| Berluscon arriva in consiglio dei ministri (sky.it) |
A costringere il premier a rivedere la strategia i dubbi del Quirinale che, si spiega in ambienti parlamentari, non sarebbero nei confronti dello strumento del decreto in se' ma sulla efficacia di un provvedimento scritto in modo unilaterale dal governo ai fini della costruzione di una larga condivisione delle misure da approvare. Le perplessita' del capo dello Stato si sommano al muro alzato da ministro dell'Economia Giulio Tremonti da sempre favorevole a seguire la strada parlamentare. Quella cioe' del maxiemendamento alla legge di stabilita' all'esame del Senato. Il Cavaliere si sarebbe opposto fino alla fine all'idea di mollare il decreto. E avrebbe imputato proprio al ministro dell'Economia la colpa di mettere i bastoni tra le ruote anche con il Quirinale:
Il primo commento, stizzito, è del ministro Calderoli: «Decreto legge alla memoria: quando si calano le braghe bisogna stare molto attenti a coprirsi le spalle perchè svolazzano i temuti uccelli paduli…». Così il ministro per la Semplificazione ha espresso il suo "totale disappunto" per la mancata approvazione delle misure anticrisi per decreto.
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