine dalla presidente Boldrini che fatica non poco a mantenere l'ordine.
La tensione in Aula è alle stelle. "Non consentiremo - attacca Renato Brunetta - il fascismo renziano. Faremo di tutto per impedirlo, dentro e fuori questa Aula. Non consentiremo che questa Aula sia ridotta a un bivacco di manipoli renziani". Lancio di crisantemi gialli da parte dei deputati di Sel in Aula alla Camera. "E' il funerale della democrazia", ha detto il capogruppo Arturo Scotto dopo la richiesta della fiducia.
Bersani, è in gioco democrazia - "Non avevo dubbi che avrebbero messo la fiducia. Qui il governo non c'entra niente, è in gioco una cosuccia che si chiama democrazia. Ora decideremo insieme che fare e poi deciderò io perchè ognuno deve assumersi le sue responsabilità".
lunedì 27 aprile 2015
RENZI, sull'Italicum "è in ballo la dignità del Pd"
ROMA, 27 aprile - Matteo Renzi sfida le opposizioni e il proprio partito nel giorno in cui l'Italicum approda in Aula. E in una lettera aperta ai circoli Dem invita alla responsabilità e avverte: sulla riforma "è in ballo la dignità del Pd". "Possono mandarci a casa - dice - ma non fermare il cambiamento". Lo scontro finale sull'Italicum va - dunque - 'ufficialmente' in scena. Aula, comunque, semi-vuota, per la discussione generale e 'solo' in 20 gli iscritti a parlare in questa prima fase di esame del provvedimento. Forza Italia conferma che in Aula, sull'Italicum, presenterà tre questioni di pregiudizialità, una di costituzionalità, una di merito e una richiesta di sospensiva della legge elettorale. Sulle prime due questioni FI chiederà voto segreto.
"Sulle pregiudiziali mi pare che non ci sia la volontà di ricorrere alla fiducia domani". Lo afferma il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, a margine di un seminario organizzato dai Dem per i 10 anni delle primarie.
"Dignità è un concetto profondo ed è offensivo usarlo a fini di polemica interna. Nessuno può dire che chi esprime un'opinione diversa colpisce la dignità di una comunità come il Pd": è quanto si legge in un documento di Sinistra Dem, la componente di Gianni Cuperlo, in cui si afferma che "una mediazione è ancora possibile". "In quella lettera - prosegue il documento - il segretario sostiene che chiunque avanza una proposta di miglioramento dell'Italicum vuole azzerare le riforme e colpire il cambiamento. Ma questo è falso. Noi vogliamo le riforme e vogliamo quel cambiamento che proprio certe sordità in questo passaggio rischiano di mettere in crisi. Abbiamo mostrato coi fatti che l'unità del Pd la pratichiamo", come si è visto in precedenti passaggi parlamentari. "Ma oltre ai diritti - si legge ancora - esistono dei doveri di coerenza quando in gioco entrano principi che riguardano la qualità della democrazia. Per parte nostra vogliamo unire e cambiare nel verso giusto". Sinistra Dem afferma poi che "colpisce la sottovalutazione del danno che deriverebbe al governo e al Pd da una rottura. E' ancora possibile correggere l'equilibrio del sistema - insiste il documento - che nascerà dalla doppia riforma (della Costituzione e della legge elettorale). Ad esempio rivedendo composizione e funzioni del Senato, scegliendo la via di una vera Camera delle Regioni. Questo implicherebbe anche una revisione dei contrappesi necessari a fronte di una legge elettorale che cambia la forma di governo nella direzione di un premierato forte". "Senza queste e altre correzioni - prosegue il documento - lo spostamento del potere legislativo dal Parlamento al Governo è destinato a produrre uno squilibrio. Naturalmente si dovrebbe garantire una coincidenza dei tempi tra l'entrata in vigore della nuova legge elettorale e il completamento della riforma costituzionale. Sono proposte ragionevoli. Una mediazione è ancora possibile, ma servono volontà, coraggio e parole scolpite".
sabato 25 aprile 2015
RENZI: se non passa l'Italicum, governo a casa
ROMA, 25 aprile - Il premier Matteo Renzi, ieri a Otto e mezzo ha detto: "Se non passa l'Italicum, credo proprio che il governo cade. Se il governo, nato per fare le cose, viene messo sotto allora vuol dire che i parlamentari dicono: andate a casa. Non sono per tenere la poltrona aggrappata alle terga".
