mercoledì 2 novembre 2011

Consiglio dei ministri finito alle 22.15. Niente decreto anticrisi, ma un emendamento alla legge di stabilità. Non ci sono il prelievo forzoso sui conti correnti e la patrimoniale

Berluscon arriva in consiglio dei ministri (sky.it)
ROMA - Il consiglio dei ministri è finito alle 22.15 dopo due ore di lavoro e ha deciso di introdurre le nuove riforma in un maxiemendamento alla legge di Stabilità. Lo dice una fonte governativa. In un secondo tempo si provvederà a fare un decreto e un disegno di legge su altre misure.  "Non c'è il prelievo forzoso sui conti correnti tra le misure approvate dal consiglio dei ministri" ha riferito il ministro dello Sviluppo Paolo Romani. Ci sono invece misure sulla liberalizzazione delle professioni, sul trasporto  locale e sulla vendita di immobili pubblici. Secondo quanto riferito da fonti di governo non sarebbero contenute misure sulla riforma del mercato del lavoro e sulle pensioni.

All'inizio del consiglio dei ministri pareva invece probabile che venisse subito varato un decreto legge con il quale Berlusconi domani si sarebbe  presentato al G20 di Cannes, preceduto da un incontro tra il nostro premier con Sarkozy e la Merkel: una sorta di esame come quello della settimana scorsa. 


A costringere il premier a rivedere la strategia i dubbi del Quirinale che, si spiega in ambienti parlamentari, non sarebbero nei confronti dello strumento del decreto in se' ma sulla efficacia di un provvedimento scritto in modo unilaterale dal governo ai fini della costruzione di una larga condivisione delle misure da approvare. Le perplessita' del capo dello Stato si sommano al muro alzato da ministro dell'Economia Giulio Tremonti da sempre favorevole a seguire la strada parlamentare. Quella cioe' del maxiemendamento alla legge di stabilita' all'esame del Senato. Il Cavaliere si sarebbe opposto fino alla fine all'idea di mollare il decreto. E avrebbe imputato proprio al ministro dell'Economia la colpa di mettere i bastoni tra le ruote anche con il Quirinale:
Il primo commento, stizzito, è del ministro Calderoli: «Decreto legge alla memoria: quando si calano le braghe bisogna stare molto attenti a coprirsi le spalle perchè svolazzano i temuti uccelli paduli…». Così il ministro per la Semplificazione ha espresso il suo "totale disappunto" per la mancata approvazione delle misure anticrisi per decreto.

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