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sabato 11 luglio 2015

ASTI, la tabaccaia prima di morire potrebbe aver detto il nome dell’assassino


ASTI, 11 luglio -Negli ultimi momenti di agonia la tabaccaia uccisa ad Asti potrebbe aver farfugliato ai primi soccorritori il nome del suo assassino. 
Su questo puntano gli investigatori che sono tornati a sentire le amiche che per prime hanno scoperto Maria Luisa Fassi riversa nel suo negozio con 45 coltellate. 
Nel giorno del funerale, le indagini non si fermano.

Potrebbe essere nelle parole dei testimoni oculari la chiave del giallo di Asti. 
Gli inquirenti continuano a visionare 60 ore di filmati delle telecamere di sorveglianza e tornano a sentire coloro che hanno soccorso la tabaccaia agonizzante, che con flebile voce potrebbe aver rivelato chi le ha inferto 45 coltellate. 
Nel mistero più fitto si cerca ancora il movente.

martedì 23 giugno 2015

REGGIO CALABRIA, uccide a coltellate la moglie e la suocera

REGGIO CALABRIA, 23 giugno -  Tragedia familiare a Reggio Calabria: un uomo di 55 anni,Pasquale Laurendi, ha ucciso la scorsa notte a coltellate, al culmine di una lite, la moglie Antonia Labella, di 53 anni, e la suocera Antonia Cicciù, di 83. Laurendi è stato arrestato dalla polizia poco dopo l'omicidio mentre tentava di fuggire.
Il duplice omicidio è accaduto in un'abitazione popolare nella zona sud di Reggio Calabria. Laurendi, dopo essere stato fermato, è stato portato in questura e interrogato dai funzionari della squadra mobile. Al momento non è stato reso noto il movente della lite, al culmine della quale Laurendi ha ucciso la moglie e la suocera, con le quali, a quanto pare, c'erano da tempo dissapori. 
I due figli della coppia, al momento del duplice omicidio, non erano in casa. A chiamare la polizia sono stati alcuni vicini, allarmati dalle grida provenienti dall'abitazione di Laurendi e della moglie.

mercoledì 10 settembre 2014

BURUNDI, confessa l’assassino delle suore: “Uccise perché il convento è su una mia proprietà”

L'assassino delle tre suore italiane (al centro)
BUJUMBURA (Burundi) . Il presunto assassino delle tre suore italiane in Burundi si chiama Christian Claude Butoyi, 33 anni, e le avrebbe uccise convinto che il loro convento sia costruito su un terreno che apparteneva ai suoi genitori. Lo ha detto in conferenza stampa il portavoce della polizia. Il giovane, presentato alla stampa dalla polizia, non ha detto una parola.
Ma alla polizia ha ammesso senza difficoltà: "Le ho violentate e poi uccise", perché "si tratta di stranieri che occupano la (mia) proprietà".

   

lunedì 16 giugno 2014

Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara, non risponde al pm. Convalidato il fermo



Questo è Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio arrestato nel pomeriggio di oggi, in una foto da lui stesso postata su Facebook. Bossetti è stato interrogato nella caserma di carabinieri di Bergamo e si è avvalso della facoltà di non rispondere, dopo aver detto di non aver niente a che fare con la vicenda. Ma il DNA lo inchioderebbe e il fermo è stato convalidato. E' stato poi portato in carcere a Bergamo: è uscito a bordo di un'auto dei carabinieri tra gli insulti di una piccola folla che si era radunata che poi ha applaudito le forze di polizias. Lui scuoteva la testa. 
Secondo i vicini di casa a Mapello, dove abita, è una persona molto religiosa. Avrebbe anche una sorella gemella e dunque l'autista di Clusone che aveva avuto una relazione extraconiugale con una donna di Clusone, aveva avuto due figli e non uno. 
 Dalle analisi scientifiche svolte da esperti di genetica è risultato "altissimo, al punto da non lasciare dubbi", il dato di compatibilità che indica nel fermato il soggetto che ha lasciato il proprio materiale biologico sul cadavere di Yara Gambirasio.  A quanto si è saputo, la madre del presunto omicida ha anche altri figli maschi, ma il Dna avrebbe trovato corrispondenza solo con quello dell'uomo fermato. Il fermo di Bossetti è stato disposto dal pm Letizia Ruggeri.