Ma ha subito aggiunto: "Credo che faranno passare l'Italicum, perché la legge elettorale sta in un pacchetto di proposte che abbiamo avanzato in varie occasioni e discusso. Ora che facciamo, facciamo finta di niente? Possono mandarmi a casa ma non fermarmi". Il premier non crede che "il Pd si spaccherà, abbiamo detto che si rispetta il volere della maggioranza. Democrazia è dove si vota e si decide a maggioranza, se no è anarchia". E, a proposito della richiesta del voto di fiducia, ha replicato: "Decideremo martedì".
Ma ha subito aggiunto: "Credo che faranno passare l'Italicum, perché la legge elettorale sta in un pacchetto di proposte che abbiamo avanzato in varie occasioni e discusso. Ora che facciamo, facciamo finta di niente? Possono mandarmi a casa ma non fermarmi". Il premier non crede che "il Pd si spaccherà, abbiamo detto che si rispetta il volere della maggioranza. Democrazia è dove si vota e si decide a maggioranza, se no è anarchia". E, a proposito della richiesta del voto di fiducia, ha replicato: "Decideremo martedì".
mercoledì 21 gennaio 2015
L'ITALICUM avanza in Senato. Incontro ok tra Berlusconi e Alfano sul Quirinale
ROMA, 21 gennaio - L'Italicum avanza al Senato. L'Aula ha dato il via libera all'emendamento Esposito, il cosiddetto "super canguro" che di fatto taglia tutte le altre proposte di modifica contrarie, con 175 si, 110 no e due astenuti. Con il via libera all'emendamento Esposito cadono di fatto "35 mila proposte di modifica" delle 47mila presentate alla legge elettorale. Lo afferma Calderoli in Aula. E nell'emiciclo esplode la protesta dei 5 stelle. "Dei 35mila erano quasi tutti miei" chiosa Calderoli rispondendo al M5S. L'Aula del Senato ha anche bocciato entrambi gli emendamenti Gotor alla legge elettorale. Il primo, bocciato con 170 no, proponeva di modificare la proporzione tra nominati ed eletti con il sistema delle preferenze, a favore di questi ultimi. I sì sono stati 116, 5 le astensioni. Il secondo, respinto con 168 no, 108 sì e 3 astensioni, proponeva fra le altre modifiche correzioni al capitolo dei capilista, sempre a favore del sistema delle preferenze.
"Abbiamo deciso tre cose: la prima è che indicheremo un candidato al Quirinale comune al Pd e a Renzi. Faremo insieme sempre una valutazione comune sui candidati che ci propongono loro e da subito mettiamo in comunicazione i nostri gruppi per organizzare il lavoro". Lo ha detto Angelino Alfano al termine del vertice con Silvio Berlusconi e il gruppo Area Popolare (composto da Ncd e Udc). L'incontro "è andato bene", ha commentato il leader di Forza Italia.
RENZI: sull'Italicum "non si molla di un centimetro"
DAVOS, 21 gennaio - Il premier italiano Matteo Renzi, da Davos, dove si trova per il World Economic Forum, commenta lo scontro sull'Italicum al Senato. "Di fatto il percorso di cambiamento che l'Italia ha iniziato sta continuando - ha detto prima di entrare al Forum -, è giusto che sia così e noi non ci fermiamo. Poi ci sono polemiche, discussioni, è normale, ma non si molla di un centimetro". "Abbiamo promesso agli italiani che avremmo restituito orgoglio, speranza e onore al nostro Paese, lo stiamo facendo" ha continuato Renzi prima di recarsi, a piedi, nel Congress Centre del Forum di Davos, dove in mattinata è atteso un suo discorso sulle leadership del cambiamento.
Il presidente del Consiglio ha ricordato come anche martedì, nonostante le polemiche sulla legge elettorale, il lavoro sulle riforme non sia stato bloccato dall'impasse. "Le commissioni" in Parlamento "vanno avanti, si è discusso sulla Pubblica Amministrazione" ad esempio, ha spiegato Renzi ribadendo come, "di fatto il percorso di cambiamento che l'Italia ha iniziato sta continuando, è giusto e doveroso che sia così".
