| Inna Shevchenko |
PARIGI - La Francia ha concesso lo status di rifugiata a una delle leader del gruppo femminista Femen, l'ucraina Inna Shevchenko, 23 anni, che aveva presentato domanda nel febbraio scorso. Lo ha riferito la stessa militante. L'ufficio francese di protezione di rifugiati e apolidi (Ofpra), responsabile per questo tipo di pratiche, non ha confermato l'informazione, spiegando che si tratta di procedure ''confidenziali''.
Secondo i documenti, la decisione di ammettere la rifugiata è scattata il 9 aprile. L'asilo è stata una "scelta strategica", ha detto la leader di Femen perché "per sviluppare il movimento, abbiamo bisogno di un luogo, di un paese." Femen, gruppo femminista ucraino ora con sede a Parigi e che è stato emulato in molti paesi del mondo, è conosciuto dal 2010 per le sue azioni in "topless" per denunciare il sessismo, l'omofobia, il sesso e la religione.
La Shevschenko era scappata dal suo paese l’anno scorso per rifugiarsi a Parigi. In piena notte, approfittando dell’ oscurità, si era calata di nascosto dal balcone di casa ed era fuggita eludendo la sorveglianza dei servizi segreti ucraini, che la controllavano 24 ore su 24. La ragazza, 23 anni, era diventata una ‘osservata speciale’ da quando, a metà agosto, aveva segato una croce dedicata alle vittime dello stalinismo nel pieno centro di Kiev: un gesto di solidarietà nei confronti delle tre rocker della band ‘Pussy Riot’, poi condannate a due anni di reclusione per una preghiera punk anti Putin nella cattedrale di Mosca.
La Shevschenko era scappata dal suo paese l’anno scorso per rifugiarsi a Parigi. In piena notte, approfittando dell’ oscurità, si era calata di nascosto dal balcone di casa ed era fuggita eludendo la sorveglianza dei servizi segreti ucraini, che la controllavano 24 ore su 24. La ragazza, 23 anni, era diventata una ‘osservata speciale’ da quando, a metà agosto, aveva segato una croce dedicata alle vittime dello stalinismo nel pieno centro di Kiev: un gesto di solidarietà nei confronti delle tre rocker della band ‘Pussy Riot’, poi condannate a due anni di reclusione per una preghiera punk anti Putin nella cattedrale di Mosca.
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