Yara, ecco il nome del presunto assassino. Muratore, aveva lavorato nel cantiere di Mapello



BERGAMO - Massimo Giuseppe Bossetti, muratore, incensurato, di Clusone, in provincia di Bergamo: è il nome del presunto assassino di Yara Gambirasio, reso noto pochi minuti fa. E' un muratore che avrebbe lavorato in quel cantiere di Mapello restato per mesi al centro delle indagini.
L'11 aprile scorso - il giorno dopo la conferma arrivata dalle analisi sui profili genetici che Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno morto nel '99, era il padre biologico dell'assassino di Yara Gambirasio - gli investigatori avevano ascoltato un vecchio amico dell'autista di bus che vive a Clusone. Il testimone, infatti, aveva già raccontato in passato agli inquirenti di aver ricevuto da Guerinoni la confidenza che quest'ultimo aveva avuto una relazione con una donna della zona, ossia proprio di Clusone, la cittdina in cui è stato fermato il presunto omicida. 
Il 26 aprile si era saputo che i carabinieri avevano prelevato un campione di Dna con un tampone salivare a una donna di 80 anni di Clusone. Il prelievo di saliva era stato inviato subito al Ris di Parma per la comparazione con quello del cosiddetto "Ignoto Uno". All'anziana donna i carabinieri erano arrivati sulla base di alcune voci di paese che le avevano attribuito una frequentazione negli anni Sessanta con Giuseppe Guerinoni.


Il presunto assassino di Yara fermato e sotto interrogatorio: ha 44 anni e tre figli ed è Mapello


BERGAMO - Sarebbe stato fermato ed è sotto interrogatorio il presunto assassino della giovane Yara Gambirasio. La persona sospettata dell’omicidio di Yara Gambirasio sarebbe un «bergamasco individuato grazie al Dna». «Siamo in una fase delicatissima» si è limitato a dire il procuratore della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori.
Il presunto assassino ha 44 anni e abita a Mapello. A lui si è arrivati per la sovrapponibilità del suo Dna con quello di "Ignoto 1", rilevato sugli indumenti intimi di Yara. La persona in questione sarebbe il figlio illegittimo dell'autista di Gorno Giuseppe Guerinoni deceduto nel 1999, Giuseppe Guerinoni. Attraverso migliaia di test svolti in tutta la Bergamasca gli inquirenti sono giunti a circoscrivere il patrimonio genetico del killer. Secondo quanto si è appreso ha tre figli ed è stato fermato dai carabinieri del Ros nella sua abitazione.
Era iniziata una campionatura a tappeto su tutto il territorio intorno a Brembate di Sopra dove viveva la ragazza. I carabinieri e la polizia hanno comparato migliaia di profili genetici fino ad arrivare a quello del presunto assassino.
"Se è vero siamo felici - ha detto all'ANSA il sindaco di Brembate Sopra - era un atto dovuto alla famiglia e a tutta la comunità. Da quando è scomparsa da casa, a Brembate, e da quando è stata trovata uccisa a Chignolo Po (Bergamo), attendevamo questo momento. Ringrazio tutti quelli che hanno messo tante risorse in campo per arrivare a questo risultato".

Alfano: individuato l'assassino di Yara, è una persona del luogo


ROMA - "Le Forze dell'Ordine, d'intesa con la Magistratura, hanno individuato l'assassino di Yara Gambirasio". Lo fa sapere il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.  Il killer "secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, è una persona del luogo, dunque della provincia di Bergamo", prosegue il ministro. Nelle prossime ore, prosegue Alfano, "saranno forniti maggiori dettagli. Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l'impegno massimo, l'alta professionalità e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che, finalmente, non è più senza volto"

Motta Visconti, il marito 'assassino ha confessato tutto. Ha ucciso la moglie e le bambine, poi à andato a vedere la partita