Il presidente del Consiglio ha ricordato come anche martedì, nonostante le polemiche sulla legge elettorale, il lavoro sulle riforme non sia stato bloccato dall'impasse. "Le commissioni" in Parlamento "vanno avanti, si è discusso sulla Pubblica Amministrazione" ad esempio, ha spiegato Renzi ribadendo come, "di fatto il percorso di cambiamento che l'Italia ha iniziato sta continuando, è giusto e doveroso che sia così".
martedì 20 gennaio 2015
ITALICUM, 71 sì e un astenuto nell'assemblea Pd. Ma la minoranza se ne è andata
ROMA, 20 gennaio - Nessun no e un solo astenuto. E' il risultato del voto dell'assemblea Pd sulla relazione del premier Matteo Renzi sulla legge elettorale, dopo che i senatori della minoranza hanno deciso di non partecipare alla votazione. La maggioranza assoluta del gruppo ha approvato quindi la linea indicata dal segretario che aveva proposto di adottare il "testo Esposito" che con un emendamento recepisce l'intero accordo di maggioranza.
Sono stati 71 i senatori del Pd che hanno votato sì: si è astenuto solo Lodovico Sonego. Gli esponenti della minoranza non hanno partecipato al voto, mentre Vannino Chiti ha lasciato la sala. Qui, all'inizio dell'Assemblea erano presenti 102 senatori, mentre al momento in cui si è votato erano in 90.
Renzi: soddisfatto del voto - Non ha nascosto la sua soddisfazione, lasciando il Senato, il premier. "Molto", è stata la sintetica risposta a chi gli domandava se fosse soddisfatto del risultato del voto del gruppo Pd.
La Boschi: "La minoranza si adegui, ma noi abbiamo i numeri" -"Penso che sia legittimo dare battaglia in base alle proprie convinzioni, anche io l'ho fatto quando ero in minoranza. Ma ora l'assemblea del gruppo a maggioranza si è espressa a favore dell'Italicum e io spero che in aula la minoranza si adegui". Così il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che spiega come comunque sull'Italicum "c'è un accordo piu' ampio della maggioranza, anche perché abbiamo accolto le richieste dei partiti di opposizione, anche del M5s".
Ma i Cinquestelle non ci stanno - Nonostante il ministro Boschi abbia loro strizzato l'occhio, i grillini non ci stanno. E fanno sapere che sia alla Camera sia al Senato "il Movimento 5 Stelle è pronto ad assumere scelte e a porre in essere qualunque iniziativa per impedire l'approvazione di una legge irricevibile e che l'Italia non merita".
Berlusconi: "Teniamo fede al patto del Nazareno" - Bisogna tenere fede al patto del Nazareno, votando sì all'emendamento Esposito. E' quanto avrebbe detto Silvio Berlusconi nel corso della riunione con i senatori di Forza Italia. La proposta vede però contraria la fronda azzurra: il gruppo dei senatori ha votato a favore della proposta, ma i 20 dissidenti (7 del gruppo Gal e 13 di Fi) hanno votato contro. E per il leader dei frondisti, Raffaele Fitto, "Berlusconi fa un errore madornale. Forza Italia sta facendo il soccorso azzurro a Renzi e al suo governo. Noi continueremo a fare battaglia dentro il partito contro questa posizione inaccettabile. Votare il subemendamento Esposito è un suicidio per Fi".
Gotor: "Renzi la voti con Verdini e Berlusconi" - Non sono mancate poi le polemiche. "Con i capilista bloccati noi non voteremo l'Italiacum. Vorrà dire che Renzi lo approverà con il voto di Verdini e Berlusconi", ha spiegato il senatore bersaniano Miguel Gotor, primo firmatario dell'emendamento della minoranza Pd che eliminava i capilista bloccati.
Gli ex M5s con Gotor - Alla linea di Gotor aderiscono anche i dissidenti ex M5s, il cui coordinamento, annunciando il voto agli emendamenti del senatore bersaniano, spiegano come "quella dei capilista bloccati è una stortura inaccettabile sia per i cittadini, che rischiano di vedere compromesso il loro sacrosanto diritto di voto, sia per gli stessi futuri candidati al Parlamento, che diventano vittime di disuguaglianze pesanti".
Sono stati 71 i senatori del Pd che hanno votato sì: si è astenuto solo Lodovico Sonego. Gli esponenti della minoranza non hanno partecipato al voto, mentre Vannino Chiti ha lasciato la sala. Qui, all'inizio dell'Assemblea erano presenti 102 senatori, mentre al momento in cui si è votato erano in 90.
Renzi: soddisfatto del voto - Non ha nascosto la sua soddisfazione, lasciando il Senato, il premier. "Molto", è stata la sintetica risposta a chi gli domandava se fosse soddisfatto del risultato del voto del gruppo Pd.
La Boschi: "La minoranza si adegui, ma noi abbiamo i numeri" -"Penso che sia legittimo dare battaglia in base alle proprie convinzioni, anche io l'ho fatto quando ero in minoranza. Ma ora l'assemblea del gruppo a maggioranza si è espressa a favore dell'Italicum e io spero che in aula la minoranza si adegui". Così il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che spiega come comunque sull'Italicum "c'è un accordo piu' ampio della maggioranza, anche perché abbiamo accolto le richieste dei partiti di opposizione, anche del M5s".
Ma i Cinquestelle non ci stanno - Nonostante il ministro Boschi abbia loro strizzato l'occhio, i grillini non ci stanno. E fanno sapere che sia alla Camera sia al Senato "il Movimento 5 Stelle è pronto ad assumere scelte e a porre in essere qualunque iniziativa per impedire l'approvazione di una legge irricevibile e che l'Italia non merita".
Berlusconi: "Teniamo fede al patto del Nazareno" - Bisogna tenere fede al patto del Nazareno, votando sì all'emendamento Esposito. E' quanto avrebbe detto Silvio Berlusconi nel corso della riunione con i senatori di Forza Italia. La proposta vede però contraria la fronda azzurra: il gruppo dei senatori ha votato a favore della proposta, ma i 20 dissidenti (7 del gruppo Gal e 13 di Fi) hanno votato contro. E per il leader dei frondisti, Raffaele Fitto, "Berlusconi fa un errore madornale. Forza Italia sta facendo il soccorso azzurro a Renzi e al suo governo. Noi continueremo a fare battaglia dentro il partito contro questa posizione inaccettabile. Votare il subemendamento Esposito è un suicidio per Fi".
Gotor: "Renzi la voti con Verdini e Berlusconi" - Non sono mancate poi le polemiche. "Con i capilista bloccati noi non voteremo l'Italiacum. Vorrà dire che Renzi lo approverà con il voto di Verdini e Berlusconi", ha spiegato il senatore bersaniano Miguel Gotor, primo firmatario dell'emendamento della minoranza Pd che eliminava i capilista bloccati.
Gli ex M5s con Gotor - Alla linea di Gotor aderiscono anche i dissidenti ex M5s, il cui coordinamento, annunciando il voto agli emendamenti del senatore bersaniano, spiegano come "quella dei capilista bloccati è una stortura inaccettabile sia per i cittadini, che rischiano di vedere compromesso il loro sacrosanto diritto di voto, sia per gli stessi futuri candidati al Parlamento, che diventano vittime di disuguaglianze pesanti".
lunedì 19 gennaio 2015
RENZI alla minoranza Pd: Italicum, domani alle 12 si chiude, cerco accordi, non accetto ricatti
ROMA, 19 gennaio - "Domani alle 12 si chiude". Il premier Matteo Renzi, all'assemblea dei senatori Pd, concede l'ultimo spazio di confronto rinviando l'avvio del voto sull'Italicum. "Vi do disponibilità a discutere fino all'ultimo - ha detto Renzi - rimandiamo l'inizio del voto a domani pomeriggio. Però sia chiaro: io cerco accordi con tutti fino all'ultimo, ma non sono sotto ricatto di nessuno".
Un nuovo incontro domani alle 12 e poi il voto al Senato nel pomeriggio. Il nodo è quello dei capolista bloccati, assolutamente non graditi alla minoranza dem.