L'assassino con la moglie Cristina il giorno del matrimonio
La villetta dei delitto a Motta Visconti
MOTTA VISCONTI (Milano) - Dopo essersi preso la testa fra le mani e aver invocato per sé il massimo della pena, Carlo Lissi, l'uomo fermato dai carabinieri per l'omicidio della moglie e dei due figli, a Motta Visconti (Milano) ''si è come lasciato andare e da quel momento è stato un fiume in piena''. A raccontarlo sono stati, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore capo di Pavia Gustavo Cioppa e il comandante provinciale dei Carabinieri di Milano, Maurizio Stefanizzi.
''Non c'è stato un raptus o un elemento scatenante - hanno aggiunto gli inquirenti - come una lite, o una brutta notizia: Lissi ha agito in modo lucido, nonostante il folle gesto''. E mai l'uomo aveva dato adito a violenze in famiglia o a liti particolari con i conoscenti.
Sono circa le 23 quando Carlo e la moglie, Cristina, si trovano nel soggiorno della villa. I bambini dormono di sopra. I due hanno un rapporto sessuale, poi lei si adagia su un divano, a guardare la tv, e lui si alza e va in cucina. Un gesto normale, come per bere un bicchiere d'acqua, ma quando torna impugna un lungo coltello, si porta silenziosamente alle spalle della moglie e la colpisce di punta tra la gola e le spalle. Lei scatta in avanti, barcolla, si gira, lo guarda negli occhi e gli chiede ''Carlo che stai facendo..perché?'', grida ''aiuto'' (la sua voce verrà sentita dai vicini ma scambiata per un urlo per la partita, anche se non era ancora cominciata) ma come risposta ottiene un pugno che la fa stramazzare al suolo. Una volta a terra lui la colpisce ancora con altri 3 o 4 fendenti, all' addome e alla schiena. Per la donna non c'è scampo.
A qual punto l'uomo sale al piano di sopra, dove ci sono la camera matrimoniale e le due camerette dei bambini. Prima va in quella della figlia di 5 anni, le appoggia una mano sul collo e le affonda con l'altra, di punta, tutto il coltello nella gola. La piccola morirà senza nemmeno svegliarsi. Poi va nella camera grande, dove il fratellino abitualmente viene fatto addormentare per poi essere spostato in cameretta: anche a lui, di soli 20 mesi, l'uomo fa scendere la lama profondamente, di punta, nella gola, tenendo fermo il collo, mentre dorme profondamente.
Quindi scende in cantina (è ancora in mutande, dopo il rapporto intimo con la moglie), si fa una doccia, risale, si veste. Ha un appuntamento con un amico per vedere la partita dell'Italia. Come niente fosse si prepara, sale sull'auto, si ferma alcune centinaia di metri dopo, si sbarazza del coltello gettandolo in un tombino, arriva al pub dell'appuntamento, saluta l'amico e guarda la partita. Poi alle 2 torna a casa, e inscena il ritrovamento dei corpi e il panico per la strage della sua famiglia da parte di sanguinari rapinatori per svaligiare la cassaforte. Ma era tutta una bugia. Lui aveva una passione per una collega.

giovedì 5 giugno 2014

Quebec, vestito da Rambo uccide tre poliziotti. Caccia all'uomo, abitanti barricati in casa

Pesantemente armato, l'assassino dei poliziotti si aggira per le strade di Moncton

Poliziotti al riparo di un'autovettura
MONTREAL - E' caccia all'uomo in Canada dove un 24enne, nella zona di New Brunswick, in Quebec, vicino al confine nordest degli Stati Uniti, ha aperto il fuoco contro gli agenti della polizia uccidendone tre e ferendone altri due. In una foto diffusa il killer appare vestito con una tuta mimetica, i capelli lunghi raccolti in una fascia e armato fino ai denti, con almeno due fucili d'assalto. La popolazione è stata invitata a chiudersi nelle abitazioni e a non uscire fino a contrordine.
L'uomo in fuga, vestito alla Rambo, è stato identificato dalla polizia nel 24enne Justin Bourque. Viene definito dalla poliza "armato e pericoloso". Secondo le prime ricostruzioni avrebbe colpito, ferendole, anche altre due persone, oltre ai cinque poliziotti delle Giubbe Rosse della Royal Canadian Mounted Police che - sembra - cercavano di fermarlo, di cui tre deceduti e due trasportati in ospedale non in pericolo di vita.  In azione ci sono mezzi ed elicotteri delle forze dell'ordine, e tutte le arterie stradali della zona sono state bloccate, anche se l'uomo, fuggito pare a piedi, non dovrebbe essersi allontanato di molto e le ricerche sono al momento concentrate su due strade. L'area interessata e' quella di Moncton, una cittadina di 100 mila persone a circa 300 chilometri da Halifax.