A Miguel Gotor - esponente della minoranza vicino a Pierluigi Bersani che ha promosso un emendamento per eliminare i capolista bloccati - il premier dice: "Caro Gotor, le tue parole di oggi contro di me sono ingiuste e ingenerose. Non si può usare un gruppo minoritario come un partito nel partito".
“Capisco molte delle osservazioni che si fanno - prosegue il premier - ma sono otto anni che si parla di legge elettorale senza decidere". Così, il premier vuole blindare il testo dell'Italicum che sta per essere votato dall'Aula di Palazzo Madama. Un testo che - rispetto a quello licenziato dalla Camera - è stato oggetto di un nuovo accordo con Forza Italia e Silvio Berlusconi, in una sorta di "tagliando" al Patto del Nazareno. Qualche apertura alla minoranza c'è e nelle prossime ore si comprenderà se e come possa evolvere verso una soluzione condivisa.
giovedì 29 maggio 2014
Renzi: ok a modifiche su riforma del Senato e Italicum, purché si approvino prima dell’estate
ROMA - Matteo Renzi apre a modifiche su riforma del Senato e Italicum. "Prima dell'estate non è uno slogan. Per approvare davvero quelle leggi - avrebbe detto ai suoi il premier, secondo indiscrezioni di stampa - sono pronto ad accettare modifiche. Sia sul Senato sia sull'Italicum. Ne discutiamo ma poi si vota. Anche perché sono sicuro che Berlusconi non si tirerà indietro".
Come riporta il quotidiano "La Repubblica", Renzi è pronto a delineare una nuova road map del governo, conscio che "i voti non sono per sempre".
"Subito il decreto Expo" - Tra i provvedimenti Renzi mette al primo posto il decreto Expo, "per dare i poteri a Raffaele Cantone permettendogli di vigilare sulla trasparenza e gli appalti di Milano e amplieremo le competenze dell'anticorruzione". Quanto ai tempi del provvedimento potrebbe essere in Consiglio dei ministri già nei prossimi giorni o al massimo la prossima settimana. Cantone sarà affiancato da quattro commissari che andranno a formare l'Anac (autorità nazionale nati corruzione) una vera e propria task force chiamata a vigilare su appalti sporchi e violazione della trasparenza.
Tempi e riforme: P.a., Jobs Act e Giustizia - Oltre a quella della legge elettorale e del Senato, che Renzi vuole chiudere prima dell'estate, e su cui è pronto a prendere in considerazione modifiche pur di raggiungere l'obiettivo, sul tavolo delle riforme trovano posto anche quella della Pubblica amministrazione: secondo il programma del premier entro il 13 giugno dovrà essere approvata dal Cdm. Al momento i tecnici sono al lavoro sulle oltre 34mila mail di "suggerimenti" di cittadini e dipendenti pubblici arrivate a Palazzo Chigi.
Renzi vuole portare a casa anche il Jobs Act, la revisione completa e strutturale del mercato del lavoro, da affiancare al decreto Poletti. E infine l'ambizioso governo Renzi vuole mettere mano anche al tema che più di ogni altro in questi ultimi 20 anni ha diviso il Paese: la riforma della Giustizia, su cui è già al lavoro il Guardasigilli, Andrea Orlando.
"Subito il decreto Expo" - Tra i provvedimenti Renzi mette al primo posto il decreto Expo, "per dare i poteri a Raffaele Cantone permettendogli di vigilare sulla trasparenza e gli appalti di Milano e amplieremo le competenze dell'anticorruzione". Quanto ai tempi del provvedimento potrebbe essere in Consiglio dei ministri già nei prossimi giorni o al massimo la prossima settimana. Cantone sarà affiancato da quattro commissari che andranno a formare l'Anac (autorità nazionale nati corruzione) una vera e propria task force chiamata a vigilare su appalti sporchi e violazione della trasparenza.
Tempi e riforme: P.a., Jobs Act e Giustizia - Oltre a quella della legge elettorale e del Senato, che Renzi vuole chiudere prima dell'estate, e su cui è pronto a prendere in considerazione modifiche pur di raggiungere l'obiettivo, sul tavolo delle riforme trovano posto anche quella della Pubblica amministrazione: secondo il programma del premier entro il 13 giugno dovrà essere approvata dal Cdm. Al momento i tecnici sono al lavoro sulle oltre 34mila mail di "suggerimenti" di cittadini e dipendenti pubblici arrivate a Palazzo Chigi.
Renzi vuole portare a casa anche il Jobs Act, la revisione completa e strutturale del mercato del lavoro, da affiancare al decreto Poletti. E infine l'ambizioso governo Renzi vuole mettere mano anche al tema che più di ogni altro in questi ultimi 20 anni ha diviso il Paese: la riforma della Giustizia, su cui è già al lavoro il Guardasigilli, Andrea Orlando.
giovedì 24 aprile 2014
L'ex Cavaliere a Porta a Porta: Italicum incostituzionale
ROMA - "Da parte mia c'è un'indignazione forte per l'ingiustizia che ha portato un collegio feriale a prendere una decisione su una sentenza assolutamente ingiusta". Silvio Berlusconi a 'Porta a Porta', registrata nel pomeriggio, torna a parlare della sentenza sul caso Mediaset e annuncia: "Tra qualche giorno faremo ricorso anche alla Corte di Brescia e sono convinto che questa sentenza ingiusta sarà annullata".
Nella sua nuova veste di "affidato ai servizi sociali" presso il centro di Cesano Boscone, Berlusconi si augura di portare ''un conforto anche concreto agli anziani'' che andrà a trovare, dicendosi "ben disposto". "Non è vero che sono dispiaciuto - sottolinea - Molto volentieri andrò a trovare gli anziani, l'ho sempre fatto tantissime volte soprattutto con mia madre che quasi ogni settimana andava a trovare gli anziani...".
"Qualsiasi cosa mi facciano sono abituato a non scompormi - rimarca - Sentirmi umiliato dai servizi sociali? Non mi scompongo perché ho la coscienza a posto".
RENZI - L'ex premier parla a tutto campo. Su Renzi dice che si è presentato come "un simpatico rottamatore" e si è trasformato in "un simpatico tassatore". "Per dare 80 euro Renzi deve trovare dei soldi, sono 830 milioni di euro al mese. Per trovarli ha mantenuto la tassa sulla casa e il prossimo anno gli italiani pagheranno 32 miliardi. Renzi con una mano darà 90 euro ma per tutti gli altri - incalza - sparisce la tredicesima".
Quanto alla legge elettorale, ''per il momento è spiaggiata al Senato e se va avanti la riforma del Senato, credo che difficilmente questa legge di riordino del sistema di voto potrà essere costituzionale" avverte l'ex premier.
M5S - Poi l'affondo ai Cinque Stelle. "Le ultime indagini demoscopiche - afferma - rilevano che il 46% di coloro che hanno dato il voto a Grillo sono disgustati dalle persone mandate in Parlamento e dal loro comportamento. Questo 46% può essere recuperato".
FORZA ITALIA - Guardando in casa propria, Berlusconi dice che è ''davvero miracoloso se Forza Italia è ancora al 20% con la totale assenza del suo leader... è un miracolo se noi siamo al 20%...".
venerdì 28 marzo 2014
Renzi alla direzione Pd: prima riforma del Senato, poi Italicum
| ROMA - Renzi nel suo intervento alla direzione Pd di oggi pomeriggio |
ROMA - "L'Italicum sarà approvato al Senato dopo il via libera alla riforma del bicameralismo. Ci sono state modifiche positive al testo, ma in alcuni casi non sufficienti". Così Matteo Renzi alla direzione Pd. "E' importante il punto che per noi fare una legge con altri è un valore e per modificarla bisogna fare uno sforzo insieme", ha poi aggiunto il premier. "Proporrò Guerini-Serracchiani vicesegretari - ha affermato - Le proposte di Debora Serracchiani e di Lorenzo Guerini sono per me un elemento di garanzia, non di polemica interna, come mi è capitato di leggere. Non ho intenzione di gestire il partito come avanza-tempo - ha detto -. Se le altre aree hanno voglia di confrontarsi noi siamo pronti. Per questo non presento una ipotesi di segreteria. Lascio a Guerini e Serracchiani di verificare. Se si preferisce aspettare il passaggio di luglio, noi abbiamo disponibilità e nel frattempo andiamo avanti con una struttura di segreteria".