Per le Giubbe Rosse canadesi si tratta di una delle tragedie più gravi della loro storia. La peggiore nel 2005, quando nella provincia francese di Alberta un uomo armato all'interno di un'azienda agricola ne uccise cinque: non accadeva da 100 anni.
Justin Bourque (a sinistra) con un amico in un'iquietante foto postata sul suo profilo Facebook

Preso l'assassino del bambino di Brooklyn. Tradito dal DNA

Joshua Avitto (ucciso) e Mikayla Capers, ferita gravemente
L'identikit diffuso dalla polizia
NEW YORK - Un sospetto è stato arrestato per l’accoltellamento mortale di un bambino di 6 anni  e il ferimento della sua amichetta di 7 anni, aggrediti il week end scorso nell’ascensore di una casa popolare di Brooklyn (e scelti sicuramente a caso).
L'arresto di Daniel St. Hubert, 27 anni, è stato annunciato in una conferenza stampa al quartier generale della polizia: l’uomo è stato preso poco dopo le 20 (ore 2 di oggi) nel Queens.
Le autorità stanno anche indagando se St. Hubert possa aver accoltellato a morte una adolescente pochi giorni prima a pochi isolati di distanza. Tanaya Copeland, 18 anni, era stato ucciso 30 maggio.

L’indagato era è stato accusato in passato di aver aggredito un agente di polizia.

E 'stato identificato collegando il DNA trovato sul coltello utilizzato nell’aggressione con quello che era nel sistema del Dipartimento di Polizia di New York, riferito appunto a St.Huber.

sabato 17 maggio 2014

"Ho ucciso io nonni e zia".Si è costituito il ragazzo di Santhià


Lorenzo Manavella, il triplice assassino


SANTHIA’ - Lorenzo Manavella ha confessato. E' stato lui a uccidere a Santhià i nonni Tullio e Pina, e la zia Patrizia. "Mi voglio costituire da voi e non a Vercelli - ha detto Lorenzo Manavella al posto di polizia della stazione di Venezia -. Sono io l'autore del triplice omicidio di Santhià". Il ragazzo, è stato precisato, era in stato confusionale e sporco di sangue, ma si è presentato di sua volontà al posto di polizia, al binario 14 della stazione Santa Lucia.
Gli anziani Tullio Manavella, 85 anni, e la moglie Pina Bono, 78 anni, e la loro figlia Patrizia, di 56 anni erano stati trovati morti nella villetta di famiglia. Il nipote era cercato fin dal momento del ritrovamento dei corpi. Increduli i vicini, che parlano di "famiglia tranquillissima". 
"La musica è la mia droga, i dj i miei pusher": questo l'ultimo messaggio lasciato da Lorenzo Manavella sulla sua pagine Facebook. Il messaggio è stato 'postato' alle 17:15 di ieri. Il giovane aveva pubblicato in precedenza questi altri messaggi: "So di sbagliare ma non merito di essere solo"; "Unica nota positiva, la pallavolo"; "Mai una gioia". Sulla sua pagina di Facebook, una sua foto che lo ritrae nell'atto di fumare una sigaretta.

mercoledì 5 marzo 2014

La donna e il bimbo uccisi a Milano, preso l’assassino. E' un amico di famiglia, ha confessato

MILANO - La caaa dove è avvenuto il feroce assassinio
MILANO - Un uomo è stato fermato per l'omicidio della dominicana Libanny Mejia e di suo figlio di tre anni e mezzo, sgozzati martedì a Milano in  zona Giambellino in via Signeri 4, alla periferia sud-ovest.  Il fermato è Victor Hugo Menjivar, 37 anni, un salvadoregno amico di famiglia della vittima che ha confessato il duplice delitto dopo un lungo interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Alberto Nobili e al Pm Gianluca Prisco.
Lei era stata trovata in salotto, nuda, nel sangue. Il piccolo, Leandro, era in bagno, in pigiama. 
L'uomo, era ospite a cena dalla donna e aveva portato anche suo figlio, amico del bambino di lei. Il salvadoregno ha confessato, spiegando di avere perso la testa per le sua avances, respinte dalla donna.

lunedì 3 febbraio 2014

Quadruplice assassino evade dal carcere in Michigan. Sparito

Michael David Elliot, in fuga
ELKHART (Indiana) -Un quadruplice assassino è a piede libero da questa mattina dopo la fuga dal carcere in Michigan ed ha rapito una donna, che poi è riuscita a fuggire. Lui ha continuato la sua fuga con l’auto della donna
La polizia dice che Michael David Elliot è scappato - non ci sa ancora come - dalIo Ionia Correctional Facility in Michigan domenica e si è diretto verso l’Indiana.
Elliot ha rapito la donna salendo sulla sua macchina con un coltello eha raggiunto Elkhart, In. - circa 130 miglia a sud - dove è fermato per fare benzina. Mentre la donna è riuscito a fuggire, Elliot ha proseguito la sua corsa e rimane irreperibile.