Il governo approverà lunedì in consiglio dei ministri il ddl costituzionale sulla riforma del Senato e Titolo V, ha annunciato Renzi. "Il M5S è in difficoltà, è in ricorsa rispetto a noi perché insegue sui temi su cui prima aveva una primazia e ora non più. Loro parlano e noi risolviamo".
"L'Italicum - ha aggiunto - sarà approvato al Senato dopo il via libera alla riforma del bicameralismo. Il testo è modificato rispetto all'origine con modifiche positive ma in alcuni casi non sufficienti. E' importante il punto che per noi fare una legge con altri è un valore e per modificarla bisogna fare uno sforzo insieme".
Le province
"Il superamento delle province votato dal Senato, speriamo che la settimana prossima si possa chiudere alla Camera. Si riduce il numero delle persone che fanno politica in Italia e gli stessi che dicevano che ci sono troppi politici, oggi si lamentavano del Pd sostenendo che aggredisce la democrazia. Ma quel che abbiamo fatto, spiegato bene, è una potente dimostrazione di serietà della politica".
"Il superamento delle province votato dal Senato, speriamo che la settimana prossima si possa chiudere alla Camera. Si riduce il numero delle persone che fanno politica in Italia e gli stessi che dicevano che ci sono troppi politici, oggi si lamentavano del Pd sostenendo che aggredisce la democrazia. Ma quel che abbiamo fatto, spiegato bene, è una potente dimostrazione di serietà della politica".
Il lavoro
Taglieremo "il cuneo fiscale non con un'operazione in burocratese puro ma tagliandolo a quelli che dicono meno abbienti ma che prendono 1300 euro e una volta erano ceto medio. E' un pezzo di popolazione cui cerchiamo di restituire un po' di fiato". "Leggo discussioni e ultimatum sul lavoro, che capisco poco. Non è una parte a piacere, il pacchetto sta insieme". Così Renzi, alla direzione Pd, replica a chi, tra i dem, chiede modifiche al dl lavoro. "I contratti a termine e l'apprendistato sono due punti intoccabili della nostra proposta. Non sono due temi a piacere". "Se si è scelto di fare un decreto su questi temi (apprendistato e contratti a termine ndr) - ha detto Renzi - e poi un ddl di delega, è perché abbiamo immaginato l'urgenza della risposta rispetto alla credibilità e alla coerenza complessiva della manovra". "Non dimentichiamo - ha proseguito - che con delle regole tra le più restrittive, vidimate dai sindacati, siamo passati da 25% al 40% di disoccupazione giovanile. Non si risolve problema lavoro rendendo più difficile l'accesso al lavoro ai nostri giovani. Poi io sono curioso - ha quindi concluso - di vedere come collaborerà il Pd alla delega. Ma la delega deve avere i tempi certi".
Taglieremo "il cuneo fiscale non con un'operazione in burocratese puro ma tagliandolo a quelli che dicono meno abbienti ma che prendono 1300 euro e una volta erano ceto medio. E' un pezzo di popolazione cui cerchiamo di restituire un po' di fiato". "Leggo discussioni e ultimatum sul lavoro, che capisco poco. Non è una parte a piacere, il pacchetto sta insieme". Così Renzi, alla direzione Pd, replica a chi, tra i dem, chiede modifiche al dl lavoro. "I contratti a termine e l'apprendistato sono due punti intoccabili della nostra proposta. Non sono due temi a piacere". "Se si è scelto di fare un decreto su questi temi (apprendistato e contratti a termine ndr) - ha detto Renzi - e poi un ddl di delega, è perché abbiamo immaginato l'urgenza della risposta rispetto alla credibilità e alla coerenza complessiva della manovra". "Non dimentichiamo - ha proseguito - che con delle regole tra le più restrittive, vidimate dai sindacati, siamo passati da 25% al 40% di disoccupazione giovanile. Non si risolve problema lavoro rendendo più difficile l'accesso al lavoro ai nostri giovani. Poi io sono curioso - ha quindi concluso - di vedere come collaborerà il Pd alla delega. Ma la delega deve avere i tempi certi".