La polizia del Michigan ha detto che i funzionari stanno cercando ujna Jeep rossa Liberty del rosso 2004 Jeep Liberty a quattro porte della donna. Elliot è stato accusato di aver ucciso quattro persone l’8 agosto 1993 e sta scontando quattro ergastoli.

lunedì 13 gennaio 2014

Dublino, italiano uccide irlandese al termine di una partita a scacchi. “Gli ho mangiato il cuore”

Saverio Bellante
DUBLINO - Un italiano di 34 anni, originario di Palermo ma da più di due anni in Irlanda per lavoro, è stato arrestato a Dublino. Saverio Bellante è accusato dell'omicidio, avvenuto nella notte su domenica,  di Thomas O'Gorman, 39 anni,  trovato senza vita nella sua abitazione. Le prime informazioni sull'assassinio sono agghiaccianti: alla vittima sarebbe stato asportato un polmone. L'accoltellamento è avvenuto al termine di una partita a scacchi. Il reo confesso: "Sono colpevole, ho mangiato il suo cuore".
Dall'autopsia risulta che l'organo fosse intatto ma che invece dal corpo di O'Gorman mancasse un polmone. La polizia non conferma quanto trapelato: "Dettagli troppo macabri per essere divulgati", dichiara un investigatore. 
A chiamare le forze dell'ordine sarebbe stato lo stesso Bellante, trovato poi dagli agenti sul luogo del delitto e arrestato. Stando a quanto riporta la stampa irlandese, l'italiano e l'irlandese dividevano da diversi mesi lo stesso appartamento. Bellante ormai da qualche anno vive a Dublino, dove lavora per un'azienda farmaceutica, la "Allergan", come assistente alla clientela. Bellange è bemente apparso questa mattina in tribunale per l'udienza di convalida dell'arresto. Non era rappresentato da un avvocato e l'udienza è stata rinviata al 17 gennaio
Palermitano, nato il 17 luglio 1979,  Saverio Bellante ha studiato all'Itc Francesco Ferrara a Palermo, poi ha frequentato l'ateneo siciliano e quindi ha preso un master in "Etica degli affari, del consumo e della responsabilità sociale" nell'Università di Siena - Arezzo". Sul suo profilo Facebook si vede che segue con attenzione il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia.
La vittima aveva lavorato come ricercatore in un gruppo di difesa cattolica Istituto Iona, era un ex giornalista e pastore dell'Eucaristia.
La casa dell'omicidio e, nel riquadro, Bellante

lunedì 28 ottobre 2013

La tragedia di Brooklyn: geloso del successo del cugino gli ha ammazzato moglie e 4 figli


PECHINO - Mingdong Chen arrestato dopo il massacro
NEW YORK - Un immigrato cinese è stato formalmente accusato Domenica la morte accoltellamento della moglie di suo cugino e dei suoi quattro bambini  nella loro casa di Brooklyn nel Sunset Park
Mingdong Chen, 25, affronta cinque accuse di omicidio e si presenta stamane in tribunale per la contestazione formale dei reati. La polizia dice che Chen ha ucciso Linda Zhuo, 9 anni, Amy Zhuo, 7 anni,  Kevin Zhuo, 5 anni, William Zhuo, !8 mesi e la loro madre di 37 anni, Qiao Zhen sabato sera nella loro casa.
I cinque "sono stati tagliati e massacrati con un coltello da cucina," ha detto il direttore del Dipartimento di Philip Banks IIIi.
Le vittime sono morte per ferite da taglio al collo e torsi, e Chen ha confessato di averli massacrati lui. Era ospite della famiglia del cugino al primo piano della casa di mattoni a due piani da circa una settimana.
Era disoccupato dopo essere stato licenziato da una serie di posti di lavoro ristorante, secondo i vicini e parenti nel quartiere operaio dominato da una vasta comunità di immigrati provenienti dalla Cina.
Quasi un decennio dopo il suo arrivo negli Stati Uniti da adolescente, Chen parlava ancora correntemente solo in cinese mandarino ed era apparentemente geloso dei successi dei compagni immigrati in America.

Il padre dei bambini, suo cugino, era al lavoro in un ristorante di Long Island iquando gli omicidi hanno avuto luogo sabato sera. La moglie ha cercato di chiamarlo, perché era allarmato per il comportamento "sospetto" di Chen all'inizio della serata, ma non è riuscita a contattarlo. Ha chiamato allora la suocera, che non c’etra, e poi un cognato. quando i familiari sono arrivati era troppo tardi.

giovedì 3 ottobre 2013

Reggio Calabria: preso l’assassino dei due romeni trovati nel bagagliaio di un’auto. E’ un italiano

La polizia accanto all'auto degli uccisi sul molo di Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA - La polizia di Reggio Calabria ha fermato una persona accusata di essere responsabile dell'omicidio dei due romeni, un uomo e una donna, i cui cadaveri sono stati trovati mercoledì mattina nel bagagliaio di un'automobile sul molo del porto. Si tratta di un italiano.

Joan Lacatus, di 28 anni, e Jonela Hololea, di 35, erano stati uccisi con alcuni colpi di pistola. I loro cadaveri erano stati poi lasciati nel vano portabagagli dell'Alfa Romeo 146 di proprietà di Lacatus e che gli assassini avevano tentato invano di fare sparire in mare. Gli agenti hanno sequestrato la pistola calibro 9 utilizzata per compiere il duplice omicidio. Sull'arma saranno effettuati accertamenti scientifici e balistici.
La Squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Gennaro Semeraro, ha identificato il presunto responsabile del duplice omicidio a conclusione di indagini che si sono concretizzate la scorsa notte con l'esecuzione del fermo emesso dalla Procura della Repubblica.
Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica, Federico Cafiero De Raho. Investigatori e inquirenti mantengono il riserbo, per il momento, sul movente del duplice omicidio, anche se ieri era trapelato che s'indagava negli ambienti della prostituzione.

mercoledì 11 settembre 2013

Lodi: l’assassino di Lavinia l’ha filmata mentre moriva. Trovati altri filmati, è un serial killer?

Lavinia, la giovane romena uccisa da Andrea Pizzocolo
LODI - Due filmati. Uno girato mentre Lavinia moriva, il secondo documenta il rapporto con il corpo senza vita della 18 enne. Secondo gli inquirenti la giovane romena non è morta al culmine di un gioco erotico, per un errore. Forse Andrea Pizzocolo voleva uccidere. Ma soprattutto era importante che il delitto fosse ripreso dalle telecamere che lui aveva piazzato all'interno della camera d'albergo. Sia quello di Busto Arsizio, che quello di Lodi.
Durante la perquisizione nella casa di Arese dell'uomo gli agenti della squadra mobile hanno trovato centinaia di video. E ora l'ipotesi è che anche altre ragazze possano avere fatto la fine di Lavinia. In gergo si chiamano "snuff movie", ovvero filmati in cui l'oggetto sessuale di chi riprende, muore durante il rapporto. 

Un mercato clandestino che conta parecchi appassionati. Generalmente, le protagoniste sono ragazze sole, senza famiglia. In modo tale che nessuno le cerchi dopo la scomparsa. Proprio come Lavinia. Nei due filmati che riguardano il delitto della 18enne romena si capisce chiaramente che la ragazza non era consenziente. 


Lui le ha messo le fascette autobloccanti da elettricista al collo contro la sua volontà. In effetti appariva poco chiaro come l'uomo non fosse stato in grado di recidere i due lacci e poi, dopo aver cambiato albergo, abbia abusato del cadavere. Ora questo nuovo elemento. In casa sua ore ed ore di filmati con altre donne picchiate, costrette con lacci e stringhe che gli agenti della questura di lodi stanno esaminando sequenza dopo sequenza. Ci sono altre vittime? le indagini sono appena all'inizio. E l'ombra del serial killer cala lenta su questo delitto.

domenica 8 settembre 2013

Lodi, confessa l’assassino della giovane romena: “è morta durante un gioco erotico”