Le europee
Sulle elezioni di maggio, ha ribadito: "Abbiamo due mesi per vincere le amministrative e abbiamo il compito di portare nel Parlamento Ue delle persone che desiderino cambiare l'Europa. Sarebbe un errore andare a mettere degli specchietti per le allodole a guidare le liste". "Non esiste - ha chiosato - che alle europee ci sia il nome del segretario sul simbolo". "Il Pd oggi ha una grande responsabilità: è il motore del cambiamento. Ha messo in moto un cantiere di cambiamento che suscita aspettative e speranze". "Nei comuni, nelle piazze c'è l'aspettativa che finalmente le cose si facciano davvero" e sarebbe "letale se la fiducia fosse tradita". Il Pd dovrà fare "un lavoro pancia a terra per affrontare i provvedimenti in Parlamento e fare la campagna elettorale".
martedì 4 marzo 2014
Intesa sull’ “Italicum”, varrà solo per la Camera
ROMA - Arriva l'intesa sull'Italicum. Dopo un vertice con tutto lo stato maggiore di Forza Italia, Silvio Berlusconi dà il suo via libera alla riforma della legge elettorale da applicare solo alla Camera. E Matteoli spiega che "l'importante "è che ci sia l'impegno a fare le riforme in brevissimo tempo perché se si tenta di portare a casa la legge elettorale e rinviare le elezioni sine die non siamo d'accordo". A breve si riunirà anche il gruppo del Pd mentre il portavoce della segreteria dei democratici spiega che è "positivo che abbiamo trovato l'accordo sulla legge elettorale, segno che il cammino delle riforme può proseguire".
"Prendiamo atto con grave disappunto - ha dichiarato il Cavaliere - della difficoltà del Presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati. Come ulteriore atto di collaborazione, nell'interesse del Paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell'assetto istituzionale, manifestiamo la nostra disponibilità ad una soluzione ragionevole che, nel disegnare la nuova legge elettorale, ne limiti l'efficacia alla sola Camera dei Deputati, accettando lo spirito dell'emendamento 2.3. Per il resto - aggiunge Berlusconi - confermiamo integralmente l'accordo pubblicamente realizzato, senza alcun "patto segreto" come maliziosamente insinuato da alcuni organi di stampa".
Forza Italia dà quindi il via al 'lodo D'Attorre', l'emendamento 2.3, citato nella nota di Berlusconi, che prevede appunto la cancellazione dall'Italicum delle norme sul Senato l'intero articolo 2 della legge, che disciplina l'elezione del Senato. Se sarà approvato, l'Italicum sarà composto da un solo articolo, relativo alla Camera.
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mercoledì 22 gennaio 2014
Legge “Italicum”, primi ostacoli. La clausola “salva Lega” ferma il testo
ROMA - Primi ostacoli nel percorso parlamentare dell'Italicum, la riforma della legge elettorale frutto dell'accordo tra il segretario Pd Matteo Renzi e il leader di Fi Silvio Berlusconi. Il testo base era atteso per il primo pomeriggio di oggi sul tavolo della Commissione Affari costituzionali ma è slittato a questa sera. A quanto si apprende il testo sarebbe ancora subendo delle limature.
Secondo indiscrezioni, al centro della discussione ci sarebbe una norma a 'salvaguardia' della Lega Nord. "Il tema della Lega c'è, ma aspettiamo di vedere il testo", ha detto il capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali alla Camera, Emanuele Fiano. La clausula in questione consentirebbe ai partiti connotati territorialmente di poter superare la soglia di sbarramento.
"Mancano due approfondimenti di carattere aritmetico. Ma il testo è sostanzialmente pronto", ha affermato il relatore della legge elettorale Francesco Paolo Sisto di Forza Italia.
Quanto ai tempi, Fiano ha spiegato che la richiesta del Pd è quella che il testo venga presentato entro stasera per poi dare 48 ore di tempo agli emendamenti e quindi lavorando lunedì e martedì essere pronti per l'Aula nella giornata di mercoledi' 29 gennaio.
"Avviso ai dis-informatori di professione. La Lega non ha bisogno di 'aiutini' o leggi elettorali fatte su misura: il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi o accordini salva-Lega". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo lo stop della presentazione del testo dell'Italicum.
"Avviso ai dis-informatori di professione. La Lega non ha bisogno di 'aiutini' o leggi elettorali fatte su misura: il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi o accordini salva-Lega". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo lo stop della presentazione del testo dell'Italicum.
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