Lavinia Alloaiei, la giovane romena uccisa
Andrea Pizzocolo, l'assassino
LODI - Il 41enne fermato dalla Polizia per l'omicidio di una romena 18enne, Lavinia Simona Ailoaiei, ha confessato. Si chiama Andrea Pizzocolo, residente ad Arese. Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Lodi, Vincenzo Russo e dal capo della squadra mobile Alessandro Battista, in una conferenza stampa in Questura. L'uomo avrebbe ucciso la ragazza, che aveva conosciuto via internet, durante un gioco erotico. L’uomo, che ha piccoli precedenti per spaccio, ha una bambina di 5 anni e una compagna e lavora nel settore delle assicurazioni.
Da quanto riferito l'uomo, nella cui abitazione durante la perquisizione è stato trovato un pacco di fascette stringi cavo uguali a quelle con cui è stata strangolata la vittima, nella notte tra venerdì e sabato ha incontrato la giovane nel motel Moon di Busto Arsizio (Varese). Qui, come ha confessato il fermato, i due hanno avuto rapporti sessuali e fatto giochi erotici anche con le fascette. Giochi erotici in seguito ai quali la ragazza avrebbe cominciato a respirare a fatica e a stare male. L'uomo ha raccontato di essersi accorto che le fascette al collo della ragazza si stavano stringendo e di aver tentato di allentarle senza riuscirci. Una giustificazione a cui gli inquirenti non hanno creduto tant'è che gli hanno contestato il reato di omicidio volontario. L'uomo fermato ha poi spiegato di aver perso la testa, di aver caricato la donna in macchina e di aver girovagato fino a Lodi. Qui, in un altro motel, il motel Silk, secondo quanto ha raccontato, ha avuto un altro rapporto sessuale con la giovane che era già morta e che, con il volto coperto da un asciugamano, è stata poi abbandonata in un campo non molto lontano dallo stesso motel. La Procura inoltre chiederà al gip la convalida del fermo e la richiesta di carcere per l'uomo.

E' stato l’asciugamano bianco che copriva il volto di 'Dora', questo il soprannome su internet della giovane romena a portare inquirenti ed investigatori sulle tracce del suo assassino, dunque a risolvere il delitto in circa dieci ore. La ragazza, 18 anni compiuti a luglio, è stata trovata morta con le fascette di plastica autobloccanti strette al collo e l'asciugamano sul volto. Asciugamano di cotone di cui è stata rintracciata l'azienda produttrice e anche gli alberghi e i motel in cui simile biancheria viene utilizzata. A questo punto le indagini si sono concentrate sui clienti del motel 'Silk', non molto lontano da dove è stato rinvenuto il cadavere, e in particolare su Andrea Pizzocolo, l'omicida poi reo confesso che più di una volta, prima di ieri, era stato nell'albergo per coppiette. 

martedì 3 settembre 2013

Condannato a Cuba a 20 anni Reiver Rico, che uccise i coniugi udinesi

UDINE - Reiver Laborde Rico, il cubano di 24 anni accusato insieme alla sorella Lisandra dell'omicidio dei coniugi Paolo Burgato e Rosetta Sostero, è stato condannato per il delitto a 20 anni di reclusione da parte delle autorità giudiziarie cubane. La notizia, non ancora ufficiale, è stata comunicata via mail alla Procura di Udine dal Consolato italiano a L'Avana, che rimanda poi a una comunicazione ufficiale tra i ministeri di Giustizia e degli Affari esteri dei due Paesi.

venerdì 9 agosto 2013

Ecco l’assassino della commerciante di Saronno. Qualcuno lo conosce?

SARONNO - Sono stati diffusi alcuni fotogrammi dell'autore dell'omicidio della commerciante Maria Angela Patrizia Granomelli, uccisa nel pomeriggio del 3 agosto a Saronno. Le immagini sono state ricavate dal filmato delle telecamere di sicurezza della gioielleria in cui si è consumato il delitto. La Procura di Busto Arsizio ha anche attivato il numero verde gratuito 800547547 per segnalazioni sull'individuo raffigurato.

"L'impianto di sicurezza era vecchio e il filmato che ha ripreso l'omicidio era di scarsa qualità - spiegano gli inquirenti -. I fotogrammi che si diffondono sono quindi il risultato di una complessa procedura tecnica del Ris di Parma, per renderli più chiari".